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Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell'attività amministrativa.

Decreto Legge 13/05/1991 n. 152
Provvedimenti urgenti in tema di lotta
alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento
dell’attività amministrativa.

TESTO
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza, per far fronte a gravissimi
fenomeni di criminalità organizzata e per assicurare la difesa della
legalità, di rivedere alcune norme in tema di ordinamento
penitenziario, di custodia cautelare, di circostanze aggravanti, di
intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, di porto e
detenzione di armi, di coordinamento dei servizi di polizia
giudiziaria, di procedimento per l’applicazione di misure di
prevenzione, nonché in tema di trasparenza e buon andamento
dell’attività amministrativa e di legislazione antimafia;
Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
dell’11 maggio 1991;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, e dei Ministri di grazia e giustizia e dell’interno, di
concerto con i Ministri dei lavori pubblici, delle finanze e del
tesoro;
Emana il seguente decreto-legge:
CAPO I – PERSONE CONDANNATE
PER PARTICOLARI DELITTI
Art 1 – 1 (1).
2. (2) 3. (3) 4. (4) 5. (5) 6.
(6) 7. E’ abrogato il comma 2 dell’articolo 47-ter della legge 26
luglio 1975, n. 354, introdotto dall’articolo 13 della legge 10
ottobre 1986, n. 663.
———- (1) Aggiunge l’art. 4-bis, L. 26
luglio 1975, n. 354.
(2) Sostituisce il comma 1 dell’art. 21, L. 26
luglio 1975, n. 354.
(3) Modifica l’art. 30-ter, L. 26 luglio 1975, n.
354.
(4) Sostituisce il comma 2 dell’art. 50, L. 26 luglio 1975, n.
354.
(5) Aggiunge l’art. 58-bis, L. 26 luglio 1975, n. 354.
(6)
Modificato dalla legge di conversione 12 luglio 1991, n. 203, aggiunge
l’art. 58-quater, L. 26 luglio 1975, n. 354.
Art 2 – 1. I condannati
per i delitti indicati nel comma 1 dell’articolo 4-bis della legge 26
luglio 1975, n. 354, possono essere ammessi alla liberazione
condizionale solo se ricorrono i relativi presupposti previsti dallo
stesso comma per la concessione dei benefici ivi indicati. Si
osservano le disposizioni dei commi 2 e 3 dell’articolo 4-bis della
legge 26 luglio 1975, n. 354 2. Fermi restando gli ulteriori requisiti
e gli altri limiti di pena previsti dall’articolo 176 del codice
penale e fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 8 della legge 29
maggio 1982, n. 304, i soggetti di cui al comma 1 non possono comunque
essere ammessi alla liberazione condizionale se non hanno scontato
almeno due terzi della pena temporanea.
3. La disposizione del comma 2
non si applica alle persone indicate nell’articolo 58-ter della legge
26 luglio 1975, n. 354
Art 3 – 1. E’ consentito l’arresto anche fuori
dei casi di flagranza della persona che ha posto in essere una
condotta punibile a norma dell’articolo 385 del codice penale.
Nell’udienza di convalida il giudice, se ne ricorrono i presupposti,
dispone l’applicazione di una delle misure coercitive previste dalla
legge anche al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 280 del
codice di procedura penale.
Art 4 – 1. Le disposizioni di cui
all’articolo 1, commi 2, 3, lettera c), e 4, e all’articolo 2, comma
2, nonché le disposizioni di cui all’articolo 58-quater, comma 4,
della legge 26 luglio 1975, n. 354 , si applicano esclusivamente nei
confronti dei condannati per delitti commessi dopo la data di entrata
in vigore del presente decreto.
2. Le disposizioni di cui all’articolo
58-quater, comma 2, della legge 26 luglio 1975, n. 354 , si applicano
ai condannati nei confronti dei quali il provvedimento di revoca è
stato adottato dopo la data di entrata in vigore del presente
decreto.
3. Per i reati commessi anteriormente alla data di entrata in
vigore della legge 26 giugno 1990, n. 162 , i riferimenti, contenuti
nell’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 , ai delitti di
cui agli articoli 73, 74 e 80 del testo unico delle leggi in materia
di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione,
cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,
n. 309 , si intendono effettuati alle corrispondenti fattispecie della
legge 22 dicembre 1975, n. 685 , nel testo vigente anteriormente alla
data di entrata in vigore della legge 26 giugno 1990, n. 162 .
4. Le
disposizioni del presente capo non si applicano nei confronti dei
condannati per reati commessi durante la minore età, fatta eccezione
di quanto previsto dall’articolo 4-bis, commi 1 e 2, della legge 26
luglio 1975, n. 354 CAPO II – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MISURE
CAUTELARI E DI DEPOSITO DELLA SENTENZA
Art 5 – 1 (7) 2. (8) 3. La
mancanza dei requisiti indicati dall’articolo 292, comma 2-bis, del
codice di procedura penale non comporta la nullità delle ordinanze che
hanno applicato misure cautelari personali anteriormente alla data di
entrata in vigore del presente decreto.
4. (9) 5. (10) ———– (7)
Comma sostituito dalla legge di conversione 12 luglio 1991, n.
203.
Modifica l’art. 275 del codice di procedura penale.
(8) Modifica
l’art. 292 del codice di procedura penale.
(9) Aggiunge un periodo al
comma 2 dell’art. 19, D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448.
(10) Comma
soppresso dalla legge di conversione 12 luglio 1991, n. 203.
CAPO III
– CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI PER REATI COMMESSI DA PERSONE
SOTTOPOSTE A MISURE DI PREVENZIONE O PER REATI CONNESSI AD ATTIVITÀ
MAFIOSE
Art 6 – 1 (11) 2. (12) ———– (11) Sostituisce il primo
comma dell’art. 7, L. 31 maggio 1965, n. 575.
(12) Sostituisce l’art.
9, L. 31 maggio 1965, n. 575.
Art 7 – 1. Per i delitti punibili con
pena diversa dall’ergastolo commessi avvalendosi delle condizioni
previste dall’articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine di
agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso
articolo, la pena è aumentata da un terzo alla metà.
2. Le circostanze
attenuanti, diverse da quella prevista dall’articolo 98 del codice
penale, concorrenti con l’aggravante di cui al comma 1 non possono
essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa e le
diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante
dall’aumento conseguente alla predetta aggravante.
Art 8 – 1. Per i
delitti di cui all’articolo 416-bis del codice penale e per quelli
commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto
Articolo
ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni di tipo
mafioso, nei confronti dell’imputato che, dissociandosi dagli altri,
si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a
conseguenze ulteriori anche aiutando concretamente l’autorità di
polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi decisivi
per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura
degli autori dei reati, la pena dell’ergastolo è sostituita da quella
della reclusione da dodici a venti anni e le altre pene sono diminuite
da un terzo alla metà.
2. Nei casi previsti dal comma 1 non si
applicano le disposizioni dell’articolo 7.
3. Quando le attenuanti
previste dal comma 1 sono state applicate per effetto di false o
reticenti dichiarazioni, si procede alla revisione della sentenza su
richiesta del procuratore generale della corte di appello nel cui
distretto è stata pronunciata la sentenza medesima.
4. Nel giudizio di
revisione si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del
titolo IV del libro IX del codice di procedura penale. In caso di
accoglimento della richiesta di revisione il giudice riforma la
sentenza di condanna e determina la nuova misura della pena.
5. Nel
corso del giudizio di revisione il giudice, su richiesta del pubblico
ministero, può disporre la sospensione delle misure alternative alla
detenzione e l’applicazione delle misure cautelari previste dalla
legge.
6. Le pene previste per il reato di calunnia sono aumentate
fino ad un terzo quando risulta che il colpevole abbia commesso il
fatto allo scopo di usufruire dei benefici di cui ai commi 1 e 2.
L’aumento è fino alla metà se uno dei benefici è stato conseguito
).
CAPO IV – DISPOSIZIONI IN TEMA DI ARMI
Art 9 – 1. (13) 2. (14) 3.
(15) ———– (13) Modificato dalla legge di conversione 12 luglio
1991, n. 203, aggiunge l’art. 20-bis alla L. 18 aprile 1975.
(14)
Abroga l’art.702 del codice penale.
(15) Sostituisce i commi secondo,
terzo, quarto dell’articolo 23, L. 18 aprile 1975, n. 110.
Art 10 – 1.
(16) ———– (16) Modifica l’art. 380 del codice di procedura
penale.
Art 10-bis – 1 (17) ———– (17) Aggiunto dalla legge di
conversione 12 luglio 1991, n. 203.
Sostituisce l’art.33, L. 18 aprile
1975, n. 110.
CAPO V – AGGRAVANTI PER LA DETERMINAZIONE O LA
UTILIZZAZIONE DI MINORENNI E DI NON IMPUTABILI O NON PUNIBILI NELLA
COMMISSIONE DI REATI
Art 11 – 1 (18) 2. (19) 2-bis. (20) ———–
(18) Modifica l’art.111 del codice penale.
(19) Comma sostituito dalla
legge di conversione 12 luglio 1991, n. 203.
Modifica il primo comma
dell’art. 112 del codice penale.
(20) Comma aggiunto dalla legge di
conversione 12 luglio 1991, n. 203.
Esso aggiunge un comma all’art.
112 del codice penale.
CAPO VI – COORDINAMENTO DEI SERVIZI DI POLIZIA
GIUDIZIARIA
Art 12 – 1. Per assicurare il collegamento delle attività
investigative relative a delitti di criminalità organizzata, le
amministrazioni interessate provvedono a costituire servizi centrali e
interprovinciali della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e
del Corpo della guardia di finanza (21).
2. In determinate regioni e
per particolari esigenze, i servizi previsti dal comma 1 possono
essere costituiti in servizi interforze. Alla costituzione e alla
organizzazione dei servizi interforze provvede con decreto il Ministro
dell’interno, di concerto con i Ministri di grazia e giustizia, della
difesa e delle finanze, assicurando la pari valorizzazione delle forze
di polizia …

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