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Coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture (testo così modificato dalla direttiva 97/52/CE )

DIRETTIVA 93/36/CEE DEL CONSIGLIO
del 14 giugno 1993
che coordina le
procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture
(testo
così modificato dalla direttiva 97/52/CE )
IL CONSIGLIO DELLE
COMUNITA’ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità
economica europea, in particolare l’articolo 100 A,
visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l’articolo 57, paragrafo 2, ultima
frase, e l’articolo 66,
vista la
proposta della Commissione (G.U. n. C 23 del 31. 1. 1991, pag. 1 e
G.U. n. C 250 del 25. 9. 1991,
pag. 4.),
in cooperazione con il
Parlamento europeo (G.U. n. C 158 del 17. 6. 1991, pag. 90, e G.U. n.
C 150 del 15.
6. 1992.),
visto il parere del Comitato economico e
sociale (G.U. n. C 191 del 22. 7. 1991, pag. 41.),
considerando che il
Consiglio europeo ha constatato l’esigenza di completare la
realizzazione del mercato
interno;
considerando che occorre adottare
le misure destinate all’instaurazione progressiva del mercato
interno
entro il 31 dicembre 1992; che il mercato interno comporta uno
spazio senza frontiere interne nel quale è
assicurata la libera
circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei
capitali;
considerando che questi obiettivi richiedono il
coordinamento delle procedure per l’aggiudicazione degli
appalti
pubblici di servizi;
considerando che il Libro bianco sul
completamento del mercato interno contiene un programma d’azione
ed un
calendario per l’apertura dei mercati degli appalti pubblici, ivi
compresi quelli di servizi, nella misura
in cui ad essi non siano già
applicabili la direttiva 71/305/CEE del Consiglio, del 26 luglio 1971
che
coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti dei lavori
pubblici (G.U. n. L 185 del 16. 8. 1971, pag.
5. Direttiva modificata
da ultimo dalla direttiva 90/531/CEE (G.U. n. L 297 del 29. 10. 1990,
pag. 1) , e la
direttiva 77/62/CEE del Consiglio, del 21 dicembre
1976, che coordina le procedure di aggiudicazione degli
appalti
pubblici di forniture (G.U. n. L 13 del 15. 1. 1977, pag. 1. Direttiva
modificata da ultimo dalla direttiva
90/531/CEE (G.U. n. L 297 del 29.
10. 1990, pag. 1);
considerando che la presente direttiva va applicata
da tutte le amministrazioni aggiudicatrici ai sensi della
direttiva
71/305/CEE;
considerando che è necessario evitare intralci alla libera
circolazione dei servizi; che pertanto i prestatori di
servizi possono
essere sia persone fisiche sia persone giuridiche; che la presente
direttiva non pregiudica
l’applicazione, a livello nazionale, delle
norme relative alle condizioni di esercizio di un’attività o di
una
professione purché esse siano compatibili con il diritto
comunitario;
considerando che per l’applicazione delle norme
procedurali ed ai fini della sorveglianza, il metodo migliore
per
definire il settore dei servizi è quello di suddividere tali servizi
in categorie corrispondenti a talune voci
di una nomenclatura comune;
che gli allegati I A e I B della presente direttiva si riferiscono
alla
nomenclatura CPC (classificazione comune dei prodotti) delle
Nazioni Unite; che questa nomenclatura può
essere sostituita in futuro
da una nomenclatura comunitaria; che è necessario prevedere la
possibilità di
adattare in conseguenza la nomenclatura CPC negli
allegati I A e I B;
considerando che la prestazione di servizi è
disciplinata dalla presente direttiva soltanto quando si fondi
su
contratti d’appalto; che la prestazione di servizi su altra base,
quali leggi o regolamenti ovvero contratti di
lavoro, esula dal campo
d’applicazione della presente direttiva;
considerando che, a norma
dell’articolo 130 F del trattato, l’incoraggiamento della ricerca e
dello sviluppo
costituisce uno dei mezzi per potenziare le basi
scientifiche e tecnologiche dell’industria europea e che
l’apertura
degli appalti pubblici favorirà la realizzazione di questo obiettivo;
che il cofinanziamento dei
programmi di ricerca non dovrebbe rientrare
nella presente direttiva; che dalla presente direttiva non
sono
coperti i contratti per servizi di ricerca e sviluppo diversi da
quelli i cui risultati appartengono
esclusivamente all’amministrazione
perché li usi nell’esercizio della propria attività , purché la
prestazione
dei servizi sia interamente retribuita da tale
amministrazione;
considerando che i contratti aventi ad oggetto
l’acquisizione o l’affitto di beni immobiliari, o diritti su tali
beni,
presentano caratteristiche particolari che rendono inappropriata
l’applicazione delle norme sugli appalti;
considerando che
l’aggiudicazione di contratti relativi a determinati servizi
audiovisivi nel settore delle
trasmissioni radiotelevisive è retta da
considerazioni che rendono inappropriata l’applicazione delle
norme
sugli appalti;
considerando che i servizi d’arbitrato e di
conciliazione sono di norma prestati da enti od individui
all’uopo
scelti o designati secondo modalità che non possono essere
disciplinate da norme sugli appalti;
considerando che i servizi
finanziari contemplati dalla presente direttiva non comprendono gli
strumenti in
materia di politica monetaria, tassi di cambio, debito
pubblico, gestione delle riserve e di altre politiche che
comportino
operazioni su titoli o altri strumenti finanziari; che di conseguenza
i contratti relativi
all’emissione, all’acquisto, alla vendita o al
trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari non
sono
contemplati dalla presente direttiva; che sono esclusi anche i
servizi forniti da banche centrali;
considerando che è opportuno
applicare nel campo dei servizi le stesse deroghe previste dalle
direttive
71/305/CEE e 77/62/CEE in relazione alla sicurezza dello
Stato o alla segretezza nonché alla priorità di
altre regole sugli
appalti, come quelle derivanti da accordi internazionali, dalla
presenza di truppe di stanza
o dalle norme di organizzazioni
internazionali;
considerando che la presente direttiva non pregiudica,
in particolare, l’applicazione degli articoli 55, 56 e 66
del
trattato;
considerando che gli appalti pubblici di servizi,
segnatamente nel settore dei servizi di gestione di proprietà
,
possono in certi casi includere lavori; che dalla direttiva 71/305/CEE
risulta che un appalto può essere
considerato appalto pubblico di
lavori soltanto se il suo oggetto consiste nel realizzare un’opera;
che tali
lavori non possono giustificare la classificazione
dell’appalto come appalto pubblico di lavori nella misura in
cui sono
accessori e non costituiscono l’oggetto dell’appalto;
considerando che
la presente direttiva deve lasciare impregiudicate le norme sui
contratti d’appalto di
servizi contenute nella direttiva 90/531/CEE
del Consiglio, del 17 settembre 1990, relativa alle procedure
di
appalto degli enti erogatori d’acqua e d’energia, degli enti che
forniscono servizi di trasporto nonché degli
enti che operano nel
settore delle telecomunicazioni (G.U. n. L 297 del 29. 10. 1990, pag.
1.);
considerando che in determinate circostanze i contratti
comportanti un’unica fonte di approvvigionamento
designata possono
venir esentati in tutto od in parte dall’applicazione della presente
direttiva;
considerando che nell’intento di evitare formalità
superflue la presente direttiva non deve applicarsi agli
appalti di
valore inferiore a una determinata soglia; che detta soglia può in
linea di massima coincidere con
quella fissata per gli appalti
pubblici di forniture; che le modalità riguardanti il calcolo del
valore del
contratto, la pubblicazione ed il metodo di adeguamento
delle soglie devono essere identiche a quelle
previste dalle altre
direttive della Comunità in materia di appalti;
considerando che per
eliminare pratiche che restringono la concorrenza in generale e
limitano, in
particolare, la partecipazione di cittadini di altri
Stati membri agli appalti, occorre migliorare l’accesso dei
fornitori
di servizi alle procedure di aggiudicazione;
considerando che per un
periodo transitorio la piena applicazione della presente direttiva
deve limitarsi ai
contratti riguardanti servizi per i quali le
disposizioni della direttiva stessa consentiranno di
realizzare
appieno il potenziale d’accrescimento del commercio
transfrontaliero; che i contratti relativi a servizi d’altro
genere
vanno sottoposti ad osservazione per un determinato periodo di tempo
prima di decidere una piena
applicazione della direttiva; che occorre
definire il sistema per tale osservazione; che questo dovrebbe
al
tempo stesso consentire agli interessati di scambiarsi le
informazioni pertinenti;
considerando che le regole
sull’aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi devono essere
quanto più
simili possibile a quelle relative agli appalti pubblici di
forniture e agli appalti di lavori pubblici;
considerando che possono
essere appropriate le norme sugli appalti pubblici contenute nelle
direttive
71/305/CEE e 77/62/CEE, con gli adeguamenti necessari per
tener conto di aspetti specifici dell’appalto di
servizi, come quelli
riguardanti la scelta della procedura negoziata, i concorsi di
progettazione, le varianti, lo
status giuridico nel cui ambito operano
i prestatori di servizio, il fatto di riservare a determinate
professioni
certe attività , nonché la registrazione e la garanzia
della qualità ;
considerando che va ammesso il ricorso alla procedura
negoziata previa pubblicazione di un avviso,
quando il servizio da
prestare non possa venir specificato con sufficiente precisione,
particolarmente nel
settore dei servizi di natura intellettuale, e non
sia dunque possibile procedere all’aggiudicazione
dell’appalto
mediante selezione dell’offerta migliore in conformità delle norme che
regolano la procedura
aperta o la procedura ristretta;
considerando
che le pertinenti norme della Comunità sul reciproco riconoscimento di
diplomi, certificati e
altri documenti atti a comprovare una qualifica
formale si applicano ai casi in cui si esiga la prova del
possesso di
una particolare qualifica per partecipare ad una procedura d’appalto o
ad un concorso di
progettazione;
considerando che gli scopi della
presente direttiva non richiedono attualmente modifiche a livello
nazionale
relative alla concorrenza in fatto di prezzi tra prestatori
di determinati servizi;
considerando che è opportuno riesaminare i
risultati della presente direttiva al più tardi entro tre anni
dalla
data fissata per il recepimento delle norme sugli appalti nel
diritto nazionale; che, in particolare, tale
riesame dovrà includere
la possibilità di rendere la direttiva pienamente applicabile ad una
gamma più
ampia di appalti di servizi,
ha adottato la presente
direttiva:
Titolo I – Disposizioni generali
Articolo 1
Ai fini della
presente direttiva s’intendono per:
a) “appalti pubblici di servizi”,
i contratti a titolo oneroso stipulati in forma scritta tra un
prestatore di servizi
ed un’amministrazione aggiudicatrice, ad
esclusione:
I) degli appalti pubblici di forniture ai sensi
dell’articolo 1, lettera a) della direttiva 77/62/CEE e degli
appalti
di lavori pubblici ai sensi dell’articolo 1, lettera a) della
direttiva 71/305/CEE;
II) degli appalti pubblici che vengono
aggiudicati nei settori menzionati agli articoli 2, 7, 8, 9 della
direttiva
90/531/CEE e degli appalti che ottemperano alle condizioni
dell’articolo 6, paragrafo 2 della stessa direttiva;
III) dei
contratti aventi per oggetto l’acquisizione o la locazione, qualunque
siano le relative modalità
finanziarie, di terreni, edifici esistenti
o altri immobili, o riguardanti comunque diritti inerenti a tali
beni
immobiliari; tuttavia, i contratti di servizi finanziari conclusi
parallelamente, preventivamente o
successivamente al contratto di
acquisizione o di affitto, qualunque ne sia la forma, rientrano nel
campo di
applicazione della presente direttiva;
IV) dei contratti
aventi per oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o la
coproduzione di programmi
televisivi da parte delle emittenti, e dei
contratti concernenti il tempo di trasmissione;
V) dei contratti
aventi per oggetto servizi di telefonia, telex, radiotelefonia, radio
avviso e radio
telecomunicazioni via satellite;
VI) dei contratti
aventi per oggetto servizi d’arbitrato – di conciliazione;
VII) dei
contratti per servizi finanziari relativi all’emissione, all’acquisto,
alla vendita ed al trasferimento di
titoli o di altri strumenti
finanziari, nonché dei contratti per i servizi forniti da banche
centrali;
VIII) degli appalti di lavori;
IX) dei contratti per servizi
di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati
appartengono
all’amministrazione aggiudicatrice, perché li usi
nell’esercizio della sua attività , purché la prestazione del
servizio
sia interamente retribuita da tale amministrazione;
b)
“amministrazioni aggiudicatrici”, lo Stato, gli enti locali, gli
organismi di diritto pubblico, le associazioni
costituite da detti
enti od organismi di diritto pubblico.
Per “organismo di diritto
pubblico” si intende qualsiasi organismo:
– istituito per soddisfare
specificatamente bisogni di interesse generale aventi carattere non
industriale o
commerciale, e – avente personalità giuridica, e

avente personalità giuridica, e
– la cui attività è finanziata in modo
maggioritario dallo Stato, dagli enti locali o da organismi di
diritto
pubblico, oppure la cui gestione è soggetta al controllo di
questi ultimi, oppure il cui organo
d’amministrazione, di direzione o
di vigilanza è costituito da membri più della metà dei quali è
designata
dallo Stato, dagli enti locali o da altri organismi di
diritto pubblico.
Gli elenchi degli organismi e delle categorie di
organismi di diritto pubblico che ottemperano ai criteri di cui
al
secondo comma del presente punto figurano nell’allegato I della
direttiva 71/305/CEE. Tali elenchi sono il
più possibile completi e
possono essere riveduti secondo la procedura prevista all’articolo 30
ter di detta
direttiva 71/305/CEE;
c) “prestatori di servizi” le
persone fisiche o giuridiche, inclusi gli enti pubblici che forniscono
servizi.Viene
chiamato “offerente” il prestatore di servizi che
presenti un’offerta e “candidato” chi solleciti un invito
a
partecipare ad una procedura ristretta o negoziata;
d) “procedure
aperte” le procedure nazionali nell’ambito delle quali tutti i
prestatori di servizi interessati
possono presentare offerte;
e)
“procedure ristrette” le procedure nazionali nell’ambito delle quali
possono presentare offerte soltanto i
prestatori di servizi invitati
dall’amministrazione;
f) “procedure negoziate” le procedure nazionali
nell’ambito delle quali le amministrazioni consultano i
prestatori di
servizi di loro scelta e negoziano i termini del contratto con uno o
più di essi;
g) “concorsi di progettazione” le procedure nazionali
intese a fornire all’amministrazione aggiudicatrice,
soprattutto nel
settore della pianificazione territoriale, dell’urbanistica,
dell’architettura e dell’ingegneria
civile, nonché in quello
dell’elaborazione dei dati, un piano od un progetto, selezionati da
una commissione
giudicatrice in base ad una gara con o senza
assegnazione di premi.
Articolo 2
Se un appalto pubblico ha per
oggetto sia dei prodotti di cui alla direttiva 77/62/CEE che dei
servizi di cui
agli allegati IA e IB della presente direttiva, esso
rientra nel campo d’applicazione della presente direttiva
qualora il
valore dei servizi in questione superi quello dei prodotti previsti
dal contratto.
Articolo 3
1. Per aggiudicare appalti di servizi
pubblici e per espletare concorsi di progettazione, le
amministrazioni
applicano procedure adattate alle disposizioni della
presente direttiva.
2. Le amministrazioni assicurano la parità di
trattamento tra i prestatori di servizi.
3. Gli Stati membri prendono
le misure necessarie affinché le amministrazioni rispettino o
facciano
rispettare le disposizioni della presente direttiva qualora
sovvenzionino direttamente in misura superiore al
50 % un appalto di
servizi aggiudicato da altro ente in relazione a un appalto di lavori
ai sensi dell’articolo 1
bis, paragrafo 2 della direttiva
71/305/CEE.
Articolo 4
1. La presente direttiva si applica agli
appalti pubblici di servizi aggiudicati dalla amministrazioni nel
settore
della difesa, ad eccezione degli appalti soggetti all’articolo
223 del trattato.
2. La presente direttiva non si applica ai servizi
che vengano dichiarati segreti o la cui prestazione debba
essere
accompagnata da misure speciali di sicurezza secondo le disposizioni
legislative, regolamentari od
amministrative vigenti nello Stato
membro di cui trattasi, né quando lo esiga la tutela d’essenziali
interessi
di sicurezza di tale Stato.
Articolo 5
La presente direttiva
non si applica agli appalti pubblici disciplinati da norme procedurali
differenti ed
aggiudicati:
a) in base ad un accordo internazionale
concluso tra uno Stato membro ed uno o più paesi terzi e
concernente
servizi destinati alla realizzazione od allo sfruttamento in comune di
un progetto da parte degli
Stati firmatari; ogni accordo di tal genere
è comunicato alla Commissione, che può consultare il
Comitato
consultivo per gli appalti pubblici istituito dalla decisione
71/306/CEE (G.U. n. L 185 del 16. 8. 1971, pag.
15.);
b) ad imprese di
uno Stato membro o di un paese terzo in base ad un accordo
internazionale sulla
presenza di truppe di stanza;
c) in base alla
particolare procedura di un’organizzazione internazionale.
Articolo
6
La presente direttiva non si applica agli appalti pubblici di
servizi aggiudicati ad un ente che sia esso stesso
un’amministrazione
ai sensi dell’articolo 1, lettera b), in base a un diritto esclusivo
di cui beneficia in virtù
delle disposizioni legislative,
regolamentari od amministrative pubblicate, purché tali disposizioni
siano
compatibili con il trattato.
Articolo 7
1. La presente direttiva
si applica:
– agli appalti pubblici di servizi il cui all’articolo 3,
paragrafo 3, agli appalti pubblici di servizi di cui siano
oggetto i
servizi indicati all’allegato I B, ai servizi della categoria 8
dell’allegato I A e ai servizi di
telecomunicazioni della categoria 5
dell’allegato I A, i cui numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525
e
7526, attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici di cui
all’articolo 1, lettera b), il cui valore stimato al
netto
dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) sia pari o superiore a
200 000 ECU;
– agli appalti pubblici di servizi di cui siano oggetto i
servizi indicati all’allegato I A, tranne i servizi della
categoria 8
e i servizi di telecomunicazioni della categoria 5, i cui numeri di
riferimento CPC sono 7524,
7525 e 7526,
I) attribuiti dalle
amministrazioni aggiudicatrici indicate nell’allegato I della
direttiva 93/36/CEE, il cui valore
stimato al netto dell’IVA sia pari
o superiore al controvalore in ecu di 130.000 diritti speciali di
prelievo
(DSP);
II) attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici
indicate nell’articolo 1, lettera b) e diverse da quelle
menzionate
nell’allegato I della direttiva 93/36/CEE, il cui valore stimato al
netto dell’IVA sia pari o superiore
al controvalore in ecu di 200.000
DSP.
b) Il controvalore in ecu e nelle varie monete nazionali delle
soglie fissate alla lettera a) è di norma riveduto
ogni due anni con
effetto al 1° gennaio 1996. Il calcolo di tale controvalore è basato
sulla media dei valori
giornalieri dell’ecu espresso in DSP e delle
monete nazionali espresse in ecu, per un periodo di
ventiquattro mesi
che si conclude l’ultimo giorno del mese di agosto precedente la
revisione che ha effetto
al 1° gennaio.
Il metodo di calcolo previsto
al primo comma è riesaminato, su proposta della Commissione, dal
comitato
consultivo per gli appalti pubblici, in linea di massima due
anni dopo la sua prima applicazione.
c) Le soglie di cui alla lettera
a) e il loro controvalore in ecu e nelle varie monete nazionali sono
pubblicati
nella Gazzetta ufficiale delle COmunità europee all’inizio
del mese di novembre successivo alla revisione di
cui alla lettera b)
primo comma.
2. Ai fini del calcolo dell’importo stimato dell’appalto,
le amministrazioni aggiudicatrici si basano sulla
rimunerazione
complessiva del prestatore di servizi, tenendo conto delle
disposizioni di cui ai paragrafi da 3
a 7.
3. La scelta del metodo di
valutazione non deve essere compiuta allo scopo di eludere
l’applicazione della
presente direttiva; nessun insieme di servizi da
appaltare può venir scisso allo scopo di sottrarlo
all’applicazione
del presente articolo.
4. In sede di valutazione dell’importo stimato
dell’appalto per i tipi di servizi sottoelencati, occorre tener
conto,
se del caso:
– nel caso di servizi assicurativi, del premio da
pagare;
– nel caso di servizi bancari e altri servizi finanziari, di
onorari, commissioni e interessi nonché di altri tipi
di
rimunerazione;
– nel caso di contratti che comprendono la
progettazione, dell’onorario o della commissione da pagare.
Nei casi
in cui tali servizi siano ripartiti in più lotti, ciascuno dei quali
forma oggetto di un appalto, si deve
tener conto del valore di ciascun
lotto per calcolare l’importo di cui sopra.
Se il valore dei lotti è
pari o superiore a questo importo, le disposizioni della presente
direttiva si applicano
a tutti i lotti.
Le amministrazioni possono
derogare alle disposizioni del paragrafo 1 per i lotti il cui valore
stimato al netto
dell’IVA sia inferiore a 80 000 ecu, purché il valore
stimato complessivo dei lotti così esentati non venga a
superare il 20
% del valore complessivo stimato di tutti i lotti.
5. Nel caso di
appalti che non fissino un prezzo complessivo la base per il calcolo
dell’importo stimato
dell’appalto è :
– se trattasi di appalto di
durata determinata, ove questa sia pari o inferiore a quarantotto
mesi, il valore
complessivo dell’appalto per l’intera durata;
– se
trattasi di appalto di durata indeterminata o superiore a quarantotto
mesi, il valore mensile moltiplicato
per 48.
6. Nel caso di appalti
che presentino un carattere di regolarità o siano destinati ad essere
rinnovati entro un
determinato periodo, il valore dell’appalto può
stabilirsi in base:
– al valore reale complessivo di appalti analoghi
relativi alla stessa categoria di servizi conclusi nel corso
dei
dodici mesi o dell’esercizio finanziario precedente, rettificato
tenendo conto, se possibile, dei cambiamenti
in termini di quantità o
di valore che potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al
contratto iniziale,
ovvero
– al costo stimato complessivo per i dodici
mesi successivi alla prima prestazione del servizio o per tutta
la
durata dell’appalto quando questa sia superiore ai dodici mesi.
7.
Nei casi in cui l’appalto proposto preveda espressamente diversi
elementi opzionali, la base per il calcolo
del valore del contratto è
data dal suo massimo valore complessivo possibile, comprendente gli
elementi
opzionali.
Titolo II – Applicazione di due serie di
disposizioni
Articolo 8
Gli appalti aventi per oggetto servizi
elencati nell’allegato I a vengono aggiudicati conformemente
alle
disposizioni dei titoli da III a VI.
Articolo 9
Gli appalti
aventi per oggetto servizi elencati nell’allegato IB vengono
aggiudicati conformemente agli
articoli 14 e 16.
Articolo 10
Gli
appalti aventi per oggetto contemporaneamente servizi elencati
nell’allegato I A e servizi figuranti
nell’allegato I B vengono
aggiudicati conformemente alle disposizioni dei titoli da III a VI
qualora il valore
dei servizi elencati nell’allegato I A risulti
superiore al valore dei servizi elencati nell’allegato I B. In
caso
contrario l’appalto viene aggiudicato conformemente agli articoli
14 e 16.
Titolo III – Scelta delle procedure d’aggiudicazione e norme
relative ai concorsi di progettazione
Articolo 11
1. Nell’aggiudicare
gli appalti pubblici di servizi le amministrazioni applicano le
procedure definite
nell’articolo 1, lettere d), e) e f) adattate ai
fini della presente direttiva.
2. Le amministrazioni possono
aggiudicare gli appalti pubblici di servizi mediante procedura
negoziata,
previa pubblicazione di un bando di gara, nei seguenti
casi:
a) qualora si abbiano offerte irregolari in risposta
all’esperimento di una procedura aperta o ristretta, ovvero
offerte
che risultino inammissibili a norma di disposizioni nazionali
compatibili con quanto disposto dagli
articoli da 23 a 28, purché le
condizioni iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate.
In tali casi
l’amministrazione non è tenuta a pubblicare un bando di
gara qualora includa nella procedura negoziata
tutti gli offerenti che
soddisfano i criteri di cui agli articoli da 29 a 35 e che, in
occasione della precedente
procedura aperta o ristretta, hanno
presentato offerte conformi alle esigenze formali della
procedura
d’appalto;
b) in casi eccezionali, quando la natura dei
servizi od i rischi ad essi connessi non consentano la
fissazione
preliminare e globale di un prezzo;
c) quando la natura dei
servizi da appaltare, in particolare nel caso di servizi di natura
intellettuale e di
quelli rientranti nella categoria 6 dell’allegato I
A, renda impossibile stabilire specifiche d’appalto con
sufficiente
precisione perché l’appalto possa essere aggiudicato selezionando
l’offerta migliore in base alle
norme della procedura aperta o
ristretta.
3. Le amministrazioni possono aggiudicare appalti pubblici
di servizi mediante procedura negoziata non
preceduta dalla
pubblicazione di un bando di gara nei casi seguenti:
a) qualora non vi
siano offerte o non vi siano offerte appropriate in risposta
all’esperimento di una
procedura aperta o ristretta, purché le
condizioni iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate
e
purché sia trasmessa una relazione alla Commissione su sua
richiesta;
b) qualora, a causa di motivi di natura tecnica od
artistica ovvero per ragioni attinenti alla tutela di
diritti
esclusivi, l’esecuzione dei servizi possa venir affidata
unicamente ad un particolare prestatore di servizi;
c) qualora
l’appalto in questione risulti da un concorso di progettazione e
debba, in base alle norme
applicabili nella fattispecie, venire
aggiudicato ad uno dei vincitori del concorso. In quest’ultimo caso
tutti i
vincitori devono essere invitati a partecipare ai
negoziati;
d) nella misura strettamente necessaria, qualora per
l’estrema urgenza, determinata da avvenimenti
imprevedibili per
l’amministrazione, non possano essere osservati i termini per la
procedura aperta, ristretta
o negoziata, di cui agli articoli da 17 a
20. Le circostanze addotte per giustificare tale estrema urgenza
non
devono in nessun caso essere imputabili alle amministrazioni;
e)
per i servizi complementari non compresi nel progetto inizialmente
preso in considerazione né
nell’appalto inizialmente aggiudicato, ma
che, a causa di circostanze impreviste, siano diventati necessari
per
la prestazione del servizio oggetto del progetto o dell’appalto,
purché siano aggiudicati al prestatore di
servizi che fornisce questo
servizio, nei casi in cui:
– tali servizi complementari non possano
venire separati sotto il profilo tecnico od economico
dall’appalto
principale senza recare gravi inconvenienti
all’amministrazione, ovvero
– tali servizi, pur essendo separabili
dall’esecuzione dell’appalto iniziale, siano strettamente necessari
per il
suo perfezionamento.
Il valore complessivo stimato degli
appalti aggiudicati per servizi complementari non può tuttavia
superare il
50 % dell’importo relativo all’appalto principale;
f) per
nuovi servizi consistenti nella ripetizione di servizi analoghi già
affidati allo stesso prestatore di servizi
in forza di un precedente
appalto aggiudicato dalla stessa amministrazione, purché tali servizi
siano
conformi ad un progetto di base per il quale sia stato
aggiudicato un primo appalto conformemente alle
procedure di cui al
paragrafo 4. La possibilità del ricorso alla procedura negoziata deve
essere indicata in
occasione del primo appalto ed il costo complessivo
stimato per i servizi successivi è preso in
considerazione dalle
amministrazioni per l’applicazione dell’articolo 7. Questa procedura
può essere
applicata soltanto durante i tre anni susseguenti la
conclusione dell’appalto iniziale.
4. In tutti gli altri casi le
amministrazioni aggiudicano gli appalti pubblici di servizi con
procedura aperta
ovvero con procedura ristretta.
Articolo 12
1. Entro
il termine di quindici giorni dal ricevimento di una domanda scritta,
l’amministrazione aggiudicatrice
comunica ad ogni candidato od
offerente respinto i motivi del rigetto della sua candidatura o
offerta e
comunica ad ogni offerente che abbia fatto un’offerta
selezionabile le caratteristiche e i vantaggi relativi
dell’offerta
selezionata e il nome dell’offerente cui è stato aggiudicato
l’appalto.
Tuttavia, le amministrazioni aggiudicatrici possono
decidere che alcune delle informazioni relative
all’aggiudicazione
dell’appalto di cui al primo comma non siano comunicate, qualora la
loro diffusione
ostacoli l’applicazione della legge, o sia contraria
al pubblico interesse, pregiudichi i legittimi interessi
commerciali
di imprese, pubbliche o private, ovvero possa compromettere la
concorrenza leale tra i
prestatori di servizi.
2. Le amministrazioni
aggiudicatrici informano quanto prima, per iscritto qualora ricevano
una richiesta in tal
senso, i candidati e gli offerenti delle
decisioni prese riguardo all’aggiudicazione dell’appalto, compresi
i
motivi per i quali hanno deciso di rinunciare ad aggiudicare un
appalto per il quale è stata indetta una gara
o di riavviare la
procedura. Esse informano altresì l’Ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunità
europee di tali decisioni.
3. Per ogni
appalto aggiudicato l’amministrazione redige un verbale scritto
contenente almeno le seguenti
informazioni:
– il nome e l’indirizzo
dell’amministrazione stessa, l’oggetto e il valore dell’appalto;
– i
nomi dei candidati o degli offerenti presi in considerazione ed i
motivi della sua scelta;
– i nomi dei candidati o degli offerenti
esclusi ed i motivi del rigetto;
– il nome dell’aggiudicatario e la
giustificazione della scelta della sua offerta nonché , se è nota,
l’eventuale
parte dell’appalto che l’aggiudicatario intenda
subappaltare a terzi;
– nel caso di procedure negoziate le circostanze
di cui all’articolo 11 che giustificano il ricorso a
tali
procedure.
Il verbale o i suoi punti principali sono comunicati
alla Commissione, a sua richiesta.
Articolo 13
1. Il presente articolo
si applica ai concorsi organizzati nel contesto di una procedura di
aggiudicazione di
appalti di servizi il cui valore stimato al netto
dell’IVA sia pari o superiore:
– alla soglia fissata all’articolo 7,
paragrafo 1, lettera a), primo trattino, per i servizi di cui
all’allegato I B, i
servizi della categoria 8 dell’allegato I A e i
servizi di telecomunicazioni della categoria 5 dell’allegato I A,
i
cui numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e 7526, attribuiti
dalle amministrazioni aggiudicatrici di cui
all’articolo 1, lettera
b);
– alla soglia fissata all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a),
secondo trattino, punto i), per i servizi di cui
all’allegato I A,
tranne i servizi della categoria 8 e i servizi di telecomunicazioni
della categoria 5, i cui
numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e
7526, attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici di
cui
all’allegato I della direttiva 93/36/CEE;
– alla soglia fissata
all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, punto II),
per i servizi di cui
all’allegato I A, tranne i servizi della
categoria 8 e i servizi di telecomunicazioni della categoria 5, i
cui
numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e 7526, attribuiti dalle
amministrazioni aggiudicatrici indicate
all’articolo 1, lettera b)
diverse da quelle menzionate all’allegato I della direttiva
93/36/CEE.
2. Il presente articolo si applica a tutti i concorsi
qualora l’importo complessivo dei premi di partecipazione
ai concorsi
e dei versamenti a favore dei partecipanti sia pari o superiore:

alla soglia fissata all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), primo
trattino, per i servizi di cui all’allegato I B, i
servizi della
categoria 8 dell’allegato I A e i servizi di telecomunicazioni della
categoria 5 dell’allegato I A, i
cui numeri di riferimento CPC sono
7524, 7525 e 7526, attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici di
cui
all’articolo 1, lettera b);
– alla soglia fissata all’articolo 7,
paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, punto i), per i servizi di
cui
all’allegato I A, tranne i servizi della categoria 8 e i servizi
di telecomunicazioni della categoria 5, i cui
numeri di riferimento
CPC sono 7524, 7525 e 7526, attribuiti dalle amministrazioni
aggiudicatrici di cui
all’allegato I della direttiva 93/36/CEE;
– alla
soglia fissata all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), secondo
trattino, punto II), per i servizi di cui
all’allegato I A, tranne i
servizi della categoria 8 e i servizi di telecomunicazioni della
categoria 5, i cui
numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e 7526,
attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici indicate
all’articolo
1, lettera b) diverse da quelle menzionate all’allegato I della
direttiva 93/36/CEE.
3. Le regole per organizzare i concorsi sono
stabilite in conformità dei requisiti del presente articolo e
sono
messe a disposizione di quanti siano interessati a partecipare ai
concorsi.
4. L’ammissione dei partecipanti ai concorsi di
progettazione non può essere limitata:
– al territorio di un solo
Stato membro o ad una parte di esso;
– per il fatto che ai sensi della
legislazione dello Stato membro in cui si svolge il concorso i
partecipanti
debbono essere persone fisiche o persone giuridiche.
5.
Se ai concorsi di progettazione partecipa un numero limitato di
candidati, le amministrazioni
aggiudicatrici stabiliscono criteri
selettivi chiari e non discriminatori. Comunque, per quanto riguarda
il
numero di candidati invitati a partecipare ai concorsi di
progettazione, si deve tener conto della necessità di
garantire
un’effettiva concorrenza.
6. La Commissione giudicatrice è composta
unicamente da persone fisiche indipendenti dai partecipanti
al
concorso. Ogniqualvolta ai partecipanti ad un concorso sia
richiesta una particolare qualificazione
professionale, almeno un
terzo dei membri della commissione giudicatrice deve egualmente
possedere la
stessa qualificazione o una equipollente.
La commissione
giudicatrice è autonoma nelle sue decisioni e nei suoi pareri, che
sono presi in base a
progetti presentati in modo anonimo, e unicamente
in base ai criteri specificati nel bando di concorso ai
sensi
dell’articolo 15, paragrafo 3.
Titolo IV – Norme comuni in campo
tecnico
Articolo 14
1. Le specifiche tecniche di cui all’allegato II
sono contenute nei documenti generali o nei documenti
contrattuali
relativi ad ogni contratto.
2. Fatte salve le norme tecniche nazionali
obbligatorie, semprechè esse siano compatibili con il
diritto
comunitario, dette specifiche tecniche vengono definite dalle
amministrazioni facendo riferimento a norme
nazionali che recepiscano
norme europee o a omologazioni tecniche europee oppure a specifiche
tecniche
comuni.
3. L’amministrazione può derogare al paragrafo 2
qualora:
a) tali norme, omologazioni tecniche europee o specifiche
tecniche comuni non includano disposizioni volte
all’accertamento
della conformità , ovvero non esistano mezzi tecnici per accertare in
modo soddisfacente
la conformità di un prodotto a tali norme,
omologazioni tecniche europee o specifiche tecniche comuni;
b)
l’applicazione del paragrafo 2 pregiudichi l’applicazione della
direttiva 86/361/CEE del Consiglio, del 24
luglio 1986, concernente la
prima fase del reciproco riconoscimento dell’omologazione
delle
apparecchiature terminali di telecomunicazioni (G.U. n. L 217
del 5. 8.1986, pag. 21. Direttiva modificata
dalla direttiva
91/263/CEE (G.U. n. L 128 del 23. 5. 1991, pag. 1).) , o della
decisione 87/95/CEE del
Consiglio, del 22 dicembre 1986, relativa alla
normalizzazione nel settore delle tecnologie dell’informazione
e delle
telecomunicazioni (G.U. n. L 36 del 7. 2. 1987, pag. 31.) , ovvero di
altri atti comunitari in specifici
settori relativi a servizi o a
prodotti;
c) l’applicazione di tali norme, omologazioni tecniche
europee o specifiche tecniche comuni comporti
l’impiego di prodotti o
materiali incompatibili con le apparecchiature già usate
dall’amministrazione ovvero
costi sproporzionati o difficoltà tecniche
sproporzionate, ma soltanto nell’ambito di una strategia
chiaramente
definita e stabilita per iscritto in vista del passaggio, entro un
determinato periodo, a norme
europee, omologazioni tecniche europee o
specifiche tecniche comuni;
d) il progetto in questione abbia natura
realmente innovativa che renda inappropriato il ricorso a
norme
europee, omologazioni tecniche europee o specifiche tecniche
comuni già esistenti.
4. Le amministrazioni che si avvalgono del
paragrafo 3 specificano, ogniqualvolta ciò sia possibile, i motivi
nel
bando di gara pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee oppure nei capitolati d’oneri,
ed in ogni caso indicano i
motivi nella propria documentazione interna e li comunicano, su
richiesta, agli
Stati membri ed alla Commissione.
5. In assenza di
norme europee, di omologazioni tecniche europee o di specifiche
tecniche comuni, le
specifiche tecniche:
a) vengono definite con
riferimento alle specifiche tecniche nazionali di cui sia riconosciuta
la conformità ai
requisiti essenziali enumerati nelle direttive
comunitarie sull’armonizzazione tecnica, conformemente alle
procedure
stabilite in queste direttive ed in particolare alle procedure
stabilite nella direttiva 89/106/CEe del
Consiglio (G.U. n. L 40 dell’
11. 2. 1989, pag. 12.);
b) possono venir definite con riferimento alle
specifiche tecniche nazionali in materia di progettazione,
calcolo e
realizzazione delle opere, nonché di impiego dei materiali;
c) possono
venir definite con riferimento ad altri documenti.
In tal caso deve
essere fatto riferimento, in ordine di preferenza, a:
I) norme
nazionali che recepiscano norme internazionali riconosciute dal paese
cui appartiene
l’amministrazione;
II) altre norme nazionali e
omologazioni tecniche nazionali del paese cui appartiene
l’amministrazione;
III) qualsiasi altra norma.
6. A meno che siano
giustificate dall’oggetto dell’appalto, gli Stati membri vietano
l’introduzione nelle
clausole contrattuali di un determinato appalto
di specifiche tecniche che menzionino prodotti di una
determinata
fabbricazione o provenienza ovvero ottenuti mediante un particolare
procedimento e abbiano
quindi l’effetto di favorire o escludere
determinati prestatori di servizi. è in particolare vietata
l’indicazione di
marchi, brevetti o tipi ovvero l’indicazione di
un’origine o di una produzione determinata. Tuttavia una
data
indicazione, accompagnata dalla menzione “o equivalente” , è
autorizzata quando le amministrazioni
aggiudicatrici non possano
fornire una descrizione dell’oggetto dell’appalto mediante
specifiche
sufficientemente precise e comprensibili per tutti gli
interessati.
Titolo V – Norme comuni di pubblicità
Articolo 15
1.
Mediante un avviso indicativo da pubblicarsi non appena possibile dopo
l’inizio del loro esercizio
finanziario le amministrazioni rendono
noto il volume globale degli appalti previsti per ciascuna
delle
categorie di servizi elencate nell’allegato I A che esse
intendono aggiudicare nei 12 mesi successivi
qualora il loro valore
complessivo stimato, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 7,
risulti pari o
superiore a 750 000 ecu.
2. Le amministrazioni che
intendono aggiudicare un appalto pubblico di servizi mediante
procedura aperta,
ristretta o, nei casi stabiliti nell’articolo 11,
negoziata, rendono nota tale intenzione con un bando di gara.
3. Le
amministrazioni che intendono indire un concorso di progettazione
rendono nota tale intenzione
mediante un bando di concorso.
Articolo
16
1. Le amministrazioni che abbiano aggiudicato un appalto pubblico
di servizi o espletato un concorso di
progettazione inviano
all’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee un
avviso in merito ai
risultati della procedura d’aggiudicazione.
2. I
bandi o avvisi sono pubblicati:
– per gli appalti pubblici di servizi
elencati nell’allegato I A, conformemente agli articoli 17-20;
– per i
concorsi di progettazione, conformemente all’articolo 17.
3. Nel caso
degli appalti pubblici di servizi elencati nell’allegato I B, le
amministrazioni indicano nel bando o
avviso se acconsentono o meno
alla sua pubblicazione.
4. La Commissione stabilisce, secondo la
procedura prevista dall’articolo 40, paragrafo 3, le norme
riguardanti
la redazione di relazioni regolari basate sui bandi o sugli avvisi
menzionati al paragrafo 3,
nonché la pubblicazione di tali
relazioni.
5. Non sono tuttavia pubblicate le informazioni relative
all’aggiudicazione di appalti la cui divulgazione
impedisca
l’applicazione della legge, o sia altrimenti contraria all’interesse
pubblico, o pregiudichi i legittimi
interessi commerciali di imprese
pubbliche o private oppure possa recar pregiudizio alla lealtà
della
concorrenza tra prestatori di servizi.
Articolo 17
1. I bandi o
avvisi vanno redatti conformemente ai modelli contenuti negli allegati
III e IV e devono fornire le
informazioni richieste in tali modelli.
Nel richiedere informazioni sulle condizioni economiche e tecniche
che
esse esigono dai prestatori di servizi ai fini della selezione
(punto 13 dell’allegato III B, punto 13
dell’allegato III C e punto 12
dell’allegato III D) le amministrazioni non possono richiedere
condizioni diverse
da quelle specificate negli articoli 31 e 32.
2. I
bandi e gli avvisi sono inviati dall’amministrazione aggiudicatrice,
nei più brevi termini e per i canali
piùappropriati, all’Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee. Nel caso della
procedura
accelerata di cui all’articolo 20, detti bandi o avvisi sono
inviati per telescritto, telegramma o telecopia.
L’avviso di cui
all’articolo 15, paragrafo 1 viene inviato il più rapidamente
possibile dopo l’inizio dell’esercizio
finanziario.
L’avviso di cui
all’articolo 16, paragrafo 1 è inviato al più tardi quarantotto giorni
dopo l’aggiudicazione
dell’appalto o dopo la chiusura del concorso in
questione.
3. Gli avvisi di cui agli articoli 15, paragrafo 1 e 16,
paragrafo 1 vengono pubblicati per esteso nella
Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee e nella banca di dati TED, nelle lingue
ufficiali delle Comunità ; il
testo nella lingua originale è l’unico
facente fede.
4. I bandi di gara di cui all’articolo 15, paragrafi 2 e
3 vengono pubblicati per esteso nella Gazzetta ufficiale
delle
Comunità europee e nella banca di dati TED, nelle rispettive lingue
originali.
Un riassunto degli elementi importanti di ciascun bando
viene pubblicato nelle altre lingue ufficiali delle
Comunità ; il
testo nella lingua originale è l’unico facente fede.
5. L’Ufficio
delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee pubblica i bandi
di gara non oltre dodici
giorni dalla data di spedizione. Nel caso
della procedura accelerata di cui all’articolo 20, tale termine
è
ridotto a cinque giorni.
6. La pubblicazione nelle gazzette
ufficiali o nella stampa del paese dell’amministrazione non
può
effettuarsi prima della data della spedizione all’Ufficio delle
pubblicazioni delle Comunità europee e deve
recare menzione di tale
data. La pubblicazione non deve contenere informazioni diverse da
quelle
pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
7.
Le amministrazioni aggiudicatrici devono essere in grado di provare la
data di spedizione.
8. Le spese di pubblicazione degli avvisi e dei
bandi di gara nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
sono a
carico delle Comunità . La lunghezza del testo non può essere
superiore ad una pagina della
suddetta Gazzetta, ossia deve risultare
di 650 parole circa. Ciascun numero della Gazzetta in cui figurano
uno
o più bandi di gara o avvisi riproduce il modello o i modelli cui il
bando o i bandi o l’avviso o gli avvisi
pubblicati si
riferiscono.
Articolo 18
1. Nelle procedure aperte, il termine di
ricezione delle offerte viene stabilito dalle amministrazioni in
modo
da non essere inferiore a cinquantadue giorni a decorrere dalla
data di spedizione del bando di gara.
2. Il termine di ricezione delle
offerte previsto al paragrafo 1 può essere sostituito da un termine
che sia
sufficientemente lungo da permettere agli interessati di
presentare delle offerte valide e che, di norma, non
è inferiore a
trentasei giorni e in alcun caso inferiore a ventidue giorni a
decorrere dalla data di invio del
bando di gara di appalto se le
amministrazioni aggiudicatrici hanno inviato alla Gazzetta ufficiale
delle
Comunità europee, almeno cinquantadue giorni e non più di dodici
mesi prima della data di invio alla
Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee del bando di gara di cui all’articolo 15, paragrafo 2,
l’avviso
indicativo di cui all’articolo 15, paragrafo 1, redatto in
base al modello che figura nell’allegato III A
(preinformazione),
semprechè tale avviso indicativo contenga almeno tutte le informazioni
cui si fa
riferimento nel modello di bando di gara di cui all’allegato
III B (procedure aperte) disponibili al momento
della sua
pubblicazione.
3. Semprechè siano stati richiesti in tempo utile, i
capitolati d’oneri e i documenti complementari devono
essere inviati
ai prestatori di servizi dalle amministrazioni o dai servizi
competenti entro sei giorni dalla
ricezione della loro domanda.
4.
Semprechè siano state richieste in tempo utile, le informazioni
complementari sui capitolati d’oneri
devono essere comunicate dalle
amministrazioni aggiudicatrici almeno sei giorni prima della scadenza
del
termine stabilito per la ricezione delle offerte.
5. Quando, per
la loro mole, i capitolati d’oneri e i documenti o informazioni
complementari non possono
essere forniti entro il termine di cui ai
paragrafi 3 e 4 o quando le offerte possono essere fatte solo
a
seguito di una visita dei luoghi o previa consultazione in loco dei
documenti allegati al capitolato d’oneri, i
termini di cui ai
paragrafi 1 e 2 devono essere adeguatamente prorogati.
Articolo 19
1.
Nelle procedure ristrette e nelle procedure negoziate ai sensi
dell’articolo 11, paragrafo 2, il termine di
ricezione delle domande
di partecipazione viene stabilito dalle amministrazioni in modo da non
essere
inferiore a trentasette giorni a decorrere dalla data di
spedizione del bando di gara.
2. Le amministrazioni invitano
simultaneamente e per iscritto i candidati prescelti a presentare le
rispettive
offerte. La lettera d’invito è accompagnata dal capitolato
d’oneri e dai documenti complementari. Essa
contiene almeno:
a) se del
caso l’indirizzo del servizio a cui possono essere richiesti il
capitolato d’oneri e i documenti
complementari, il termine per
presentare tale domanda, nonché l’importo e le modalità di pagamento
della
somma che deve essere eventualmente versata per ottenere i
suddetti documenti;
b) il termine di ricezione delle offerte,
l’indirizzo a cui queste devono essere spedite e la lingua o le lingue
in
cui devono essere redatte;
c) gli estremi del bando di gara
pubblicato;
d) l’indicazione dei documenti eventualmente da allegare a
sostegno delle dichiarazioni verificabili fornite
dal candidato a
norma dell’articolo 17, paragrafo 1, oppure a complemento delle
informazioni previste da
tale articolo e a condizioni identiche a
quelle stabilite negli articoli 31 e 32;
e) i criteri di
aggiudicazione dell’appalto, se non figurano nel bando di gara.
3.
Nelle procedure ristrette il termine di ricezione delle offerte,
stabilito dalle amministrazioni, non può
essere inferiore a quaranta
giorni dalla data di spedizione della lettera d’invito.
4. Il termine
di ricezione delle offerte previsto al paragrafo 3 può essere ridotto
a ventisei giorni se le
amministrazioni aggiudicatrici hanno inviato
alla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, almeno
cinquantadue
giorni e non più di dodici mesi prima della data di invio alla
Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee del bando di gara di appalto
di cui all’articolo 15, paragrafo 2, l’avviso indicativo di cui
all’articolo
15, paragrafo 1, redatto in base al modello che figura
nell’allegato III A (preinformazione), semprechè
l’avviso indicativo
contenga almeno tutte le informazioni cui si fa riferimento nel
modello di avviso di cui
all’allegato III C (procedure ristrette) o, a
seconda dei casi, all’allegato III D (procedure negoziate)
disponibili
al momento della sua pubblicazione.
5. Le domande di partecipazione
alle procedure di licitazione possono essere fatte mediante
lettera,
telegramma, telescritto, telecopia o per telefono. In questi
ultimi quattro casi devono essere confermate con
lettera spedita prima
della scadenza del termine previsto al paragrafo 1.
6. Semprechè siano
state richieste in tempo utile, le informazioni complementari sul
capitolato d’oneri
devono essere comunicate dalle amministrazioni
almeno sei giorni prima della scadenza del termine
stabilito per la
ricezione delle offerte.
7. Quando le offerte possono essere fatte
soltanto a seguito di una visita dei luoghi o previa consultazione
in
loco dei documenti allegati al capitolato d’oneri, il termine di cui
ai paragrafi 3 e 4 deve essere
adeguatamente prorogato.
Articolo 20
1.
Nel caso in cui l’urgenza renda impossibile rispettare i termini di
cui all’articolo 19, le amministrazioni
aggiudicatrici possono
stabilire i termini seguenti:
a) un termine di ricezione delle domande
di partecipazione non inferiore a quindici giorni a decorrere
dalla
data di spedizione del bando di gara;
b) un termine di ricezione
delle offerte non inferiore a dieci giorni dalla data dell’invito.
2.
Semprechè siano state richieste in tempo utile, le informazioni
complementari sul capitolato d’oneri
devono essere comunicate dalle
amministrazioni almeno quattro giorni prima della scadenza del
termine
stabilito per la ricezione delle offerte.
3. Le domande di
partecipazione alle gare e gli inviti a presentare un’offerta devono
essere fatti per i canali
più rapidi possibili.
Quando vengono fatte
mediante telegramma, telescritto, telecopia o per telefono, le domande
devono
essere confermate con lettera spedita prima della scadenza del
termine previsto al paragrafo 1.
Articolo 21
Le amministrazioni
aggiudicatrici possono far pubblicare nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee
bandi di gara concernenti gli appalti di servizi non
soggetti alla pubblicità obbligatoria prevista dalla
presente
direttiva.
Articolo 22
Le modalità di redazione, invio, ricezione,
traduzione, conservazione e distribuzione dei bandi e degli avvisi
di
cui agli articoli 15, 16 e 17, nonché delle relazioni statistiche
previste all’articolo 16, paragrafo 4 ed
all’articolo 39, e la
nomenclatura prevista agli allegati I A e I B, nonché il riferimento
da fare nei bandi e
negli avvisi a particolari voci della nomenclatura
nell’ambito delle categorie di servizi elencati negli
allegati
precitati,
possono essere modificate secondo la procedura
prevista all’articolo 40, paragrafo 3.
Titolo VI
Capitolo 1 – Norme
comuni di partecipazione
Articolo 23
1. Gli appalti vengono
aggiudicati in base ai criteri stabiliti nel capitolo 3, tenuto conto
dell’articolo 24, e
dopo che l’idoneità dei prestatori non esclusi a
norma dell’articolo 29 sia stata verificata dalle
amministrazioni
conformemente ai criteri di cui agli articoli 31 e 32.
2. Le offerte
sono presentate per iscritto e recapitate direttamente o a mezzo
posta. Gli Stati membri
possono tuttavia autorizzare la presentazione
delle offerte con qualsiasi altro mezzo che consenta di
garantire
che:
– ogni offerta contenga tutte le informazioni necessarie alla sua
valutazione;
– sia salvaguardata la riservatezza delle offerte in
attesa della loro valutazione;
– se necessario per motivi di prova
giuridica, le offerte siano confermate al più presto per iscritto o
mediante
invio di copia certificata;
– l’apertura delle offerte abbia
luogo dopo la scadenza del termine previsto per la loro
presentazione.
Articolo 24
1. Laddove il criterio per l’aggiudicazione
del contratto sia quello dell’offerta più vantaggiosa sotto il
profilo
economico, le amministrazioni possono prendere in
considerazione le varianti presentate dagli offerenti
quando
rispondano alle esigenze minime richieste dalle amministrazioni
stesse. Le amministrazioni
precisano nel capitolato d’oneri le
prescrizioni minime che le varianti devono rispettare, nonché le
modalità
di presentazione. Esse indicano nel bando di gara se sono
ammesse varianti.
Le amministrazioni non possono respingere la
presentazione di una variante per il solo fatto che essa sia
stata
stabilita con specifiche tecniche definite facendo riferimento a norme
nazionali che attuano norme
europee o a omologazioni tecniche europee,
oppure a specifiche tecniche comuni di cui all’articolo 14,
paragrafo
2, o ancora con riferimento a specifiche tecniche nazionali di cui
all’articolo 14, paragrafo 5,
lettere a) e b).
2. Le amministrazioni
che abbiano ammesso varianti a norma del paragrafo 1 non possono
respingere una
variante solo perché configurerebbe, qualora fosse
accolta, un appalto di forniture anziché un appalto
pubblico di
servizi ai sensi della presente direttiva.
Articolo 25
Nel capitolato
d’oneri l’amministrazione può richiedere all’offerente d’indicare,
nella sua offerta, le parti
dell’appalto che egli eventualmente
intenda subappaltare a terzi.
Detta indicazione lascia impregiudicata
la responsabilità del prestatore principale di servizi.
Articolo 26
1.
Le offerte possono venir presentate da raggruppamenti di prestatori di
servizi. A tali raggruppamenti non
può venir richiesto di assumere una
forma giuridica specifica ai fini della presentazione dell’offerta;
ciò può
tuttavia venir richiesto al raggruppamento selezionato una
volta che gli sia stato aggiudicato l’appalto.
2. I candidati od
offerenti che, in base alla normativa dello Stato membro nel quale
sono stabiliti, sono
autorizzati a svolgere la prestazione del
servizio di cui trattasi non possono venir respinti soltanto per il
fatto
che, a norma delle disposizioni vigenti nello Stato membro nel
quale è aggiudicato l’appalto, essi avrebbero
dovuto essere persone
fisiche o persone giuridiche.
3. Tuttavia, alle persone giuridiche può
essere richiesto d’indicare nell’offerta o nella domanda
di
partecipazione il nome e le qualificazioni professionali delle
persone che effettuano la prestazione del
servizio di cui
trattasi.
Articolo 27
1. Nelle procedure ristrette e nelle procedure
negoziate le amministrazioni selezionano, tra i candidati in
possesso
dei requisiti prescritti dagli articoli da 29 a 35, quelli che
verranno invitati a presentare un’offerta
ovvero a negoziare,
basandosi sulle informazioni ricevute in merito alla situazione del
prestatore di servizi
nonché sulle informazioni e sulle formalità
necessarie per valutare le condizioni minime di natura
economica e
tecnica che devono essere soddisfatte.
2. Qualora le amministrazioni
aggiudichino un appalto mediante procedura ristretta, esse possono
fissare il
numero massimo e minimo di prestatori di servizi che
intendono invitare: in questo caso tali cifre limite
devono figurare
nel bando di gara. I limiti sono determinati in relazione alla natura
del servizio da prestare,
fermo restando che il numero minimo non deve
essere inferiore a cinque e quello massimo superiore a
venti
prestatori di servizi.
In ogni caso il numero di candidati invitati a
presentare offerte deve essere sufficiente a garantire una
concorrenza
effettiva.
3. Qualora le amministrazioni aggiudichino un appalto
mediante procedura negoziata secondo le modalità
di cui all’articolo
11, paragrafo 2 il numero di candidati ammessi a negoziare non può
essere inferiore a tre,
semprechè vi sia un numero sufficiente di
candidati idonei.
4. Ogni Stato membro garantisce che le
amministrazioni rivolgano, senza discriminazione, inviti ai
cittadini
di altri Stati membri che soddisfino i requisiti necessari,
alle stesse condizioni applicate ai propri cittadini.
Articolo 28
1.
L’amministrazione aggiudicatrice può precisare o può essere obbligata
da uno Stato membro a precisare
nel capitolato d’oneri l’autorità o le
autorità da cui gli offerenti possono ottenere le informazioni
pertinenti
sugli obblighi relativi alle disposizioni in materia di
protezione e di condizioni di lavoro in vigore nello Stato
membro,
nella regione o nella località in cui devono essere prestati i
servizi, applicabili ai servizi oggetto
dell’appalto.
2.
L’amministrazione che fornisce le informazioni menzionate al paragrafo
1 chiede agli offerenti o
partecipanti ad una procedura di
aggiudicazione degli appalti di indicare che hanno tenuto conto,
nella
preparazione della propria offerta, degli obblighi relativi alle
disposizioni in materia di protezione e di
condizioni di lavoro in
vigore nel luogo dove devono essere prestati i servizi. Questa
disposizione non osta
all’applicazione delle disposizioni
dell’articolo 37 relative alla verifica delle offerte anormalmente
basse.
Capitolo 2 – Criteri di selezione qualitativa
Articolo 29
Può
venir escluso dalla partecipazione ad un appalto qualunque prestatore
di servizi il quale:
a) sia in stato di fallimento, di liquidazione,
di amministrazione controllata, di concordato preventivo,
di
sospensione dell’attività commerciale o si trovi in qualsiasi altra
situazione analoga derivante da una
procedura simile prevista dalle
leggi e dai regolamenti nazionali;
b) sia oggetto di procedimenti di
dichiarazione di fallimento, di liquidazione coatta o di
amministrazione
controllata, di un concordato preventivo oppure di
qualunque altro procedimento simile previsto dalle leggi
o dai
regolamenti nazionali;
c) sia stato condannato per un reato relativo
alla condotta professionale di prestatore di servizi, con
sentenza
passata in guidicato;
d) si sia reso responsabile di gravi violazioni
dei doveri professionali, provate con qualsiasi elemento
documentabile
dall’amministrazione;
e) non abbia adempiuto obblighi riguardanti il
pagamento dei contributi di sicurezza sociale conformente
alle
disposizioni legislative del paese in cui è stabilito o di quello
dell’amministrazione;
f) non abbia adempiuto obblighi tributari
conformemente alle disposizioni legislative del
paese
dell’amministrazione;
g) si sia reso colpevole di gravi
inesattezze nel fornire le informazioni esigibili in applicazione del
presente
capitolo o non abbia fornito dette informazioni.
Quando
l’amministrazione chiede al prestatore di servizi la prova che egli
non si trova in nessuna delle
situazioni di cui alle lettere a), b),
c), e) ovvero f), essa accetta come prova sufficiente:
– i casi di cui
alle lettere a), b) ovvero c), la presentazione di un estratto dal
“casellario giudiziario” o, in
difetto, di un documento equivalente
rilasciato da una competente autorità giudiziaria o amministrativa
del
paese d’origine o di provenienza, da cui risulti il
soddisfacimento della condizione di cui trattasi;
– i casi di cui alle
lettere e) ovvero f) un certificato rilasciato dall’autorità
competente dello Stato membro
interessato.
Qualora lo Stato membro
interessato non rilasci siffatti documenti o certificati, questi
possono essere
sostituiti da una dichiarazione giurata resa dalla
persona interessata davanti ad un’autorità giudiziaria
od
amministrativa, un notaio o un competente organismo professionale o
commerciale nel paese d’origine od
in quello di provenienza.
Gli Stati
membri designano, nel termine di cui all’articolo 44, le autorità e
gli organismi competenti per il
rilascio dei documenti e certificati
in questione e ne informano immediatamente gli altri Stati membri e
la
Commissione.
Articolo 30
1. Se i candidati o offerenti devono
essere in possesso di una particolare autorizzazione
ovvero
appartenere ad una particolare organizzazione per poter
prestare nel proprio paese d’origine il servizio in
questione,
l’autorità può richiedere loro la prova del possesso di tale
autorizzazione ovvero
dell’appartenenza all’organizzazione di cui
trattasi.
2. Ad ogni candidato o offerente può essere richiesto di
provare la sua iscrizione, secondo le modalità
vigenti nel paese nel
quale esso è stabilito, in uno dei registri professionali o
commerciali di cui al paragrafo
3 o di presentare una dichiarazione
giurata o un certificato a norma di detto paragrafo.
3. I pertinenti
registri professionali o commerciali o le pertinenti dichiarazioni o i
pertinenti certificati sono
rispettivamente:
– in Belgio, il “Registre
du commerce – Handelsregister” e gli “ordres professionnels –
Beroepsorden”;
– in Danimarca, l'”Erhvers- og Selskabsstyrelsen”;
– in
Germania, lo “Handelsregister”, lo” Handwerks-rolle” e il
“Vereinsregister”;
– in Grecia, al prestatore di servizi può essere
invitato a produrre una dichiarazione, giurata dinanzi a
notaio,
riguardante l’esercizio dell’attività professionale in questione; nei
casi previsti dalla legislazione
nazionale vigente, per la prestazione
dei servizi di ricerca di cui all’allegato I A il registro
professionale
“scrittura in Greco”,nonché il “scrittura in Greco”;

in Spagna, il “Registro Central de Empresas Consultoras y de Servicios
del Ministerio de Economia y
Hacienda”;
– in Francia, il “Registre du
commerce” ed il “Repertoire des metiers”;
– in Italia, il “Registro
della Camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato” od il
“Registro delle
commissioni provinciali per l’artigianato” o il
“Consiglio nazionale degli ordini professionali”;
– in Lussemburgo, il
“Registre aux firmes” ed il “Role de la Chambre des metiers”;
– nei
Paesi Bassi, lo “Handelsregister”;
– in Portogallo, il “Registro
nacional das Pessoas Colectivas”;
– nel Regno Unito ed in Irlanda al
prestatore di servizi può venir richiesto di fornire un certificato
rilasciato
dal “Registrar of companies”, o dal “Registrar of Friendly
Societies” , ovvero, qualora esso non ottenga tale
certificato, di un
certificato da cui risulti che l’interessato ha dichiarato sotto
giuramento di esercitare la
professione in questione, nel paese in cui
è stabilito, in un luogo specifico e sotto un determinato nome
o
ragione sociale.
Articolo 31
1. In linea di massima, la prova della
capacità finanziaria ed economica del prestatore di servizi può
venir
fornita mediante una o più delle seguenti referenze:
a) idonee
dichiarazioni bancarie o prova di un’assicurazione contro i rischi
d’impresa;
b) la presentazione del bilancio o di estratti dello
stesso, qualora la pubblicazione del bilancio sia prescritta
dal
diritto societario del paese nel quale il prestatore di servizi è
stabilito;
c) una dichiarazione del fatturato globale dell’impresa e
del fatturato per i servizi cui si riferisce l’appalto,
relativa ai
tre ultimi esercizi finanziari.
2. Le amministrazioni precisano, nel
bando di gara o nell’invito a presentare offerte, la referenza o
le
referenze di cui al paragrafo 1 da esse scelte, nonché le eventuali
altre referenze da presentare.
3. Qualora per giustificati motivi il
prestatore di servizi non sia in grado di presentare le referenze
richieste
dall’amministrazione, è ammesso a provare la propria
capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi
altro documento
che l’amministrazione stessa ritenga appropriato.
Articolo 32
1. La
capacità dei prestatori ad eseguire servizi può venir valutata, in
particolare, con riferimento alla loro
competenza, efficienza,
esperienza ed affidabilità.
2. La prova della capacità tecnica dei
prestatori di servizi può venir fornita mediante uno o più dei
seguenti
mezzi, a seconda della natura, della quantità e dello scopo
dei servizi da prestare:
a) l’indicazione dei titoli di studio e
professionali dei prestatori di servizi e/o dei dirigenti dell’impresa
ed in
particolare della o delle persone responsabili della prestazione
dei servizi;
b) la presentazione di un elenco dei principali servizi
prestati negli ultimi tre anni con indicazione degli
importi, delle
date e dei destinatari, pubblici o privati, dei servizi stessi:
– nel
caso di servizi prestati ad amministrazioni, tale prova deve assumere
la forma di certificati rilasciati o
controfirmati dall’autorità
competente;
– nel caso di servizi prestati a privati, l’effettiva
prestazione va certificata dall’acquirente ovvero, in
mancanza di un
tale certificato, semplicemente dichiarata dal prestatore di
servizi;
c) l’indicazione dei tecnici o degli organismi tecnici, a
prescindere dal fatto che essi facciano o non facciano
direttamente
capo al prestatore di servizi, e in particolare di quelli responsabili
per il controllo della qualità ;
d) una dichiarazione relativa al
numero medio annuo di dipendenti del prestatore di servizi ed al
numero di
dirigenti impiegati negli ultimi tre anni;
e) una
dichiarazione relativa agli strumenti, al materiale od alle
apparecchiature tecniche di cui il prestatore
di servizi dispone per
prestare i servizi in questione;
f) una descrizione delle misure prese
dal prestatore di servizi per garantire la qualità , e dei mezzi di
studio
e di ricerca di cui dispone;
g) qualora i servizi da prestare
siano di natura complessa o, eccezionalmente, siano richiesti per
una
finalità particolare, una verifica eseguita dall’amministrazione o
per suo conto da un organismo ufficiale
competente del paese in cui il
prestatore di servizi è stabilito, purché tale organismo acconsenta,
in merito
alle capacità tecniche del prestatore di servizi e, se
necessario, alle infrastrutture di cui dispone a fini di
studio e di
ricerca e alle misure che prende ai fini del controllo della qualità
;
h) l’indicazione della quota del contratto che il prestatore di
servizi intende eventualmente subappaltare.
3. L’amministrazione
precisa, nel bando di gara o nell’invito a presentare offerte, quali
sono le referenze da
presentare.
4. Le informazioni di cui
all’articolo 31 ed ai paragrafi da 1 a 3 del presente articolo devono
limitarsi
all’oggetto dell’appalto. Le amministrazioni tengono nel
debito conto gli interessi legittimi dei prestatori di
servizi per
quanto riguarda la tutela dei loro segreti tecnici o
commerciali.
Articolo 33
Qualora richiedano la presentazione di
certificati rilasciati da organismi indipendenti per accertare
la
rispondenza del prestatore di servizi a determinate norme in
materia di garanzia della qualità , le
amministrazioni fanno
riferimento ai sistemi di garanzia della qualità basati sulla
pertinente serie di norme
europee EN 29 000 e certificati da organismi
conformi alla serie di norme europee EN 45 000. Le
amministrazioni
riconoscono i certificati equivalenti rilasciati da organismi
stabiliti in altri Stati membri. Esse
ammettono parimenti altre prove
relative all’impiego di misure equivalenti di garanzia della qualità ,
nel
caso dei prestatori di servizi che non abbiano accesso a tali
certificati o non abbiano la possibilità di
ottenerli entro i termini
richiesti.
Articolo 34
Nei limiti di quanto disposto dagli articoli da
29 e 32, le amministrazioni possono invitare i prestatori di
servizi a
integrare o chiarire i certificati ed i documenti presentati.
Articolo
35
1. Gli Stati membri che dispongano di elenchi ufficiali di
prestatori di servizi riconosciuti devono adeguarli
alle disposizioni
dell’articolo 29, lettere da a) a d) e g) e degli articoli da 30 a
32.
2. I prestatori di servizi iscritti in elenchi ufficiali possono
per ogni appalto presentare all’amministrazione un
certificato
d’iscrizione rilasciato dalla competente autorità . Detto certificato
indica le referenze che hanno
permesso l’iscrizione nell’elenco e la
classificazione attribuita nello stesso.
3. L’iscrizione di un
prestatore di servizi in un elenco ufficiale, certificata dalle
autorità competenti,
costituisce per le amministrazioni degli altri
Stati membri una presunzione d’idoneità alla prestazione di
servizi,
corrispondente alla classificazione di un prestatore di servizi
soltanto rispetto all’articolo 29, lettere
da a) a d) e g), nonché
all’articolo 30, all’articolo 31, lettere b) e c) e all’articolo 32,
lettera a).
I dati risultanti dall’iscrizione in un elenco ufficiale
non possono essere contestati. Per quanto riguarda
tuttavia il
pagamento dei contributi di sicurezza sociale, a qualsiasi prestatore
di servizi iscritto può essere
richiesto un certificato aggiuntivo
ogniqualvolta venga proposto un appalto.
Le amministrazioni degli
altri Stati membri applicano le disposizioni precedenti soltanto ai
prestatori di
servizi stabiliti nello Stato membro che tiene l’elenco
ufficiale di cui trattasi.
4. Per l’eventuale iscrizione dei
prestatori di servizi degli altri Stati membri in un elenco ufficiale,
non si
possono esigere altre prove e dichiarazioni oltre a quelle
richieste ai prestatori di servizi nazionali né , in
ogni caso, prove
e dichiarazioni diverse da quelle previste dagli articoli da 29 a
33.
5. Gli Stati membri che dispongono di elenchi ufficiali sono
tenuti a comunicare agli altri Stati membri
l’indirizzo dell’organismo
presso il quale le domande d’iscrizione possono essere
presentate.
Capitolo 3 – Criteri di aggiudicazione per gli
appalti
Articolo 36
1. Fatte salve le disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative nazionali riguardanti la
remunerazione
di particolari servizi, i criteri sui quali l’amministrazione si fonda
per l’aggiudicazione degli
appalti sono:
a) qualora l’appalto sia
aggiudicato all’offerta più vantaggiosa sotto il profilo economico,
vari criteri relativi
all’appalto quali ad esempio qualità , merito
tecnico, caratteristiche estetiche e funzionali, assistenza
tecnica e
servizio post vendita, data della fornitura e termine di consegna o di
esecuzione, prezzo;
b) unicamente il prezzo più basso.
2. Qualora
l’appalto sia aggiudicato all’offerta più vantaggiosa sotto il profilo
economico, le amministrazioni
enunciano, nel capitolato d’oneri o nel
bando di gara, i criteri d’aggiudicazione di cui esse
prevedono
l’applicazione, possibilmente nell’ordine decrescente
dell’importanza che è loro attribuita.
Articolo 37
Se, per un
determinato appalto, talune offerte presentano carattere anormalmente
basso rispetto alla
prestazione, l’amministrazione, prima di poter
eventualmente respingere tali offerte, richiede per iscritto
le
precisazioni in merito agli elementi costitutivi dell’offerta in
questione che essa considera pertinenti e
verifica detti elementi
costitutivi tenendo conto di tutte le spiegazioni
ricevute.
L’amministrazione può prendere in considerazione
giustificazioni riguardanti l’economia del metodo di
prestazione del
servizio o le soluzioni tecniche adottate o le condizioni
eccezionalmente favorevoli di cui
dispone l’offerente per prestare il
servizio, oppure l’originalità del servizio proposto
dall’offerente.
Se i documenti relativi all’appalto prevedono
l’attribuzione al prezzo più basso, l’amministrazione
aggiudicatrice
deve comunicare alla Commissione il rifiuto delle offerte ritenute
troppo basse.
Titolo VII – Disposizioni finali
Articolo 38
Il calcolo
dei termini è compiuto conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n.
1182/71 del Consiglio,
del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme
applicabili ai periodi di tempo, alle date ed ai termini (G.U. n.
L
124 dell’8. 6. 1971, pag. 1).
Articolo 38 bis
Ai fini
dell’aggiudicazione degli appalti pubblici da parte delle
amministrazioni aggiudicatrici, gli Stati membri
applicano nelle loro
relazioni condizioni altrettanto favorevoli di quelle che concedono ai
paesi terzi in
applicazione dell’accordo sugli appalti pubblici,
concluso nel quadro dei negoziati multilaterali dell’Uruguay
Round, in
prosieguo denominato “accordo:. A tal fine gli Stati membri si
consultano nell’ambito del comitato
consultivo per gli appalti
pubblici sulle misure da adottare a norma dell’accordo (Decisione
94/800/CE del
Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativa alla
conclusione a nome della Comunità europea, per le materie
di sua
competenza, degli accordi dei negoziati multilaterali dell’Uruguay
Round (1986-1994) (GU L 336 del
23. 12. 1994, pag. 1).
Articolo 39
1.
Al fine di consentire la valutazione dei risultati dell’applicazione
della presente direttiva, gli Stati membri
comunicano alla
Commissione, per la prima volta non oltre il 31 ottobre 1997 e
successivamente non oltre
il 31 ottobre di ogni anno, un prospetto
statistico relativo ai contratti di appalto di servizi stipulati
dalle
amministrazioni aggiudicatrici nell’anno precedente.
2. Tale
prospetto indica almeno:
a) nel caso delle amministrazioni
aggiudicatrici che figurano nell’allegato I della direttiva
93/36/CEE:
– il valore globale stimato degli appalti aggiudicati da
ciascuna amministrazione al di sotto della soglia;
– il numero e il
valore degli appalti aggiudicati da ciascuna amministrazione al di
sopra della soglia,
distinguendo, ove possibile, secondo le procedure,
le categorie di servizi in base alla nomenclatura di cui
all’allegato
I e la nazionalità del prestatore di servizi cui l’appalto è stato
attribuito e, nel caso delle
procedure negoziate, secondo la
suddivisione prevista dall’articolo 11, precisando il numero e il
valore degli
appalti attribuiti a ciascuno Stato membro e ai paesi
terzi;
b) nel caso di tutte le altre amministrazioni aggiudicatrici
cui si applica la presente direttiva, il numero e il
valore degli
appalti aggiudicati al di sopra della soglia, per ciascuna categoria
di amministrazione,
distinguendo, ove possibile, secondo le procedure,
le categorie di servizi in base alla nomenclatura di cui
all’allegato
I e la nazionalità del prestatore di servizi cui l’appalto è stato
attribuito e, nel caso delle
procedure negoziate, secondo la
suddivisione prevista dall’articolo 11, precisando il numero e il
valore degli
appalti attribuiti a ciascuno Stato membro e ai paesi
terzi;
c) nel caso delle amministrazioni aggiudicatrici che figurano
nell’allegato I della direttiva 93/36/CEE, il
numero e il valore
globale degli appalti aggiudicati da ogni amministrazione in base alle
deroghe
all’accordo; nel caso delle altre amministrazioni
aggiudicatrici cui si applica la presente direttiva, il valore
totale
degli appalti aggiudicati da ciascuna categoria di amministrazioni in
base alle deroghe all’accordo;
d) qualsiasi altra informazione
statistica determinata secondo la procedura di cui all’articolo 40,
paragrafo 3,
che si riveli necessaria in base all’accordo.
I prospetti
statistici richiesti a norma del presente paragrafo non comprendono le
informazioni relative agli
appalti di cui siano oggetto i servizi
appartenenti alla categoria 8 dell’allegato I A, i servizi
di
telecomunicazioni della categoria 5 dell’allegato I A, i cui numeri
di riferimento CPC sono 7524, 7525 e
7526, o i servizi di cui
all’allegato I B, purché il loro valore stimato al netto dell’IVA sia
inferiore a 200 000
ECU.
3. La Commissione determina, secondo la
procedura di cui all’articolo 40, paragrafo 3, la natura
delle
informazioni statistiche richieste dalla presente
direttiva.
Articolo 40
1. La Commissione è assistita dal comitato
consultivo per gli appalti pubblici istituito con la
decisione
71/306/CEE del Consiglio.
2. Per quanto riguarda l’appalto
di servizi di telecomunicazione che rientrino nella categoria 5
dell’allegato 1
A, la Commissione è assistita altresì dal comitato
consultivo per gli appalti nel settore delle
telecomunicazioni
istituito dalla direttiva 90/531/CEE.
3. Nei casi per i quali è
prevista l’applicazione della procedura stabilita dal presente
paragrafo, il
rappresentante della Commissione sottopone al comitato
il progetto delle misure da adottare. Il comitato
esprime il proprio
parere in merito a tale progetto, entro un termine che il presidente
può stabilire in
funzione dell’urgenza della questione, eventualmente
procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; inoltre
ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che figuri a verbale
la
posizione da esso assunta.
La Commissione tiene nella massima
considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa
del
modo in cui ha tenuto conto di tale parere.
4. Su iniziativa della
Commissione o a richiesta di uno Stato membro i comitati di cui ai
paragrafi 1 e 2
esaminano ogni eventuale questione riguardante
l’applicazione della presente direttiva.
Articolo 41
All’articolo 1
della direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che
coordina le disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative
relative all’applicazione delle procedure di ricorso in materia
di
aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori
(G.U. n. L 395 del 30. 12. 1989, pag. 33.) , il
paragrafo 1 è
sostituito dal testo seguente:
“1. Gli Stati membri prendono i
provvedimenti necessari per garantire che, per quanto riguarda
le
procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici disciplinati
dalle direttive 71/305/CEE, 77/62/CEE e
92/50/CEE (G.U. n. L 209 del
24. 7. 1992, pag. 1) , le decisioni prese dalle amministrazioni
aggiudicatrici
possano essere oggetto di ricorsi efficaci e, in
particolare, quanto più rapidi possibile, secondo le
condizioni
previste negli articoli seguenti, in particolare
nell’articolo 2, paragrafo 7, qualora violino il diritto
comunitario
in materia di appalti pubblici o le norme nazionali che lo
recepiscono.”
Articolo 42
1. All’articolo 5 paragrafo 1 della
direttiva 77/62/CEE, modificata dalla direttiva 88/295/CEE, la lettera
c) è
sostituita dal testo seguente:
“c) il controvalore delle soglie
in moneta nazionale e la soglia fissata dall’accordo GATT, espressa in
ecu,
sono di norma riveduti ogni due anni con effetto al 1 gennaio
1988. Il calcolo di tali controvalori è effettuato
sulla base della
media dei valori giornalieri di tali monete, espressa in ecu, e
dell’ecu espresso in DSP,
durante i 24 mesi che terminano l’ultimo
giorno del mese di agosto precedente la revisione che ha effetto il
1
gennaio. Tali controvalori sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee nei primi giorni
di novembre.”
2. All’articolo
4 bis della direttiva 71/305/CEE, il paragrafo 2 è sostituito dal
seguente testo:
“2. a) Il controvalore del limite in monete nazionali
è , di norma, riveduto ogni due anni con effetto al 1
gennaio 1992. Il
calcolo di tale controvalore è basato sulla media del valore
giornaliero delle monete
nazionali espressa in ecu, durante i 24 mesi
che terminano l’ultimo giorno del mese di agosto precedente
la
revisione che ha effetto il 1 gennaio. Tali controvalori sono
pubblicati sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee nei primi
giorni di novembre.
b) Il metodo di calcolo previsto alla lettera a) è
riesaminato, su proposta della Commissione, dal comitato
consultivo
degli appalti pubblici, in linea di massima, due anni dopo la sua
prima utilizzazione.”
Articolo 43
Entro e non oltre tre anni a
decorrere dal termine assegnato agli Stati membri per conformarsi alla
presente
direttiva la Commissione agendo in stretta collaborazione con
i comitati di cui all’articolo 40, paragrafi 1 e 2
riesamina
l’applicazione della direttiva stessa, inclusi i suoi effetti sulla
prestazione dei servizi elencati
nell’allegato I A e le disposizioni
relative alle norme tecniche.
Essa valuta in particolare le
prospettive per la piena applicazione della direttiva alla prestazione
degli altri
servizi elencati nell’allegato I B, nonché gli effetti dei
servizi forniti mediante risorse proprie sull’apertura
effettiva dei
relativi mercati, e formula le proposte necessarie per modificare la
presente direttiva di
conseguenza.
Articolo 44
1. Gli Stati membri
mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie
per conformarsi alla presente direttiva
entro il 1 luglio 1993. Essi ne informano immediatamente
la
Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni,
queste contengono un riferimento alla presente direttiva
o sono
corredate da un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione
ufficiale. Le modalità del riferimento
sono decise dagli Stati
membri.
2. Gli Stati membri provvedono a comunicare alla Commissione i
testi delle fondamentali disposizioni di
diritto interno adottate per
attuare la presente direttiva.
Articolo 45
Gli Stati membri sono
destinatari della presente direttiva.
ALLEGATO I
ELENCO DELLE
AMMINISTRAZIONI AGGIUDICATRICI A NORMA DELL’ACCORDO GATT SUGLI
APPALTI
PUBBLICI
BELGIO
A. L’État, exception faite pour les marchés passés
dans le cadre de coopération au développement qui, en
vertu d’accords
internationaux conclus avec des pays tiers et se rapportant à la
passation de marchés, sont
soumis à d’autres dispositions,
incompatibles avec les dispositions du présent arrêté (1):De Staat,
met
uitzondering van de opdrachten inzake ontwikkelingssamenwerking
die, krachtens internationale
overeenkomsten met derde landen inzake
het plaatsen van opdrachten, andere bepalingen behelzen die
niet
verenigbaar zijn met de bepalingen van dit besluit (1):
– la Régie des
postes (2),- de Regie der Posterijen (2);
– la Régie des bâtiments;-
de Regie der Gebouwen;
– le Fonds des routes.- het Wegenfonds
B. Le
Fonds général des bâtiments scolaires de l’ÉtatHet Algemeen
Gebouwenfonds voor de rijksscholen
Le Fonds de construction
d’institutions hospitalières et médico-socialesHet Fonds voor de bouw
van
ziekenhuizen en medisch-sociale inrichtingen
La Société nationale
terrienneDe Nationale Landmaatschappij
L’Office national de sécurité
socialeDe Rijksdienst voor sociale zekerheid
L’Institut national
d’assurances sociales pour travailleurs indépendantsHet Rijksinstituut
voor de sociale
verzekeringen der zelfstandigen
L’Institut national
d’assurance maladie-invaliditéHet Rijksinstituut voor ziekte- en
invaliditeitsverzekering
L’Institut national de crédit agricoleHet
Nationaal Instituut voor landbouwkrediet
L’Office national des
pensionsDe Rijksdienst voor pensioenen
L’Office central de crédit
hypothécaireHet Centraal Bureau voor hypothecair krediet
L’Office
national du ducroireDe Nationale Delcrederedienst
La Caisse auxiliaire
d’assurance maladie-invaliditéDe Hulpkas voor ziekte- en
invaliditeitsverzekering
Le Fonds des maladies professionnellesHet
Fonds voor de beroepsziekten
La Caisse nationale de crédit
professionnelDe Nationale Kas voor beroepskrediet
L’Office national
des débouchés agricoles et horticolesDe Nationale Dienst voor afzet
van land- en
tuinbouwprodukten
L’Office national du lait et de ses
dérivésDe Nationale Zuiveldienst
L’Office national de l’emploiDe
Rijksdienst voor arbeidsvoorziening
La Régie des voies aériennesDe
Regie der Luchtwegen
(1) Materiali non bellici figuranti nell’allegato
II.
(2) Unicamente Poste.
DANIMARCA
1. Statsministeriet- to
departementer
2. Arbejdsministeriet- fem direktorater og
institutioner
3. Udenrigsministeriet
(tre departementer)
4.
Boligministeriet- fem direktorater og institutioner
5.
Energiministeriet- ét direktorat og Forsßgsanlæg Risß
6.
Finansministeriet
(to departementer)- fire direktorater og
institutioner inklusive Direktoratet for Statens Indkßb
– fem andre
institutioner
7. Ministeriet for Skatter og Afgifter
(to
departementer)- fem direktorater og institutioner
8.
Fiskeriministeriet- fire institutioner
9. Industriministeriet
(Fulde
navn: Ministeriet for Industri, Handel, Håndværk og Skibsfart)- ni
direktorater og institutioner
10. Indenrigsministeriet-
Civilforsvarsstyrelsen
– ét direktoratet
11. Justitsministeriet-
Rigspolitichefen
– fem andre direktorater og institutioner
12.
Kirkeministeriet
13. Landbrugsministeriet- 19 direktorater og
institutioner
14. Miljßministeriet- fem direktorater
15. Kultur- og
Kommunikationsministeriet (1)- tre direktorater og adskillige
statsejede museer og hßjere
uddannelsesinstitutioner
16.
Socialministeriet- fire direktorater
17. Undervisningsministeriet-
seks direktorater
– 12 universiteter og andre hßjere læreanstalter
18.
ûkonomiministeriet
(tre departementer)
19. Ministeriet for Offentlige
Arbejder (2)- statshavne og statslufthavne
– fire direktorater og
adskillige institutioner
20. Forsvarsministeriet (3)
21.
Sundhedsministeriet- adskillige institutioner inklusive Statens
Seruminstitut og Rigshospitalet
(1) Ad eccezione dei servizi di
telecomunicazione del .
(2) Ad eccezione delle .
(3) Materiali non
bellici figuranti nell’allegato II.
REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA
1.
Auswärtiges Amt
2. Bundesministerium für Arbeit und Sozialordnung
3.
Bundesministerium für Bildung und Wissenschaft
4. Bundesministerium
für Ernährung, Landwirtschaft und Forsten
5. Bundesministerium der
Finanzen
6. Bundesministerium für Forschung und Technologie
7.
Bundesministerium des Inneren (nur ziviles Material)
8.
Bundesministerium für Gesundheit
9. Bundesministerium für Frauen und
Jugend
10. Bundesministerium für Familie und Senioren
11.
Bundesministerium der Justiz
12. Bundesministerium für Raumordnung,
Bauwesen und Städtebau
13. Bundesministerium für Post- und
Telekommunikation (1)
14. Bundesministerium für Wirtschaft
15.
Bundesministerium für wirtschaftliche Zusammenarbeit
16.
Bundesministerium der Verteidigung (2)
17. Bundesministerium für
Umwelt, Naturschutz und Reaktorsicherheit
Nota: Secondo gli obblighi
nazionali in vigore, gli enti che figurano nel presente elenco
devono,
conformemente a procedure particolari, aggiudicare gli appalti
a determinati gruppi a compensazione di
difficoltà causate dall’ultimo
conflitto mondiale.
(1) Ad eccezione degli impianti di
telecomunicazioni.
(2) Materiali non bellici figuranti nell’allegato
II.
FRANCIA
1. Pincipali enti acquirenti
A. Bilancio generale

Premier ministre
– Ministère d’État, ministère de l’éducation
nationale de la jeunesse et des sports
– Ministère d’État, ministère
de l’économie, des finances et du budget
– Ministère d’État, ministère
de l’équipement, du logement, des transports et de la mer
– Ministère
d’État, ministère des affaires étrangères
– Ministère de la justice

Ministère de la défense (1)
– Ministère de l’intérieur et de la
centralisation
– Ministère de l’industrie et de l’aménagement du
territoire
– Ministère des affaires européennes
– Ministère d’État,
ministère de la fonction publique et des réformes administratives

Ministère du travail, de l’emploi et de la formation professionnelle

Ministère de la coopération et du développement
– Ministère de la
culture, de la communication, des grands travaux et du bicentenaire

Ministère des départements et territoires d’outre-mer
– Ministère de
l’agriculture et de la forêt
– Ministère des postes, des
télécommunications et de l’espace (2)
– Ministère chargé des relations
avec le Parlement
– Ministère de la solidarité, de la santé et de la
protection sociale
– Ministère de la recherche et de la technologie

Ministère du commerce extérieur
– Ministère délégué auprès du
ministère d’État, ministère de l’économie, des finances et du budget,
chargé
du budget
– Ministère délégué auprès du ministère d’État,
ministère des affaires étrangères, chargé de la francophonie

Ministère délégué auprès du ministère d’État, ministère des affaires
étrangères
– Ministère délégué auprès du ministère de l’industrie et
de l’aménagement du territoire, chargé de
l’aménagement du territoire
et des reconversions
– Ministère délégué auprès du ministère de
l’industrie et de l’aménagement du territoire, chargé du
commerce et
de l’artisanat
– Ministère délégué auprès du ministère de l’industrie
et de l’aménagement du territoire, chargé du tourisme
– Ministère
délégué auprès du ministère de l’équipement, du logement, des
transports et de la mer, chargé
de la mer
– Ministère délégué auprès
du ministère de la culture, de la communication, des grands travaux et
du
Bicentenaire, chargé de la communication
– Ministère délégué auprès
du ministère de la solidarité, de la santé et de la protection
sociale, chargé des
personnes âgées
(1) Materiali non bellici
figuranti nell’allegato II.
(2) Unicamente Poste.
– Secrétariat d’État
chargé des droits des femmes
– Secrétariat d’État chargé des anciens
combattants et des victimes de guerre
– Secrétariat d’État chargé de
la prévention des risques technologiques et naturels majeurs,

Secrétariat d’État auprès du premier ministre, chargé du plan

Secrétariat d’État auprès du premier ministre, chargé de
l’environnement
– Secrétariat d’État auprès du premier ministre

Secrétariat d’État auprès du premier ministre, chargé de l’action
humanitaire
– Secrétariat d’État auprès du ministère d’État, ministère
de l’éducation nationale de la jeunesse et des
sports, chargé de
l’enseignement technique
– Secrétariat d’État auprès du ministère
d’État, ministère de l’éducation nationale de la jeunesse et
des
sports, chargé de la jeunesse et des sports
– Secrétariat d’État
auprès du ministère d’État, ministère de l’économie, des finances et
du budget, chargé de
la consommation
– Secrétariat d’État auprès du
ministère des affaires étrangères, chargé des relations
culturelles
internationales
– Secrétariat d’État auprès du ministère
de l’intérieur, chargé des collectivités territoriales
– Secrétariat
d’État auprès du ministère de l’équipement, du logement, des
transports et de la mer, chargé
des transports routiers et fluviaux

Secrétariat d’État auprès du ministère du travail, de l’emploi et de
la formation professionnelle, chargé de la
formation professionnelle

Secrétariat d’État auprès du ministère de la culture, de la
communication, des grands travaux et du
bicentenaire, chargé des
grands travaux
– Secrétariat d’État auprès du ministère de la
solidarité, de la santé et de la protection sociale, chargé de
la
famille
– Secrétariat d’État auprès du ministère de la solidarité,
de la santé et de la protection sociale, chargé des
handicapés et des
accidentés de la vie
B. Bilancio annesso
ù da segnalare in
particolare:
– Imprimerie nationale
C. Conti speciali del Tesoro
Sono
da segnalare in particolare:
– Fonds forestier national
– Soutien
financier de l’industrie cinématographique et de l’industrie des
programmes audiovisuels
– Fonds national d’aménagement foncier et
d’urbanisme
– Caisse autonome de la reconstruction
2. Enti pubblici
nazionali a carattere amministrativo
– Académie de France à Rome

Académie de marine
– Académie des sciences d’outre-mer
– Agence
centrale des organismes de sécurité sociale (ACOSS)
– Agences
financières de bassins
– Agence nationale pour l’amélioration des
conditions de travail (ANACT)
– Agence nationale pour l’amélioration
de l’habitat (ANAH)
– Agence nationale pour l’emploi (ANPE)
– Agence
nationale pour l’indemnisation des français d’outre-mer (ANIFOM)

Assemblée permanente des chambres d’agriculture (APCA)
– Bibliothèque
nationale
– Bibliothèque nationale et universitaire de Strasbourg

Bureau d’études des postes et télécommunications d’outre-mer
(BEPTOM)
– Caisse d’aide à l’équipement des collectivités locales
(CAECL)
– Caisse des dépôts et consignations
– Caisse nationale des
allocations familiales (CNAF)
– Caisse nationale d’assurance maladie
des travailleurs salariés (CNAM)
– Caisse nationale d’assurance
vieillesse des travailleurs salariés (CNAVTS)
– Caisse nationale des
autoroutes (CNA)
– Caisse nationale militaire de sécurité sociale
(CNMSS)
– Caisse nationale des monuments historiques et des sites

Caisse nationale des télécommunications (1)
– Caisse de garantie du
logement social
– Casa de Velasquez
– Centre d’enseignement
zootechnique de Rambouillet
– Centre d’études du milieu et de
pédagogie appliquée du ministère de l’agriculture
– Centre d’études
supérieures de sécurité sociale
– Centres de formation professionnelle
agricole
– Centre national d’art et de culture Georges Pompidou

Centre national de la cinématographie française
– Centre national
d’études et de formation pour l’enfance inadaptée
– Centre national
d’études et d’expérimentation du machinisme agricole, du génie rural,
des eaux et des
forêts
– Centre national et de formation pour
l’adaptation scolaire et l’éducation spécialisée (CNEFASES)
– Centre
national de formation et de perfectionnement des professeurs
d’enseignement ménager agricole
– Centre national des lettres
– Centre
national de documentation pédagogique
– Centre national des Úuvres
universitaires et scolaires (CNOUS)
– Centre national d’opthalmologie
des quinze-vingts
– Centre national de préparation au professorat de
travaux manuels éducatifs et d’enseignement ménager
– Centre national
de promotion rurale de Marmilhat
– Centre national de la recherche
scientifique (CNRS)
– Centre régional d’éducation populaire
d’Ðle-de-France
– Centres d’éducation populaire et de sport (CREPS)

Centres régionaux des Úuvres universitaires (CROUS)
– Centres
régionaux de la propriété forestière
– Centre de sécurité sociale des
travailleurs migrants
– Chancelleries des universités
– Collèges
d’État
(1) Unicamente Poste.
– Commission des opérations de bourse

Conseil supérieur de la pêche
– Conservatoire de l’espace littoral et
des rivages lacustres
– Conservatoire national des arts et métiers

Conservatoire national supérieur de musique
– Conservatoire national
supérieur d’art dramatique
– Domaine de Pompadour
– École centrale –
Lyon
– École centrale des arts et manufactures
– École française
d’archéologie d’Athènes
– École française d’Extrême-Orient
– École
française de Rome
– École des hautes études en sciences sociales

École nationale d’administration
– École nationale de l’aviation
civile (ENAC)
– École nationale des Chartes
– École nationale
d’équitation
– École nationale du génie rural des eaux et des forêts
(ENGREF)
– Écoles nationales d’ingénieurs
– École nationale
d’ingénieurs des industies des techniques agricoles et alimentaires

Écoles nationales d’ingénieurs des travaux agricoles
– École nationale
des ingénieurs des travaux ruraux et des techniques sanitaires
– École
nationale des ingénieurs des travaux des eaux et forêts (ENITEF)

École nationale de la magistrature
– Écoles nationales de la marine
marchande
– École nationale de la santé publique (ENSP)
– École
nationale de ski et d’alpinisme
– École nationale supérieure
agronomique – Montpellier
– École nationale supérieure agronomique –
Rennes
– École nationale supérieure des arts décoratifs
– École
nationale supérieure des arts et industries – Strasbourg
– École
nationale supérieure des arts et industries textiles – Roubaix

Écoles nationales supérieures d’arts et métiers
– École nationale
supérieure des beaux-arts
– École nationale supérieure des
bibliothécaires
– École nationale supérieure de céramique
industrielle
– École nationale supérieure de l’électronique et de ses
applications (ENSEA)
– École nationale supérieure d’horticulture

École nationale supérieure des industries agricoles alimentaires

École nationale supérieure du paysage (rattachée à l’école nationale
supérieure d’horticulture)
– École nationale supérieure des sciences
agronomiques appliquées (ENSSA)
– Écoles nationales vétérinaires

École nationale de voile
– Écoles normales d’instituteurs et
d’institutrices
– Écoles normales nationales d’apprentissage
– Écoles
normales supérieures
– École polytechnique
– École technique
professionnelle agricole et forestière de Meymac (Corrèze)
– École de
sylviculture – Crogny (Aube)
– École de viticulture et d’Únologie de
la Tour Blanche (Gironde)
– École de viticulture – Avize (Marne)

Établissement national de convalescents de Saint-Maurice

Établissement national des invalides de la marine (ENIM)

Établissement national de bienfaisance Koenigs-Wazter
– Fondation
Carnegie
– Fondations Singer-Polignac
– Fonds d’action sociale pour
les travailleurs immigrés et leurs familles
– Hôpital-hospice national
Dufresne-Sommeiller
– Institut de l’élevage et de médecine vétérinaire
des pays tropicaux (IEMVPT)
– Institut français d’archéologie
orientale du Caire
– Institut géographique national
– Institut
industriel du Nord
– Institut international d’administration publique
(IIAP)
– Institut national agronomique de Paris-Grignon
– Institut
national des appellations d’origine des vins et eaux-de-vie
(INAOVEV)
– Institut national d’astronomie et de géophysique (INAG)

Institut national de la consommation (INC)
– Institut national
d’éducation populaire (INEP)
– Institut national d’études
démographiques (INED)
– Institut national des jeunes aveugles –
Paris
– Institut national des jeunes sourds – Bordeaux
– Institut
national des jeunes sourds – Chambéry
– Institut national des jeunes
sourds – Metz
– Institut national des jeunes sourds – Paris
– Institut
national de physique nucléaire et de physique des particules
(I.N2.P3)
– Institut national de promotion supérieure agricole

Institut national de la propriété industrielle
– Institut national de
la recherche agronomique (INRA)
– Institut national de recherche
pédagogique (INRP)
– Institut national de la santé et de la recherche
médicale (INSERM)
– Institut national des sports
– Instituts nationaux
polytechniques
– Instituts nationaux des sciences appliquées

Institut national supérieur de chimie industrielle de Rouen
– Institut
national de recherche en informatique et en automatique (INRIA)

Institut national de recherche sur les transports et leur sécurité
(INRETS)
– Instituts régionaux d’administration
– Institut supérieur
des matériaux et de la construction mécanique de Saint-Ouen
– Lycées
d’État
– Musée de l’armée
– Musée Gustave Moreau
– Musée de la
marine
– Musée national J.J. Henner
– Musée national de la Légion
d’honneur
– Musée de la poste
– Muséum national d’histoire naturelle

Musée Auguste Rodin
– Observatoire de Paris
– Office de coopération et
d’accueil universitaire
– Office français de protection des réfugiés
et apatrides
– Office national des anciens combattants
– Office
national de la chasse
– Office national d’information sur les
enseignements et les professions (ONISEP)
– Office national
d’immigration (ONI)
– ORSTOM – Institut français de recherche
scientifique pour le développement en coopération
– Office
universitaire et culturel français pour l’Algérie
– Palais de la
découverte
– Parcs nationaux
– Réunion des musées nationaux
– Syndicat
des transports parisiens
– Thermes nationaux – Aix-les-Bains

Universités
3. Altri enti pubblici nazionali
– Union des groupements
d’achats publics (UGAP)
IRLANDA
1. Principali enti acquirenti
– Office
of Public Works
2. Altri enti
– President’s Establishment
– Houses of
the Oireachtas (Parliament)
– Department of the Taoiseach (Prime
Minister)
– Central Statistics Office
– Department of the Gaeltacht
(Irish-speaking areas)
– National Gallery of Ireland
– Department of
Finance
– State Laboratory
– Office of the Comptroller and Auditor
General
– Office of the Attorney general
– Office of the Director of
Public Prosecutions
– Valuation Office
– Civil Service Commission

Office of the Ombudsman
– Office of the Revenue Commissioners

Departmenet of Justice
– Commissioners of Charitable Donations and
Bequests for Ireland
– Department of the Environment
– Department of
Education
– Department of the Marine
– Department of Agriculture and
Food
– Department of Labour
– Department of Industry and Commerce

Department of Tourism and Transport
– Department of Communications

Department of Defence (1)
– Department of Foreign Affairs
– Department
of Social Welfare
– Department of Health
– Department of Energy
(1)
Materiali non bellici figuranti nell’allegato II.
ITALIA
1. Ministero
del tesoro (1)
2. Ministero delle finanze (2)
3. Ministero di grazia e
giustizia
4. Ministero degli affari esteri
5. Ministero della pubblica
istruzione
6. Ministero dell’interno
7. Ministero dei lavori
pubblici
8. Ministero dell’agricoltura e delle foreste
9. Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato
10. Ministero del
lavoro e della previdenza sociale
11. Ministero della sanità
12.
Ministero per i beni culturali e ambientali
13. Ministero della difesa
(3)
14. Ministero del bilancio e della programmazione economica
15.
Ministero delle partecipazioni statali
16. Ministero del turismo e
dello spettacolo
17. Ministero del commercio con l’estero
18.
Ministero delle poste e delle telecomunicazioni (4)
19. Ministero
dell’ambiente
20. Ministero dell’università e della ricerca
scientifica e tecnologica
Nota: Il presente accordo non osta
all’attuazione delle disposizioni contenute nella legge italiana 6
ottobre
1950, n. 835 (Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n.
245 del 24. 10. 1950) e nelle modifiche alla
stessa in vigore alla
data di adozione del presente accordo.
(1) Facente funzione di ente
acquirente centrale per la maggior parte di altri ministeri o
enti.
(2) Non compresi gli appalti conclusi dal monopolio dei sali e
tabacchi.
(3) Materiali non bellici figuranti nell’allegato II.
(4)
Unicamente Poste.
LUSSEMBURGO
1. Ministère d’État: service central des
imprimés et des fournitures de l’État
2. Ministère de l’agriculture:
administration des services techniques de l’agriculture
3. Ministère
de l’éducation nationale: lycées d’enseignement secondaire et
d’enseignement secondaire
technique
4. Ministère de la famille et de
la solidarité sociale: maisons de retraite
5. Ministère de la force
publique: armée (1) – gendarmerie – police
6. Ministère de la justice:
établissements pénitentiaires
7. Ministère de la santé publique:
hôpital neuropsychiatrique
8. Ministère des travaux publics: bâtiments
publics – ponts et chaussées
9. Ministère des communications: postes
et télécommunications (2)
10. Ministère de l’énergie: centrales
électriques de la Haute et Basse Sûre
11. Ministère de
l’environnement: commissariat général à la protection des eaux
(1)
Materiali non bellici figuranti nell’allegato II.
(2) Unicamente
Poste.
PAESI BASSI
A. Ministeri ed enti governativi centrali
1.
Ministerie van Algemene Zaken
2. Ministerie van Buitenlandse Zaken
3.
Ministerie van Justitie
4. Ministerie van Binnenlandse Zaken
5.
Ministerie van Financiën
6. Ministerie van Economische Zaken
7.
Ministerie van Onderwijs en Wetenschappen
8. Ministerie van
volkshuisvesting, Ruimtelijke Ordening en Milieubeheer
9. Ministerie
van Verkeer en Waterstaat
10. Ministerie van Landbouw, Natuurbeheer en
Visserij
11. Ministerie van Sociale Zaken en Werkgelegenheid
12.
Ministerie van Welzijn, Volksgezondheid en Cultuur
13. Kabinet voor
Nederlands Antilliaanse en Arubaanse Zaken
14. Hogere Colleges van
Staat
B. Enti acquirenti centrali
Gli elencati nel punto A effettuano
in genere i propri acquisti specifici; altri acquisti generali sono
effettuati
tramite gli enti elencati qui di seguito:
1.
Directoraat-generaal Rijkswaterstaat
2. Directoraat-generaal voor de
Koninklijke Landmacht (1)
3. Directoraat-generaal voor de Koninklijke
Luchtmacht (1)
4. Directoraat-generaal voor de Koninklijke Marine
(1)
(1) Materiali non bellici figuranti nell’allegato II.
REGNO
UNITO
Cabinet Office
Civil Service College
Civil Service
Commission
Civil Service Occupational Health Service
Office of the
Minister for the Civil Service
Parliamentary Counsel Office
Central
Office of Information
Charity Commission
Crown Prosecution
Service
Crown Estate Commissioners
Customs and Excise
Department
Department for National Savings
Department of Education and
Science
University Grants Committee
Department of
Employment
Employment Appeals Tribunal
Industrial Tribunals
Office of
Manpower Economics
Department of Energy
Department of Health
Central
Council for Education and Training in Social Work
Dental Estimates
Board
English National Board for Nursing, Midwifery and Health
Visitors
Medical Boards and Examining Medical Officers (War
Pensions)
National Health Service Authorities
Prescriptions Pricing
Authority
Public Health Laboratory Service Board
Regional Medical
Service
United Kingdom Central Council for Nursing, Midwifery and
Health Visiting
Department of Social Security
Attendance Allowance
Board
Occupational Pensions Board
Social Security Advisory
Committee
Supplementary Benefits Appeal Tribunals
Department of the
Environment
Building Research Establishment
Commons
Commissioners
Countryside Commission
Fire Research Station (Boreham
Wood)
Historic Buildings and Monuments Commission
Local Valuation
Panels
Property Services Agency
Rent Assessment Panels
Royal
Commission on Environmental Pollution
Royal Commission on Historical
Monuments of England
Royal Fine Art Commission (England)
Department of
the Procurator General and Treasury Solicitor
Legal Secretariat to the
Law Officers
Department of Trade and Industry
Laboratory of the
Government Chemist
National Engineering Laboratory
National Physical
Laboratory
Warren Spring Laboratory
National Weights and Measures
Laboratory
Domestic Coal Consumers’ Council
Electricity Consultative
Councils for England and Wales
Gas Consumers’ Council
Transport Users
Consultative Committee
Monopolies and Mergers Commission
Patent
Office
Department of Transport
Coastguard Services
Transport and Road
Research Laboratory
Transport Tribunal
Export Credits Guarantee
Department
Foreign and Commonwealth Office
Government Communications
Headquarters
Wilton Park Conference Centre
Government Actuary’s
Department
Home Office
Boundary Commission for England
Gaming Board
for Great Britain
Inspectors of Constabulary
Parole Board and Local
Review Committees
House of Commons
House of Lords
Inland Revenue,
Board of
Intervention Board for Agricultural Produce
Lord Chancellor’s
Department
Council on Tribunals
County Courts (England and
Wales)
Immigration Appellate Authorities
Immigration
Adjudicators
Immigration Appeals Tribunal
Judge Advocate-General and
Judge Advocate of the Fleet
Lands Tribunal
Law Commission
Legal Aid
Fund (England and Wales)
Pensions Appeals Tribunals
Public Trustee
Office
Office of the Social Security Commissioners
Special
Commissioners for Income Tax (England and Wales)
Supreme Court
(England and Wales)
Court of Appeal: Civil and Criminal
Divisions
Courts Martial Appeal Court
Crown Court
High Court
Value
Added Tax Tribunals
Ministry of Agriculture, Fisheries and
Food
Advisory Services
Agricultural Development and Advisory
Service
Agricultural Dwelling House Advisory Committees
Agricultural
Land Tribunals
Agricultural Science Laboratories
Agricultural Wages
Board and Committees
Cattle Breeding Centre
Plant Variety Rights
Office
Royal Botanic Gardens, Kew
Ministry of Defence
(1)
Meteorological Office
Procurement Executive
National Audit
Office
National Investment Loans Office
Northern Ireland Court
Service
Coroners Courts
County Courts
Crown Courts
Enforcement of
Judgements Office
Legal Aid Fund
Magistrates Court
Pensions Appeals
Tribunals
Supreme Court of Judicature and Courts of Criminal
Appeal
Northern Ireland, Department of Agriculture
Northern Ireland,
Department for Economic Development
Northern Ireland, Department of
Education
Northern Ireland, Department of the Environment
Northern
Ireland, Department of Finance and Personnel
Northern Ireland,
Department of Health and Social Services
Northern Ireland Office
Crown
Solicitor’s Office
Department of the Director of Public Prosecutions
for Northern Ireland
Northern Ireland Forensic Science
Laboratory
Office of Chief Electoral Officer for Northern
Ireland
Police Authority for Northern Ireland
Probation Board for
Northern Ireland
State Pathologist Service
Office of Arts and
Libraries
British Library
British Museum
British Museum (Natural
History)
Imperial War Museum
Museums and Galleries Commission
National
Gallery
National Maritime Museum
National Portrait Gallery
Science
Museum
Tate Gallery
Victoria and Albert Museum
Wallace
Collection
Office of Fair Trading
Office of Population Censuses and
Surveys
National Health Service Central Register
(1) Materiali non
bellici figuranti nell’allegato II.
Office of the Parliamentary
Commissioner for Administration and Health
Service
Commissioners
Overseas Development Administration
Overseas Development
and National Research Institute
Paymaster General’s Office
Postal
Business of the Post Office
Privy Council Office
Public Record
Office
Registry of Friendly Societies
Royal Commission on Historical
Manuscripts
Royal Hospital, Chelsea
Royal Mint
Scotland, Crown Office
and Procurator
Fiscal Service
Scotland, Department of the Registers of
Scotland
Scotland, General Register Office
National Health Service
Central Register
Scotland, Lord Advocate’s Department
Scotland,
Queen’s and Lord Treasurer’s Remembrancer
Scottish Courts
Administration
Accountant of Court’s Office
Court of Justiciary
Court
of Session
Lands Tribunal for Scotland
Pensions Appeal
Tribunals
Scotthish Land Court
Scottish Law Commission
Sherrif
Courts
Social Security Commissioners’ Office
Scottish Office
Central
Services
Department of Agriculture and Fisheries for
Scotland
Artificial Insemination Service
Crofters Commission
Red Deer
Commission
Royal Botanic Garden, Edinburgh
Industry Department for
Scotland
Scottish Electricity Consultative Councils
Scottish
Development Department
Rent Assessment Panel and Committees
Royal
Commission on the Ancient and Historical Monuments of Scotland
Royal
Fine Art Commission for Scotland
Scottish Education
Department
National Galleries of Scotland
National Library of
Scotland
National Museums of Scotland
Scottish and Health
Departments
HM Inspectorate of Constabulary
Local Health
Councils
Mental Welfare Commission for Scotland
National Board for
Nursing, Midwifery abd Health Visiting for Scotland
Parole Board for
Scotland and Local Review Committees
Scottish Antibody Production
Unit
Scottish Council for Postgraduate Medical Education
Scottish
Crime Squad
Scottish Criminal Record Office
Scottish Fire Service
Training School
Scottish Health Boards
Scottish Health Service –
Common Services Agency
Scottish Health Service Planning
Council
Scottish Police College
Scottish Record Office
HM Stationery
Office
HM Treasury
Central Computer and Telecommunications
Agency
Chessington Computer Centre
Civil Service Catering
Organisation
National Economic Development Council
Rating of
Government Property Department
Welsh Office
Ancient Monuments (Wales)
Commission
Council for the Education and Training of Health
Visitors
Local Government Boundary Commission for Wales
Local
Valuation Panels and Courts
National Health Service Authorities
Rent
Control Tribunals and Rent Assessment Panels and Committees
GRECIA
1.
Ypoyrgeío Eunikþw Oikonomíaw
2. Ypoyrgeío Paideíaw & Urhskeymátvn
3.
Ypoyrgeío Emporíoy
4. Ypoyrgeío Biomhxaníaw-Enérgeiaw-Texnologíaw
5.
Ypoyrgeío Emporikþw Naytilíaw
6. Ypoyrgeío Proedríaw thw Kybérnhshw
7.
Ypoyrgeío Aigaíoy
8. Ypoyrgeío EjvterikÊn
9. Ypoyrgeío DikaiosÃnhw
10.
Ypoyrgeío EjvterikÊn
11. Ypoyrgeío Ergasíaw
12. Ypoyrgeío PolitismoÃ
kai EpisthmÊn
13. Ypoyrgeío Peribállontow Xvrotajíaw & Dhmosívn
Årgvn
14. Ypoyrgeío OikonomikÊn
15. Ypoyrgeío MetaforÊn kai
EpikoinvniÊn
16. Ypoyrgeío Ygeíaw, Prónoiaw & KoinvnikÊn
Asfalísevn
17. Ypoyrgeío Makedoníaw-Urákhw
18. Genikó Epiteleío
Stratoà (1)
19. Genikó Epiteleío Naytikoà (1)
20. Genikó Epiteleío
Aeroporíaw (1)
21. Ypoyrgeío Gevrgíaw
22. Genikþ Grammateía TÃpoy kai
PlhroforiÊn
23. Genikþ Grammateía Néaw Geniáw
24. Genikó Xhmeío toy
Krátoyw
25. Genikþ Grammateía Laïkþw Epimórfvshw
26. Genikþ Grammateía
Isóthtaw tvn DÃo FÃlvn
27. Genikþ Grammateía KoinvnikÊn Asfalísevn
28.
Genikþ Grammateía Apódhmoy EllhnismoÃ
29. Genikþ Grammateía
Biomhxaníaw
30. Genikþ Grammateía Åreynaw kai Texnologíaw
31. Genikþ
Grammateía AulhtismoÃ
32. Genikþ Grammateía Dhmosívn Årgvn
33. Eunikþ
Statistikþ Yphresía
34. Euników Organismów Prónoiaw
35. Organismów
Ergatikþw Estíaw
36. Eunikó Typografeío
37. Ellhnikþ Epitropþ Atomikþw
Enérgeiaw
(1) Materiali non bellici figuranti nell’allegato II.
38.
Tameío Eunikþw Odopoiíaw
39. Eunikó Kapodistriakó Panepistþmio
AuhnÊn
40. Panepistþmio Aigaíoy
41. Aristotéleio Panepistþmio
Uessaloníkhw
42. Dhmokríteio Panepistþmio Urákhw
43. Panepistþmio
Ivannínvn
44. Panepistþmio PatrÊn
45. Polytexneío Krþthw
46.
Sibitanídeiow Sxólh
47. Panepistþmio Makedoníaw (Oikonomikéw &
Koin/kew Episthméw)
48. Aiginþteio Nosokomeío
49. Aretaíeio
Nosokomeío
50. Eunikó Kéntro Dhmósiaw Dioíkhshw
51. Ellhniká
Taxydromeía
52. Organismów Diaxeírishw Dhmósioy YlikoÃ
53. Organismów
GevrgikÊn Asfalísevn
54. Organismów SxolikÊn Ktirívn
SPAGNA
1.
Ministerio de Asuntos Exteriores
2. Ministerio de Justicia
3.
Ministerio de Defensa (1)
4. Ministerio de Economía y Hacienda
5.
Ministerio del Interior
6. Ministerio de Obras Públicas y
Transportes
7. Ministerio de Educación y Ciencia
8. Ministerio de
Trabajo y Seguridad Social
9. Ministerio de Industria, Comercio y
Turismo
10. Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación
11.
Ministerio para las Administraciones Públicas
12. Ministerio de
Cultura
13. Ministerio de Relaciones con las Cortes y de la Secretaría
del Gobierno
14. Ministerio de Sanidad y Consumo
15. Ministerio de
Asuntos Sociales
16. Ministerio del Portavoz del Gobierno
(1)
Materiali non bellici figuranti nell’allegato
II.
PORTOGALLO
Presidência do Conselho de Ministros
1. Auditoria
Jurídica da Presidência do Conselho de Ministros
2. Centro de Estudos
e Formaçâo Autárquica
3. Centro de Estudos Técnicos e Apoio
Legislativo
4. Centro de Gestâo da Rede Informática do Governo
5.
Conselho Nacional de Planeamento Civil de Emergência
6. Conselho
Permanente de Concertaçâo Social
7. Departamento de Formaçâo e
Aperfeiçoamento Profissional
8. Gabinete de Macau
9. Gabinete do
Serviço Cívico dos Objectores de Consciência
10. Instituto da
Juventude
11. Instituto Nacional de Administraçâo
12. Secretaria-Geral
da Presidência do Conselho de Ministros
13. Secretariado para a
Modernizaçâo Administrativa
14. Serviço Nacional de Protecçâo
Civil
15. Serviços Sociais da Presidência do Conselho de
Ministros
Ministério da Administraçâo Interna
1. Direcçâo-Geral de
Viaçâo
2. Gabinete de Estudos e Planeamento de Instalaçòes
3. Governos
Civis
4. Guarda Fiscal
5. Guarda Nacional Republicana
6. Polícia de
Segurança Pública
7. Secretaria-Geral
8. Secretariado Técnico dos
Assuntos para o Processo Eleitoral
9. Serviço de Estrangeiros e
Fronteiras
10. Serviço de Informaçâo e Segurança
11. Serviço Nacional
de Bombeiros
Ministério da Agricultura
1. Agência do Controlo das
Ajudas Comunitárias ao Sector do Azeite
2. Direcçâo-Geral da
Hidráulica e Engenharia Agrícola
3. Direcçâo-Geral da Pecuária
4.
Direcçâo-Geral das Florestas
5. Direcçâo-Geral de Planeamento e
Agricultura
6. Direcçâo-Geral dos Mercados Agrícolas e da Indústria
Agro-alimentar
7. Direcçâo Regional de Agricultura da Beira
Interior
8. Direcçâo Regional de Agricultura da Beira Litoral
9.
Direcçâo Regional de Agricultura de Entre Douro e Minho
10. Direcçâo
Regional de Agricultura de Trás-os-Montes
11. Direcçâo Regional de
Agricultura do Alentejo
12. Direcçâo Regional de Agricultura do
Algarve
13. Direcçâo Regional de Agricultura do Ribatejo e Oeste
14.
Gabinete para os Assuntos Agrícolas Comunitários
15. Inspecçâo Geral e
Auditoria de Gestâo
16. Instituto da Vinha e do Vinho
17. Instituto de
Qualidade Alimentar
18. Instituto Nacional de Investigaçâo Agrária
19.
Instituto Regulador Orientador dos Mercados Agrícolas
20. Obra Social
– Secretaria Geral
21. Rede de Informaçâo de Contabilidades
Agrícolas
22. Secretaria Geral
23. IFADAP – Instituto Financeiro de
Apoio ao Desenvolvimento da Agricultura e Pescas
24. INGA – Instituto
Nacional de Intervençâo e Garantia Agrícola
Ministério do Ambiente e
Recursos Naturais
1. Direcçâo-Geral da Qualidade do Ambiente
2.
Direcçâo-Geral dos Recursos Naturais
3. Gabinete dos Assuntos
Europeus
4. Gabinete de Estudos e Planeamento
5. Gabinete de Protecçâo
e Segurança Nuclear
6. Instituto Nacional do Ambiente
7. Instituto
Nacional de Defesa do Consumidor
8. Instituto Nacional de Meteorologia
e Geofísica
9. Secretaria-Geral
10. Serviço Nacional de Parques,
Reservas e Conservaçâo da Natureza
11. Gabinete do Saneamento Básico
da Costa do Estoril
12. Delegaçòes Regionais
13. Instituto Nacional da
ùgua
Ministério do Comércio e Turismo
1. Comissâo de Aplicaçâo de
Coimas em Matéria Económica
2. Direcçâo-Geral de Concorrência e
Preços
3. Direcçâo-Geral de Inspecçâo Económica
4. Direcçâo-Geral do
Comércio Externo
5. Direcçâo-Geral do Comércio Interno
6.
Direcçâo-Geral do Turismo
7. Fundo de Turismo
8. Gabinete para os
Assuntos Comunitários
9. ICEP – Instituto do Comércio Externo de
Portugal
10. Inspecçâo Geral de Jogos
11. Instituto de Promoçâo
Turística
12. Instituto Nacional de Formaçâo Turística
13. Regiòes de
turismo
14. Secretaria-Geral
15. ENATUR – Empresa Nacional de Turismo,
EP
16. AGA – Administraçâo-Geral do Açúcar e do ùlcool, EP
Ministério
da Defesa Nacional (1)
1. Estado-Maior General das Forças Armadas
2.
Estado-Maior da Força Aérea
3. Comando Logístico-Administrativo da
Força Aérea
4. Estado-Maior do Exército
5. Estado-Maior da Armada
6.
Direcçâo-Geral do Material Naval
7. Direcçâo das Infra-Estruturas
Navais
8. Direcçâo de Abastecimento
9. Fábrica Nacional de
Cordoaria
10. Hospital da Marinha
11. Arsenal do Alfeite
12. Instituto
Hidrográfico
13. Direcçâo-Geral de Armamento
14. Direcçâo-Geral de
Pessoal e Infra-estruturas
15. Direcçâo-Geral de Política de Defesa
Nacional
16. Instituto de Defesa Nacional
17.
Secretaria-Geral
Ministério da Educaçâo
1. Auditoria Jurídica
2.
Direcçâo-Geral da Administraçâo Escolar
3. Direcçâo-Geral da Extensâo
Educativa
4. Direcçâo-Geral do Ensino Superior
5. Direcçâo-Geral dos
Desportos
6. Direcçâo-Geral dos Ensinos Básico e Secundário
7.
Direcçâo Regional de Educaçâo de Lisboa
8. Direcçâo Regional de
Educaçâo do Algarve
9. Direcçâo Regional de Educaçâo do Centro
10.
Direcçâo Regional de Educaçâo do Norte
11. Direcçâo Regional de
Educaçâo do Sul
12. Editorial do Ministério da Educaçâo
13. Gabinete
Coordenador do Ingresso no Ensino Superior
14. Gabinete de Estudos e
Planeamento
15. Gabinete de Gestâo Financeira
16. Gabinete do Ensino
Tecnológico, Artístico e Profissional
(1) Materiali non bellici
figuranti nell’allegato II.
17. Inspecçâo Geral de Educaçâo
18.
Instituto de Cultura da Língua Portuguesa
19. Instituto de Inovaçâo
Educacional
20. Instituto dos Assuntos Sociais da Educaçâo
21.
Secretaria-Geral
Ministério do Emprego e Segurança Social
1. Auditoria
Jurídica
2. Caixa Nacional de Seguros e Doenças Profissionais
3.
Caixas de Previdência Social
4. Casa Pia de Lisboa
5. Centro Nacional
de Pensòes
6. Centros Regionais de Segurança Social
7. Comissâo para a
Igualdade e Direitos das Mulheres
8. Departamento de Estatística
9.
Departamento de Estudos e Planeamento
10. Departamento de Relaçòes
Internacionais e Convençòes da Segurança Social
11. Departamento para
Assuntos do Fundo Social Europeu
12. Departamento para os Assuntos
Europeus e Relaçòes Externas
13. Direcçâo-Geral da Acçâo Social
14.
Direcçâo-Geral da Família
15. Direcçâo-Geral das Relaçòes de
Trabalho
16. Direcçâo-Geral de Apoio Técnico à Gestâo
17.
Direcçâo-Geral de Higiene e Segurança no Trabalho
18. Direcçâo-Geral
do Emprego e Formaçâo Profissional
19. Direcçâo-Geral dos Regimes de
Segurança Social
20. Fundo de Estabilizaçâo Financeira da Segurança
Social
21. Inspecçâo Geral da Segurança Social
22. Inspecçâo Geral do
Trabalho
23. Instituto de Gestâo Financeira da Segurança Social
24.
Instituto do Emprego e Formaçâo Profissional
25. Instituto Nacional
para o Aproveitamento dos Tempos Livres dos Trabalhadores
26.
Secretaria-Geral
27. Secretariado Nacional de Reabilitaçâo
28.
Serviços Sociais do MESS
29. Santa Casa da Misericórdia de
Lisboa
Ministério das Finanças
1. ADSE – Direcçâo-Geral de Protecçâo
aos Funcionários e Agentes da Administraçâo Pública
2. Auditoria
Jurídica
3. Direcçâo-Geral da Administraçâo Pública
4. Direcçâo-Geral
da Contabilidade Pública e Intendência Geral do Orçamento
5.
Direcçâo-Geral da Junta de Crédito Público
6. Direcçâo-Geral das
Alfândegas
7. Direcçâo-Geral das Contribuiçòes e Impostos
8.
Direcçâo-Geral do Património do Estado
9. Direcçâo-Geral do
Tesouro
10. Gabinete de Estudos Económicos
11. Gabinete dos Assuntos
Europeus
12. GAFEEP – Gabinete para a análise do Financiamento do
Estado e das Empresas Públicas
13. Inspecçâo Geral de Finanças
14.
Instituto de Informática
15. Junta de Crédito Público
16.
Secretaria-Geral
17. SOFE – Serviços Sociais do Ministério das
Finanças
Ministério da Indústria e Energia
1. Delegaçâo Regional da
Indústria e Energia de Lisboa e Vale do Tejo
2. Delegaçâo Regional da
Indústria e Energia do Alentejo
3. Delegaçâo Regional da Indústria e
Energia do Algarve
4. Delegaçâo Regional da Indústria e Energia do
Centro
5. Delegaçâo Regional da Indústria e Energia do Norte
6.
Direcçâo-Geral da Indústria
7. Direcçâo-Geral da Energia
8.
Direcçâo-Geral de Geologia e Minas
9. Gabinete de Estudos e
Planeamento
10. Gabinete para a Pesquisa e Exploraçâo do Petróleo
11.
Gabinete para os Assuntos Comunitários
12. Instituto Nacional da
Propriedade Industrial
13. Instituto Português da Qualidade
14. LNETI
– Laboratório Nacional de Engenharia e Tecnologia Industrial
15.
Secretaria-Geral
Ministério da Justiça
1. Centro de Estudos
Judiciários
2. Centro de Identificaçâo Civil e Criminal
3. Centros de
Observaçâo e Acçâo Social
4. Conselho Superior de Magistratura
5.
Conservatória dos Registos Centrais
6. Direcçâo-Geral dos Registos e
Notariado
7. Direcçâo-Geral dos Serviços de Informática
8.
Direcçâo-Geral dos Serviços Judiciários
9. Direcçâo-Geral dos Serviços
Prisionais
10. Direcçâo-Geral dos Serviços Tutelares de Menores
11.
Estabelecimentos Prisionais
12. Gabinete de Direito Europeu
13.
Gabinete de Documentaçâo e Direito Comparado
14. Gabinete de Estudos e
Planeamento
15. Gabinete de Gestâo Financeira
16. Gabinete de
Planeamento e Coordenaçâo do Combate à Droga
17. Hospital-prisâo de S.
Joâo de Deus
18. Instituto Corpus Christi
19. Instituto da Guarda
20.
Instituto de Reinserçâo Social
21. Instituto de S. Domingos de
Benfica
22. Instituto Nacional da Política e Ciências Criminais
23.
Instituto Navarro Paiva
24. Instituto Padre António Oliveira
25.
Instituto S. Fiel
26. Instituto S. José
27. Instituto Vila
Fernando
28. Instituto de Criminologia
29. Instituto de Medicina
Legal
30. Polícia Judiciária
31. Secretaria-Geral
32. Serviços
Sociais
Ministério das Obras Públicas, Transportes e Comunicaçòes
1.
Conselho de Mercados de Obras Públicas e Particulares
2.
Direcçâo-Geral de Aviaçâo Civil
3. Direcçâo-Geral dos Edifícios e
Monumentos Nacionais
4. Direcçâo-Geral dos Transportes Terrestres
5.
Gabinete da Travessia do Tejo
6. Gabinete de Estudos e Planeamento
7.
Gabinete do Nó Ferroviário de Lisboa
8. Gabinete do Nó Ferroviário do
Porto
9. Gabinete para a Navegabilidade do Douro
10. Gabinete para as
Comunidades Europeias
11. Inspecçâo Geral de Obras Públicas,
Transportes e Comunicaçòes
12. Junta Autónoma das Estradas
13.
Laboratório Nacional de Engenharia Civil
14. Obra Social do Ministério
das Obras Públicas, Transportes e Comunicaçòes
15.
Secretaria-Geral
Ministério dos Negócios Estrangeiros
1.
Direcçâo-Geral dos Assuntos Consulares e Administraçâo Financeira
2.
Direcçâo-Geral das Comunidades Europeias
3. Direcçâo-Geral da
Cooperaçâo
4. Instituto de Apoio à Emigraçâo e às Comunidades
Portuguesas
5. Instituto de Cooperaçâo Económica
6.
Secretaria-Geral
Ministério do Planeamento e Administraçâo do
Território
1. Academia das Ciências
2. Auditoria Jurídica
3. Centro
Nacional de Informaçâo Geográfica
4. Comissâo Coordenadora da Regiâo
Centro
5. Comissâo Coordenadora da Regiâo de Lisboa e Vale do Tejo
6.
Comissâo Coordenadora da Regiâo do Alentejo
7. Comissâo Coordenadora
da Regiâo do Algarve
8. Comissâo Coordenadora da Regiâo Norte
9.
Departamento Central de Planeamento
10. Direcçâo-Geral da
Administraçâo Autárquica
11. Direcçâo-Geral do Desenvolvimento
Regional
12. Direcçâo-Geral do Ordenamento do Território
13. Gabinete
Coordenador do projecto do Alqueva
14. Gabinete de Estudos e
Planeamento da Administraçâo do Território
15. Gabinete para os
Aeroportos da Regiâo Autónoma da Madeira
16. Inspecçâo Geral de
Administraçâo do Território
17. Instituto Nacional de Estatísticas
18.
Instituto António Sérgio de Sector Cooperativo
19. Instituto de
Investigaçâo Científica e Tropical
20. Instituto Geográfico e
Cadastral
21. Junta Nacional de Investigaçâo Científica e
Tecnológica
22. Secretaria-Geral
ALLEGATO II
ELENCO DEI PRODOTTI DI
CUI ALL’ARTICOLO 5 RELATIVO AGLI APPALTI AGGIUDICATI
DALLE
AMMINISTRAZIONI AGGIUDICATRICI NEL SETTORE DELLA DIFESA
Capitolo
25: Sale; zolfo, terre e pietre; gessi, calci e cementi
Capitolo 26:
Minerali metallurgici, scorie e ceneri
Capitolo 27: Combustibili
minerali, oli minerali e prodotti della loro distillazione; sostanze
bituminose; cere
minerali
eccettuati:
ex 2710: Carburanti
speciali
Capitolo 28: Prodotti chimici inorganici; composti inorganici
o organici dei metalli preziosi, degli elementi
radioattivi, dei
metalli delle terre rare e degli isotopi
eccettuati:
ex 2809:
Esplosivi
ex 2813: Esplosivi
ex 2814: Gas lacrimogeni
ex 2828:
Esplosivi
ex 2832: Esplosivi
ex 2839: Esplosivi
ex 2850: Prodotti
tossicologici
ex 2851: Prodotti tossicologici
ex 2854:
Esplosivi
Capitolo 29: Prodotti chimici organici
eccettuati:
ex 2903:
Esplosivi
ex 2904: Esplosivi
ex 2907: Esplosivi
ex 2908: Esplosivi
ex
2911: Esplosivi
ex 2912: Esplosivi
ex 2913: Prodotti tossicologici
ex
2914: Prodotti tossicologici
ex 2915: Prodotti tossicologici
ex 2921:
Prodotti tossicologici
ex 2922: Prodotti tossicologici
ex 2923:
Prodotti tossicologici
ex 2926: Esplosivi
ex 2927: Prodotti
tossicologici
ex 2929: Esplosivi
Capitolo 30: Prodotti
farmaceutici
Capitolo 31: Concimi
Capitolo 32: Estratti per concia e
per tinta; tannini e loro derivati; sostanze coloranti, colori,
pitture, vernici e
tinture; mastici; inchiostri
Capitolo 33: Oli
essenziali e resinoidi; prodotti per profumeria o per toletta
preparati e cosmetici preparati
Capitolo 34: Saponi, prodotti organici
tensioattivi, preparazioni per liscivie, preparazioni lubrificanti,
cere
artificiali, cere preparate, prodotti per pulire e lucidare,
candele e prodotti simili, paste per modelli e
Capitolo 35: Sostanze
albuminoidi; colle; enzimi
Capitolo 37: Prodotti per la fotografia e
per la cinematografia
Capitolo 38: Prodotti vari delle industrie
chimiche
eccettuati:
ex 3819: Prodotti tossicologici
Capitolo 39:
Materie plastiche artificiali, eteri ed esteri della cellulosa, resine
artificiali e lavori di tali sostanze
eccettuati:
ex 3903:
Esplosivi
Capitolo 40: Gomma naturale o sintetica, fatturato (factis)
e loro lavori
eccettuati:
ex 4011: Pneumatici a prova di
proiettili
Capitolo 41: Pelli e cuoio
Capitolo 42: Lavori di cuoio o
di pelli; oggetti da correggiaio e da sellaio; oggetti da viaggio;
borse da donna
e simili contenitori; lavori di budella
Capitolo 43:
Pelli da pellicceria e loro lavori; pellicce artificiali
Capitolo 44:
Legno, carbone di legna e lavori di legno
Capitolo 45: Sughero e suoi
lavori
Capitolo 46: Lavori di intreccio, da panieraio e da
stuoiaio
Capitolo 47: Materie occorrenti per la fabbricazione della
carta
Capitolo 48: Carta e cartoni; lavori di pasta di cellulosa, di
carta o di cartone
Capitolo 49: Prodotti dell’arte libraria e delle
arti grafiche
Capitolo 65: Cappelli, copricapi ed altre acconciature;
loro parti
Capitolo 66: Ombrelli (da pioggia e da sole), bastoni,
fruste, frustini e loro parti
Capitolo 67: Piume e calugine preparate
e oggetti di piume o di calugine; fiori artificiali; lavori di
capelli
Capitolo 68: Lavori di pietre, gesso, cemento, amianto, mica e
materie simili
Capitolo 69: Prodotti ceramici
Capitolo 70: Vetro e
lavori di vetro
Capitolo 71: Perle fini, pietre preziose (gemme),
pietre semipreziose (fini) e simili, metalli preziosi,
metalli
placcati o ricoperti di metalli preziosi e lavori di queste
materie; minuterie di fantasia
Capitolo 73: Ghisa, ferro e
acciaio
Capitolo 74: Rame
Capitolo 75: Nichel
Capitolo 76:
Alluminio
Capitolo 77: Magnesio, berillio (glucinio)
Capitolo 78:
Piombo
Capitolo 79: Zinco
Capitolo 80: Stagno
Capitolo 81: Altri
metalli comuni
Capitolo 82: Utensileria; oggetti di coltelleria e
posateria da tavola, di metalli comuni
eccettuati:
ex 8205:
Utensili
ex 8207: Pezzi per utensili
Capitolo 83: Lavori diversi di
metalli comuni
Capitolo 84: Caldaie, macchine, apparecchi e congegni
meccanici
eccettuati
ex 8406: Motori
ex 8408: Altri propulsori
ex
8445: Macchine
ex 8453: Macchine automatiche per l’elaborazione
dell’informazione
ex 8455: Pezzi della voce 84.53
ex 8459: Reattori
nucleari
Capitolo 85: Macchine ed apparecchi elettrici; materiali
destinati ad usi elettrotecnici
eccettuati:
ex 8513:
Telecomunicazioni
ex 8515: Apparecchi di trasmissione
Capitolo 86:
Veicoli e materiali per strada ferrate; apparecchi di segnalazione non
elettrici per vie di
comunicazione
eccettuati:
ex 8602: Locomotive
blindate
ex 8603: Altre locomotive blindate
ex 8605: Vetture
blindate
ex 8606: Carri officine
ex 8607: Carri
Capitolo 87: Vetture
automobili, trattori, velocipedi ed altri veicoli
terrestri
eccettuati:
ex 8708: Carri da combattimento e autoblinde
ex
8701: Trattori
ex 8702: Veicoli militari
ex 8703: Veicoli di soccorso
ad automezzi rimasti in panne
ex 8709: Motocicli
ex 8714:
Rimorchi
Capitolo 89: Navigazione marittima e
fluviale
eccettuate:
8901 A: Navi da guerra
Capitolo 90: Strumenti e
apparecchi d’ottica, per fotografia e per cinematografia, di misura,
di verifica, di
precisione; strumenti e apparecchi
medico-chirurgici
eccettuati:
ex 9005: Binocoli
ex 9013: Strumenti
vari, laser
ex 9014: Telemetri
ex 9028: Strumenti di misura elettrici
o elettronici
ex 9011: Microscopi
ex 9017: Strumenti per la
medicina
ex 9018: Apparecchi di meccanoterapia
ex 9019: Apparecchi di
ortopedia
ex 9020: Apparecchi a raggi X
Capitolo 91:
Orologeria
Capitolo 92: Strumenti musicali; apparecchi di
registrazione o di riproduzione del suono; apparecchi di
registrazione
o di riproduzione delle immagini e del suono in televisione; parti e
accessori di questi strumenti
e apparecchi
Capitolo 94: Mobilia;
mobili medico-chirurgici; oggetti letterecci e simili
eccettuati:
ex
9401 A: Sedili per aerodine
Capitolo 95: Oggetti da intagliare e da
modellare allo stato lavorato (compresi i lavori)
Capitolo 96:
Spazzole, spazzolini, pennelli e simili, scope, piumini da cipria e
stacci
Capitolo 98: Lavori diversi
ALLEGATO III
DEFINIZIONE DI ALCUNE
SPECIFICHE TECNICHE
Ai sensi della presente direttiva si intende
per:
1. Specifiche tecniche: l’insieme delle prescrizioni tecniche
figuranti tra l’altro nei capitolati d’oneri che
definiscono le
caratteristiche richieste di un prodotto, di un materiale o di una
fornitura e che permettono di
caratterizzare oggettivamente un
prodotto, un materiale o una fornitura in modo che essi rispondano
all’uso
a cui sono destinati dall’amministrazione aggiudicatrice. Tali
caratteristiche comprendono i livelli di qualità o
di proprietà di
utilizzazione, la sicurezza, le dimensioni; comprese le prescrizioni
applicabili ad un prodotto, a
un materiale o a una fornitura per
quanto riguarda il sistema di garanzia della qualità, la terminologia,
i
simboli, le prove ed i metodi di prova, l’imballaggio, la
marchiatura e l’etichettatura, tali da consentire
l’obiettiva
individuazione di un materiale, di un prodotto o di una fornitura in
modo da rispondere all’uso cui
sono destinati dall’amministrazione
aggiudicatrice;
2. norma: la specifica tecnica approvata da un
organismo riconosciuto a attività normativa per applicazione
ripetuta
o continua, la cui osservanza non è, in linea di massima,
obbligatoria;
3. norma europea: una norma approvata dal Comitato
europeo di normalizzazione (CEN) o dal Comitato
europeo di
normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) come Norme europee (EN) o
Documenti di
armonizzazione (HD) conformemente alle regole comuni di
tali organismi;
4. omologazione tecnica europea: la valutazione
tecnica favorevole alla idoneità all’impiego di un prodotto,
fondata
sulla corrispondenza ai requisiti essenziali per la costruzione, per
quanto concerne le caratteristiche
intrinseche del prodotto e le
condizioni fissate per la sua messa in opera e la sua
utilizzazione.
L’omologazione tecnica europea è rilasciata
dall’organismo riconosciuto a tale scopo dello Stato membro;
5.
prescrizione tecnica comune: la prescrizione tecnica elaborata secondo
una procedura riconosciuta dagli
Stati membri al fine di assicurare
l’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri e pubblicata nella
Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
ALLEGATO IV
MODELLI DI
BANDI DI GARA E AVVISI D’APPALTO DI FORNITURE
A. Preinformazione
1.
Nome, indirizzo, numero telefonico, telegrafico, di telex e di telefax
dell’amministrazione aggiudicatrice e,
qualora non coincidano con i
primi, del servizio presso il quale si possono richiedere
informazioni
complementari.
2. La natura e la quantità o il valore dei
prodotti da fornire. Numero di riferimento CPA.
3. La data provvisoria
di avvio delle procedure di stipulazione del o dei contratti (se
nota).
4. Altre indicazioni.
5. Data di spedizione del bando.
6. Data
di ricezione del bando da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunità europee.
B. Procedure aperte
1. Nome,
indirizzo, numero telefonico, telegrafico, di telex e di telefax
dell’amministrazione aggiudicatrice.
2. a) Procedura di aggiudicazione
prescelta.
b) Eventualmente forma dell’appalto che è oggetto della
gara.
3. a) Luogo della consegna.
b) Natura e quantità dei prodotti da
fornire. Numero di riferimento CPA.
c) Indicazioni relative alla
possibilità di presentare offerte per una parte delle forniture
richieste.
4. Termine di consegna eventualmente imposto.
5. a) Nome e
indirizzo del servizio presso il quale si possono richiedere i
capitolati d’oneri e i documenti
complementari.
b) Termine per la
presentazione di tale domanda.
c) Eventualmente, importo e modalità di
pagamento della somma che si deve versare per ottenere
detti
documenti.
6. a) Termine per la ricezione delle offerte.
b)
Indirizzo al quale esse devono essere inoltrate.
c) La o le lingue
nelle quali debbono essere redatte le offerte.
7. a) Persone ammesse
ad assistere all’apertura delle offerte.
b) Date, ora e luogo di tale
apertura.
8. Eventualmente, cauzioni e altre forme di garanzie
richieste.
9. Modalità essenziali di finanziamento e di pagamento e/o
riferimenti alle disposizioni in materia.
10. Eventualmente, forma
giuridica che dovrà assumere il raggruppamento di fornitori al quale
sarà stato
aggiudicato l’appalto.
11. Informazioni relative alla
situazione propria del fornitore, e informazioni e formalità
necessarie per la
valutazione delle condizioni minime di carattere
economico e tecnico che il fornitore deve assolvere.
12. Periodo di
tempo durante il quale l’offerente è vincolato alla propria
offerta.
13. Criteri utilizzati per l’aggiudicazione dell’appalto.
Vanno menzionati i criteri diversi dal prezzo più basso
quando non
figurano nei capitolati d’oneri.
14. Eventualmente, divieto delle
varianti.
15. Altre indicazioni.
16. Data di pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee dell’avviso di
preinformazione o
menzione della sua mancata pubblicazione.
17. Data
di spedizione del bando.
18. Data di ricezione del bando da parte
dell’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.
C.
Procedure ristrette
1. Nome, indirizzo, numero telefonico,
telegrafico, di telex e telefax dell’amministrazione
aggiudicatrice.
2. a) Procedura di aggiudicazione prescelta.
b)
Eventualmente, giustificazione del ricorso alla procedura
accelerata.
c) Eventualmente, forma dell’appalto che è oggetto della
gara.
3. a) Luogo della consegna.
b) Natura e quantità dei prodotti da
fornire. Numero di riferimento CPA.
c) Indicazioni relative alla
possibilità per i fornitori di presentare offerte per una parte delle
forniture richieste.
4. Termine di consegna eventualmente imposto.
5.
Eventualmente, forma giuridica che dovrà assumere il raggruppamento di
fornitori al quale sarà stato
aggiudicato l’appalto.
6. a) Termine per
la ricezione delle domande di partecipazione.
b) Indirizzo al quale
tali domande debbono essere inviate.
c) La o le lingue nelle quali
esse devono essere redatte.
7. Termine entro cui l’amministrazione
aggiudicatrice rivolgerà l’invito a presentare le offerte.
8.
Eventualmente, cauzione e garanzie richieste.
9. Indicazioni
riguardanti la situazione propria del fornitore, nonché informazioni e
formalità necessarie per la
valutazione delle condizioni minime di
carattere economico e tecnico cui questi deve soddisfare.
10. Criteri
di aggiudicazione dell’appalto se non figurano nell’invito a
presentare le offerte.
11. Numero previsto dei fornitori –
eventualmente indicando un massimo ed un minimo – che verranno
invitati
a presentare offerte.
12. Eventualmente, divieto delle
varianti.
13. Altre indicazioni.
14. Data di pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee dell’avvio di
preinformazione o
menzione della sua mancata pubblicazione.
15. Data
di spedizione del bando.
16. Data di ricezione del bando da parte
dell’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.
D.
Procedure negoziate
1. Nome, indirizzo, numero telefonico,
telegrafico, di telex e di telefax dell’amministrazione
aggiudicatrice.
2. a) Procedura di stipulazione prescelta.
b)
Eventualmente, giustificazione del ricorso alla procedura
accelerata.
c) Eventualmente, forma dell’appalto che è oggetto della
gara.
3. a) Luogo della consegna.
b) Natura e quantità dei prodotti da
fornire. Numero di riferimento CPA.
c) Indicazioni relative alla
possibilità per i fornitori di presentare offerte per una parte delle
forniture richieste.
4. Termine di consegna eventualmente imposto.
5.
Eventualmente, forma giuridica che dovrà assumere il raggruppamento di
fornitori al quale sarà
aggiudicato l’appalto.
6. a) Termine per la
ricezione delle domande di partecipazione.
b) Indirizzo al quale tali
domande devono essere inviate.
c) La o le lingue nelle quali esse
debbono essere redatte.
7. Eventualmente, cauzione e garanzie
richieste.
8. Indicazioni riguardanti la situazione propria del
fornitore, nonché informazioni e formalità necessarie per
la
valutazione delle condizioni minime di carattere economico e
tecnico cui questi deve soddisfare.
9. Numero previsto dei fornitori –
eventualmente indicando un massimo ed un minimo – che verranno
invitati
a presentare offerte.
10. Eventualmente, divieto delle
varianti.
11. Eventualmente, nomi e indirizzi dei fornitori già
prescelti dall’amministrazione aggiudicatrice.
12. Date delle
precedenti pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.
13. Altre indicazioni.
14. Data di spedizione del bando.
15.
Data di ricezione del bando di gara da parte dell’Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità
europee.
E. Contratti
stipulati
1. Nome e indirizzo dell’amministrazione aggiudicatrice.
2.
Procedura di stipulazione prescelta; nel caso della procedura
negoziata, non preceduta da pubblicazione
di un bando di gara,
motivazione del ricorso a tale procedura (articolo 6, paragrafo 3).
3.
Data di stipulazione del contratto.
4. Criteri di assegnazione del
contratto.
5. Numero di offerte ricevute.
6. Nome e indirizzo del
(dei) fornitore(i).
7. Natura e quantità dei prodotti forniti,
eventualmente per fornitore. Numero di riferimento CPA.
8. Prezzo o
gamma di prezzi (minimo/massimo) pagato(i).
9. Eventualmente, valore e
parte del contratto che può essere subappaltato da un terzo.
10. Altre
informazioni.
11. Data di pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
12. Data di spedizione del presente
avvi so.
13. Data di ricezione dell’avviso da parte dell’Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.

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