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Norme per l'incentivazione dell'attività edilizia.(Convertito dalla L. 1/11/65,n.1179)

Decreto Legge 06-09-1965 N.1022
Norme per l’incentivazione
dell’attività edilizia.(Convertito dalla L.
1/11/65,n.1179)

TESTO

TITOLO I Provvedimenti per l’edilizia
popolare

1. Per provvedere alla concessione di contributi in
annualità per la costruzione di alloggi popolari a cura degli Istituti
autonomi per le case popolari, dell’I.N.C.I.S., dell’I.S.E.S. e di
cooperative edilizie, nonché degli enti, istituti e società di cui
all’art. 16 del testo unico sull’edilizia economica e popolare
approvato con regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165, e successive
modificazioni, sono autorizzati limiti d’impegno, ai sensi della L. 2
luglio 1949, n. 408, e successive modificazioni, nella misura di lire
un miliardo per l’anno finanziario 1965, di lire tre miliardi e
cinquecento milioni per l’anno finanziario 1966 e di lire un miliardo
e cinquecento milioni per l’anno finanziario 1967.

2. I programmi di
costruzione di cui all’articolo precedente, devono essere attuati
nell’ambito dei piani di zona, di cui alla L. 18 aprile 1962, n. 167,
adottati o approvati.
Le costruzioni possono essere realizzate, previa
autorizzazione del Provveditore regionale alle opere pubbliche,
sentito il parere del Sindaco del comune interessato, anche su
aree:
a) comprese nei piani di zona e non incluse nei programmi
comunali di utilizzo, di cui all’art. 11 della L.
18 aprile 1962, n.
167, purché siano già dotate dei servizi indispensabili, ovvero la
loro urbanizzazione sia prevista nel successivo biennio, ovvero,
infine, i proprietari siano disposti ad urbanizrarle a loro spese, ai
sensi dell’art. 3 della L. 21 luglio 1965, n. 904 ;
b) non comprese
nei piani di zona, quando non vi siano nell’ambito di detti piani aree
urbanizzate e non sia prevista la possibilità di urbanizzazione nel
successivo biennio, e sempre che risulti che le aree prescelte saranno
dotate entro il successivo biennio di servizi pubblici indispensabili
e la loro utilizzazione sia conforme alla previsione dei piani
regolatori, adottati od approvati, o dei programmi di
fabbricazione.
Le disposizioni del presente articolo si applicano
anche ai programmi di edilizia popolare finanziati in virtù di
precedenti leggi sull’edilizia economica e popolare.

3. Le annualità
occorrenti per il pagamento dei contributi previsti dal precedente
art. 1 sono stanziate negli stati di previsione della spesa del
Ministero dei lavori pubblici a partire dall’anno finanziario 1965.
Il
Ministero dei lavori pubblici provvede ad assegnare ai Provveditorati
alle opere pubbliche i fondi occorrenti ai sensi della L. 17 agosto
1960, n. 908.

TITOLO II Agevolazioni creditizie per l’edilizia

4.
Gli istituti di credito fondiario ed edilizio, nonché le Casse di
risparmio ed i Monti di credito su pegno di prima categoria, sono
autorizzati, anche in deroga a disposizioni legislative e statutarie,
a concedere i mutui per l’attuazione, secondo le disposizioni del
presente titolo, di un programma straordinario per favorire la
costruzione di abitazioni che abbiano i requisiti previsti dall’art.
8, sino all’importo del 75 per cento della spesa necessaria per
l’acquisizione dell’area e la realizzazione della costruzione.
I mutui
concessi per la realizzazione dei fabbricati con più abitazioni sono
frazionati in relazione al valore millesimale attribuito alle singole
abitazioni, secondo le vigenti disposizioni per l’edilizia economica e
popolare.
I mutui sono garantiti da ipoteca di 1° grado sull’area e
sulla costruzione.
I mutui accordati dagli Istituti di cui al primo
comma sono garantiti dallo Stato per il rimborso del capitale ed il
pagamento degli interessi nella misura del 44 per cento dell’importo
del mutuo.
La garanzia dello Stato, nei limiti di cui al precedente
comma, diventerà operante entro 120 giorni dalla conclusione
dell’esecuzione immobiliare nei confronti del mutuatario inadempiente
ove l’Istituto mutuante dovesse restare incapiente del suo credito, e
ciò purché l’Istituto stesso abbia iniziato della esecuzione entro un
anno dal verificarsi dell’insolvenza.
Gli eventuali oneri derivanti
dalla garanzia statale graveranno su apposito capitolo da istituirsi
nello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’esercizio
1966 e successivi.
La garanzia dello Stato continuerà a sussiste re
qualora, dopo la stipulazione del contratto condizionato di mutuo ed
essendo intervenute erogazioni da parte dell’Istituto mutuante,
sopravvenisse la perdita dei requisiti prescritti dal presente
decreto.
I mutui devono essere ammortizzati entro il termine massimo
di 25 anni, con facoltà di estinzione anticipata, e non possono
gravare sui mutuatari, per interessi, diritti, commissioni, oneri
fiscali e vari nonché spese accessorie in misura superiore al 5,50 per
cento annuo, oltre il rimborso del capitale.
I mutui stessi possono
essere concessi in contanti o in cartelle.
I mutui in contanti vengono
stipulati con le modalità di cui all’art. 4, terzo comma, della L. 29
luglio 1949, n. 474. Gli istituti sono autorizzati ad emettere
cartelle in corrispondenza oltre che del capitale mutuato, della
perdita che incontrino nel relativo collocamento.
I mutui in cartelle
possono essere maggiorati, rispetto alla percentuale di cui al primo
comma, degli importi occorrenti affinché il ricavo in contanti
corrisponda a detta percentuale.
I mutuatari, in ogni caso,
corrisponderanno quanto è a loro carico, giusta il precedente ottavo
comma, sul ricavo in contanti.

5. Le condizioni relalive alla
concessione ed erogazione dei mutui sono disciplinate da apposite
convenzioni da stipularsi, entro il termine di 30 giorni dall’entrata
in vigore del presente decreto, dal Ministro per il tesoro di concerto
con quello per i lavori pubblici con gli Istituti indicati nell’art.
4.
Il Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro dei lavori
pubblici, è autorizzato a stipulare con gli Istituti anzidetti le
convenzioni che si rendessero necessarie dopo la conversione in legge
del presente decreto.
Le convenzioni di cui al presente articolo sono
esenti da tasse di bollo e imposte di registro.

6. Allo scopo di
porre gli Istituti indicati nell’art. 4 in condizioni di limitare, ai
sensi del predetto articolo, l’onere totale a carico dei mutuatari, il
Ministero dei lavori pubblici corrisponde agli Istituti stessi un
contributo pari alla differenza tra l’effettivo costo dell’operazione
e l’onere assunto dai mutuatari. Nel costo effettivo è compresa, oltre
alle voci di cui al comma ottavo dell’art. 4, ove del caso, la
provvigione per la perdita relativa al collocamento delle cartelle. Il
costo effettivo dell’operazione di mutuo è stabilito semestralmente,
previo parere del Comitato interministeriale per il credito ed il
risparmio, con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con quello
dei lavori pubblici.
La concessione dei contributi è disposta, con
decreto del Provveditore regionale alle opere pubbliche, competente
per territorio, ai singoli Istituti sulla base dei contratti di mutuo
stipulati.
Si applicano le disposizioni della L. 17 agosto 1960, n.
908.

7. Il Ministro per i lavori pubblici, d’intesa con il Ministro
per il tesoro, provvede, sentita la Commissione consultiva
interregionale di cui all’articolo 9 della legge 27 febbraio 1967, n.
48;
a) alla ripartizione territoriale e fra le categorie di cui al
successivo articolo 9 dei contributi previsti dal presente titolo;
b)
alla determinazione delle somme da assegnare agli istituti di credito
tenendo conto delle necessità di integrazione per gli interventi già
ammessi a contributo e per i quali i lavori non siano ancora stati
iniziati;
c) alla definizione di una percentuale dei contributi, per
ciascuna regione, da riservare ad interventi nell’ambito dei piani di
zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167.

8. I mutui previsti
dal presente decreto sono concessi per la costruzione di abitazioni
aventi le caratteristiche di cui all’art. 5 della L. 2 luglio 1949, n.
408. E’ consentita, per ciascun appartamento, una autorimessa della
superficie massima di 25 metri quadrati.
[Per le abitazioni da
acquistare ai sensi del precedente art. 4 il Ministro per i lavori
pubblici è autorizzato a stabilirne con propri decreti i requisiti
secondo le situazioni locali anche in deroga a quanto disposto dal
citato art. 5 della L. 2 luglio 1949, n. 408].
Il Ministro dei lavori
pubblici stabilirà con proprio decreto, con riferimento alle
situazioni locali, il prezzo massimo, per metro quadrato o per metro
cubo, degli alloggi da costruire con i benefici del presente decreto,
nonché l’incidenza massima del costo delle aree.
Le abitazioni sono
destinate all’assegnazione o alla vendita a favore di cittadini
italiani che abbiano la residenza nel Comune ove gli alloggi sono
costruiti e non siano proprietari, nel Comune stesso, di altra
abitazione. Sono esclusi coloro che abbiano già ottenuto, a qualsiasi
titolo, l’assegnazione in proprietà di di cittadini italiani che
abbiano la residenza nel Comune ove gli alloggi sono costruiti e non
siano proprietari, nel Comune stesso, di altra abitazione. Sono
esclusi coloro che abbiano già ottenuto, a qualsiasi titolo,
l’assegnazione in proprietà di altri alloggi, costruiti con concorsi o
contributi dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni o di
Enti pubblici o con mutui di cui alla L. 10 agosto 1950, n.
715,
nonché coloro che siano iscritti nei ruoli dell’imposta complementare
per un reddito imponibile annuo superiore a 4 milioni.
E’ vietata
l’assegnazione o la vendita dell’abitazione anche nel caso che il
proprietario di altra abitazione sia il coniuge non legalmente
separato dal richiedente. E’ vietata altresì l’assegnazione e la
vendita di più di una abitazione alla stessa persona ed ai membri
della sua famiglia con essa conviventi a carico.

9. Sono ammessi a
contrarre mutui:
a) coloro che, avendo i requisiti rich…

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