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Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui all'art. 19 della legge 6-8-1967, n. 765.

Decreto Ministeriale 01/04/1968 n. 1404
Distanze minime a protezione
del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del
perimetro dei centri abitati, di cui all’art. 19 della legge 6-8-1967,
n. 765.

TESTO
Art. 1. CAMPO DI APPLICAZIONE DELLE PRESENTI
DISPOSIZIONI 1. Le disposizioni che seguono, relative alle distanze
minime a protezione del nastro stradale, vanno osservate nella
edificazione fuori del perimetro dei centri abitati e degli
insediamenti previsti dai piani regolatori generali e dai programmi di
fabbricazione.
Art. 2. DEFINIZIONE DEL CIGLIO DELLA STRADA 1. Si
definisce ciglio della strada la linea di limite della sede o
piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari
che pedonali, ivi incluse le banchine od altre strutture laterali alle
predette sedi quando queste siano transitabili, nonché le strutture di
delimitazione non transitabili (parapetti, arginelle, e simili).
Art.
3. DISTINZIONE DELLE STRADE 1. Le strade, in rapporto alla loro natura
ed alle loro caratteristiche, vengono cosi distinte agli effetti della
applicazione delle disposizioni di cui ai successivi articoli:
a)
autostrade: autostrade di qualunque tipo (legge 7-2-1961, n.
59, art.
4); raccordi autostradali riconosciuti quali autostrade ed aste di
accesso fra le autostrade e la rete viaria della zona (legge
19-10-1965, n.
1197, e legge 24-7-1961, n. 729, art. 9);
b) strade di
grande comunicazione o di traffico elevato: strade statali
comprendenti itinerari internazionali (legge 16-3-1956, n. 371, all.
1);
strade statali di grande comunicazione (legge 24-7-1961, n. 729
art. 14);
raccordi autostradali non riconosciuti; strade a scorrimento
veloce (in applicazione della legge 26-6-1965, n. 717, art. 7);
c)
strade di media importanza: strade statali non comprese tra quelle
della categoria precedente; strade provinciali aventi larghezza della
sede superiore o eguale a metri 10,50; strade comunali aventi
larghezza della sede superiore o eguale a metri 10,50;
d) strade di
interesse locale: strade provinciali e comunali non comprese tra
quelle della categoria precedente.
Art. 4. NORME PER LE DISTANZE 1. Le
distanze da osservarsi nella edificazione a partire dal ciglio della
strada e da misurarsi in proiezione orizzontale, sono cosi da
stabilire:
strade di tipo a) metri 60,00;
strade di tipo b) metri
40,00;
strade di tipo c) metri 30,00;
strade di tipo d) metri
20,00.
2. A tali distanze minime va aggiunta la larghezza dovuta alla
proiezione di eventuali scarpate o fossi e di fasce di espropriazioni
risultanti da progetti approvati.
Art. 5. DISTANZE IN CORRISPONDENZA
DI INCROCI 1. In corrispondenza di incroci e biforcazioni le fasce di
rispetto determinate dalle distanze minime sopraindicate sono
incrementate dall’area determinata dal triangolo avente due lati sugli
allineamenti di distacco, la cui lunghezza, a partire dal punto di
intersezione degli allineamenti stessi sia eguale al doppio delle
distanze stabilite nel primo comma del precedente art. 4, afferenti
alle rispettive strade, e il terzo lato costituito dalla retta
congiungente i due punti estremi.
2. Resta fermo quanto prescritto per
gli incroci relativi alle strade costituenti itinerari internazionali
(legge 16-3-1956, n. 371, all. 2).

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