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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 marzo 2003, n.129: Regolamento di organizzazione del Ministero della salute. (GU n. 129 del 6-6-2003)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 marzo 2003, n.129

Regolamento di organizzazione del Ministero della salute.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400, introdotto dall’articolo 13, comma 1, della legge 15 marzo 1997,
n. 59, nonche’ i commi 2 e 3 del medesimo articolo 13;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visti gli articoli 47-bis, 47-ter e 47-quater del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, introdotti dall’articolo 11 del
decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2001, n. 317;
Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
Considerato che l’articolo 47-bis del citato decreto legislativo n.
300 del 1999 ha istituito il Ministero della salute, identificandone
le attribuzioni;
Ritenuta, pertanto, la necessita’ di definire l’organizzazione del
Ministero della salute, in conformita’ alle funzioni previste dagli
articoli 47-bis, 47-ter e 47-quater del decreto legislativo n. 300
del 1999;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri in
data 15 novembre 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del
22 gennaio 2002;
Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in
data 2 maggio 2002;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 2 agosto 2002;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25 novembre 2002;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 marzo 2003;
Sulla proposta del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la
funzione pubblica;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Dipartimenti e direzioni generali
1. Per lo svolgimento delle funzioni di interesse sanitario di
spettanza statale e salve le competenze delle Regioni come
individuate dalla normativa vigente, il Ministero della salute, di
seguito denominato Ministero, ai sensi dell’articolo 47-quater del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, introdotto dall’articolo
11 del decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, si articola nei
seguenti dipartimenti:
a) dipartimento della qualita’;
b) dipartimento dell’innovazione;
c) dipartimento della prevenzione e della comunicazione.
2. I dipartimenti assicurano l’esercizio delle funzioni del
Ministero, in conformita’ al presente regolamento, ai sensi
dell’articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
3. Alla preposizione a ciascun dipartimento si provvede ai sensi
dell’articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165. Il capo del dipartimento conferisce ad uno dei dirigenti
preposti agli uffici di cui al comma 4 le funzioni vicarie in caso di
assenza o impedimento.
4. All’interno dei dipartimenti di cui al comma 1 sono istituiti
uffici di livello dirigenziale generale, di seguito denominati
direzioni generali, nel numero e con le attribuzioni previsti dagli
articoli 2, 3 e 4. Ciascun dirigente preposto ai predetti uffici
conferisce a un dirigente di seconda fascia le funzioni vicarie in
caso di assenza o impedimento.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione e’ il seguente:
«Art. 87. – Il Presidente della Repubblica e’ il Capo
dello Stato e rappresenta l’unita’ nazionale.
Puo’ inviare messaggi alle Camere.
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la
prima riunione.
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di
legge di iniziativa del Governo.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla
Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari
dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici,
ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra,
l’autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio
supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo
stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Puo’ concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica».
– L’art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988,
n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri), e’ il
seguente:
«4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali».
– L’art. 13, commi 1, 2 e 3, della legge 15 marzo 1997,
n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e
compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della
pubblica amministrazione e per la semplificazione
amministrativa), e’ il seguente:
«1. Aggiunge il comma 4-bis all’art. 17, legge 23
agosto 1988, n. 400.
2. Gli schemi di regolamento di cui al comma 4-bis
dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotto
dal comma 1 del presente articolo, sono trasmessi alla
Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica perche’
su di essi sia espresso il parere delle Commissioni
parlamentari competenti per materia entro trenta giorni
dalla data della loro trasmissione. Decorso il termine
senza che i pareri siano stati espressi, il Governo adotta
comunque i regolamenti.
3. I regolamenti di cui al comma 4-bis dell’art. 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotto dal comma 1
del presente articolo, sostituiscono, per le
amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
i decreti di cui all’art. 6, commi 1 e 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come sostituito
dall’art. 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1993, n.
546, fermo restando il comma 4 del predetto art. 6. I
regolamenti gia’ emanati o adottati restano in vigore fino
alla emanazione dei regolamenti di cui al citato art. 17,
comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotto
dal comma 1 del presente articolo».
– Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modificazioni, reca: «Riordino della disciplina
in materia sanitar…

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