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Misure urgenti per il sostegno ed il rilancio dell'edilizia residenzia...

Misure urgenti per il sostegno ed il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica e interventi in materia di opere a carattere ambientale.

Decreto Legge 25/05/1996 n. 286
Misure urgenti per il sostegno ed il
rilancio dell’edilizia residenziale pubblica e interventi in materia
di opere a carattere ambientale.

TESTO
(Questo decreto reitera con
modifiche e integrazioni il D.L.499/95, D.L.396/95, il D.L.296/95, il
D.L.188/95, D.L.155/96)

Capo I NORME DI SOSTEGNO E RILANCIO
DELL’EDILIZIA PUBBLICA

Art.1. UTILIZZO DELLE MAGGIORI ENTRATE DA
FONDI EX GESCAL 1. Le maggiori entrate dei fondi di cui alla legge 1
febbraio 1963, n.60, per gli anni 1993 e 1994, quantificate al 31
dicembre 1994 in lire 1.417 miliardi, sono così utilizzate:
a) lire
300 miliardi per i programmi di riqualificazione urbana di cui al
decreto del Ministro dei lavori pubblici 21 dicembre 1994, come
modificato dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 4 febbraio
1995, pubblicati nelle Gazzette Ufficiali n.302 del 28 dicembre 1994 e
n.55 del 7 marzo 1995, che verranno versati all’entrata dello Stato
per esser riassegnati con decreto del Ministro del tesoro all’apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici
di cui all’articolo 3, primo capoverso;
b) lire 200 miliardi per i
programmi di cui all’articolo 2, primo comma, lettera f), della legge
5 agosto 1978, n.457, con le modalità di cui al punto 4.3 della
delibera CIPE 10 gennaio 1995, pubblicata nella Gazzetta ufficiale
n.60 del 13 marzo 1995;
c) lire 100 miliardi per la realizzazione di
interventi da destinare alla soluzione di problemi abitativi di
particolari categorie sociali;
d) lire 800 miliardi, da ripartire fra
le regioni ai sensi della delibera CIPE 16 marzo 1994, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n.114 del 18 maggio 1994, da utilizzare per
le finalità di cui all’articolo 11 del decreto legge 5 ottobre 1993,
n.398, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,
n.493, nonché per la realizzazione, da parte degli istituti autonomi
per le case popolari comunque denominati, di alloggi di edilizia
agevolata da cedere in locazione per uso abitativo al fine di
garantire la mobilità di lavoratori dipendenti. A quest’ultima
finalità le regioni destinano non meno di lire 200 miliardi dei
suddetti fondi;
e) lire 17 miliardi, per la finalità di cui
all’articolo 5.
2. Con i fondi di cui all’articolo 2, comma primo,
lettera f), della legge 5 agosto 1978, n.457, possono essere
finanziati interventi ricompresi nei programmi di riqualificazione
urbana.
3. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sono definiti i criteri e le modalità di concessione dei
finanziamenti e dettati i criteri per l’individuazione delle
particolari categorie sociali destinatarie degli interventi di
edilizia agevolata e sovvenzionata di cui al comma 1, lettera
c).

Art.2. ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE FINANZIARIE PER I PROGRAMMI
STRAORDINARI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA 1. I programmi
straordinari di edilizia residenziale agevolata previsti dall’articolo
4 del decreto-legge 23 gennaio 1982, n.9, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n.94, dall’articolo 3, comma
7-bis, del decreto-legge 7 febbraio 1985, n.12, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n.118, e dall’articolo 22,
comma 3, della legge 11 marzo 1988, n.67, relativi all’annualità 1989,
i cui lavori non siano iniziati alla data di entrata in vigore del
presene decreto per il mancato rilascio della concessione edilizia,
devono pervenire alla fase di inizio dei lavori entro il 31 luglio
1996. Nel caso di mancato inizio dei lavori entro tale data, il
segretariato generale del Comitato per l’edilizia residenziale
(C.E.R.), nei trenta giorni successivi, trasmette alle regioni
l’elenco dei programmi per i quali non è stata rinascita la
concessione edilizia. Il presidente della giunta regionale, entro
trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, nomina un
commissario “ad acta” il quale provvede entro i successivi trenta
giorni al rilascio della concessione medesima. I commissari “ad acta”,
nei dieci giorni successivi alla scadenza di tale ultimo termine,
trasmettono al segretariato generale del C.E.R. l’elenco dei programmi
costruttivi per i quali è stata rilasciata la concessione edilizia.
Per i programmi che non hanno ottenuto il rilascio della concessione,
il segretariato generale del C.E.R. procede alla revoca dei relativi
finanziamenti.
2. I programmi sperimentali di edilizia residenziale
sovvenzionata, previsti dall’articolo 4 del decreto-legge 23 gennaio
1982, n.9, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982,
n.94, i cui lavori non siano ancora iniziati alla data di entrata in
vigore del presente decreto, devono pervenire alla fase di inizio dei
lavori entro il 31 luglio 1996. Nel caso di mancato inizio dei lavori
entro tale data, il segretariato generale del C.E.R., previa diffida
ad adempiere all’operatore affidatario del programma, procede alla
revoca del finanziamento. In caso di mancato rilascio della
concessione edilizia, si applica la procedura di cui al comma 1.
3. Ai
programmi di edilizia sovvenzionata di cui al comma 2, per i quali i
lavori non siano iniziati alla data di entrata in vigore del presente
decreto, ovvero, pur essendo iniziati, non siano stati completati, si
applicano, in deroga alle procedure finanziarie già stabilite nelle
convenzioni stipulate tra il segretariato generale del C.E.R. e gli
operatori affidatari dei programmi suddetti, le disposizioni del
decreto del Ministro dei lavori pubblici 5 agosto 1994, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n.194 del 20 agosto 1994. Per la quota parte
dei lavori già eseguiti alla data di entrata in vigore del prescritto
decreto, si applicano i massimali di costo di cui ai decreti
ministeriali vigenti nel periodo di esecuzione dei lavori. Alla
copertura finanziaria delle disposizioni di cui sopra si provvede con
le disponibilità derivanti dai fondi residui e dalle economie già
realizzate sui programmi stessi, nonché con le minori spese derivanti
dalle rinunce e revoche dai programmi di edilizia sovvenzionata ed
agevolata, previsti dall’articolo 4 del decreto-legge 23 gennaio 1982
n.9, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n.94.
Fatti salvi gli accantonamenti per adeguamento alle aliquote I.V.A.,
eventuali somme non utilizzate sono destinate alle finalità di cui
all’articolo 2, comma primo, lettera f). della legge 5 agosto 1978,
n.457.
4. I finanziamenti per l’edilizia agevolata già assegnati in
attuazione dei programmi straordinari previsti dall’articolo 3, comma
7-bis, del decreto-legge 7 febbraio 1985, n.12, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n.118, e dall’articolo 22,
comma 3, della legge 1l marzo 1988, n.67, resisi disponibili per
effetto di provvedimenti di revoca, sono utilizzati per l’assegnazione
definitiva di contributi che sono stati deliberati ai sensi delle
stesse leggi. Eventuali somme non utilizzate sono destinate alle
finalità di cui all’articolo 2, comma primo, lettera f), della legge 5
agosto 1978, n.457, ivi compresi i fondi destinati dalla delibera CIPE
30 luglio 1991 al completamento del programma di cui al decreto-legge
14 dicembre 1974, n.658, convertito con modificazioni, dalla. legge 15
febbraio 1975, n.7.
5. Gli affidamenti degli interventi di
sperimentazione nel settore dell’edilizia residenziale di cui
all’articolo 2, primo comma, lettera f), della legge 5 agosto 1978,
n.457, per i quali è stata data applicazione alle disposizioni di cui
all’articolo 8, comma 2, del decreto-legge 5 ottobre 1993 n.398,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.493,
sono revocati qualora i lavori, relativi a detti interventi, non siano
iniziati entro e non oltre il 31 luglio 1996.
6. Il termine del 31
dicembre 1995 di cui all’articolo 22, comma 1, della legge 17 febbraio
1992, n.179, è prorogato al 31 dicembre 1996.

Art.3. PROGRAMMI DI
RIQUALIFICAZIONE URBANA E PROGRAMMI EX ARTICOLO 18 DEL DECRETO-LEGGE
13 MAGGIO 1991, N.152, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 12
LUGLIO 1991, N.203 1. All’articolo 2, comma 2, della legge 17 febbraio
1992, n.179, come modificato dall’articolo 10 del decreto legge 5
ottobre 1993, n.398, convertito con modificazioni, dalla legge 4
dicembre l993, n.493, dopo terzo periodo sono inseriti i seguenti
.
2. Anche in deroga alle diverse procedure previste in applicazione
dell’articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n.152, convertito,
con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n.203, e dall’articolo
8 del decreto-legge ottobre 1993, n.398, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.493, gli accordi di
programma adottati dai comuni, ancorché non ratificati, sono
direttamente ammessi ai finanziamenti previsti dallo stesso articolo
18, comma 1, nell’ambito delle disponibilità esistenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto. La ratifica di detti programmi
deve comunque avvenire entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, decorsi i quali il programma viene
escluso dalla attribuzione dello stesso finanziamento. In ogni caso i
finanziamenti non possono essere liquidati in pendenza della ratifica.
L’erogazione dei finanziamenti di cui sopra avviene senza pregiudizio
per i procedimenti pendenti, preliminari all’accordo di programma di
cui all’articolo 8 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n.398,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.493, e
non ancora definiti alla data di entrata in vigore del presente
decreto. A tale fine viene accantonata una quota dei predetti
finanziamenti pari al 50 per cento del complessivo importo.

Art.4.
ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE 1. Il comma 8-bis dell’articolo 3 della
legge 17 febbraio 1992, n.179, introdotto dall’articolo 7 del decreto
legge 5 ottobre 1993, n.398, convertito, con modificazio…

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