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Riforma della disciplina sanzionatoria contenuta nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773

Decreto Legislativo 13/07/1994 n. 480
Riforma della disciplina
sanzionatoria contenuta nel testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.
773.

TESTO
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;
Visto l’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto l’art. 1 della legge 28 dicembre 1993, n. 562;
Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 aprile 1994;
Acquisito il parere delle competenti
Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 luglio 1994;
Sulla proposta del Ministro di grazia e
giustizia, di concerto con il Ministro dell’interno;
Emana
il
seguente decreto legislativo:

Art. 1
1. Il primo comma dell’art. 15
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, è sostituito dal seguente:
“Salvo che
il fatto costituisca reato, chiunque, invitato dall’autorità di
pubblica sicurezza a comparire davanti ad essa, non si presenta nel
termine prescritto senza giustificato motivo è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire
un milione.”.

Art. 2
1. L’art. 17 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.
773, è sostituito dal seguente:
“Art. 17. 1. Salvo quanto previsto
dall’art. 17-bis, le violazioni alle disposizioni di questo testo
unico, per le quali non è stabilita una pena od una sanzione
amministrativa ovvero non provvede il codice penale, sono punite con
l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire
quattrocentomila.
2. Con le stesse pene sono punite, salvo quanto
previsto dall’art. 17- bis, le contravvenzioni alle ordinanze emesse,
in conformità alle leggi, dai prefetti, questori, ufficiali distaccati
di pubblica sicurezza o sindaci.”.

Art. 3
1. Dopo l’art. 17 del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono inseriti i seguenti:
“Art.
17-bis. 1. Le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 59,
60, 75, 76, se il fatto è commesso contro il divieto dell’autorità,
86, 87, 101, 104, 111, 115, 120, comma secondo, limitatamente alle
operazioni diverse da quelle indicate nella tabella, 121, 123, 124 e
135, comma quinto, limitatamente alle operazioni diverse da quelle
indicate nella tabella, sono soggette alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire un milione a lire sei milioni.
2. La
stessa sanzione si applica a chiunque, ottenuta una delle
autorizzazioni previste negli articoli indicati nel comma 1, viola le
disposizioni di cui agli articoli 8 e 9.
3. Le violazioni alle
disposizioni di cui agli articoli 76, salvo quanto previsto nel comma
1, 81, 83, 84, 108, 113, quinto comma, 120, salvo quanto previsto nel
comma 1, 126, 128, escluse le attività previste dall’art. 126, 135,
escluso il comma terzo e salvo quanto previsto nel comma 1, e 147 sono
soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire trecentomila a lire due milioni.

Art. 17-ter. 1. Quando è
accertata una violazione prevista dall’art. 17-bis, commi 1 e 2, e
dall’art. 221-bis il pubblico ufficiale che vi ha proceduto, fermo
restando l’obbligo del rapporto previsto dall’art. 17 della legge 24
novembre 1981, n. 689, ne riferisce per iscritto, senza ritardo,
all’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione o, qualora il
fatto non concerna attività soggette ad autorizzazione, al questore.

2. Nei casi in cui è avvenuta la contestazione immediata della
violazione, è sufficiente, ai fini del comma 1, la trasmissione del
relativo verbale.
3. Entro cinque giorni dalla ricezione della
comunicazione del pubblico ufficiale, l’autorità indicata al comma 1
ordina con provvedimento motivato la cessazione dell’attività condotta
in difetto di autorizzazione ovvero, in caso di violazione delle
prescrizioni, la sospensione, per un periodo non superiore a tre mesi,
dell’attività autorizzata.
4. Quando ricorrono le circostanze
previste dall’art. 100, la cessazione dell’attività non autorizzata è
ordinata immediatamente dal questore.
5. Chiunque non osserva i
provvedimenti previsti dai commi 3 e 4, legalmente dati dall’autorità,
è punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale.

Art. 17-quater.
1. Per le violazioni previste dall’art. 17-bis e dall’art. 221-bis
consistenti nell’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla legge o
impartite dall’autorità nell’esercizio di attività soggette ad
autorizzazione, l’autorità amministrativa con l’ordinanza-ingiunzione
può applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione
dell’attività per un periodo non superiore a tre mesi.
2. La sanzione
accessoria è disposta dal giudice penale con la sentenza di condanna
nell’ipotesi di connessione obiettiva della violazione amministrativa
con un reato di cui all’art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

3. Nell’esecuzione della sanzione accessoria, si computa l’eventuale
periodo di sospensione eseguita ai sensi dell’art. 17-ter.

Art.
17-quinquies 1. Il rapporto relativo alle violazioni previste dagli
articoli 17-bis e 221-bis è presentato al prefetto.

Art. 17-sexies.
1. Per le violazioni previste dagli articoli 17-bis e 221-bis è
esclusa la confisca di beni immobili e si applicano le disposizioni di
cui all’art. 20, commi terzo, quarto e quinto, della legge 24 novembre
1981, n. 689.”.

Art. 4
1. Nell’art. 109 del testo unico delle leggi
di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.
773, l’ultimo comma è sostituito dai seguenti:
“Chiunque viola le
disposizioni del presente articolo è punito con l’arresto sino a tre
mesi o con l’ammenda sino a lire seicentomila. Se la persona
alloggiata è uno straniero od un apolide, la pena è dell’arresto sino
a sei mesi cui può essere aggiunta l’ammenda sino a lire un milione
duecentomila.
Salve le pene stabilite nel comma quarto, in caso di
trasgressione la licenza può essere revocata.”.

Art. 5
1. L’art.
147 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è sostituito dal seguente:

“Art. 147. 1. Fermo quanto previsto dalla normativa comunitaria,
chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero
o apolide, anche se parente o affine, o lo assume per qualsiasi causa
alle proprie dipendenze ovvero cede allo stesso la proprietà o il
godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio
dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto
ore, all’autorità locale di pubblica sicurezza.
2. La comunicazione
comprende, oltre alle generalità del denunciante, quelle dello
straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di
identificazione che lo riguardano, l’esatta ubicazione dell’immobile
ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospitata o presta servizio ed
il titolo per il quale la comunicazione è dovuta.”.

Art. 6
1. Il
secondo comma dell’art. 221 del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è
sostituito dal seguente:
“Salvo quanto previsto dall’art. 221-bis, le
contravvenzioni alle disposizioni di tali regolamenti sono punite con
l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda fino a lire duecentomila.”.

Art. 7
1. Dopo l’art. 221 del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è
inserito il seguente:
“Art. 221-bis. 1. Le violazioni alle
disposizioni di cui agli articoli 156, 187 e 225 del regolamento di
esecuzione del presente testo unico, approvato con regio decreto 6
maggio 1940, n. 635, sono soggette alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire un milione a lire sei milioni.
2. Le
violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 121, 131, 146, 149,
180, 181, 185, 186, 192, 196, 199, 211, 219, 220, 221, 222, 229, 230,
commi da 1 a 3, 240, 241, 242, limitatamente alle attività previste
dall’art. 126 del presente testo unico, e 260 del regolamento di
esecuzione, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono
soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire trecentomila a lire due milioni”.

Art. 8
1. All’art. 663 del
codice penale è aggiunto il seguente comma:
“Le disposizioni dei
commi 1 e 2 non si applicano all’affissione di scritti o disegni fuori
dai luoghi destinati dall’autorità competente.”.

Art. 9
1. Il primo
comma dell’art. 686 del codice penale è sostituito dal seguente:

“Chiunque, contro il divieto della legge, ovvero senza osservare le
prescrizioni della legge o dell’autorità, fabbrica o introduce nello
Stato droghe, liquori o altre bevande alcooliche ovvero detiene per
vendere o vende droghe, è punito con l’arresto fino ad un anno o con
l’ammenda da lire centomila a un milione.”.

Art. 10
1. L’art. 4
della legge 23 gennaio 1941, n. 166, è sostituito dal seguente:
“Art.
4. 1. Le violazioni all’art. 2 sono soggette alla sanzione
amministrativa prevista per l’art. 113, comma quinto, del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18
giugno 1931, n. 773”.

Art. 11
1. L’art. 11 della legge 24 ottobre
1942, n. 1415, è sostituito dal seguente:
“Art. 11. 1. Chiunque
impianti o tenga in esercizio un ascensore od un montacarichi senza
autorizzazione dell’autorità competente è soggetto alla sanzione
amministrativa prevista dall’art. 60 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.
773.
2. Qualora non si osservino, per l’esercizio e la manutenzione
dell’ascensore o del montacarichi, le prescrizioni della presente
legge, si applica la sanzione amministrati…

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