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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI- DECRETO 20 dicembre 20...

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI- DECRETO 20 dicembre 2002: Misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith per quanto riguarda l'Egitto. (GU n. 11 del 15-1-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 20 dicembre 2002

Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione
dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith per
quanto riguarda l’Egitto.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987 e successive modificazioni ed
integrazioni, recante disposizioni per la difesa delle piante
coltivate e dei prodotti agrari dalle cause nemiche e sui relativi
servizi e successive modificazioni;
Visto il regolamento per l’applicazione della predetta legge,
approvato con regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700 e modificato con
regio decreto 2 dicembre 1937, n. 2504;
Vista la direttiva del Consiglio dell’8 maggio 2000, n. 2000/29/CE
concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati
membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, in virtu’ del quale e’ stata confermata allo Stato la
determinazione degli interventi obbligatori in materia fitosanitaria
(art. 71, comma 1, lettera c);
Visto l’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Visto il decreto legislativo n. 536 del 30 dicembre 1992 che, in
attuazione della direttiva 91/683/CEE, istituisce il Servizio
fitosanitario nazionale;
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1996, pubblicato nel
supplemento ordinario n. 33 alla Gazzetta Ufficiale n. 41 del
19 febbraio 1996, concernente le misure di protezione contro
l’introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica
italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e sue
modificazioni;
Vista la decisione della commissione n. 2002/903/CE del 14 novembre
2002 che modifica la decisione n. 96/301/CE del 3 maggio 1996 che
autorizza gli Stati membri ad adottare, a titolo provvisorio, misure
d’emergenza contro la propagazione dello Pseudomonas solanacearum
(Smith) Smith, causa del marciume bruno della patata, per quanto
riguarda l’Egitto;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, espresso nella seduta del 19 dicembre 2002;
Decreta:
Art. 1.
Finalita’
1. Le patate da consumo di Solanum tuberosum L. originarie
dell’Egitto possono essere introdotte nel territorio della Repubblica
italiana.
2. Le patate di cui al comma 1 provengono dalle “zone indenni da
organismi nocivi”, definite ai sensi dell’art. 2, a condizione che
siano rispettate le misure di cui al successivo art. 3, applicabili
ai tuberi coltivati in dette zone. A tali fini e’ verificato l’elenco
delle “zone indenni da organismi nocivi” riconosciute, comprendente i
dati di identificazione, comunicato dalla commissione europea e
relativo al riconoscimento da parte dell’Egitto di dette zone.
3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono valide per la
campagna d’importazione 2002/2003. Dette misure, inoltre, cessano di
essere applicate quando la Commissione U.E. notifichera’ agli Stati
membri piu’ di cinque intercettazioni del batterio Pseudomonas
solanacearum in partite di patate introdotte nella comunita’, e che
le intercettazioni hanno dimostrato che il metodo d’identificazione
delle “zone indenni da organismi nocivi” o le procedure di
sorveglianza ufficiale in Egitto non sono stati sufficienti a
prevenire il rischio di introduzione del batterio in questione nella
comunita’.

Art. 2.
Definizioni delle zone di coltivazione delle patate egiziane
1. Ai fini del presente decreto:
a) per “zona indenne da organismi nocivi” si intende la zona
riconosciuta in Egitto ove sono state prodotte le patate destinate ad
essere introdotte nella Comunita’ conformemente alle Norme
internazionali FAO per le misure fitosanitarie, parte IV:
sorveglianza degli organismi nocivi – condizioni per l’istituzione di
zone indenni da organismi nocivi, in particolare il punto 2.3;
b) per “zona” riconosciuta si intende almeno un “villaggio”
(unita’ amministrativa gia’ costituita comprendente un gruppo di
“bacini”) nella regione del Delta o un “bacino” (unita’ irrigua)
nelle regioni del deserto.
2. La “zona” e’ identificata con il rispettivo nome individuale o
collettivo e con il suo numero di codice individuale ufficiale,
compreso il numero di codice ufficiale di ciascun bacino o villaggio.

Art. 3.
Requisiti richiesti
1. Ai fini di quanto disposto all’art. 1 del presente decreto, si
devono rispettare le misure d’emergenza seguenti, oltre ai requisiti
fissati per le patate nelle parti A e B degli allegati I, II e IV del
decreto ministeriale 31 gennaio 1996 e sue modificazioni, fatta
eccezione per i requisiti di cui all’allegato IV parte A, sezione I,
punto 25.8.
2. Le patate da consumo destinate ad essere introdotte nel
territorio della Repubblica italiana devono essere state in Egitto:
a) ottenute da patate, di origine comunitaria diretta o ottenute
in precedenza da tali patate, prodotte in una “zona indenne da
organismi nocivi” riconosciuta secondo quanto disposto all’art. 1
che, immediatamente prima di essere piantate, sono state sottoposte
ad analisi ufficiali effettuate secondo il metodo di prove della
Comunita’ di cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000 per
individuare un’eventuale infezione latente e sono risultate indenni
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
b) sottoposte a ispezioni ufficiali sul campo durante il ciclo
vegetativo per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della
patata causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e
risultate esenti da questi sintomi in tali ispezioni; poco prima
della raccolta e’ prelevato un campione di 500 tuberi per 5 feddan
(acri) o un campione di 200 tuberi per feddan (acro) o relativa
frazione per i campi di patate piu’ piccoli al fine di effettuare
esami di laboratorio, comprendenti una prova d’incubazione e
un’ispezione visiva di tuberi tagliati per individuare eventuali
sintomi del marciume bruno della patata causato dallo Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith e risultate esenti da questi sintomi in
tali ispezioni;
e) trasportate in centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle Autorita’ egiziane per il trattamento esclusivo di
patate ammesse ad essere esportate nella comunita’ durante la
campagna 2002/2003 e, al loro arrivo al centro di condizionamento
riconosciuto devono essere:
accompagnate da documenti che hanno scortato il carico dal
campo di raccolta, attestanti l’origine del carico secondo le zone di
cui all’art. 2;
sottoposte a ispezioni ufficiali su campioni di tuberi tagliati
per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata
causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate
esenti da questi sintomi in tali ispezioni, effettuate secondo un
tasso di campionamento del 10% di sacchi e di 40 tuberi per sacco per
i sacchi da 70 kg o equivalenti e del 50% di sacchi e di 40 tuberi
per sacco per i contenitori da 1 o 1,5 tonnellate;
3. L’elenco dei centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle Autorita’ egiziane e’ trasmesso alla commissione
U.E.
4. Al termine dell’imballaggio dei sacchi nel centro di
condizionamento le patate sono:
a) sottoposte ad ispezioni ufficiali su campioni di tuberi per
individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata causato
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate esenti da
questi sintomi in tali ispezioni, effettuate secondo un tasso di
campionamento del 2% di sacchi per ciascuna spedizione e di 30 tuberi
ispezionati per sacco;
b) sottoposte ad analisi ufficiali per individuare un’eventuale
infezione latente in campioni prelevati da ciascuna spedizione;
durante il periodo di esportazione occorre prelevare almeno un
campione per bacino o per villaggio e rappresentata nella spedizione;
vanno prelevati in ogni caso almeno cinque campioni da sottoporre ad
analisi di laboratorio secondo il sistema di prove della Comunita’ di
cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000, e sono risultate
indenni dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
c) chiaramente etichettate su ciascun sacco, sotto il controllo
delle competenti Autorita’ egiziane, con un’indicazione indelebile
del rispettivo numero di codice ufficiale, quale figura nell’elenco
delle zone indenni da organismi nocivi riconosciute compilato ai
sensi dell’art. 1, comma 3, del presente decreto, e del numero del
lotto corrispondente;
d) preparate in lotti, costituiti ciascuno unicamente da patate
raccolte in un’unica zona ai sensi dell’art. 2;
e) accompagnate dal certificato fitosanitario, di cui agli
articoli 37 e 41 del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, con
indicazione del numero di lotto nella sezione “Marchio dei colli”
nonche’ del numero di codice ufficiale di cui al precedente trattino
nella sezione “Dichiarazioni supplementari”. Nella stessa sezione
sono ugualmente indicati il numero di lotto dal quale e’ stato
prelevato un campione, ai fini delle ispezioni ufficiali
sopradescritte, come pure la dichiarazione ufficiale che le analisi
sono state effettuate;
f) esportate da un esportatore ufficialmente registrato, il cui
nome o marchio e’ indicato su ciascuna spedizione. L’elenco degli
esportatori ufficialmente registrati e’ fornito alla commissione U.E
dalle Autorita’ fitosanitarie egiziane anteriormente al 1 dicembre
2002.

Art. 4.
Adempimenti dei servizi fitosanitari regionali
1. I tuberi di Solanum tuberosum L. originari dell’Egitto possono
essere introdotti attraverso i punti di entrata portuali di cui
all’allegato VIII, punto 1, lettera b) del decreto ministeriale
31 gennaio 1996 e successive modificazioni.
2. Tutti gli acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art.
19, comma 2 del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, comunicano, con
sufficiente anticipo, ai servizi fitosanitari regionali del punto di
entrata, l’arrivo delle spedizioni di patate nonche’ le relative
quantita’.
3. Nel punto di entrata le patate sono sottoposte alle ispezioni,
previste agli articoli 36, 45 e 46 del decreto ministeriale
31 gennaio 1996, effettuate su campioni di tuberi tagliati, ciascuno
composto da almeno 200 tuberi prelevati da ciascun lotto della
spedizione o, se il lotto supera 25 tonnellate, da ogni 25 tonnellate
o relativa frazione del lotto.
4. Ogni lotto della spedizione e’ tenuto separato sotto il
controllo dei servizi fitosanitari e non puo’ essere commercializzato
o utilizzato fintantoche’ non sia accertato che tali esami non
abbiano rivelato ne’ fatto sospettare la presenza dello Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith.
5. Inoltre, nel caso in cui si riscontrino in un lotto sintomi
tipici di detto batterio o sintomi tali che facciano sospettare
l’infezione, tutti gli altri lotti della spedizione provenienti dalla
stessa zona restano sotto il controllo dei servizi fitosanitari fino
a che la presenza dell’organismo nocivo in tale lotto non sia stata
confermata o confutata.
6. Le analisi in questione sono effettuate secondo il sistema di
prove della comunita’, di cui al decreto ministeriale 23 febbraio
2000; e qualora sia confermata la presenza del batterio Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith il lotto da cui e’ stato prelevato il
campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della comunita’, oppure;
b) distruzione del lotto.
7. Per entrambe le misure di cui alle lettere a) e b) del comma 6,
tutti i lotti rimanenti della spedizione, provenienti dalla stessa
zona sono sottoposti ad analisi conformemente a quanto descritto
all’art. 5.

Art. 5.
Ulteriori ispezioni fitosanitarie dei servizi fitosanitari regionali
1. Oltre alle ispezioni previste all’art. 4, i servizi fitosanitari
regionali effettuano analisi intese ad individuare un’infezione
latente, secondo il sistema di prove stabilito nel decreto
ministeriale sopramenzionato, su campioni prelevati per ogni
villaggio o bacino per ciascuna zona specificata all’art. 2.
2. Durante la stagione d’importazione prelevano almeno un campione
per zona, definita all’art. 2, secondo un tasso di campionamento di
200 tuberi per ciascun lotto. Il campione selezionato per
l’individuazione di un infezione latente viene inoltre sottoposto ad
una ispezione dei tuberi tagliati. Per ciascun campione analizzato e
confermato positivo si deve mantenere e conservare in condizioni
adeguate ogni estratto residuo di patata.
3. Ogni lotto da cui sono stati prelevati i campioni resta sotto il
controllo dei servizi fitosanitari e non puo’ essere commercializzato
o utilizzato fintantoche’ non sia accertato che l’analisi suddetta
non abbia confermato la presenza dello Pseudomonas solanacearum
(Smith) Smith.
4. In caso di conferma, il lotto da cui e’ stato prelevato il
campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della comunita’, oppure;
b) distruzione del lotto.
5. I servizi fitosanitari regionali sono tenuti a notificare
immediatamente al Ministero delle politiche agricole e forestali –
Servizio fitosanitario centrale, i risultati delle analisi che
facciano sospettare o confermino la presenza del batterio; tale
comunicazione e’ effettuata sulla base di un risultato positivo di
una prova o di prove rapide di screening.
6. Il servizio fitosanitario centrale provvedera’ a darne
comunicazione alla Commissione U.E.

Art. 6.
Adempimenti per coloro che introducono le patate egiziane
1. Tutti gli acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art.
19, 2 comma del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, che introducono
o commercializzano nel territorio nazionale patate egiziane, adottano
misure adeguate per lo smaltimento dei residui dopo il
condizionamento o la lavorazione delle patate, in modo da evitare la
diffusione del batterio in questione a seguito di un’eventuale
infezione latente.
2. In particolare gli acquirenti commerciali sopracitati sono
tenuti a comunicare ai servizi fitosanitari regionali competenti per
territorio l’ubicazione degli impianti di lavorazione, che devono
avere un ciclo di lavorazione, od un impianto di trattamento dei
rifiuti, comprese le acque di lavaggio, tale da escludere il rischio
di diffusione di Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith.
3. I servizi fitosanitari regionali, di cui al comma 2, dopo aver
effettuato le ispezioni previste agli articoli 4 e 5 del presente
decreto, verificano che gli acquirenti commerciali in questione
appongano sugli imballaggi delle patate un’etichetta con la seguente
dicitura: “Patate da consumo – vietata la semina”, prima che questi
ultimi vengano avviati alla commercializzazione.

Art. 7.
Relazioni finali
1. I servizi fitosanitari regionali inviano al servizio
fitosanitario centrale del Ministero delle politiche agricole e
forestali entro il 31 luglio 2003 le seguenti informazioni sulle
quantita’ importate e gli esami ufficiali effettuati:
a) una copia di ciascun certificato fitosanitario e degli
allegati che lo accompagnano;
b) per ciascun certificato, l’indicazione dei lotti che sono
stati campionati per essere testati su eventuali infezioni latenti;
c) per i campioni testati in laboratorio, l’indicazione dei lotti
nei quali i sintomi sospetti sono stati osservati durante la
preparazione dei coni prima delle analisi;
d) il numero totale di ispezioni visuali effettuate sui lotti di
patate da consumo indicati sul certificato fitosanitario,
specificando il motivo per il quale il numero delle ispezioni e’
differente dal numero dei lotti indicati dal certificato
fitosanitario;
e) nel caso in cui, a seguito delle ispezioni visuali del lotto,
alcuni tubercoli con sintomi sospetti del marciume bruno sono stati
inviati al laboratorio, indicare il numero dei tubercoli ed il
risultato dell’analisi;
f) informazioni relative alle misure prese ed ai controlli
effettuati per l’eliminazione degli scarti dopo il condizionamento o
la trasformazione delle patate;
g) ispezioni effettuate sulle patate egiziane durante la
commercializzazione;
h) ogni ulteriore informazione sulle osservazioni effettuate
durante le ispezioni alle patate da consumo egiziane.
2. Le informazioni di cui al comma precedente devono sono trasmesse
compilando la tabella predisposta dalla Commissione U.E. di cui al
modello allegato.
Il presente decreto sara’ inviato all’organo di controllo per la
registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 20 dicembre 2002
Il Ministro: Alemanno

Allegato

—-> Vedere Allegato a pag. 36 della G.U. in formato zip

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