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Classificazione delle case di cura private convenzionate nelle fasce funzionali A, B e C.

Decreto Ministeriale 16/06/1990
Classificazione delle case di cura
private convenzionate nelle fasce funzionali A, B e C.

TESTO
(si
riportano i soli capitoli di specifico interesse)
Sono approvati i
criteri per la classificazione della case di cura private
convenzionate nelle fasce funzionali A, B e C, ai fini della
corresponsione della diaria di degenza, secondo le disposizioni
contenute nell’allegato.
Allegato 1 (il possesso dei requisiti
indicati per la fascia funzionale C è indispensabile per una eventuale
classificazione nelle fasce funzionali A e B)
FASCIA FUNZIONALE “C”

REQUISITI IGIENICO-EDILIZI E SERVIZI:
a) uno o più edifici
esclusivamente destinati all’attività sanitaria;
b) la dotazione
idrica giornaliera minima di acqua potabile per posto letto non deve
essere inferiore a 200 litri. Le case di cura dovranno essere dotate
di una riserva idrica corrispondente almeno al 50% del fabbisogno
complessivo di un giorno e realizzata mediante serbatoi nei quali sia
assicurato un sufficiente ricambio giornaliero. Deroghe alla dotazione
minima indicata potranno essere concesse laddove sussistano reali
condizioni di carenza delle risorse idriche locali;
c) camere di
degenza, con illuminazione naturale, con non più di quattro posti
letto;
d) la temperatura dell’aria non dovrà essere inferiore a 20oC
per le sale di degenza e di soggiorno e a 22oC per le sale di visita e
medicazione;
e) camere di degenza multiple con superficie non
inferiore a mq.7 e, ove non sia possibile, a mq.6 per posto letto e
camere di degenza singole con superficie non inferiore a mq.9, sempre
che sia garantito un sufficiente ricambio di aria; se si prevede un
letto aggiunto per l’accompagnatore, la superficie deve essere di
mq.12;
f) la dotazione complessiva di servizi igienici per le unità
funzionali di degenza deve essere commisurata ad almeno un lavabo con
acqua calda sanitaria per ogni quattro letti, un bidet ed una tazza WC
per ogni sei letti, una vasca da bagno o doccia ogni dieci letti, con
esclusione dei servizi riservati alle camere singole;
g) stanza per il
medico di guardia e se del caso per l’ostetrica di guardia;
h) locale
di attesa per i visitatori;
i) locale per l’accettazione sanitaria ed
amministrativa;
l) idonei locali per la direzione sanitaria, per
quella amministrativa e per il personale medico;
m) il servizio di
assistenza religiosa deve essere assicurato dalla direzione
amministrativa per i degenti che ne facciano richiesta;
n) negli
edifici a più di un piano devono essere previsti elevatori in numero
adeguato ai flussi di traffico e comunque destinati a lettighe ed
ammalati, al materiale pulito e vitto, al materiale sporco;
o)
adeguati locali destinati a: cucina, dispensa, impianto frigorifero
per la conservazione degli alimenti; lavanderia e guardaroba;
disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione; servizio
mortuario.
Peraltro il servizio di cucina può essere anche
convenzionato o gestito in cooperativa da più istituzioni private
purché regolarmente autorizzate dall’autorità sanitaria e purché le
condizioni di trasporto siano idonee; se del caso vi dovrà essere una
cucina dietetica interna. Devono essere installati adeguati impianti
per la captazione di fumi, vapori ed odori nei punti di produzione e
per la loro pronta eliminazione. Il servizio di lavanderia può essere
anche convenzionato o gestito in cooperativa da più istituzioni
private purché le condizioni di trasporto siano idonee; viene comunque
escluso l’appalto esterno per la biancheria infetta o sospetta. I
locali devono essere attrezzati per la pronta captazione di vapori,
polveri ed odori.
Il servizio di disinfezione e disinfestazione deve
essere dotato dei locali e delle attrezzature occorrenti per le
operazioni di disinfezione e disinfestazione degli effetti personali e
letterecci, della biancheria ed in genere dei materiali infetti,
nonchè per il deposito dei disinfettanti e dei disinfestanti.
Le case
di cura possono consorziarsi tra di loro per la gestione di stazioni
di disinfezione e disinfestazione e, limitatamente a quest’ultima,
ricorrere ad appalti esterni.
Il servizio di sterilizzazione è
necessario allorquando vi siano unità funzionali chirurgiche ed
ostetriche e servizi di endoscopia; esso può essere abbinato al
complesso operatorio e può costituire un servizio centralizzato in
riservata comunicazione con il complesso operatorio e con il complesso
per il parto.
Nelle case di cura unicamente mediche la sterilizzazione
di siringhe, provette, pezzi di aspirazione, spirometri ed altre
attrezzature può essere assicurata mediante stazioni consorziate e con
convenzioni con servizi pubblici di sterilizzazione.
Il servizio
mortuario, oltre che presentare locali destinati all’osservazione, al
deposito ed alla esposizione delle salme ed un separato accesso
dall’esterno deve essere dotato anche di locali per eventuali
riscontri diagnostici anatomo-patologici, ai sensi della legge
15-2-1961, n.83, ove non si intenda assolvere a tale adempimento
mediante convenzione;
p) spogliatoio per il personale;
q) nei settori
destinati a specifiche attività terapeutiche (sale operatorie, sale da
parto, sale di degenza immaturi, rianimazione, terapia intensiva,
ecc.) dovranno essere previsti impianti di condizionamento integrale a
tutt’aria esterna con un numero di ricambi orari adeguato alle
specifiche esigenze del servizio ed un controllo particolare della
purezza dell’aria;
r) le case di cura devono essere dotate di
dispositivi ed impianti di sicurezza ed emergenza atti a garantire, in
caso di interruzione dell’alimentazione elettrica esterna,
l’automatica ed immediata disponibilità di energia elettrica adeguata
ad assicurare almeno il funzionamento delle attrezzature e dei servizi
che non possono rimanere inattivi neppure per brevissimo tempo (tra
essi i complessi operatori e da parto, il servizio di rianimazione, le
sale di terapia intensiva, le sale per immaturi, l’emoteca), nonchè un
minimo di illuminazione negli altri ambienti. Idonei provvedimenti
devono essere adottati per l’illuminazione notturna e per i
dispositivi acustico-luminosi per la chiamata del personale;
s) vanno
rispettate tutte le disposizioni di legge e di regolamento riguardanti
gli impianti elettrici, la sicurezza antincendi e lo smaltimento dei
rifiuti solidi, liquidi e radioattivi;
t) per l’impiego di apparecchi
o di sostanze che possono generare radiazioni ionizzanti si devono
adottare i provvedimenti costruttivi necessari per la protezione
sanitaria dei degenti e del personale. Per essa devonsi osservare le
prescrizioni di legge con particolare riguardo al decreto del
Presidente della Repubblica 13-2-1964, n.185, e successive
modificazioni.
Il servizio di diagnostica radiologica deve consistere
di locali ed impianti proporzionati alla capacità del complesso ed
alla sua classificazione. Deve essere provvisto di apparecchiature
idonee all’applicazione delle misure di protezione da radiazioni
ionizzanti di cui al decreto del Presidente della Repubblica
13-2-1964, n.185, e successive modificazioni;
u) locali e servizi
separati per l’isolamento temporaneo degli ammalati di forme morbose
diffusive.
ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI DIAGNOSI E CURA:
a)
articolazione di unità funzionali con almeno un raggruppamento di due
o più unità funzionali per specialità omogenee mediche e
chirurgiche;
b) unità funzionali costituite nel seguente modo:

medicina generale e chirurgia generale con non meno di 15 e non più di
30 posti letto;
– specialità mediche (pediatria, cardiologia,
dermatologia, ematologia, neurologia, nefrologia, pneumologia,
geriatria, oncologia medica, ecc.) con non meno di 15 e non più di 30
posti letto;
– specialità chirurgiche (ostetricia, ginecologia,
ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, urologia, oculistica,
ecc.) con non meno di 10 e non più di 30 posti letto;
– specialità
mediche e chirurgiche, se aggregate rispettivamente ad unità
funzionali di medicina generale e chirurgia generale, con non meno di
10 e non più di 30 posti letto.
Dette unità confluiranno per branche
affini in raggruppamenti con non meno di 30 e non più di 100 posti
letto; per le case di cura ad indirizzo specifico quali, tra l’altro,
quelle neuropsichiatriche, sanatoriali, riabilitative, per
lungodegenza medica e per malattie infettive, in raggruppamenti con
non più di 120 posti letto;
c) attrezzatura radiodiagnostica
costituita da almeno un apparecchio fisso fino a 150 posti letto e di
almeno due per un numero di posti letto maggiori. Per le case di cura
neuropsichiatriche fino a 120 posti letto è ammessa la dotazione di
apparecchi portatili. Un apparecchio portatile con amplificatore di
brillanza è obbligatorio, congiuntamente a quello fisso, per le case
di cura che ricoverano malati chirurgici o traumatologici. Il servizio
di radiologia dovrà inoltre essere dotato di: apparecchio radiografico
orto-clinografico, dotato di tavolo porta-paziente, stratigrafo,
tavolo di comando protetto, generatore, Potter, apparecchio
radiologico portatile per esami a letto, attrezzatura per sviluppo
manuale o sviluppatrice automatica;
d) laboratorio di analisi in grado
di effettuare gli esami connessi alla specifica attività clinica
esercitata con la seguente dotazione:
– idonei banchi di lavoro ed
armadi, cappa chimica con aspiratore, due centrifughe, deionizzatore o
disponibilità di H2O distillata, un frigorifero e un congelatore a
meno 25oC, bilancia analitica fino a 1 mgr, bilancia tecnica, stufa a
secco termoregolabile almeno fino a 250oC, due bagni maria
termoregolabili e termometro di controllo, agitatore orizzontale, due
microscopi binoculari, fotometro con possibilità di misura nel vicino
UV (340nm) con cellette termostatate, attrezzatura completa per
elettroforesi, agglutinoscopio, apparecchio automatico o
semiautomatico per la determinazione dei tests em…

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