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Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell'edilizia privata.

Decreto Legge 26/07/1995 n. 310
Misure urgenti per il rilancio
economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell’edilizia
privata.

TESTO

Capo I REGOLARIZZAZIONE DI VIOLAZIONI
EDILIZIE

Art.1. MODIFICHE ALL’ARTICOLO 39 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE
1994, N.724 1. All’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 4, quarto periodo,
le parole: sono sostituite dalle seguenti: ;
b) al comma 18 le
parole: sono sostituite dalle seguenti: ;
c) alla tabella B, le
parole: <<10.000 a mc>>, riferite all’ultima tipologia di
abuso, sono sostituite dalle seguenti: <<10.000 a mq oltre
all’importo previsto fino a 750 mc>>;
d) al titolo della tabella
D sono soppresse le parole: e la parola: è sostituita dalla
seguente: , alle lettere a), b) e c) sono soppresse le parole:
.

Capo II ALTRE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SANATORIA EDILIZIA E
DISPOSIZIONI VARIE

Art.2. DISPOSIZIONI VARIE IN MATERIA DI SANATORIA
E D’INTERVENTO NELLE ZONE INTERESSATE DALL’ABUSIVISMO 1. Per le
modalità di riscossione e versamento dell’oblazione per la sanatoria
degli abusi edilizi sono fatti salvi gli effetti dei decreti del
ministro delle Finanze in data 31 agosto 1994, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n.207 del 5 settembre 1994, e in data 13 ottobre
1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.244 del 18 ottobre 1994, a
esclusione dei termini per il versamento dell’importo fisso e della
restante parte dell’oblazione previsti dall’articolo 39 della legge 23
dicembre 1994, n.724. Con decreto del ministro delle Finanze, di
concerto con i ministri dei Lavori pubblici e del Tesoro, da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità e i
termini per il versamento dell’oblazione per la definizione delle
violazioni edilizie da parte dei soggetti non residenti. I suddetti
termini per il versamento dell’acconto dell’oblazione sono fissati in
trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta
Ufficiale; per la rateizzazione della restante parte dell’oblazione
sono fissati al 15 giugno, 15 agosto, 15 ottobre e 15 dicembre 1995 e
per il versamento degli oneri di concessione allo scadere di trenta
giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del
decreto.
2. Con decreto del ministro del Tesoro, di concerto con il
ministro dei Lavori pubblici, da emanarsi entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le
modalità di rimborso delle differenze non dovute e versate a titolo di
oblazione. All’eventuale relativa spesa si provvede anche mediante
utilizzo di quota parte del gettito eccedente l’importo di lire 2.550
miliardi e di lire 6.915 miliardi, rispettivamente per gli anni 1994 e
1995, derivante dal pagamento delle oblazioni previste dall’articolo
39 della legge 23 dicembre 1994. La quota eccedente tali importi,
versata all’entrata dello Stato, è riassegnata, con decreto del
ministro del Tesoro, su apposito capitolo dello stato di previsione
del ministero dei Lavori pubblici.
3. I comuni sono tenuti a iscrivere
nei propri bilanci le somme versate a titolo di oneri concessori per
la sanatoria degli abusi edilizi in un apposito capitolo del titolo IV
dell’entrata. Le somme relative sono impegnate in un apposito capitolo
del titolo II della spesa, utilizzando il 10 per cento delle medesime
per far fronte ai costi di istruttoria delle domande di concessione o
di autorizzazione in sanatoria ed un ulteriore 10 per cento quale
anticipazione dei costi per interventi di demolizione delle opere di
cui agli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985, n.47. Le
rimanenti somme sono vincolate a finanziare le opere di urbanizzazione
primaria e secondaria, nonché gli interventi di risanamento urbano ed
ambientale delle aree interessate dall’abusivismo.
4. Per l’attività
istruttoria connessa al rilascio delle concessioni in sanatoria i
comuni utilizzano i fondi all’uopo accantonati, in misura non
superiore a quella prevista al comma 3, per progetti finalizzati da
svolgere oltre l’orario di lavoro ordinario. Nei soli casi in cui non
sia possibile utilizzare personale in servizio nelle amministrazioni
locali interessate, le stesse possono avvalersi di liberi
professionisti o di strutture di consulenze e servizi.
5. La
concessione di indennizzi, ai sensi della legislazione sulle calamità
naturali, è esclusa nei casi in cui gli immobili danneggiati siano
stati eseguiti abusivamente in zone alluvionali; la citata concessione
di indennizzi è altresì esclusa per gli immobili edificati in zone
sismiche senza i prescritti criteri di sicurezza e senza che sia
intervenuta sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n.47, e
successive modificazioni ed integrazioni.
6. Non possono formare
oggetto di sanatoria, di cui all’articolo 39 della legge 23 dicembre
1994, n.724, come integrato dal presente decreto, le costruzioni
abusive realizzate sopra e sotto il soprassuolo boschivo distrutto o
danneggiato per cause naturali o atti volontari, fermi restando i
divieti previsti nei commi quarto e quinto dell’articolo 9 della legge
1o marzo 1975, n.47, e successive modifiche e integrazioni.
7. Ai fini
della relazione prevista dal comma 3 dell’articolo 13 del decreto
legge 12 gennaio 1988, n.2, convertito, con modificazioni, dalla legge
13 marzo 1988, n.68, i comuni riferiscono annualmente al ministero dei
Lavori pubblici sull’utilizzazione dei fondi di cui al comma
3.

Art.3. COMMISSARI AD ACTA 1. In caso di inadempienze, il ministro
dei Lavori pubblici, ai fini dell’attuazione di quanto previsto
dall’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, su richiesta del
Sindaco, del Comitato regionale di controllo, ai sensi dell’articolo
48 della legge 8 giugno 1990, n.142, su segnalazione del Prefetto
competente per territorio, ovvero d’ufficio, nomina un commissario ad
acta per l’adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza del
Sindaco.
2. Qualora sia necessario procedere alla demolizione di opere
abusive è possibile avvalersi, per il tramite dei provveditorati alle
opere pubbliche, delle strutture tecnico-operative del ministero della
Difesa, sulla base di apposita convenzione stipulata d’intesa fra il
ministro dei Lavori pubblici ed il ministro della Difesa.

Art.4.
NORME IN MATERIA DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA 1. All’articolo 39
comma 1 della legge 8 giugno 1990, n.142, è aggiunta, in fine, la
seguente lettera:
.
2. All’articolo 39 della legge 8 giugno 1990,
n.142, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
<<2-bis.
Nell’ipotesi di cui alla lettera c-bis) del comma 1, trascorso il
termine entro il quale gli strumenti urbanistici devono essere
adottati, l’organo regionale di controllo assegna agli enti che non
abbiano provveduto un ulteriore termine di sei mesi, alla scadenza del
quale, con lettera notificata ai singoli consiglieri, diffida il
consiglio ad adempiere nei successivi sessanta giorni. Trascorso
infruttuosamente quest’ultimo termine, l’organo regionale di controllo
ne dà comunicazione al Prefetto, che inizia la procedura per lo
scioglimento del consiglio. Le disposizioni di cui al presente comma
si applicano anche nei confronti degli organi delle comunità montane e
delle aree metropolitane.>>.
3. L’approvazione dello strumento
urbanistico da parte della regione e, ove prevista, della provincia o
di altro ente locale, avviene entro centottanta giorni dalla data di
trasmissione, da parte dell’ente che lo ha adottato, dello stesso
strumento urbanistico corredato della necessaria documentazione;
decorso infruttuosamente il termine, che può essere interrotto una
sola volta per motivate ragioni, i piani si intendono approvati. In
caso di diniego di approvazione, il termine di cui all’articolo 39
comma 1, lettera c-bis), della legge 8 giugno 1990, n.142, ridotto
della metà, decorre nuovamente dalla data di comunicazione.
4. Ai fini
della prima applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 39,
comma 1, lettera c-bis), e 2-bis, della legge 8 giugno 1990, n.142,
come modificata dal presente articolo, i termini ivi previsti
decorrono dal 1o gennaio 1995.

Art.5. NORME TRANSITORIE E
SANZIONATORIE 1. A seguito del rilascio della concessione in sanatoria
ai sensi dell’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, come
integrata dal presente decreto, gli atti tra vivi la cui nullità, ai
sensi dell’articolo 17 e del secondo comma dell’articolo 40 della
legge 28 febbraio 1985, n.47, e successive modificazioni e
integrazioni, non sia stata ancora dichiarata, acquistano validità di
diritto. Ove la nullità sia stata dichiarata con sentenza passata in
giudicato e trascritta, può essere richiesta la sanatoria retroattiva
su accordo delle parti, con atto successivo contenente gli allegati di
cui al secondo comma dell’articolo 40 della legge 28 febbraio 1985,
n.47, sempreché non siano nel frattempo intervenute altre trascrizioni
a favore di terzi. Dall’imposta di registro calcolata sull’atto volto
a determinare l’effetto di cui al presente articolo è decurtato
l’importo eventualmente già versato per la registrazione dell’atto
dichiarato nullo.
2. Gli atti di cui al secondo comma dell’articolo 40
della legge 28 febbraio 1985, n.47, sono nulli e non possono essere
rogati se da essi non risultino gli estremi della domanda di condono
con gli estremi del versamento in una o più rate, dell’intera somma
dovuta a titolo di oblazione e di contributo concessorio. Verificatosi
il silenzio-assenso disciplinato dall’articolo 39, comma 4, della
legge 23 dicembre 1994, n.724, nel predetti atti devono essere
indicati, a pena di nullità, i seguenti elementi costitutivi dello
stesso: data della domanda, estremi del versamento di tutte le somme
dovute, dichiarazione di parte che il comune non ha provveduto a
emetter…

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