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Differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia di opere pubbliche e politiche ambientali e territoriali, nonchè disposizioni urgenti per il recupero edilizio nei centri urbani.

Decreto Legge 25/06/1996 n. 335
Differimento di termini previsti da
disposizioni legislative in materia di opere pubbliche e politiche
ambientali e territoriali, nonchè disposizioni urgenti per il recupero
edilizio nei centri urbani.

TESTO

Art.1. IMPIANTISTICA SPORTIVA ED
EDILIZIA SCOLASTICA
1. I termini previsti dagli articoli 1 e 2 della
legge 7 agosto 1989, n.289, concernenti la definizione dei programmi
di impiantistica sportiva, sono prorogati al 30 giugno 1996. I mutui
sono concessi dall’Istituto per il credito sportivo utilizzando per la
copertura del relativo onere contributivo lo stanziamento di cui
all’articolo 27, comma 3, della legge 30 dicembre 1991, n.412. I mutui
a favore di enti locali sono assistiti, a carico dello stanziamento
suddetto, dalla contribuzione pari ad una rata di ammortamento
costante annua posticipata al 6 per cento, comprensiva di capitale e
di interessi, rimanendo la parte ulteriore della rata di ammortamento
a carico degli enti beneficiari. I mutui a favore di altri soggetti,
ammessi a fruire del credito sportivo, sono assistiti dal contributo
del 7,50 per cento sugli interessi.
2. Sono attribuite alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri le competenze statali in materia di
impiantistica sportiva già appartenenti al soppresso Ministero del
turismo e dello spettacolo.
3. Le regioni e le province autonome
continuano ad assicurare le necessarie risorse per il funzionamento
delle rispettive organizzazioni turistiche anche ai sensi del settimo
comma dell’articolo 4 della legge quadro 17 maggio 1983,
n.217.

Art.2. INTERVENTI NEL SETTORE ABITATIVO
1. Le disponibilità di
competenza della regione Puglia di cui all’articolo 4-bis del
decreto-legge 12 settembre 1983, n.462, convertito, con modificazioni,
dalla legge 10 novembre 1983, n.637, al netto delle somme occorrenti a
far fronte agli oneri di cui all’articolo 10 del decreto-legge 5
ottobre 1993, n.398, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 1993 n.493 sono destinate alla copertura delle carenze
contributive relative ai finanziamenti erogati in base a leggi
regionali di incentivazione edilizia. La messa a disposizione e la
erogazione delle disponibilità anzidette viene effettuata dal
Ministero dei lavori pubblici – Segretariato generale del CER –
direttamente in favore degli istituti di credito mutuanti previa
rendicontazione effettuata con modalità stabilite dal Segretariato
medesimo.
2. Al fine di agevolare l’adozione dell’accordo di programma
previsto all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993,
n.398, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993 n.493
nel comma 1 del citato articolo 8 la parola è sostituita dalla
seguente: .
3. Al fine di agevolare il rilascio delle concessioni di
edificazione all’articolo 8 comma 2 del decreto-legge 5 ottobre 1993,
n.398, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993,
n.493, la parola: è sostituita dalla seguente: .
4. Il termine
previsto dall’articolo 3 comma 5 del decreto-legge 30 dicembre 1988,
n.551 convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 1989 n.61
relativo alla concessione della assistenza della forza pubblica, è
prorogato di trenta mesi a decorrere dal 1o gennaio 1994.
5 Le
disposizioni degli articoli 3 e 5 del decreto-legge 30 dicembre 1988,
n.551 convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 1989, n.61,
devono intendersi nel senso che al prefetto è attribuita 1a potestà,
oltre che di fissare criteri generali per l’impiego della forza
pubblica nella esecuzione di tutti i provvedimenti di rilascio degli
immobili urbani ad uso abitazione, con esclusione soltanto di quelli
non aventi origine da rapporti di locazione, anche di determinare
puntualmente i tempi e 1e modalità della concessione della medesima,
in correlazione con le situazioni di volta in volta emergenti, anche
in deroga all’ordine di presentazione delle richieste dell’ufficiale
giudiziario.

Art.3. INTERVENTI IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE
1. E’
ulteriormente differito al 31 dicembre 1997 il termine del 31 dicembre
1993 stabilito dall’articolo 1, comma 2, della legge 23 dicembre 1992
n.493, relativo all’espletamento dei compiti del comitato di esperti
istituito per le operazioni propedeutiche agli interventi di
consolidamento e restauro della torre di Pisa, di cui all’articolo 1,
comma 2 del decreto-legge 5 ottobre 199O, n.279 convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 novembre 1990, n.360.
2. L’articolo 1,
comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1990, n.279, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 novembre 1990, n.360, è sostituito dal
seguente:
<<1. Per gli interventi di consolidamento e restauro
della torre di Pisa, il comitato di undici esperti di alta
qualificazione scientifica, italiani e stranieri integrato da due
membri scelti tra storici dell’arte medioevale e dal direttore
dell’istituto centrale per il restauro, istituito per le operazioni
propedeutiche dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
congiunta del Ministro per i beni culturali e ambientali e del
Ministro dei lavori pubblici, provvede, anche in deroga alla normativa
vigente, all’individuazione e definizione del progetto di massima e di
quello esecutivo, stabilendo i tempi, i costi e le modalità di
esecuzione e designando, anche nel proprio seno, il soggetto
responsabile della direzione dei lavori, nonché all’attuazione dei
necessari interventi e all’indicazione delle modalità per la
successiva fruizione del monumento. Il Comitato, ai fini della
redazione del progetto di restauro della torre di Pisa, si avvale
della collaborazione dell’istituto centrale per il restauro. Il
Comitato sovrintende all’attività di controllo delle condizioni della
torre e attiva gli interventi necessari alla sicurezza della
stessa.
2. Per la prosecuzione degli interventi di restauro e
consolidamento della torre di Pisa, è autorizzata una ulteriore spesa
di lire 6 miliardi per ciascuno degli anni 1996 e 1997. Al relativo
onere si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto ai
fini del bilancio triennale 1996-1998 al capitolo 9001 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per gli anni 1996 e 1997,
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per i
beni culturali ed ambientali>>.
3. La facoltà di acquisizione di
edifici indicata all’articolo 6, quarto comma, della legge 6 febbraio
1985, n.16, è estesa agli anni 1993 e seguenti, in relazione agli
stanziamenti iscritti al capitolo 8412 dello stato di previsione del
Ministero dei lavori pubblici ai sensi della medesima legge n.16 del
1985.
4. Per consentire la prosecuzione del programma operativo
delle regioni dell’obiettivo 1, approvato con decisione della
Commissione CEE n. C(89)2259/3 del 21 dicembre 1989, nell’ambito del
regolamento CEE n.2052/88, le somme esistenti presso la Cassa depositi
e prestiti per l’attuazione del programma generale di metanizzazione
del Mezzogiorno, ai sensi dell’articolo 11 della legge 28 novembre
1980, n.784, e successive modificazioni ed integrazioni, sono
destinate al finanziamento della quota di competenza nazionale del
predetto programma operativo. A tal fine la Cassa depositi e prestiti
è autorizzata a versare al conto corrente di tesoreria del fondo di
rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n.183,
l’ammontare determinato dal CIPE per la successiva reiscrizione al
capitolo 7802 dello stato di previsione del Ministero del tesoro.
5.
Il Ministro del bilancio e della programmazione economica stabilisce,
con propri decreti, entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, il termine per l’attuazione dell’accordo
di programma relativo alla Val Basento.
6. I progetti approvati dal
CIPE con delibere del 20 dicembre 1990 e del 31 gennaio 1992 sono
proseguiti sulla base dei finanziamenti derivanti per effetto delle
delibere stesse e nei termini temporali allo scopo stabiliti con
decreto del Ministero del bilancio e della programmazione
economica.
7. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, primo
periodo, della legge 16 dicembre 1993, n.520. si intendono riferite
agli esercizi finanziari chiusi al 31 dicembre 1993. I consorzi
denominati idraulici di terza categoria che, sulla base delle
rispettive norme statutarie, svolgono, esclusivamente o promiscuamente
con le attività di difesa idraulica, funzioni aventi natura giuridica
e finalità diverse, tra cui quelle di cui al capo V del testo unico
delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle
diverse categorie, approvato con regio decreto 25 luglio 1904, n.523,
continuano ad operare ai soli fini dello svolgimento di tali ultime
funzioni. In caso di attività promiscue, alla separazione del
patrimonio provvede il Ministero del tesoro – Ispettorato generale per
gli affari e per la gestione del patrimonio degli enti disciolti.
8.
Il termine di cui all’articolo 8 della legge 5 gennaio 1994, n.35, è
differito al 31 dicembre 1994.
9. Il comma 7 dell’articolo 1 del
decreto-legge 18 gennaio 1993, n.9, convertito, con modificazioni,
dalla legge 18 marzo 1993, n.67, è sostituito dal seguente:
<<7.
Le somme disponibili sul capitolo 8420 dello stato di previsione del
Ministero dei lavori pubblici non impegnate al termine degli esercizi
1990 e 1992 sono conservate nel conto dei residui passivi per essere
erogate nell’esercizio 1995 all’Università degli studi di
Siena.>>.
10. I lavori di cui al capitolo 9050 dello stato di
previsione del Ministero dei lavori pubblici possono essere eseguiti,
limitatamente all’anno 1994, avvalendosi delle speciali procedure
disposte con i commi terzo, quarto e quinto dell’articolo 11 della
legge 8 agosto 1977, n.546, e successive modificazioni. Entro il 31
dicembre 1995 possono comunque essere utilizzate, per le finalità
orientate alla riparazione e ricostruzione delle zone de…

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