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Norme per accelerare i programmi di edilizia residenziale....

Norme per accelerare i programmi di edilizia residenziale.

Decreto Legge 02-05-1974 N.115
Norme per accelerare i programmi di
edilizia residenziale.

TESTO

2. Qualora entro sei mesi dall’entrata
in vigore delle presenti norme ovvero dall’approvazione del piano di
zona il comune o il consorzio dei comuni non provveda agli adempimenti
di cui al precedente art. 1, la regione è tenuta ad adottare i
provvedimenti necessari per la nomina di un commissario cui spetta
procedere agli stessi adempimenti ed al quale, nello svolgimento di
queste funzioni, competono tutti i poteri degli organi dell’ente. I
provvedimenti adottati dal commissario sono esecutivi soggetti al solo
controllo di legittimità.

3. Gli interventi di edilizia residenziale
a totale carico dello Stato o della regione o comunque fruenti di
contributo statale o regionale possono essere localizzati anche
nell’ambito del piano di zona adottato e non ancora approvato con le
modalità di cui all’art. 51 della L. 22 ottobre 1971, n. 865. Sulle
aree così individuate viene concesso il diritto di superficie.
I
provvedimenti comunali e regionali con cui vengono effettuate la
scelta delle aree, la definizione degli elementi di cui al secondo
comma dell’art. 51 e dove occorra, l’indicazione della spesa per le
opere di urbanizzazione, sono corredate da una planimetria in scala
non inferiore a 1: 2000, disegnata sulla mappa catastale, e dagli
elenchi catastali delle proprietà interessate; e comportano
l’applicazione delle norme in vigore per i piani di zona e per la loro
attuazione, anche per quanto attiene alla concessione dei mutui e
contributi per la realizzazione delle opere di
urbanizzazione.
L’indicazione delle aree effettuate ai sensi dell’art.
51 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, comporta la dichiarazione di
pubblica utilità di tutte le opere che sulle stesse devono essere
eseguite e d’urgenza e indifferibilità dei relativi lavori .

4. Le
disposizioni contenute nel titolo II della L. 22 ottobre 1971, n. 865,
relative alla determinazione dell’indennità di espropriazione, si
applicano a tutte le espropriazioni comunque preordinate alla
realizzazione di opere o di interventi da parte dello Stato, delle
regioni, delle province, dei comuni o di altri enti pubblici o di
diritto pubblico anche non territoriali.
In carenza di apposite norme
regionali, il presidente della giunta della regione pronuncia i
decreti di espropriazione e di occupazione d’urgenza e compie gli atti
dei relativi procedimenti di competenza della regione.

5. La
pubblicazione della deliberazione del programma pluriennale
d’attuazione di cui all’art. 38 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, da
parte del consiglio comunale e la notifica della stessa ai proprietari
nel luogo risultante dagli atti catastali producono gli effetti della
notifica agli espropriandi e della notifica al pubblico previsti
dall’art. 10 della L. 22 ottobre 1971, numero 865.

7. La sospensione
prevista dal quarto comma dell’art. 13 della L. 22 ottobre 1971, n.
865, non ha luogo quando il procedimento sia disposto nei confronti
dei proprietari risultanti dagli atti catastali.

8. Con delibera del
consiglio comunale o dell’assemblea del consorzio dei comuni nel cui
territorio è prevista la realizzazione di interventi di edilizia
residenziale a totale carico dello Stato o della regione o comunque
fruenti di contributo statale o regionale sono indicate ai soggetti
incaricati dell’attuazione dell’intervento, entro sessanta giorni
dalla richiesta, le aree comprese nei piani di zona di cui alla L. 18
aprile 1962, n. 167, sulle quali va localizzato l’intervento
medesimo.
Decorso il termine di cui al precedente comma il presidente
della giunta regionale provvede, entro i successivi sessanta giorni ad
indicare le aree ovvero a promuovere la localizzazione dell’intervento
in altro comune.
I provvedimenti con i quali vengono indicate le aree
legittimano i soggetti di cui al primo comma a richiedere il decreto
di accesso per dar corso agli adempimenti preliminari per la procedura
espropriativa e la progettazione delle opere.

8-bis. Le aree
assegnate dal comune o dal consorzio di comuni a cooperative edilizie
prima dell’entrata in vigore della L. 22 ottobre 1971, n. 865, e
cedute dal comune o dal consorzio entro il 31 dicembre 1973 vengono
mantenute nel regime in cui sono state assegnate e per l’utilizzazione
delle stesse viene stipulata una convenzione ai sensi dell’art. 35
della L. 22 ottobre 1971, n. 865.
In tal caso la delibera di cui al
settimo comma del citato articolo 35, che il comune o il consorzio è
tenuto ad adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore delle
presenti norme, abilita la cooperativa che si impegni ad accettare il
contenuto della convenzione ad iniziare i lavori prima della
stipulazione della convenzione stessa .

9. Gli istituti autonomi per
le case popolari, i quali ai sensi dell’articolo 60 della L. 22
ottobre 1971, n. 865, intendono procedere direttamente
all’acquisizione mediante esproprio delle aree loro indicate, ne fanno
richiesta al comune o al consorzio dei comuni. Ove entro sessanta
giorni dalla comunicazione il comune o il consorzio non abbia
comunicato un motivato rifiuto, la richiesta si intende accolta.

10.
Nei casi in cui concessionario del diritto di superficie è un ente
pubblico, la delibera di cui al settimo comma dell’art 35 della L. 22
ottobre 1971, n. 865, abilita l’ente che si impegna ad accettare il
contenuto della convenzione ad occupare le aree ed a iniziare i
lavori, prima della stipulazione della convenzione stessa. Tale
disposizione trova applicazione anche nel caso in cui l’ente pubblico
proceda all’acquisizione delle aree ai sensi del precedente art.
9.

11. Per gli interventi di edilizia residenziale a totale carico
dello Stato o della regione o comunque fruenti di contributo statale o
regionale, il sindaco trasmette la domanda di licenza edilizia entro
quindici giorni dalla presentazione della stessa alla commissione
edilizia, al competenti sovrintendenti ai monumenti ed alle antichità,
nei casi in cui le norme vigenti prescrivono i loro pareri, e al
competente comandante dei vigili del fuoco. La commissione edilizia,
integrata dai competenti sovrintendenti ai monumenti ed alle antichità
o da loro rappresentanti, nei casi in cui le norme vigenti prescrivano
il loro parere, nonché dal competente comandante dei vigili del fuoco
o da un suo rappresentante, esprime il proprio parere entro trenta
giorni dalla trasmissione della domanda. Il sindaco decide sulla
domanda nei quindici giorni successivi. Il provvedimento con cui viene
negato il rilascio della licenza; specifica i motivi del diniego.
Il
parere della commissione di cui al comma precedente sostituisce tutti
i pareri ed i nulla osta richiesti dalle vigenti disposizioni di legge
ai fini del rilascio della licenza edilizia.
Qualora i sovrintendenti
ai monumenti ed alle antichità od i loro rappresentanti in seno alla
conimissione edilizia non diano parere favorevole al rilascio della
licenza edilizia, il termine per provvedere sulla domanda di licenza è
sospeso per quarantacinque giorni. Trascorso tale termine senza che il
Consiglio superiore delle antichità e belle arti abbia espresso
motivato parere negativo, il sindaco provvede.

12. La percentuale di
spesa fissata dall’art. 3 della L. 29 settembre 1964, n. 847, e
successive modificazioni, è elevata al 50 per cento della spesa totale
prevista nella relazione finanziaria dei piani di zona approvati entro
la data di entrata in vigore delle presenti norme.
La stessa
percentuale si applica, per la determinazione dell’ammontare dei mutui
concedibili, alle previsioni di spesa indicate nei provvedimenti
adottati ai sensi dell’art. 51 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, entro
il termine di cui al primo comma.

13. I mutui agevolati concessi ai
sensi della L. 1° novembre 1965, n. 1179, e successive modifiche ed
integrazioni, destinati al finanziamento di programmi costruttivi
nell’ambito dei programmi di zona di cui alla L. 18 aprile 1962, n.
167 e nelle zone di cui all’articolo 51 della L. 22 ottobre 1971, n.
865, usufruiscono della garanzia integrativa dello Stato alle
condizioni e con le modalità di cui all’art. 72 della L. 22 ottobre
1971, n. 865, fino all’importo massimo del 75 per cento.
Nel caso di
programmi costruttivi su aree concesse in diritto di superficie, i
mutui sono garantiti ai sensi dell’art. 72 della L. 22 ottobre 1971,
n. 865.
Per la realizzazione degli interventi di edilizia
convenzionata e agevolata, assistiti da contributo statale, con
decreto del Ministro per il tesoro di concerto con il Ministro per i
lavori pubblici saranno indicati gli enti o istituti di credito
abilitati alla concessione di mutui.
Le condizioni relative alla
concessione ed erogazione dei mutui saranno regolate da apposita
convenzione da approvarsi con decreto del Ministro per il tesoro di
concerto con il Ministro per i lavori pubblici.
La facoltà di
emissione delle cartelle di cui all’art. 18 della L. 13 luglio 1966,
n. 610, potrà essere esercitata fino al 31 dicembre 1977, fermo
restando il limite globale di lire 50 miliardi.

14. I contributi di
cui alle lettere a) e b) dell’art. 68 della L. 22 ottobre 1971, n.
865, possono essere concessi anche per gli interventi di
urbanizzazione e di edilizia sociale previsti dall’art. 48 della
stessa legge.
La Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere
mutui agli istituti autonomi per le case popolari, per l’esecuzione
delle opere di urbanizzazione e di edilizia sociale, assistite dai
contributi di cui alle lettere a) e b) dell’art. 68 della legge 22
ottobre 1971, n. 865.

17. Per gli appalti indetti entro il 31
dicembre 1974, relativi ad opere di urbanizzazione e ad interventi di
edilizia residenziale a totale carico dello Stato o della regione o
comunque fruenti di contributo statale o regionale, l’appalto può
essere aggiudicato sin dalla prima gara alla migli…

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