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Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell'edilizia privata.

Decreto Legge 25/05/1996 n. 285
Misure urgenti per il rilancio
economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell’edilizia
privata.

TESTO
Capo I REGOLARIZZAZIONE DI VIOLAZIONI EDILIZIE

Art.1.
MODIFICHE ALL’ARTICOLO 39 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1994, N.724 1.
All’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724 come modificato
dall’articolo 14 del decreto legge 23 febbraio 1995, n.41, convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n.85, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 1 l’ultimo periodo è sostituito dai
seguenti: ;
b) al comma 4, quarto periodo, le parole: sono
sostituite dalle seguenti: ;
c) al comma 4, dopo il penultimo
periodo, è inserito il seguente: ;
d) al comma 5, alla fine del
terzo periodo, le parole: <<31 marzo 1995>> sono
sostituite dalle seguenti: <<15 dicembre 1995, purché la domanda
sia stata presentata nei termini>>;
e) al comma 6, primo
periodo, le parole: <<31 marzo 1995>> sono sostituite
dalle seguenti: <<31 marzo 1996>>;
f) al comma 11, secondo
periodo, le parole: sono sostituite dalle seguenti: ;
g) al comma
13 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ;
h) al comma 18 le
parole: sono sostituite dalle seguenti: ;
i) alla tabella B, le
parole: <<10.000 a mq>>, riferite all’ultima tipologia di
abuso, sono sostituite dalle seguenti: <<10.000 a mq oltre
all’importo previsto fino a 750 mc>>;
l) al titolo della tabella
D sono soppresse le parole: e la parola: è sostituita dalla
seguente: , alle lettere a), b), e c) sono soppresse le parole:
.
2. Ai fini della determinazione delle somme da corrispondere a
titolo di oblazione ai sensi dell’articolo 39 della legge 23 dicembre
1994, n.724, come modificato dall’articolo 14 del decreto-legge 23
febbraio 1995, n.41, convertito con modificazioni, dalla legge 22
marzo 1995, n.85, è fatto salvo il quinto comma dell’articolo 34 della
legge 28 febbraio 1985, n.47, e successive modificazioni.

Capo II
ALTRE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SANATORIA EDILIZIA E DISPOSIZIONI
VARIE

Art.2. DISPOSIZIONI VARIE IN MATERIA DI SANATORIA E
D’INTERVENTO NELLE ZONE INTERESSATE DALL’ABUSIVISMO 1. Per le modalità
di riscossione e versamento dell’oblazione per la sanatoria degli
abusi edilizi sono fatti salvi gli effetti dei decreti del Ministro
delle Finanze in data 31 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n.207 del 5 settembre 1994, e in data 13 ottobre 1994,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.244 del 18 ottobre 1994, ad
esclusione dei termini per il versamento dell’importo fisso e della
restante parte dell’oblazione previsti dall’articolo 39 della legge 23
dicembre 1994, n.724. Con decreto del Ministro delle Finanze, di
concerto con i Ministri dei Lavori pubblici e del Tesoro, da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità e i
termini per il versamento dell’oblazione per la definizione delle
violazioni edilizie da parte dei soggetti non residenti in Italia. I
suddetti termini per il versamento dell’acconto dell’oblazione sono
fissati in trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella
Gazzetta Ufficiale; per la rateizzazione della restante parte
dell’oblazione sono fissati rispettivamente a 60, 90, 120, 180 e 210
giorni dal versamento dell’acconto e per il versamento degli oneri di
concessione allo scadere di trenta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto.
2. Per le opere eseguite in aree
sottoposte al vincolo di cui alla legge 29 giugno 1939, n.1497, e al
decreto-legge 27 giugno 1985, n.312, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 agosto 1985, n.431, il versamento dell’oblazione non
esime dall’applicazione dell’indennità risarcitoria prevista
dell’articolo 15 della citata legge n.1497 del 1939.
3. Con decreto
del ministro del tesoro, di concerto con il ministro dei lavori
pubblici, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità di rimborso
delle differenze non dovute e versate a titolo di oblazione. Coloro
che hanno presentato domanda di concessione in sanatoria entro il 30
giugno 1987, per la quale il sindaco ha espresso provvedimento di
diniego, ed hanno riproposto la domanda ai sensi dell’articolo 39
della citata legge n.724 del 1994, e successive modificazioni, per il
medesimo immobile, possono compensare il credito a loro favore
scaturito dal diniego della prima domanda di condono edilizio con il
debito derivato dal nuovo calcolo dell’oblazione relativa alla domanda
di condono inoltrata ai sensi del medesimo articolo 39. All’eventuale
relativa spesa si provvede anche mediante utilizzo di quota parte del
gettito eccedente l’importo di lire 2.550 miliardi e di lire 6.915
miliardi, rispettivamente per gli anni 1994 e 1995, derivante dal
pagamento delle oblazioni previste dall’articolo 39 della legge 23
dicembre 1994, n.724. La quota eccedente tali importi, versata
all’entrata dello Stato, è riassegnata, limitatamente alla misura
necessaria a coprire gli oneri derivanti dai rimborsi previsti dal
presente comma, con decreto del Ministro del Tesoro, su apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dei Lavori
pubblici.
4. I comuni sono tenuti a iscrivere nei propri bilanci le
somme versate a titolo di oneri concessori per la sanatoria degli
abusi edilizi in un apposito capitolo del titolo IV dell’entrata. Le
somme relative sono impegnate in un apposito capitolo del titolo II
della spesa. I comuni possono utilizzare le relative somme per far
fronte ai costi di istruttoria delle domande di concessione o di
autorizzazione in sanatoria, per anticipare i costi per interventi di
demolizione delle opere di cui agli articoli 32 e 33 della legge 28
febbraio 1985, n.47, e successive modificazioni, per le opere di
urbanizzazione primaria e secondaria, nonché per gli interventi di
risanamento urbano ed ambientale delle aree interessate
all’abusivismo. I comuni che, ai sensi dell’articolo 39, comma 9,
della legge 23 dicembre 1994, n.724, hanno adottato provvedimenti per
consentire la realizzazione di opere di urbanizzazione con scorporo
delle aliquote, possono utilizzare una quota parte delle somme
vincolate per la costituzione di un apposito fondo di garanzia, per
l’autorecupero, con l’obbiettivo di sostenere l’azione delle forme
consortili costituitesi e di integrare i progetti relativi alle
predette opere con progetti di intervento comunale.
5. Per l’attività
istruttoria connessa al rilascio delle concessioni in sanatoria i
comuni possono utilizzare i fondi all’uopo accantonati per progetti
finalizzati da svolgere oltre l’orario di lavoro ordinario, ovvero
nell’ambito dei lavori socialmente utili.
I comuni possono anche
avvalersi di liberi professionisti o di strutture di consulenze e
servizi.
6. La concessione di indennizzi, ai sensi della legislazione
sulle calamità naturali, è esclusa nei casi in cui gli immobili
danneggiati siano stati eseguiti abusivamente in zone alluvionali; la
citata concessione di indennizzi è altresì esclusa per gli immobili
edificati in zone sismiche senza i prescritti criteri di sicurezza e
senza che sia intervenuta sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio
1985, n.47, e successive modificazioni ed integrazioni.
7. Non possono
formare oggetto di sanatoria, di cui all’articolo 39 della legge 23
dicembre 1994, n.724, come integrato dal presente decreto, le
costruzioni abusive realizzate sopra e sotto il soprassuolo boschivo
distrutto o danneggiato per cause naturali o atti volontari, fermi
restando i divieti previsti nei commi quarto e quinto dell’articolo 9
della legge 1o marzo 1975, n.47, e successive modifiche e
integrazioni.
8. Ai fini della relazione prevista dal comma 3
dell’articolo 13 del decreto legge 12 gennaio 1988, n.2, convertito,
con modificazioni, dalla legge 13 marzo 1988, n.68, i comuni
riferiscono annualmente al ministero dei Lavori pubblici
sull’utilizzazione dei fondi di cui al comma 4.
9. La tipologia di
abuso di cui al numero 4 della tabella allegata alla legge 28 febbraio
1985, n.47, deve intendersi applicabile anche agli abusi consistenti
in mutamenti di destinazione d’uso eseguiti senza opere edilizie.
10.
I nuclei abusivi di costruzioni residenziali sanate o il corso di
sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n.47, e successive
modificazioni, che non siano stati ancora oggetto di recupero
urbanistico a mezzo di variante agli strumenti urbanistici, di cui
all’articolo 29 della stessa legge, dovranno essere regolarizzati dai
comuni entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sulla base della normativa regionale
specificamente adottata.

Art.3. COMMISSARI AD ACTA 1. In caso di
inadempienze, il Ministro dei Lavori pubblici, ai fini dell’attuazione
di quanto previsto dall’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994,
n.724, su richiesta del Sindaco, del Comitato regionale di controllo,
ai sensi dell’articolo 48 della legge 8 giugno 1990, n.142, su
segnalazione del Prefetto competente per territorio, ovvero d’ufficio,
nomina un commissario ad acta per l’adozione dei provvedimenti
sanzionatori di competenza del Sindaco.
2. Qualora sia necessario
procedere alla demolizione di opere abusive è possibile avvalersi, per
il tramite dei provveditorati alle opere pubbliche, delle strutture
tecnico-operative del ministero della difesa, sulla base di apposita
convenzione stipulata d’intesa fra il ministro dei lavori pubblici ed
il ministro della difesa.

Art.4 OSSERVATORI REGIONALI E OSSERVATORIO
NAZIONALE SULL’ABUSIVISMO EDILIZIO 1. Le regioni, nell’ambito
dell’applicazione dell’articolo 23 della legge 28 febbraio 1985, n.47,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del prese…

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