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Coordinamento delle procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono i servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni (testo così come modificato dalla direttiva 98/4/CE).

DIRETTIVA 93/38/CEE DEL CONSIGLIO del 14 giugno 1993 che coordina le
procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli
enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano
nel settore delle telecomunicazioni Gazzetta ufficiale n. L 199 del
09/08/1993 PAG. 0084 – 0138
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto
il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l’articolo 57, paragrafo 2, ultima frase e gli articoli
66, 100 A e 113, vista la proposta della Commissione(1) , in
cooperazione con il Parlamento europeo(2) , visto il parere del
Comitato economico e sociale(3) , 1. considerando che occorre adottare
le misure destinate all’instaurazione progressiva del mercato interno
nel corso di un periodo che scade il 31 dicembre 1992; che il mercato
interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è
assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei
servizi e dei capitali; 2. considerando che conformemente agli
articoli 30 e 59 del trattato sono vietate le restrizioni alla libera
circolazione delle merci e alla libera prestazione di servizi per
quanto riguarda gli appalti di forniture e di servizi nei settori
dell’erogazione dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e delle
telecomunicazioni; 3. considerando che l’articolo 97 del trattato
Euratom vieta ogni restrizione fondata sulla nazionalità, per quanto
riguarda le società sottoposte alla giurisdizione di uno Stato membro
desiderose di partecipare alla costruzione nella Comunità di impianti
nucleari a carattere scientifico o industriale o di prestare i
relativi servizi; 4. considerando che detti obiettivi esigono altresì
il coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti
applicate dagli enti che operano in questi settori; 5. considerando
che il Libro bianco sul completamento del mercato interno fissa un
programma d’azione e un calendario per la liberalizzazione degli
appalti pubblici nei settori esclusi dall’applicazione della direttiva
71/305/CEE del Consiglio, del 26 luglio 1971, che coordina le
procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici(4) , e
della direttiva 77/62/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, che
coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di
forniture(5) ; 6. considerando che il Libro bianco sul completamento
del mercato interno stabilisce altresì un programma d’azione e un
calendario per la liberalizzazione degli appalti di servizi; 7.
considerando che tra questi settori esclusi figurano quelli
riguardanti l’acqua, l’energia ed i trasporti nonché, nel quadro della
direttiva 77/62/CEE, il settore delle telecomunicazioni; 8.
considerando che la loro esclusione era principalmente giustificata
dal fatto che gli enti che gestiscono tali servizi sono in alcuni casi
disciplinati dal diritto pubblico, mentre in altri sono disciplinati
dal diritto privato; 9. considerando che la necessità di assicurare
una effettiva liberalizzazione del mercato ed un giusto equilibrio
nell’applicazione delle norme sull’aggiudicazione degli appalti in
questi settori esige che gli enti interessati siano definiti in modo
diverso dal semplice riferimento alla loro qualificazione giuridica;
10. considerando che nei quattro settori contemplati dalla presente
direttiva i problemi che occorre risolvere sono di natura analoga ed è
quindi possibile trattarli in un unico dispositivo; 11. considerando
che uno dei principali motivi per cui gli enti che operano in questi
settori non procedono ad appelli alla concorrenza a livello europeo è
la naturale chiusura dei mercati nei quali essi operano, dovuta alla
concessione, da parte delle autorità nazionali, di diritti speciali o
esclusivi per l’approvvigionamento, la messa a disposizione o la
gestione di reti che forniscono il servizio di cui trattasi, lo
sfruttamento di una data area geografica per un fine determinato, la
messa a disposizione o lo sfruttamento di reti pubbliche di
telecomunicazioni o la fornitura di servizi pubblici di
telecomunicazioni; 12. considerando che un altro motivo importante per
cui manca in tali settori una concorrenza a livello comunitario è
costituito dai diversi modi che le autorità nazionali utilizzano per
influenzare il comportamento di detti enti, ivi comprese l’assunzione
di partecipazioni nei relativi capitali sociali o la rappresentanza
negli organi amministrativi, direttivi o di vigilanza di tali enti;
13. considerando che la presente direttiva non deve estendersi alle
attività degli enti in questione che si svolgono al di fuori dei
settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti o delle
telecomunicazioni, o che, pur rientrando in questi settori, sono
nondimeno direttamente esposte alla concorrenza in mercati il cui
accesso non è limitato; 14. considerando che è opportuno che tali enti
applichino disposizioni comuni in materia di procedure d’appalto per
le loro attività relative all’acqua; che alcuni enti sono finora
rientrati nel campo d’applicazione delle direttive 71/305/CEE e
77/62/CEE relativamente alle loro attività in materia di progetti per
opere di ingegneria idraulica, di irrigazione, di drenaggio e di
eliminazione e trattamento delle acque di scarico; 15. considerando,
tuttavia, che le norme relative alle procedure di appalto del tipo di
quelle che vengono proposte per gli appalti di forniture risultano
inadeguate per gli acquisti d’acqua, tenuto conto della necessità di
approvvigionarsi presso fonti vicino al luogo di utilizzo; 16.
considerando che, se sono soddisfatte particolari condizioni, lo
sfruttamento di un’area geografica a fini di prospezione o estrazione
di petrolio, gas, carbone o altri combustibili solidi può essere
soggetto ad un
regime alternativo che consenta di raggiungere lo
stesso obiettivo di apertura dei mercati; che la Commissione deve
assicurare il controllo del rispetto di tali condizioni da parte degli
Stati membri che applicano tale regime alternativo; 17. considerando
che la Commissione ha annunciato che proporrà misure volte ad
eliminare, entro il 1992, gli ostacoli agli scambi transfrontalieri di
elettricità; che norme sulle procedure d’appalto del tipo di quelle
che sono proposte per gli appalti di forniture non permetterebbero di
superare gli ostacoli esistenti per l’acquisto di energia e di
combustibili nel settore dell’energia; che non è opportuno, pertanto,
includere tali acquisti di energia tra gli scopi della presente
direttiva, pur considerando che tale situazione sarà riesaminata dal
Consiglio sulla base di una relazione e delle proposte della
Commissione; 18. considerando che i regolamenti (CEE) n. 3975/87(6) e
(CEE) n. 3976/87(7) , la direttiva 87/601/CEE(8) e la decisione
87/602/CEE(9) mirano ad introdurre un maggior grado di concorrenza tra
gli enti che forniscono servizi di trasporto aereo al pubblico e che,
pertanto, non è opportuno, per il momento, includere tali enti nella
sfera d’applicazione della presente direttiva, ma che la situazione
dovrebbe essere ulteriormente riesaminata alla luce dei progressi
realizzati riguardo a detta concorrenza; 19. considerando che, vista
la concorrenza esistente nei trasporti marittimi comunitari, non
sarebbe opportuno sottoporre la maggior parte degli appalti in questo
settore a procedure particolareggiate; che la situazione dei
trasportatori marittimi che gestiscono “ferry” marittimi deve essere
sorvegliata; che determinati servizi di “ferry” costieri o fluviali
gestiti da autorità pubbliche non debbono più essere esclusi dal campo
di applicazione delle direttive 71/305/CEE e 77/62/CEE; 20.
considerando che occorre facilitare il rispetto delle disposizioni
relative alle attività non contemplate dalla presente direttiva; 21.
considerando che le norme per l’aggiudicazione degli appalti di
servizi devono avvicinarsi il più possibile a quelle che disciplinano
gli appalti di forniture e di lavori, oggetto della presente
direttiva; 22. considerando che è necessario evitare intralci alla
libera prestazione dei servizi; che pertanto i prestatori di servizi
possono essere sia persone fisiche sia persone giuridiche; che la
presente direttiva non pregiudica tuttavia l’applicazione, a livello
nazionale, delle norme relative alle condizioni di esercizio di
un’attività o di una professione purché esse siano compatibili con il
diritto comunitario; 23. considerando che, per l’applicazione delle
norme procedurali ed a fini della sorveglianza, il metodo migliore per
definire il settore dei servizi consiste nel suddividere tale settore
in categorie corrispondenti a particolari voci di una nomenclatura
comune; che gli allegati XVI A e XVI B della presente direttiva si
riferiscono alla nomenclatura CPC (classificazione comune dei
prodotti) delle Nazionai Unite; che in futuro detta nomenclatura potrà
essere sostituita da una nomenclatura comunitaria; che è pertanto
necessario prevedere la possibilità di adeguare in conseguenza il
riferimento alla nomenclatura CPC negli allegati XVI A e XVI B; 24.
considerando che la prestazione di servizi è disciplinata dalla
presente direttiva soltanto nella misura in cui si fondi su contratti
d’appalto; che la prestazione di servizi su altra base, quali le
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative o contratti
di lavoro, esula dal campo d’applicazione della presente direttiva;
25. considerando che, a norma dell’articolo 130 F del trattato,
l’incoraggiamento della ricerca e dello sviluppo costituisce uno dei
mezzi per rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche
dell’industria europea e che l’apertura degli appalti pubblici
favorirà la realizzazione di questo obiettivo; che il cofinanziamento
dei programmi di ricerca non dovrebbe rientrare nella presente
direttiva; che la presente direttiva non riguarda quindi i contratti
per servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati
appartengono esclusivamente all’organismo aggiudicatore perché li usi
nell’esercizio della propria attività, purché la prestazione dei
servizi sia interamente retribuita da tale organismo aggiudicatore;
26. considerando che i contratti aventi ad oggetto l’acquisizione o la
locazione di terreni, edifici esistenti o altri immobili presentano
caratteristiche particolari che rendono inappropriata l’applicazione
delle norme sugli appalti; 27. considerando che i servizi d’arbitrato
e di conciliazione sono di norma prestati da enti o persone scelti
all’uopo mediante opportuni accordi o procedimenti di selezione,
secondo modalità che non possono essere disciplinate da norme sugli
appalti; 28. considerando che gli appalti di servizi contemplati nella
presente direttiva non comprendono gli appalti relativi all’emissione,
all’acquisto, alla vendita o al trasferimento di titoli o di altri
strumenti finanziari; 29. considerando che la presente direttiva non
si applica agli appalti quando vengono dichiarati segreti o quando
possono pregiudicare gli interessi essenziali della sicurezza dello
Stato o quando sono aggiudicati in base ad altre norme stabilite da
accordi internazionali vigenti o da organizzazioni internazionali; 30.
considerando che in determinate circostanze i contratti comportanti
un’unica fonte di approvvigionamento designata possono venir esentati
in tutto od in parte dall’applicazione della presente direttiva; 31.
considerando che gli obblighi internazionali della Comunità o degli
Stati membri non sono pregiudicati dalle disposizioni della presente
direttiva; 32. considerando che occorre escludere taluni appalti di
servizi aggiudicati ad un’impresa collegata la cui attività principale
in materia di servizi consista nel prestare tali servizi al gruppo cui
appartiene e non nel commercializzarli sul mercato;
33. considerando
che per un periodo transitorio l’applicazione integrale della presente
direttiva deve limitarsi agli appalti di servizi per cui le
disposizioni della direttiva stessa consentiranno il pieno
sfruttamento del potenziale di crescita del commercio
transfrontaliero; che i contratti relativi a servizi d’altro genere
devono essere sottoposti ad osservazione per un determinato periodo di
tempo prima di decidere in merito all’applicazione integrale della
presente direttiva; che è necessario istituire in detta direttiva un
sistema per tale osservazione il quale consenta altresì agli
interessati di scambiarsi le pertinenti informazioni; 34. considerando
che le norme comunitarie sul reciproco riconoscimento di diplomi,
certificati od altri documenti atti a comprovare una qualifica formale
si applicano ai casi in cui si esiga la prova di una particolare
qualifica per poter partecipare ad una procedura d’appalto o ad un
concorso di progettazione; 35. considerando che i prodotti, lavori o
servizi devono essere descritti facendo riferimento a specifiche
europee; che, onde assicurare che un prodotto, un lavoro o un servizio
risponda all’uso al quale è destinato dall’ente aggiudicatore, detto
riferimento può essere completato da specifiche, che non devono
modificare la natura della soluzione tecnica o delle soluzioni
tecniche offerte dalle specifiche europee; 36. considerando che nel
quadro della presente direttiva trovano applicazione i principi
dell’equivalenza e del reciproco riconoscimento delle norme, delle
specifiche tecniche e di metodi di fabbricazione nazionali; 37.
considerando che occorre garantire per le imprese comunitarie
l’accesso all’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi nei paesi
terzi; che a questo scopo, ove si riscontri che tale accesso è
limitato di diritto o di fatto, la Comunità deve cercare di rimediare
alla situazione; che in determinate circostanze deve essere possibile
prendere provvedimenti in merito all’accesso delle imprese del paese
terzo in questione – o all’ammissibilità delle offerte da questo
provenienti – agli appalti di servizi di cui alla presente direttiva;
38. considerando che gli enti aggiudicatori, nel definire di comune
accordo con i candidati i termini per la ricezione delle offerte,
rispettano il principo della non discriminazione; che in mancanza di
tale accordo è necessario prevedere disposizioni adeguate; 39.
considerando che potrebbe rivelarsi utile migliorare la trasparenza
nel settore degli obblighi relativi alla tutela e alle condizioni di
lavoro vigenti nello Stato membro nel quale verranno eseguiti i
lavori; 40. considerando che è opportuno che le disposizioni nazionali
sull’aggiudicazione degli appalti pubblici a favore dello sviluppo
regionale rispondano agli obiettivi della Comunità e siano conformi ai
principi del trattato; 41. considerando che gli enti aggiudicatori
possono respingere le offerte anormalmente basse soltanto dopo aver
chiesto, per iscritto, spiegazioni sulla composizione dell’offerta;
42. considerando che, in presenza di offerte equivalenti originarie di
paesi terzi, occorre dare la preferenza, entro certi limiti, ad
un’offerta di origine comunitaria; 43. considerando che la presente
direttiva non deve pregiudicare la posizione della Comunità nei
negoziati internazionali in corso o futuri; 44. considerando che, in
funzione dell’esito di detti negoziati internazionali, la presente
direttiva, previa decisione del Consiglio, si dovrà applicare anche ad
offerte non comunitarie; 45. considerando che le disposizioni che gli
enti interessati applicheranno devono stabilire un quadro per una sana
prassi commerciale e preservare la massima flessibilità; 46.
considerando che, a fronte di tale flessibilità e nell’interesse della
reciproca fiducia, occorre garantire un livello minimo di trasparenza
ed adottare metodi adeguati per vigilare sull’applicazione della
presente direttiva; 47. considerando che è necessrio adeguare le
disposizioni delle direttive 71/305/CEE e 77/62/CEE per predisporre
campi di applicazione ben definiti; che il campo di applicazione della
direttiva 71/305/CEE non deve essere ridotto, ad eccezione degli
appalti nei settori dell’acqua e delle telecomunicazioni; che il campo
di applicazione della direttiva 77/62/CEE non deve essere ridotto, ad
eccezone di taluni appalti nel settore dell’acqua; che il campo di
applicazione delle direttive 71/305/CEE e 77/62/CEE non deve tuttavia
essere esteso agli appalti aggiudicati da trasportatori terrestri,
aerei, marittimi, costieri o fluviali che, pur svolgendo attività
economiche di carattere commerciale o industriale, appartengano
all’amministrazione dello Stato; che tuttavia taluni appalti
aggiudicati da trasportatori terrestri, aerei, marittimi, costieri o
fluviali appartenenti all’amministrazione statale e effettuati per
soddisfare esclusivamente esigenze pubbliche debbono essere
contemplati da dette direttive; 48. considerando che la presente
direttiva dovrà essere riesaminata in base all’esperienza acquisita;
49. considerando che l’apertura dei mercati nei settori contemplati
dalla presente direttiva potrebbe avere effetti negativi sull’economia
del Regno di Spagna; che le economie della Repubblica ellenica e della
Repubblica portoghese dovranno sostenere sforzi ancora più rilevanti;
che è opportuno accordare a tali Stati membri periodi supplementari
adeguati per attuare la presente direttiva, HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:
TITOLO I Disposizioni generali Articolo 1 Ai fini della
presente direttiva, si intende per: 1) “Autorità pubbliche”: lo Stato,
gli enti territoriali, gli enti di diritto pubblico e le associazioni
costituite da uno o più di tali enti territoriali o enti di diritto
pubblico.
Si considera ente di diritto pubblico ogni ente: – istituito
allo scopo specifico di provvedere ad esigenze di pubblico interesse,
che non abbiano carattere industriale o commerciale, – dotato di
personalità giuridica, e – la cui attività è finanziata in via
maggioritaria dallo Stato, dagli enti territoriali o da altri enti di
diritto pubblico o la cui gestione è sottoposta al controllo di questi
ultimi o il cui consiglio d’amministrazione, consiglio direttivo o
consiglio di vigilanza è composto da membri, più della metà dei quali
sia nominata dallo Stato membro, dagli enti territoriali o da altri
enti di diritto pubblico. 2) “Imprese pubbliche”: le imprese su cui le
autorità pubbliche possono esercitare, direttamente o indirettamente,
un’influenza dominante perché ne hanno la proprietà, o hanno in esse
una partecipazione finanziaria, oppure in conseguenza delle norme che
disciplinano le imprese in questione. L’influenza dominante è presunta
quando le autorità pubbliche, direttamente o indirettamente, riguardo
ad un’impresa: – detengono la maggioranza del capitale sottoscritto
dall’impresa, oppure – controllano la maggioranza dei voti cui danno
diritto le parti emesse dall’impresa, oppure – hanno il diritto di
nominare più della metà dei membri del consiglio di amministrazione,
del consiglio direttivo o del consiglio di vigilanza. 3) “Impresa
collegata”: qualsiasi impresa i cui conti annuali siano consolidati
con quelli dell’ente aggiudicatore a norma della direttiva 83/349/CEE
del Consiglio, del 13 giugno 1983, basata sull’articolo 54, paragrafo
3, lettera g) del trattato e relativa ai conti consolidati(10) ,
ovvero, nel caso di enti non soggetti a tale direttiva, qualsiasi
impresa sulla quale l’ente aggiudicatore eserciti, direttamente o
indirettamente, un’influenza dominante ai sensi del paragrafo 2 del
presente articolo nonché qualsiasi impresa che eserciti un’influenza
dominante sull’ente aggiudicatore ovvero, come quest’ultimo, sia
soggetta all’influenza dominante di un’altra impresa in forza di
proprietà, partecipazione finanziaria o norme interne. 4) “Appalti di
forniture, di lavori e di servizi”: i contratti a titolo oneroso,
conclusi per iscritto fra uno degli enti aggiudicatori di cui
all’articolo 2 e un fornitore, imprenditore o prestatore di servizi,
che hanno per oggetto: a) quando si tratta di appalti di forniture,
l’acquisto, il leasing, la locazione o l’acquisto a riscatto con o
senza opzione per l’acquisto di prodotti; b) quando si tratta di
appalti di lavori, l’esecuzione, o l’esecuzione e la progettazione
insieme, oppure la realizzazione, con qualsiasi mezzo, dei lavori di
edilizia o di genio civile di cui all’allegato XI. Questi appalti
possono comportare inoltre le forniture e i servizi necessari alla
loro esecuzione; c) quando si tratta di appalti di servizi, qualsiasi
oggetto diverso da quelli di cui alle lettere a) e b) e ad esclusione:
i) dei contratti aventi per oggetto l’acquisizione o la locazione,
qualunque siano le relative modalità finanziarie, di terreni, edifici
esistenti o altri immobili, o riguardanti comunque diritti inerenti a
tali beni immobiliari: tuttavia, i contratti di servizi finanziari
conclusi parallelamente, preventivamente o successivamente al
contratto di acquisizione o di locazione, qualunque ne sia la forma,
rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva; ii) dei
contratti aventi per oggetto servizi di telefonia vocale, telex,
radiotelefonia mobile, radioavviso e radiotelecomunicazioni via
satellite; iii) dei contratti aventi per oggetto servizi d’arbitrato e
di conciliazione; iv) dei contratti relativi all’emissione,
all’acquisto, alla vendita ed al trasferimento di titoli o di altri
strumenti finanziari; v) contratti di lavoro; vi) dei contratti per
servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati
appartengono all’ente aggiudicatore perché li usi nell’esercizio della
sua attività, purché la prestazione del servizio sia interamente
retribuita da tale ente. Gli appalti che includono servizi e forniture
sono considerati appalti di forniture quando il valore totale delle
forniture è superiore al valore dei servizi compresi nell’appalto. 5)
“Accordo-quadro”: l’accordo tra uno degli enti aggiudicatori di cui
all’articolo 2 ed uno o più fornitori, imprenditori o prestatori di
servizi, che è inteso a fissare le condizioni, soprattutto per quanto
riguarda i prezzi ed eventualmente i quantitativi previsti, degli
appalti da aggiudicare nel corso di un determinato periodo. 6)
“Offerente”: il fornitore, l’imprenditore o il prestatore di servizi
che presenta un’offerta; “candidato”: colui che sollecita un invito a
partecipare ad una procedura ristretta o negoziata; il prestatore di
servizi può essere una persona fisica o giuridica, inclusi gli enti
aggiudicatori ai sensi dell’articolo 2. 7) “Procedure aperte,
ristrette o negoziate”: le procedure di aggiudicazione utilizzate
dagli enti aggiudicatori, nell’ambito delle quali: a) nel caso delle
procedure aperte, ogni fornitore o imprenditore o prestatore di
servizi interessato può presentare un’offerta; b) nel caso delle
procedure ristrette, soltanto i candidati invitati dall’ente
aggiudicatore possono presentare un’offerta; c) nel caso delle
procedure negoziate, l’ente aggiudicatore consulta i fornitori, gli
imprenditori o i prestatori di
servizi di propria scelta e negozia le
condizioni dell’appalto con uno o più di essi. 8) “Specifiche
tecniche”: i requisiti tecnici menzionati in particolare nei
capitolati d’oneri, che definiscono le caratteristiche richieste di
un’opera, un materiale, un prodotto, una fornitura o un servizio e che
permettono di caratterizzare oggettivamente un’opera, un materiale, un
prodotto, una fornitura o un servizio in modo che essi rispondano
all’uso cui sono destinati dall’ente aggiudicatore. Tali prescrizioni
tecniche possono comprendere i livelli di qualità o le proprietà
d’uso, la sicurezza, le dimensioni, nonché le prescrizioni applicabili
al materiale, al prodotto, alla fornitura o al servizio per quanto
riguarda il sistema di garanzia della qualità, la terminologia, i
simboli, le prove e i metodi di prova, l’imballaggio, la marchiatura e
l’etichettatura. Relativamente agli appalti di lavori esse possono
includere anche le norme relative alla progettazione e al calcolo dei
costi delle opere, le condizioni di prova, di controllo e di collaudo
d’accettazione delle opere stesse nonché le tecniche o i metodi di
costruzione e tutte le altre condizioni di carattere tecnico che
l’ente aggiudicatore è in grado di prescrivere, mediante
regolamentazione generale o particolare, per quanto riguarda le opere
terminate e in ordine ai materiali o elementi costituenti tali opere.
9) “Norma”: la specifica tecnica approvata da un organismo
riconosciuto come avente attività normativa, ai fini di
un’applicazione ripetuta e continua, il cui rispetto non è in linea di
massima obbligatorio. 10) “Norma europea”: ogni norma approvata dal
Comitato europeo per la standardizzazione (CEN) o dal Comitato europeo
di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) in quanto “norma europea
(EN)” o “documento di armonizzazione (HD)”, conformemente alle regole
comuni di tali organismi, o approvata dall’Ente europeo di
normalizzazione nel settore delle telecomunicazioni (ETSI),
conformemente alle proprie norme, in quanto “norma europea per le
telecomunicazioni (ETS)”. 11) “Specifica tecnica comune”: la specifica
tecnica elaborata conformemente ad una procedura riconosciuta dagli
Stati membri al fine di garantirne l’applicazione uniforme in tutti
gli Stati membri e pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee. 12) “Omologazione tecnica europea”: una valutazione tecnica
attestante l’idoneità di un prodotto all’impiego cui è destinato,
basata sulla sua conformità ai requisiti essenziali prescritti per le
opere nelle quali dev’essere utilizzato, alla luce delle sue
caratteristiche intrinseche e delle sue condizioni d’impiego, quali
definite dalla direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre
1988, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i
prodotti da costruzione(11) . L’omologazione tecnica europea viene
rilasciata dall’organismo autorizzato a tal fine dallo Stato membro.
13) “Specifica europea”: una specifica tecnica comune, una
omologazione tecnica europea o una norma nazionale che recepisce una
norma europea. 14) “Rete pubblica di telecomunicazioni”:
l’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che consente la
trasmissione di segnali tra punti terminali definiti della rete per
mezzo di fili, onde hertziane, mezzi ottici o altri mezzi
elettromagnetici. Per “punto terminale della rete” si intende:
l’insieme dei collegamenti fisici e delle specifiche tecniche di
accesso che fanno parte della rete pubblica di telecomunicazioni e
sono necessari per avere accesso a tale rete pubblica e comunicare
efficacemente per mezzo di essa. 15) “Servizi pubblici di
telecomunicazioni”: i servizi di telecomunicazioni della cui offerta
gli Stati membri hanno specificamente incaricato in particolare uno o
più enti di telecomunicazioni. “Servizi di telecomunicazioni”: i
servizi che consistono, totalmente o parzialmente, nella trasmissione
e nell’instradamento di segnali su una rete pubblica di
telecomunicazioni mediante procedimenti di telecomunicazioni, ad
eccezione della radiodiffusione e della televisione; 16) “Concorsi di
progettazione”: le procedure nazionali che permettono all’ente
aggiudicatore di acquisire, soprattutto nel campo dell’architettura,
dell’ingegneria o dell’elaborazione dati, un piano o un progetto
selezionato da una commissione giudicatrice in base ad una gara con o
senza attribuzione di premi.
Articolo 2 1. La presente direttiva si
applica agli enti aggiudicatori che: a) sono autorità pubbliche o
imprese pubbliche che svolgono una qualsiasi delle attività di cui al
paragrafo 2; b) non essendo autorità pubbliche o imprese pubbliche
annoverano tra le loro attività una o più attività tra quelle di cui
al paragrafo 2 e operano in virtù di diritti speciali o esclusivi
concessi loro dall’autorità competente di uno Stato membro. 2. Le
attività che rientrano nel campo d’applicazione della presente
direttiva sono le seguenti: a) messa a disposizione o gestione di reti
fisse per la fornitura di un servizio al pubblico per quanto riguarda
la produzione, il trasporto o la distribuzione di: i) acqua potabile;
oppure ii) elettricità; oppure iii) gas o energia termica; oppure
l’alimentazione con acqua potabile, elettricità, gas o energia termica
di tali reti; b) sfruttamento di un’area geografica ai fini della: i)
prospezione o estrazione di petrolio, gas naturale, carbone o altro
combustibile solido, oppure ii) messa a disposizione dei vettori
aerei, marittimi e fluviali, di aeroporti, porti marittimi o interni,
nonché altri impianti terminali di trasporto;
c) gestione di reti
destinate a fornire un servizio al pubblico nel settore dei trasporti
per ferrovia, sistemi automatici, tranvia, filovia, autobus o cavo.
Per quanto riguarda i servizi di trasporto, è considerata come rete
quella in cui il servizio viene fornito in base a condizioni stabilite
da una autorità competente di uno Stato membro, quali le condizioni
relative ai percorsi da effettuare, alla capacità di trasporto
disponibile o alla frequenza del servizio; d) messa a disposizione o
gestione di reti pubbliche di telecomunicazioni o prestazione di uno o
più servizi pubblici di telecomunicazioni. 3. Ai fini
dell’applicazione del paragrafo 1, lettera b) i diritti speciali o
esclusivi sono diritti che risultano da una autorizzazione conferita
da un’autorità competente dello Stato membro interessato mediante
qualsiasi disposizione legislativa, regolamentare o amministrativa
avente l’effetto di riservare a uno o più enti l’esercizio di
un’attività definita al paragrafo 2. Si ritiene che un ente
aggiudicatore fruisca di diritti speciali o esclusivi, in particolare
quando: a) per la costruzione delle reti o per l’installazione delle
strutture di cui al paragrafo 2 tale ente ha il diritto di avvalersi
di una procedura di espropriazione per pubblica utilità o
dell’imposizione di una servitù, o ha il diritto di utilizzare il
suolo, il sottosuolo e lo spazio sovrastante la pubblica via per
installare gli impianti della rete; b) nel caso del paragrafo 2,
lettera a), tale ente approvvigiona di acqua potabile, elettricità,
gas o energia termica una rete a sua volta gestita da un ente che
fruisce di diritti speciali o esclusivi conferiti da un’autorità
competente dello Stato membro interessato. 4. La fornitura al pubblico
di un servizio di trasporto mediante autobus non è considerata come
un’attività ai sensi del paragrafo 2, lettera c), qualora altri enti
possano liberamente fornire tale servizio, sul piano generale o in una
zona geografica circoscritta, alle stesse condizioni previste per gli
enti aggiudicatori. 5. L’alimentazione con acqua potabile,
elettricità, gas o energia termica di reti per la fornitura di un
servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore diverso dalle
autorità pubbliche non è considerata un’attività ai sensi del
paragrafo 2, lettera a) quando: a) nel caso dell’acqua potabile o
dell’elettricità: – la produzione di acqua potabile o di elettricità
da parte dell’ente interessato avviene poiché il suo consumo è
necessario per l’esercizio di una attività diversa da quella prevista
dal paragrafo 2, e – l’alimentazione della rete pubblica dipende
soltanto dal consumo proprio dell’ente e non ha superato il 30 % della
produzione totale di acqua potabile o di energia dell’ente considerata
la media degli ultimi tre anni, compreso l’anno in corso; b) nel caso
del gas o dell’energia termica: – la produzione di gas o di energia
termica da parte dell’ente interessato è l’inevitabile risultato
dell’esercizio di una attività diversa da quella di cui al paragrafo
2, e – l’alimentazione della rete pubblica mira a fruttare
economicamente tale produzione e corrisponde al massimo al 20 % della
cifra d’affari dell’ente considerata la media degli ultimi tre anni,
compreso l’anno in corso. 6. Gli enti aggiudicatori di cui agli
allegati da I a X rispondono ai criteri sopra specificati. Per far sì
che gli elenchi siano il più completi possibile, gli Stati membri
notificano alla Commissione le modifiche apportate ai rispettivi
elenchi. La Commissione rivede gli allegati da I a X conformemente
alla procedura di cui all’articolo 40.
Articolo 3 1. Uno Stato membro
può chiedere alla Commissione di prevedere che lo sfruttamento di
un’area geografica ai fini della prospezione o dell’estrazione di
petrolio, gas naturale, carbone o altro combustibile solido non sia
considerato una delle attività di cui all’articolo 2, paragrafo 2,
lettera b), punto i) o che gli enti non siano considerati fruire di
diritti speciali o esclusivi ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 3,
lettera b) per sfruttare una o più di tali attività, quando sono
soddisfatte tutte le condizioni che seguono, tenuto conto delle
pertinenti disposizioni nazionali concernenti dette attività: a)
quando è richiesta un’autorizzazione per sfruttare l’area geografica,
anche altri enti sono liberi di chiedere l’autorizzazione alle stesse
condizioni cui sono sottoposti gli enti aggiudicatori; b) le capacità
tecniche e finanziarie che gli enti devono avere per esercitare
attività speciali sono fissate prima della valutazione dei meriti
rispettivi dei candidati in gara per ottenere l’autorizzazione; c)
l’autorizzazione ad esercitare tali attività è concessa sulla base di
criteri obiettivi per quanto riguarda i mezzi previsti per effettuare
la prospezione o l’estrazione, che vengono fissati e pubblicati prima
della presentazione delle domande di autorizzazione; detti criteri
devono essere applicati in modo non discriminatorio; d) tutte le
condizioni ed i requisiti relativi all’esercizio o alla cessazione
dell’attività, comprese le disposizioni relative agli obblighi
connessi all’esercizio, ai canoni e alla partecipazione al capitale o
al reddito degli enti, sono stabiliti e messi a disposizione prima
della presentazione della domande di autorizzazione e devono essere
applicati in modo non discriminatorio; qualsiasi mutamento riguardante
tali condizioni e requisiti deve essere applicato a tutti gli enti
interessati o essere modificato in modo non discriminatorio; tuttavia,
non è necessario fissare gli obblighi connessi all’esercizio se non
immediatamente prima della concessione
dell’autorizzazione; e) nessuna
legge, regolamento o necessità amministrativa, nessun accordo o intesa
può obbligare gli enti aggiudicatori a fornire informazioni sulle
fonti presenti o previste in futuro relative ai propri acquisti,
tranne che su richiesta di autorità nazionali ed esclusivamente al
fine degli obiettivi menzionati dall’articolo 36 del trattato. 2. Gli
Stati membri che applicano le disposizioni del paragrafo 1
controllano, attraverso le condizioni di autorizzazione o altre
opportune misure, che ciascun ente: a) osservi i principi della non
discriminazione e della concorrenza nell’aggiudicare appalti di
forniture, di lavori e di servizi, in particolare per quanto riguarda
l’informazione che mette a disposizione delle imprese relativamente
alle proprie intenzioni di stipulazione di appalti; b) comunichi alla
Commissione, nelle condizioni che questa definirà conformemente
all’articolo 40, le informazioni relative alla concessione degli
appalti. 3. Quanto alle concessioni o autorizzazioni individuali
rilasciate prima della data in cui gli Stati membri mettono in
applicazione la presente direttiva conformemente all’articolo 45, il
paragrafo 1, lettere a), b), e c) non si applica se a quella data
altri enti sono liberi di chiedere un’autorizzazione per lo
sfruttamento di un’area geografica ai fini della prospezione o
dell’estrazione di petrolio, gas naturale, carbone o altro
combustibile solido, su base non discriminatoria ed in funzione di
criteri obiettivi. Il paragrafo 1, lettera d) non si applica quando le
condizioni e i requisiti sono stati fissati, applicati o modificati
prima della data di cui sopra. 4. Se uno Stato membro desidera
applicare il paragrafo 1, ne informa la Commissione comunicandole, a
questo fine, le disposizioni legislative regolamentari o
amministrative, gli accordi o le intese relativi all’osservanza delle
condizioni elencate ai paragrafi 1 e 2. La Commissione decide
conformemente alla procedura di cui all’articolo 40, paragrafi da 5 a
8. Essa pubblica la propria decisione, con le motivazioni, nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Ogni anno essa trasmette al
Consiglio una relazione sull’attuazione del presente articolo e ne
riesamina l’applicazione nell’ambito della relazione di cui
all’articolo 44.
Articolo 4 1. Nell’assegnare gli appalti di
forniture, di lavori e di servizi e nell’organizzare concorsi di
progettazione, gli enti aggiudicatori applicano procedure che vengono
adeguate alle disposizioni della presente direttiva. 2. Gli enti
aggiudicatori provvedono affinché non vi siano discriminazioni tra
fornitori, imprenditori o prestatori di servizi. 3. All’atto della
trasmissione delle specifiche tecniche ai fornitori, imprenditori o
prestatori di servizi interessati, all’atto della qualificazione e
della selezione dei fornitori, imprenditori o prestatori di servizi ad
all’atto dell’assegnazione degli appalti, gli enti aggiudicatori
possono imporre requisiti allo scopo di tutelare la riservatezza delle
informazioni che trasmettono. 4. La presente direttiva non limita il
diritto dei fornitori, imprenditori o prestatori di servizi di esigere
da un ente aggiudicatore, in conformità della legislazione nazionale,
il rispetto della riservatezza delle informazioni che essi
trasmettono.
Articolo 5 1. Gli enti aggiudicatori possono considerare
un accordo-quadro come un appalto ai sensi dell’articolo 1, paragrafo
4 ed aggiudicarlo conformemente alla presente direttiva. 2. Gli enti
aggiudicatori, qualora abbiano stipulato un accordo-quadro
conformemente alle disposizioni della presente direttiva, possono
ricorrere all’articolo 20, paragrafo 2, lettera i) all’atto di
aggiudicare appalti basati su questo accordo. 3. Qualora un
accordo-quadro non sia stato stipulato conformemente alla presente
direttiva, gli enti aggiudicatori non possono ricorrere all’articolo
20, paragrafo 2, lettera i). 4. Gli enti aggiudicatori non possono far
ricorso agli accordi quadro in modo abusivo con l’effetto di impedire,
limitare o distorcere la concorrenza.
Articolo 6 1. La presente
direttiva non si applica agli appalti che gli enti aggiudicatori
assegnano né ai concorsi di progettazione che essi indicono per scopi
diversi dall’esercizio delle proprie attività, come descritte
all’articolo 2, paragrafo 2, o per l’esercizio di dette attività in un
paese non membro, in circostanze che non comportino lo sfruttamento
materiale di una rete o di un’area geografica nella Comunità. 2.
Tuttavia, la presente direttiva si applica agli appalti assegnati o ai
concorsi di progettazione indetti dagli enti che esercitano una delle
attività definite all’articolo 2, paragrafo 2, lettera a), punto i)
che: a) riguardano progetti di ingegneria idraulica, irrigazione,
drenaggio, ove il volume di acqua destinato all’approvvigionamento
d’acqua potabile rappresenti oltre il 20 % del volume totale reso
disponibile da questi progetti o installazioni di irrigazione o
drenaggio, o b) riguardano lo smaltimento o il trattamento delle acque
reflue. 3. Gli enti aggiudicatori comunicano alla Commissione, dietro
sua richiesta, qualsiasi attività che essi considerano esclusa in
virtù del paragrafo 1. La Commissione, a titolo d’informazione, può
pubblicare periodicamente nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee l’elenco delle categorie di attività che essa
considera
escluse. A tale riguardo, la Commissione tiene debitamente conto del
carattere commerciale “riservato” a cui gli enti aggiudicatori possono
richiamarsi allorché trasmettono dette informazioni.
Articolo 7 1. La
presente direttiva non si applica agli appalti assegnati a scopo di
rivendita o di locazione a terzi, quando l’ente aggiudicatore non
usufruisce di alcun diritto speciale od esclusivo per la vendita o la
locazione dell’oggetto di tali appalti e quando altri enti possono
liberamente venderlo o darlo in locazione alle stesse condizioni
dell’ente aggiudicatore. 2. Gli enti aggiudicatori comunicano alla
Commissione, dietro sua richiesta, tutte le categorie di prodotti e di
attività che essi considerano escluse in virtù del paragrafo 1. La
Commissione, a titolo d’informazione, può pubblicare periodicamente
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee l’elenco delle
categorie di prodotti e di attività che essa considera escluse. A tale
riguardo, la Commissione tiene debitamente conto del carattere
commerciale “riservato” a cui gli enti aggiudicatori possono
richiamarsi allorché trasmettono dette informazioni.
Articolo 8 1. La
presente direttiva non si applica agli appalti che gli enti
aggiudicatori che esercitano una attività descritta all’articolo 2,
paragrafo 2, lettera d) assegnano per acquisti esclusivamente
destinati a permettere loro di assicurare uno o più servizi di
telecomunicazione, qualora altri enti siano liberi di offrire gli
stessi servizi nella stessa area geografica e a condizioni
sostanzialmente identiche. 2. Gli enti aggiudicatori comunicano alla
Commissione, dietro sua richiesta, i servizi che essi considerano
esclusi in virtù del paragrafo 1. La Commissione, a titolo
d’informazione, può pubblicare periodicamente nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee l’elenco dei servizi che essa considera
esclusi. A tale riguardo, la Commissione tiene debitamente conto del
carattere commerciale “riservato” a cui gli enti aggiudicatori possono
richiamarsi allorché trasmettono dette informazioni.
Articolo 9 1. La
presente direttiva non si applica: a) agli appalti che gli enti
aggiudicatori elencati nell’allegato I assegnano per l’acquisto di
acqua; b) agli appalti che gli enti aggiudicatori elencati negli
allegati II, III, IV e V assegnano per la fornitura di energia o di
combustibili destinati alla produzione di energia. 2. Il Consiglio
riesaminerà il paragrafo 1 allorché gli verrà sottoposta una relazione
della Commissione, corredata di proposte appropriate.
Articolo 10 La
presente direttiva non si applica agli appalti allorché essi sono
dichiarati segreti dagli Stati membri o quando la loro esecuzione deve
essere accompagnata da misure speciali di sicurezza conformemente alle
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti nello
Stato membro interessato, oppure quando lo esige la tutela degli
interessi essenziali della sicurezza di detto Stato.
Articolo 11 La
presente direttiva non si applica agli appalti pubblici di servizi
aggiudicati ad un ente che sia esso stesso un’amministrazione
aggiudicatrice ai sensi dell’articolo 1, lettera b) della direttiva
92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le procedure
di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi(12) , in base a un
diritto esclusivo di cui beneficia in virtù delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative pubblicate, purché tali
disposizioni siano compatibili con il trattato.
Articolo 12 La
presente direttiva non si applica agli appalti disciplinati da norme
procedurali differenti e aggiudicati in base: 1) ad un accordo
internazionale concluso, conformemente al trattato, tra uno Stato
membro ed uno o più paesi terzi, riguardante forniture, lavori,
servizi o concorsi di progettazione destinati alla realizzazione o
all’utilizzazione in comune di un’opera da parte degli Stati
firmatari; ogni accordo sarà comunicato alla Commissione, che potrà
procedere alla consultazione del comitato consultivo per gli appalti
pubblici istituito con la decisione 71/306/CEE(13) , o, in caso di
accordi che disciplinano appalti assegnati da enti che esercitano
un’attività descritta all’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), del
comitato consultivo per gli appalti nel settore delle
telecomunicazioni di cui all’articolo 39; 2) ad un accordo
internazionale concluso in relazione alla presenza di truppe di stanza
e concernente imprese di uno Stato membro o di un paese terzo; 3) alla
procedura specifica di un’organizzazione internazionale.
Articolo 13
1. La presente direttiva non si applica agli appalti di servizi: a)
assegnati da un ente aggiudicatore ad un’impresa collegata; b)
assegnati da un’impresa comune, costituita da più enti aggiudicatori
per l’esercizio di attività ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, ad
uno di questi enti aggiudicatori o ad un’impresa collegata ad uno
degli enti aggiudicatori, sempreché almeno l’80 % della cifra d’affari
media realizzata nella Comunità dall’impresa in questione negli ultimi
tre anni in materia di servizi derivi dalla fornitura di detti servizi
alle imprese alle quali è collegata.
Allorché lo stesso servizio o
servizi simili sono forniti da più di un’impresa collegata all’ente
aggiudicatore, occorre tener conto della cifra d’affari totale nella
Comunità risultante dalla fornitura di servizi da parte di queste
imprese. 2. Gli enti aggiudicatori notificano alla Commissione, dietro
sua richiesta, le informazioni seguenti relative all’applicazione del
paragrafo 1: – i nomi delle imprese interessate; – il tipo e il valore
degli appalti di servizi in questione; – gli elementi di prova che, a
giudizio della Commissione, sono necessari per dimostrare che le
relazioni tra l’ente aggiudicatore e l’impresa aggiudicataria
soddisfano le condizioni del presente articolo.
Articolo 14 1. La
presente direttiva si applica agli appalti il cui valore stimato, al
netto dell’IVA, sia pari o superiore a: a) 400 000 ecu nel caso di
appalti di forniture e di servizi assegnati dagli enti che esercitano
una delle attività definite all’articolo 2, paragrafo 2, lettere a),
b) e c); b) 600 000 ecu nel caso di appalti di forniture e di servizi
assegnati dagli enti che esercitano una delle attività definite
all’articolo 2, paragrafo 2, lettera d); c) 5 000 000 di ecu nel caso
di appalti di lavori. 2. Ai fini del calcolo dell’importo stimato di
un appalto di servizi l’ente aggiudicatore si basa sulla rimunerazione
complessiva del prestatore di servizi tenendo conto degli elementi di
cui ai paragrafi da 3 a 13. 3. Ai fini del calcolo dell’importo
stimato degli appalti di servizi finanziari si tiene conto degli
importi seguenti: – nel caso dei servizi assicurativi, del premio da
pagare; – nel caso dei servizi bancari e degli altri servizi
finanziari, di onorari, commissioni, interessi e altre forme di
rimunerazione; – nel caso degli appalti che comportano progettazione,
degli onorari o delle commissioni da pagare. 4. Quando si tratta di
appalti di forniture aventi per oggetto il leasing, la locazione o
l’acquisto a riscatto, deve essere preso come base per il calcolo del
valore dell’appalto: a) per gli appalti aventi una durata determinata,
se quest’ultima è pari o inferiore a dodici mesi, il valore totale
stimato per la durata dell’appalto oppure, se quest’ultima è superiore
a dodici mesi, il valore totale comprendente l’importo stimato del
valore residuo; b) per gli appalti aventi una durata indeterminata o
qualora sussistano dubbi sulla durata dell’appalto, il valore
prevedibile dei versamenti da effettuare nel corso dei primi quattro
anni. 5. Nel caso di appalti di servizi che non fissino un prezzo
complessivo, la base per il calcolo dell’importo stimato dell’appalto
è: – se trattasi di appalto di durata determinata, ove questa sia pari
o inferiore a quarantotto mesi, il valore complessivo dell’appalto per
l’intera durata; – se trattasi di appalto di durata indeterminata o
superiore a quarantotto mesi, il valore mensile moltiplicato per 48.
6. Quando un appalto di forniture o di servizi prevede esplicitamente
delle opzioni, deve essere preso come base per determinare il valore
dell’appalto l’importo totale massimo autorizzato dell’acquisto, del
leasing, della locazione o dell’acquisto a riscatto, ivi comprese le
opzioni. 7. Quando si tratta di un acquisto di forniture o di servizi
per un determinato periodo attraverso una serie di appalti da
attribuire ad uno o più fornitori o prestatori di servizi, oppure di
appalti destinati ad essere rinnovati, il valore dell’appalto deve
essere calcolato in base: a) al costo totale degli appalti che sono
stati stipulati nel corso dell’esercizio finanziario o dei dodici mesi
precedenti e che presentano caratteristiche analoghe, corretto, ove
possibile, in funzione delle modifiche prevedibili in termini di
quantità o di valore che interverranno nei 12 mesi successivi, oppure
b) al valore totale degli appalti da aggiudicare nel corso dei dodici
mesi successivi all’attribuzione del primo contratto, oppure in tutto
il periodo di validità dell’appalto, se quest’ultimo è superiore a
dodici mesi. 8. Il calcolo del valore stimato dell’appalto
comprendente nel contempo servizi e forniture deve essere basato sul
valore totale dei servizi e delle forniture, prescindendo dalle quote
rispettive. Tale calcolo comprende il valore dei lavori di posa e
installazione. 9. Il calcolo del valore di un accordo-quadro deve
essere basato sul valore massimo stimato di tutti gli appalti previsti
per quel determinato periodo. 10. Il calcolo del valore di un appalto
di lavori ai fini dell’applicazione del paragrafo 1 deve essere basato
sul valore totale dell’opera. Si intende per opera il risultato di un
complesso di lavori di edilizia o di genio civile destinato a
soddisfare di per sé una funzione economica e tecnica. Quando, in
particolare, una fornitura, un’opera o un servizio sono suddivisi in
più lotti, il valore di ogni lotto deve essere preso in considerazione
per la stima del valore indicato al paragrafo 1. Quando il valore
cumulato dei lotti è pari o superiore al valore indicato al paragrafo
1, le disposizioni di questo paragrafo si applicano a tutti i lotti.
Tuttavia, nel caso di appalti di lavori, gli enti aggiudicatori
possono derogare al paragrafo 1 rispetto a lotti il cui valore stimato
al netto dell’IVA non superi un milione di ecu, sempreché il valore
totale di questi lotti non superi il 20 % del valore di tutta la
partita.
11. Ai fini dell’applicazione del paragrafo 1, gli enti
aggiudicatori includono nel valore stimato degli appalti di lavori il
valore di tutte le forniture o di tutti i servizi necessari
all’esecuzione dei lavori che essi mettono a disposizione
dell’imprenditore. 12. Il valore delle forniture o dei servizi che non
sono necessari all’esecuzione di uno specifico appalto di lavori non
può essere aggiunto al valore di questo appalto allo scopo di
sottrarre l’acquisto di tali forniture o servizi all’applicazione
della presente direttiva. 13. Gli enti aggiudicatori non possono
aggirare l’applicazione della presente direttiva suddividendo gli
appalti o utilizzando modalità di calcolo particolari del valore degli
appalti.
TITOLO II Applicazione a due serie di criteri Articolo 15 Gli
appalti di forniture e di lavori e gli appalti aventi ad oggetto
servizi compresi nell’allegato XVI A sono aggiudicati conformemente
alle disposizioni dei titoli II, III e IV.
Articolo 16 Gli appalti
aventi ad oggetto servizi compresi nell’allegato XVI B sono
aggiudicati conformemente agli articoli 18 e 24.
Articolo 17 Gli
appalti aventi ad oggetto sia servizi elencati nell’allegato XVI A sia
servizi elencati nell’allegato XVI B vengono aggiudicati conformemente
alle disposizioni dei titoli III, IV e V qualora il valore dei servizi
elencati nell’allegato XVI A risulti superiore al valore dei servizi
elencati nell’allegato XVI B. Negli altri casi essi vengono
aggiudicati conformemente agli articoli 18 e 24.
TITOLO III Specifiche
tecniche e norme Articolo 18 1. Gli enti aggiudicatori inseriscono
specifiche tecniche nei documenti generali o nel capitolato d’oneri di
ciascun appalto. 2. Le specifiche tecniche sono definite facendo
riferimento a specifiche europee allorché esistono. 3. In assenza di
specifiche europee le specifiche tecniche dovrebbero per quanto
possibile essere definite in riferimento ad altre norme in uso nella
Comunità. 4. Gli enti aggiudicatori definiscono le specifiche
supplementari necessarie a completare le specifiche europee o le altre
norme. A tal fine accordano una preferenza alle specifiche che
indicano requisiti di rendimento piuttosto che caratteristiche
concettuali o descrittive, a meno che, per ragioni obiettive, essi non
ritengano inappropriato all’esecuzione dell’appalto il ricorso alle
suddette specifiche. 5. Non possono essere introdotte specifiche
tecniche che menzionino prodotti di una fabbricazione o di una
provenienza determinata o procedimenti particolari e che abbiano
l’effetto di favorire o eliminare talune imprese, a meno che tali
specifiche tecniche siano giustificate dall’oggetto dell’appalto. È in
particolare vietata l’indicazione di marche, brevetti o tipi e
l’indicazione di un’origine o una provenienza determinata; tuttavia,
tale indicazione accompagnata dalla dicitura “o equivalente” è
autorizzata quando l’oggetto dell’appalto non può essere altrimenti
descritto con specifiche sufficientemente precise e perfettamente
comprensibili per tutti gli interessati. 6. Gli enti aggiudicatori
possono derogare al paragrafo 2 qualora: a) sia tecnicamente
impossibile stabilire in modo soddisfacente la conformità di un
prodotto alle specifiche europee; b) l’applicazone del paragrafo 2
pregiudichi l’applicazione della direttiva 86/361/CEE del Consiglio,
del 24 luglio 1986, concernente la prima fase del reciproco
riconoscimento dell’omologazione delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni(14) , o della decisione 87/95/CEE del Consiglio, del
22 dicembre 1986, relativa alla normalizzazione nel settore delle
tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni(15) ; c)
l’adeguamento delle prassi esistenti alle specifiche europee obblighi
l’ente aggiudicatore ad acquistare forniture incompatibili con le
apparecchiature già utilizzate oppure comporti costi o difficoltà
tecniche sproporzionati. Gli enti aggiudicatori fanno ricorso a tale
droga unicamente nel quadro di una strategia chiaramente definita e
stabilita per iscritto in vista di un successivo passaggio a
specifiche europee; d) la specifica europea di cui trattasi risulti
essere non adatta all’applicazione particolare cui è destinata o non
tenga conto degli sviluppi tecnici verificatisi dopo la sua adozione.
Gli enti aggiudicatori che applicano tale deroga sono tenuti a
comunicare al competente organismo di standardizzazione o agli altri
organismi abilitati alla revisione delle specifiche europee, le
ragioni che fanno loro ritenere inappropriate le specifiche europee e
necessaria la loro revisione; e) il progetto in questione sia di
natura autenticamente innovativa, cosicché l’applicazione di
specifiche europee esistenti risulterebbe inadeguata. 7. I bandi
pubblicati ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 1, lettera a), o
dell’articolo 21, paragrafo 2, lettera a) menzionano nel testo il
ricorso al paragrafo 6. 8. Il presente articolo non pregiudica le
norme tecniche obbligatorie purché esse siano compatibili con il
diritto comunitario.
Articolo 19 1. Gli enti aggiudicatori comunicano
ai fornitori, agli imprenditori o ai prestatori di servizi interessati
alla
concessione dell’appalto che ne fanno domanda le specifiche
tecniche regolarmente previste nei loro appalti di forniture, di
lavori o di servizi, o le specifiche tecniche alle quali intendono
riferirsi per gli appalti che formano oggetto di avvisi indicativi
periodici ai sensi dell’articolo 22. 2. Quando tali specifiche
tecniche sono definite in documenti che sono disponibili per i
fornitori, imprenditori o prestatori di servizi interessati, la
comunicazione del riferimento di tali documenti è considerata come
sufficiente.
TITOLO IV Procedure per l’aggiudicazione degli appalti
Articolo 20 1. Gli enti aggiudicatori possono scegliere una delle
procedure definite nell’articolo 1, paragrafo 7, purché, fatto salvo
il paragrafo 2, siano state rispettate le condizioni di concorrenza
conformemente all’articolo 21. 2. Gli enti aggiudicatori possono
ricorrere a una procedura senza rispettare le condizioni di
concorrenza nei casi seguenti: a) quando in risposta ad una procedura
con indizione di una gara non siano pervenute offerte appropriate,
sempreché le condizioni iniziali dell’appalto non siano modificate
sostanzialmente; b) nel caso degli appalti rispondenti esclusivamente
a scopi di ricerca, di sperimentazione, di studio o di sviluppo e non
allo scopo di assicurare la redditività o il recupero delle spese di
ricerca e di sviluppo, sempreché l’aggiudicazione dell’appalto non
pregiudichi l’indizione di una gara per gli appalti successivi che
perseguano, segnatamente, questi scopi; c) quando, a causa di
particolarità tecniche, artistiche o per ragioni attinenti alla tutela
dei diritti di esclusiva, l’appalto non può essere affidato che ad un
fornitore, imprenditore o prestatore di servizi determinato; d) nella
misura strettamente necessaria, quando per l’eccezionale urgenza
derivante da avvenimenti imprevedibili per l’ente aggiudicatore i
termini stabiliti per le procedure aperte o ristrette non possono
essere rispettati; e) nel caso degli appalti di forniture per consegne
complementari effettuate dal fornitore originario e destinate al
rinnovo parziale di forniture o di impianti di uso corrente, o
all’ampliamento di forniture o impianti esistenti, qualora il
cambiamento del fornitore obblighi l’ente aggiudicatore ad acquistare
materiale con caratteristiche tecniche differenti, l’impiego o la
manutenzione del quale comporterebbero incompatibilità o difficoltà
sproporzionate; f) per i lavori o i servizi complementari che non
figuravano nel progetto iniziale aggiudicato, né nel primo contratto
concluso e che, a causa di una circostanza imprevista, siano divenuti
necessari per l’esecuzione dell’appalto, purché l’attribuzione sia
fatta all’imprenditore o prestatore di servizi che esegue l’appalto
iniziale: – quando tali lavori o servizi complementari non possano
essere tecnicamente o economicamente separati dall’appalto principale
senza gravi inconvenienti per gli enti aggiudicatori; – oppure quando
tali lavori o servizi complementari, benché separabili dall’esecuzione
dell’appalto iniziale, siano strettamente necessari al suo
perfezionamento; g) nel caso degli appalti di lavori, quando si tratti
di nuovi lavori che consistono nella ripetizione di opere simili
affidate dagli stessi enti aggiudicatori all’impresa titolare del
primo appalto, a condizione che i nuovi lavori siano conformi ad un
progetto di base per il quale sia stato aggiudicato un appalto in
seguito all’indizione di una gara; la possibilità del ricorso a questa
procedura deve essere indicata in occasione dell’indizione di gara per
il primo appalto e la somma complessiva prevista per il seguito dei
lavori sarà presa in considerazione dagli enti aggiudicatori per
l’applicazione dell’articolo 14; h) quando si tratta di forniture
quotate e acquistate in borsa; i) per gli appalti da aggiudicare sulla
base di un accordo-quadro purché sia soddisfatta la condizione di cui
all’articolo 5, paragrafo 2; j) per gli acquisti d’opportunità,
qualora sia possibile acquistare forniture approfittando di
un’occasione particolarmente vantaggiosa che si è presentata in un
periodo di tempo molto breve e per le quali il prezzo da pagare è
sensibilmente inferiore rispetto ai prezzi normalmente praticati sul
mercato; k) per l’acquisto di forniture a condizioni particolarmente
vantaggiose presso un fornitore che cessi definitivamente la propria
attività commerciale ovvero presso curatori o liquidatori di un
fallimento, di un concordato giudiziale o di procedure analoghe
previste dalle norme legislative e regolamentari nazionali; l) quando
l’appalto di servizi in questione consegua ad un concorso di
progettazione organizzato conformemente alle disposizioni della
presente direttiva e debba, in base alle norme vigenti, essere
aggiudicato al vincitore o ad uno dei vincitori di tale concorso. In
tal caso, tutti i vincitori del concorso debbono essere invitati a
partecipare ai negoziati.
Articolo 21 1. Nel caso degli appalti di
forniture, lavori o servizi, la concorrenza può essere assicurata: a)
mediante un bando redatto conformemente all’allegato XII titolo A, B o
C, o b) mediante un avviso periodico redatto conformemente
all’allegato XIV, o c) mediante un avviso sull’esistenza di un sistema
di qualificazione redatto conformemente all’allegato XIII. 2. Se la
gara è indetta mediante un avviso periodico indicativo: a) l’avviso
deve far specifico riferimento alle forniture, ai lavori o ai servizi
che costituiranno l’oggetto dell’appalto;
b) l’avviso deve indicare
che l’appalto sarà aggiudicato mediante procedura ristretta o
negoziata senza successiva pubblicazione di una comunicazione di bando
di gara e chiedere alle imprese interessate di manifestare per
iscritto il loro interesse; c) gli enti aggiudicatori invitano
successivamente tutti i candidati a confermare il loro interesse sulla
base delle informazioni particolareggiate relative all’appalto in
questione prima di dare inizio alla selezione degli offerenti o dei
partecipanti ad un negoziato. 3. Se la concorrenza è assicurata
mediante un avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione, gli
offerenti in una procedura ristretta o i partecipanti in una procedura
negoziata saranno selezionati tra i candidati qualificati secondo
detto sistema. 4. Nel caso dei concorsi di progettazione la gara viene
indetta mediante bando redatto conformemente all’allegato XVII. 5. Gli
avvisi di cui al presente articolo sono pubblicati nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 22 1. Gli enti
aggiudicatori comunicano, almeno una volta all’anno, mediante un
avviso indicativo periodico: a) nel caso di appalti di forniture, il
totale degli appalti, per settori di prodotti, il cui valore stimato,
a norma dell’articolo 14, è pari o superiore a 750 000 ecu e che essi
intendono assegnare nel corso dei dodici mesi successivi; b) nel caso
di appalti di lavori, le caratteristiche essenziali di detti appalti
di lavori che gli enti aggiudicatori intendono assegnare ed i cui
valori stimati non siano inferiori alla soglia fissata nell’articolo
14, paragrafo 1. c) nel caso di appalti di servizi, l’importo totale
previsto degli appalti di servizi, per ciascuna delle categorie
elencate nell’allegato XVI A, che intendono aggiudicare nei 12 mesi
successivi, e il cui valore stimato in base alle disposizioni
dell’articolo 14 sia pari o superiore a 750 000 ecu. 2. L’avviso sarà
elaborato in conformità dell’allegato XIV e pubblicato nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee. 3. Quando l’avviso viene utilizzato
come mezzo di indizione in conformità dell’articolo 21, paragrafo 1,
lettera b), esso deve essere pubblicato al massimo 12 mesi prima della
data di spedizione dell’invito di cui all’articolo 21, paragrafo 2,
lettera c). L’ente aggiudicatore rispetta altresì i termini previsti
all’articolo 26, paragrafo 2. 4. Gli enti aggiudicatori possono, in
particolare, pubblicare avvisi periodici indicativi, relativi a
progetti importanti, senza ripetere l’informazione già inclusa in un
avviso periodico indicativo precedente, a condizione che venga
chiaramente indicato che tali avvisi sono avvisi
supplementari.
Articolo 23 1. Il presente articolo si applica ai
concorsi di progettazione organizzati nel contesto di una procedura di
aggiudicazione di appalti di servizi il cui valore stimato al netto
dell’IVA sia pari o superiore al valore di cui all’articolo 14,
paragrafo 1. 2. Il presente articolo si applica in tutti i casi di
concorsi di progettazione nei quali l’importo complessivo dei premi di
partecipazione ai concorsi e dei versamenti a favore dei partecipanti
sia pari o superiore a 400 000 ecu per quanto riguarda i concorsi
indetti dagli enti che esercitano una delle attività di cui
all’articolo 2, paragrafo 2, lettere a), b) e c), e a 600 000 ecu per
quanto concerne i concorsi indetti dagli enti che esercitano una delle
attività di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera d). 3. Le regole
per organizzare i concorsi sono stabilite in conformità dei requisiti
del presente articolo e sono messe a disposizione di quanti siano
interessati a partecipare ai concorsi. 4. L’ammissione dei
partecipanti ai concorsi di progettazione non può essere limitata – al
territorio di un solo Stato membro o ad una parte di esso; – per il
fatto che ai sensi della legislazione dello Stato membro in cui si
svolge il concorso i partecipanti debbono essere persone fisiche o
persone giuridiche. 5. Se ai concorsi di progettazione partecipa un
numero limitato di candidati, gli enti aggiudicatori stabiliscono
criteri selettivi chiari e non discriminatori. Comunque, per quanto
riguarda il numero di candidati invitati a partecipare ai concorsi di
progettazione, si deve tener conto della necessità di garantire
un’effettiva concorrenza. 6. La commissione giudicatrice è composta
unicamente da persone fisiche indipendenti dai partecipanti al
concorso. Ogniqualvolta ai partecipanti ad un concorso sia richiesta
una particolare qualificazione professionale, almeno un terzo dei
membri della commissione giudicatrice deve egualmente possedere la
stessa qualificazione o una equipollente. La commissione giudicatrice
è autonoma nelle sue decisioni e nei suoi pareri, che sono presi in
base a progetti presentati in modo anonimo, e unicamente in base ai
criteri specificati nel bando di concorso previsto nell’allegato
XVII.
Articolo 24 1. Gli enti aggiudicatori che hanno assegnato un
appalto o espletato un concorso di progettazione comunicano alla
Commissione, entro un termine di due mesi a decorrere
dall’aggiudicazione dell’appalto e alle condizioni che la Commissione
stessa dovrà definire in virtù della procedura di cui all’articolo 40,
i risultati della procedura di aggiudicazione mediante un avviso
redatto conformemente all’allegato XV o
all’allegato XVIII. 2. Le
informazioni fornite nella sezione I dell’allegato XV o nell’allegato
XVIII sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
A tale riguardo la Commissione rispetta il carattere commerciale
“riservato” fatto presente dagli enti aggiudicatori all’atto della
trasmissione di tali informazioni, per quanto riguarda i punti 6 e 9
dell’allegato XV. 3. Gli enti aggiudicatori che aggiudicano gli
appalti di servizi che rientrano nella categoria n. 8 dell’allegato
XVI A, cui si applica l’articolo 20, paragrafo 2, lettera b), possono,
per quanto riguarda il punto 3 dell’allegato XV, limitarsi ad indicare
l’oggetto principale dell’appalto, in base alla classificazione
dell’allegato XVI. Gli enti aggiudicatori che aggiudicano gli appalti
di servizi della categoria n. 8 dell’allegato XVI A, cui non si
applica l’articolo 20, paragrafo 2, lettera b), possono limitare le
informazioni al punto 3 dell’allegato XV allorché ciò sia necessario a
motivo di preoccupazioni di riservatezza commerciale. Tuttavia essi
debbono vigilare affinché le informazioni pubblicate in relazione a
questo punto siano almeno altrettanto particolareggiate quanto quelle
contenute nel bando di indizione di gara pubblicato in conformità
dell’articolo 20, paragrafo 1 oppure, laddove sia utilizzato un
sistema di qualificazione, affinché esse siano almeno altrettanto
particolareggiate quanto quelle della categoria di cui all’articolo
30, paragrafo 7. Nei casi elencati nell’allegato XVI B, gli enti
aggiudicatori precisano nell’avviso se acconsentono, o meno, a che sia
pubblicato. 4. Le informazioni fornite nella sezione II dell’allegato
XV non sono pubblicate salvo che, in forma semplificata, per motivi
statistici.
Articolo 25 1. Gli enti aggiudicatori devono essere in
grado di fornire la prova della data di spedizione degli avvisi di cui
agli articoli da 20 a 24. 2. Gli avvisi e i bandi vengono pubblicati
per esteso, nella lingua originale, nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee e nella banca dati TED. Un riassunto degli elementi
importanti di ogni avviso o bando di gara viene pubblicato nelle altre
lingue ufficiali della Comunità; il testo originale è il solo facente
fede. 3. L’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità
europee pubblica gli avvisi e i bandi di gara al più tardi dodici
giorni dopo la loro spedizione. In casi eccezionali ed in risposta ad
una richiesta dell’ente aggiudicatore, esso farà in modo di pubblicare
il bando di cui all’articolo 21, paragrafo 1, lettera a) entro cinque
giorni, purché il bando gli sia stato inviato per posta elettronica,
telex o telefax. Ciascun numero della Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee che contanga uno o più bandi di gara o avvisi
riproduce il modello o i modelli ad essi relativi. 4. Le spese di
pubblicazione dei bandi di gara e degli avvisi nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee sono a carico della Comunità. 5. Gli
appalti o i concorsi di progettazione per i quali viene pubblicato
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee un bando di gara a
norma dell’articolo 21, paragrafo 1 o paragrafo 4, non devono essere
oggetto di nessun’altra pubblicazione, con altri mezzi, prima
dell’invio di tale bando di gara all’Ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunità europee. Ogni altra pubblicazione non deve
contenere informazioni diverse da quelle pubblicate nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 26 1. Nelle procedure
aperte, il termine per la ricezione delle offerte è stabilito dagli
enti aggiudicatori in modo da non essere inferiore a cinquantadue
giorni dalla data di spedizione del bando di gara. Questo termine di
ricezione delle offerte può essere ridotto a trentasei giorni se gli
enti aggiudicatori hanno pubblicato un avviso, conformemente
all’articolo 22, paragrafo 1. 2. Nelle procedure ristrette e nelle
procedure negoziate con pubblicazione preventiva del bando di gara, si
applicano le seguenti disposizioni: a) il termine per la ricezione
delle richieste di partecipazione, in risposta ad un bando pubblicato
in virtù dell’articolo 21, paragrafo 1, lettera a), o ad un invito
degli enti aggiudicatori in virtù dell’articolo 21, paragrafo 2,
lettera c), è di norma pari almeno a cinque settimane a decorrere
dalla data di spedizione del bando o dell’invito e comunque non
inferiore al termine di pubblicazione previsto dall’articolo 25,
paragrafo 3, più dieci giorni; b) il termine di ricezione delle
offerte può essere fissato di concerto tra l’ente aggiudicatore e i
candidati selezionati, sempreché tutti gli offerenti dispongano di un
termine identico per la stesura e la presentazione delle offerte; c)
qualora sia impossibile raggiungere un accordo sul termine per la
ricezione delle offerte, l’ente aggiudicatore fissa un limite di tempo
che, di norma, è pari almeno a tre settimane, e comunque non inferiore
a dieci giorni a decorrere dalla data dell’invito a presentare
un’offerta; la durata del termine tiene conto in particolare dei
fattori di cui all’articolo 28, paragrafo 3.
Articolo 27 Nel
capitolato d’oneri l’ente aggiudicatore può chiedere all’offerente di
comunicargli nella sua offerta la parte dell’appalto che intende
eventualmente subappaltare a terzi. Tale comunicazione lascia
impregiudicata la questione della responsabilità dell’imprenditore
principale.
Articolo 28 1. Di norma gli enti aggiudicatori spediscono
ai fornitori, agli imprenditori o ai prestatori di servizi i
capitolati
d’oneri e i documenti complementari entro i sei giorni
successivi alla ricezione della domanda, sempreché detta domanda sia
stata inoltrata in tempo utile. 2. Gli enti aggiudicatori comunicano
le informazioni supplementari sui capitolati d’oneri, purché richieste
in tempo utile, almeno sei giorni prima della scadenza del termine
fissato per la ricezione delle offerte. 3. Quando le offerte
richiedono l’esame di una documentazione voluminosa, come nel caso di
prolisse specifiche tecniche, una visita dei luoghi o una verifica sul
posto dei documenti allegati al capitolato d’oneri, se ne deve tener
conto nel fissare gli opportuni termini di scadenza. 4. Gli enti
aggiudicatori invitano simultaneamente e per iscritto i candidati
prescelti. La lettera d’invito è corredata del capitolato d’oneri e
dei documenti complementari. Essa contiene almeno: a) l’indirizzo del
servizio al quale possono essere richiesti i documenti complementari e
il termine per la presentazione di tale richiesta, l’importo e le
modalità di pagamento della somma che deve eventualmente essere
versata per ottenere tali documenti; b) il termine per la ricezione
delle offerte, l’indirizzo al quale devono essere trasmesse e la
lingua o le lingue in cui devono essere redatte; c) un riferimento a
qualsiasi bando di gara pubblicato; d) l’indicazione dei documenti che
devono eventualmente essere allegati; e) i criteri di aggiudicazione
dell’appalto, se non figurano nel bando di gara o nell’avviso; f) ogni
altra condizione particolare per la partecipazione all’appalto. 5. Le
domande di partecipazione agli appalti e gli inviti a presentare
un’offerta devono essere fatti per le vie più rapide possibile. Quando
le domande di partecipazione sono inoltrate per telegramma, telex,
telefax, telefono o con qualsiasi altro mezzo elettronico, esse devono
essere confermate per lettera spedita prima della scadenza del termine
di cui all’articolo 26, paragrafo 1, o dei termini stabiliti dagli
enti aggiudicatori ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 2.
Articolo 29
1. L’ente aggiudicatore può precisare o può essere obbligato da uno
Stato membro a precisare nel capitolato d’oneri l’autorità o le
autorità da cui gli offerenti possono ottenere le informazioni
pertinenti sugli obblighi relativi alle disposizioni in materia di
sicurezza e di condizioni di lavoro in vigore nello Stato membro,
nella regione o nella località in cui devono essere eseguiti i lavori
o prestati i servizi, e che saranno applicabili ai lavori effettuati o
ai servizi prestati nel cantiere durante l’esecuzione dell’appalto. 2.
L’ente aggiudicatore che fornisce le informazioni menzionate al
paragrafo 1 chiede agli offerenti oppure ai partecipanti ad una
procedura di appalto di indicare che hanno tenuto conto, nella
preparazione della propria offerta, degli obblighi relativi alle
disposizioni in materia di sicurezza e di condizioni di lavoro, in
vigore nel luogo dove devono essere eseguiti i lavori o prestati i
servizi. Ciò non osta all’applicazione delle disposizioni
dell’articolo 34, paragrafo 5, relative alla verifica delle offerte
anormalmente basse.
TITOLO V Qualificazione, selezione e
aggiudicazione Articolo 30 1. Gli enti aggiudicatori possono, se lo
desiderano, stabilire e gestire un sistema di qualificazione dei
fornitori, imprenditori o prestatori di servizi. 2. Il sistema, che
può comprendere vari stadi di qualificazione, dev’essere gestito in
base a criteri e norme obiettivi definiti dall’ente aggiudicatore. In
tal caso quest’ultimo fa riferimento alle norme europee, qualora siano
appropriate. Tali criteri e norme possono all’occorrenza essere
aggiornati. 3. I criteri e le norme di qualificazione sono forniti, a
richiesta, ai fornitori, imprenditori o prestatori di servizi
interessati. Gli aggiornamenti di detti criteri e norme sono
comunicati ai fornitori, imprenditori o prestatori di servizi
interessati. Se un ente aggiudicatore ritiene che il sistema di
qualificazione di taluni enti od organismi terzi sia conforme ai suoi
requisiti comunica il nome di detti enti o organismi ai fornitori,
imprenditori o prestatori di servizi interessati. 4. Gli enti
aggiudicatori devono informare i richiedenti della loro decisione in
merito alla qualificazione entro un termine ragionevole. Se la
decisione di qualificazione richiede più di sei mesi a decorrere dalla
presentazione della relativa domanda, l’ente aggiudicatore deve
comunicare al richiedente entro i due mesi successivi alla
presentazione le ragioni della proroga del termine e la data in cui la
sua domanda sarà accolta o respinta. 5. Nel prendere la decisione in
merito alla qualificazione o quando i criteri e le norme di
qualificazione sono aggiornati, gli enti aggiudicatori non possono: –
imporre ad alcuni fornitori, imprenditori o prestatori di servizi
condizioni amministrative, tecniche o finanziarie che non siano state
imposte ad altri; – esigere prove o pezze d’appoggio che siano un
doppione della documentazione valida già disponibile. 6. I richiedenti
la cui qualificazione è respinta devono essere informati di tale
decisione e dei motivi del rifiuto. Tali motivi devono essere basati
sui criteri di qualificazione di cui al paragrafo 2. 7. Viene
conservato un elenco dei fornitori, imprenditori o prestatori di
servizi qualificati; esso può essere diviso in categorie per tipo di
appalti per la cui realizzazione vale la qualificazione. 8. Gli enti
aggiudicatori possono porre fine alla qualificazione di un fornitore,
imprenditore o prestatore di servizi solo per motivi basati sui
criteri di cui al paragrafo 2. L’intenzione di porre fine alla
qualificazione deve
essere preventivamente notificata per iscritto al
fornitore, imprenditore o prestatore di servizi, indicandone la o le
ragioni. 9. Il sistema di qualificazione deve essere oggetto di un
avviso redatto conformemente all’allegato XIII e pubblicato nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, che indichi lo scopo del
sistema di qualificazione e le modalità di accesso alle norme che lo
disciplinano. Quando il sistema ha una durata superiore a tre anni,
l’avviso deve essere pubblicato annualmente. Quando il sistema ha
durata inferiore basta un avviso iniziale.
Articolo 31 1. Gli enti
aggiudicatori che selezionano i candidati a una procedura di appalto
ristretta o negoziata devono seguire a tal fine i criteri e le norme
obiettivi da essi definiti che sono a disposizione dei fornitori,
imprenditori o prestatori di servizi interessati. 2. I criteri
utilizzati possono comprendere quelli di esclusione elencati
all’articolo 23 della direttiva 71/305/CEE e all’articolo 20 della
direttiva 77/62/CEE. 3. I criteri possono essere basati sulla
necessità oggettiva, per l’ente aggiudicatore, di ridurre il numero
dei candidati a un livello giustificato dalla necessità di equilibrio
tra le caratteristiche specifiche della procedura di appalto e i mezzi
richiesti dalla sua realizzazione. Il numero dei candidati prescelti
deve tener conto tuttavia dell’esigenza di garantire una concorrenza
sufficiente.
Articolo 32 Qualora richiedano la presentazione di
certificati rilasciati da organismi indipendenti per accertare la
rispondenza del prestatore di servizi a determinate norme in materia
di garanzia della qualità, gli enti aggiudicatori fanno riferimento ai
sistemi di garanzia della qualità basati sulla pertinente serie di
norme europee EN 29000, certificati da organismi conformi alla serie
di norme europee EN 45000. Detti enti riconoscono i certificati
equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri Stati membri.
Essi ammettono parimenti altre prove relative all’impiego di misure
equivalenti di garanzia della qualità, se presentate da prestatori di
servizi che non abbiano accesso a tali certificati o non abbiano la
possibilità di ottenerli entro i termini richiesti.
Articolo 33 1. Le
associazioni di fornitori, di imprenditori o prestatori di servizi
sono autorizzate a fare offerte o a negoziare. Non può essere
richiesta a tali associazioni la trasformazione in una forma giuridica
determinata per proporre un’offerta o per negoziare, ma l’associazione
prescelta può essere obbligata a subire tale trasformazione quando le
è stato aggiudicato l’appalto, nella misura in cui detta
trasformazione è necessaria per la buona esecuzione dell’appalto
stesso. 2. I candidati od offerenti che, in base alla normativa dello
Stato membro nel quale sono stabiliti, sono ammessi a prestare il
servizio di cui trattasi, non possono essere esclusi per il fatto che,
a norma delle disposizioni vigenti nello Stato membro nel quale è
aggiudicato l’appalto, è all’uopo richiesta la qualità di persona
fisica o di persona giuridica. 3. Tuttavia, alle persone giuridiche
può essere richiesto d’indicare nell’offerta o nella domanda di
partecipazione il nome e le qualificazioni professionali appropriate
delle persone che eseguono il servizio di cui trattasi.
Articolo 34 1.
Fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative nazionali relative alla remunerazione di servizi
specifici, i criteri sui quali gli enti aggiudicatori si fondano per
assegnare gli appalti sono: a) l’offerta economicamente più
vantaggiosa, il che comprende diversi elementi di valutazione
variabili secondo l’appalto di cui trattasi: per esempio, il termine
di consegna o di esecuzione, il costo di gestione, il rendimento, la
qualità, le caratteristiche estetiche e funzionali, il valore tecnico,
il servizio successivo alla vendita, l’assistenza tecnica, l’impegno
in materia di pezzi di ricambio, la sicurezza di approvvigionamento,
il prezzo; oppure b) unicamente il prezzo più basso. 2. Nel caso di
cui al paragrafo 1, lettera a), gli enti aggiudicatori menzionano nel
capitolato d’oneri o nel bando di gara tutti i criteri di
aggiudicazione di cui prevedono l’applicazione, possibilmente
nell’ordine decrescente dell’importanza che è loro attribuita. 3.
Quando il criterio di aggiudicazione dell’appalto è quello
dell’offerta economicamente più vantaggiosa, gli enti aggiudicatori
possono prendere in considerazione le varianti, presentate da un
offerente, che soddisfano i requisiti minimi da essi prescritti. Gli
enti aggiudicatori indicano nel capitolato d’oneri le condizioni
minime che tali varianti devono rispettare nonché le modalità secondo
cui devono essere presentate. Nel capitolato d’oneri essi indicano se
le varianti non sono autorizzate. 4. Gli enti aggiudicatori non
possono rifiutare l’offerta di una variante per il solo fatto che è
stata redatta con specifiche tecniche definite facendo riferimento a
specifiche europee oppure a specifiche tecniche nazionali riconosciute
conformi ai requisiti essenziali ai sensi della direttiva 89/106/CEE.
5. Se, per un determinato appalto, talune offerte si presentano come
anormalmente basse rispetto alla prestazione, prima di poterle
rifiutare l’ente aggiudicatore richiede, per iscritto, le precisazioni
che ritiene utili in merito alla composizione dell’offerta e verifica
tale composizione tenendo conto delle giustificazioni fornite.
Esso
può fissare un termine ragionevole per la risposta. L’ente
aggiudicatore può accogliere spiegazioni che siano giustificate da
criteri obiettivi, ivi compresa l’economia del metodo di costruzione o
di fabbricazione, o dalle soluzioni tecniche adottate o dalle
condizioni eccezionalmente favorevoli di cui l’offerente può usufruire
per l’esecuzione dell’appalto, o dall’originalità del prodotto o
dell’opera proposti dall’offerente. Gli enti aggiudicatori possono
respingere le offerte che sono anormalmente basse in virtù della
concessione di un aiuto di Stato unicamente se hanno consultato
l’offerente e se quest’ultimo non è stato in grado di dimostrare che
detto aiuto è stato notificato alla Commissione a norma dell’articolo
93, paragrafo 3 del trattato o è stato da essa autorizzato. Gli enti
aggiudicatori che respingono per tali motivi un’offerta ne informano
la Commissione.
Articolo 35 1. L’articolo 27, paragrafo 1 non è
applicabile quando uno Stato membro si fonda su altri criteri per
l’aggiudicazione degli appalti, nell’ambito di una normativa vigente
al momento dell’adozione della presente direttiva e intesa a far
beneficiare taluni offerenti di una preferenza, a condizione che detta
normativa sia compatibile con il trattato. 2. Fatto salvo il paragrafo
1, fino al 31 dicembre 1992 la presente direttiva non osta
l’applicazione delle vigenti disposizioni nazionali
sull’aggiudicazione degli appalti di forniture e di lavori che hanno
come obiettivo la riduzione delle disparità regionali e la promozione
della creazione di posti di lavoro nelle regioni meno favorite o
colpite da declino industriale, a condizione che dette disposizioni
siano compatibili con il trattato e con gli obblighi internazionali
della Comunità.
Articolo 36 1. Il presente articolo si applica alle
offerte per prodotti originari dei paesi terzi con cui la Comunità non
abbia concluso, in un contesto multilaterale o bilaterale, un accordo
che assicura un accesso comparabile ed effettivo delle imprese della
Comunità agli appalti di detti paesi terzi. Esso non pregiudica gli
obblighi della Comunità e dei suoi Stati membri nei confronti dei
paesi terzi. 2. Qualsiasi offerta presentata per l’aggiudicazione di
un appalto di forniture può essere respinta quando la parte dei
prodotti originari dei paesi terzi, determinati conformemente al
regolamento (CEE) n. 802/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968,
relativo alla definizione comune della nozione di origine delle
merci(16) , supera il 50 % del valore totale dei prodotti che
compongono l’offerta. Ai fini del presente articolo, è considerato
prodotto fabbricato il software impiegato nelle attrezzature delle
reti delle telecomunicazioni. 3. Fatto salvo il paragrafo 4, se due o
più offerte si equivalgono in base ai criteri di aggiudicazione di cui
all’articolo 34, è accordata preferenza all’offerta che non può essere
respinta ai sensi del paragrafo 2. Il valore delle offerte è
considerato equivalente ai sensi del presente articolo se la
differenza di prezzo non supera il 3 %. 4. Tuttavia, un’offerta non
deve essere preferita ad un’altra in virtù del paragrafo 3, quando la
sua accettazione obbligherebbe l’ente aggiudicatore ad acquistare del
materiale avente caratteristiche tecniche diverse da quelle del
materiale già esistente, che comporterebbe un’incompatibilità o
difficoltà tecniche di utilizzazione o di manutenzione o costi
sproporzionati. 5. Ai fini del presente articolo, per determinare la
parte dei prodotti originari dei paesi terzi di cui al paragrafo 2,
sono esclusi i paesi terzi cui il beneficio delle disposizioni della
presente direttiva è stato esteso con decisione del Consiglio
conformemente al paragrafo 1. 6. La Commissione presenterà al
Consiglio una relazione annuale, per la prima volta nel secondo
semestre del 1991, sui progressi compiuti nei negoziati multilaterali
o bilaterali relativi all’accesso delle imprese della Comunità agli
appalti dei paesi terzi nei settori contemplati dalla presente
direttiva, su ogni risultato che detti negoziati abbiano consentito di
conseguire e sull’applicazione effettiva di tutti gli accordi
conclusi. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su
proposta della Commissione, può modificare, alla luce di questi
sviluppi, le disposizioni del presente articolo.
Articolo 37 1. Gli
Stati membri informano la Commissione di ogni difficoltà d’indole
generale incontrata in diritto o in pratica dalle proprie imprese
nell’ottenere l’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi in paesi
terzi. 2. La Commissione riferisce al Consiglio prima del 31 dicembre
1994, e successivamente ad intervalli periodici, in merito all’accesso
agli appalti di servizi nei paesi terzi oltre che in merito alla
situazione dei negoziati condotti con tali paesi a questo proposito,
segnatamente in seno al GATT. 3. Ogniqualvolta la Commissione
riscontri, in base alle relazioni di cui al paragrafo 2 ovvero ad
altre informazioni, che per quanto riguarda l’aggiudicazione di
appalti di servizi un paese terzo: a) non concede alle imprese della
Comunità un accesso effettivo analogo a quello concesso dalla Comunità
alle imprese del paese terzo; b) non accorda alle imprese della
Comunità il trattamento riservato alle imprese nazionali ovvero
possibilità di concorrenza identiche a quelle di cui godono le imprese
nazionali, oppure c) accorda alle imprese di altri paesi terzi un
trattamento più favorevole di quello riservato alle imprese della
Comunità,
essa deve tentare presso il paese terzo interessato di porre
rimedio a tale situazione. 4. Nelle circostanze di cui al paragrafo 3,
la Commissione può in qualsiasi momento proporre al Consiglio di
decidere di sospendere o di subordinare a determinati limiti
l’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi: a) alle imprese
disciplinate dal diritto del paese terzo in questione; b) alle imprese
collegate alle imprese di cui alla lettera a) che abbiano la propria
sede sociale nella Comunità ma non presentino nessun legame diretto ed
effettivo con l’economia di uno Stato membro; c) alle imprese che
presentano offerte aventi ad oggetto servizi originari del paese terzo
in questione, per un periodo da determinare nella decisione. Il
Consiglio delibera quanto prima a maggioranza qualificata. La
Commissione può proporre dette misure di propria iniziativa ovvero
dietro richiesta di uno Stato membro. 5. Il presente articolo lascia
impregiudicati gli obblighi della Comunità nei confronti di paesi
terzi.
TITOLO VI Disposizioni finali Articolo 38 1. I controvalori in
moneta nazionale delle soglie indicate all’articolo 14 sono, in linea
di massima, rivisti ogni due anni, con effetto alla data prevista
dalla direttiva 77/62/CEE, per quanto riguarda le soglie degli appalti
di forniture e servizi, ed alla data prevista della direttiva
71/305/CEE, per quanto riguarda le soglie degli appalti di lavori. Il
calcolo di tali controvalori è effettuato sulla base della media dei
valori giornalieri di tali monete espressi in ecu durante i
ventiquattro mesi che terminano l’ultimo giorno del mese di agosto
precedente la revisione che ha effetto il 1o gennaio. Tali
controvalori sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee agli inizi del mese di novembre. 2. Le modalità di calcolo
indicate al paragrafo 1 sono esaminate in virtù delle disposizioni
dell’articolo 77/62/CEE.
Articolo 39 1. Per quanto riguarda gli
appalti assegnati da enti aggiudicatori che esercitano una delle
attività definite all’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), la
Commissione è assistita da un comitato avente natura consultiva
denominato comitato consultivo per gli appalti nel settore delle
telecomunicazioni. Il comitato è composto da rappresentanti degli
Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione. 2.
La Commissione consulta il comitato sui seguenti argomenti: a)
modifiche dell’allegato X; b) revisione dei controvalori delle soglie;
c) norme in materia di appalti aggiudicati in virtù di accordi
internazionali; d) revisione dell’applicazione della presente
direttiva; e) modalità descritte nell’articolo 40, paragrafo 2, in
merito agli avvisi e alle statistiche.
Articolo 40 1. Gli allegati da
I a X sono riveduti conformemente alla procedura di cui ai paragrafi
da 4 a 8 in modo che essi rispondano ai criteri definiti dall’articolo
2. 2. Le modalità di presentazione, invio, ricezione, traduzione,
conservazione e distribuzione dei bandi e avvisi di cui agli articoli
21, 22 e 24 nonché delle statistiche di cui all’articolo 42 sono
fissate in modo semplificativo, conformemente alla procedura prevista
ai paragrafi da 4 a 8. 3. La nomenclatura di cui agli allegati XVI A e
XVI B nonché il riferimento negli avvisi a voci specifiche della
nomenclatura possono essere modificati secondo la procedura prevista
ai paragrafi da 4 a 8. 4. Gli allegati riveduti e le modalità di cui
ai paragrafi 1 e 2 sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee. 5. La Commissione è assistita dal comitato
consultivo per gli appalti pubblici e, nel caso della revisione
dell’allegato X, dal comitato consultivo per gli appalti nel settore
delle telecomunicazioni di cui all’articolo 39 della presente
direttiva. 6. Il rappresentante della Commissione sottopone al
comitato il progetto delle decisioni da adottare. Il comitato esprime
il suo parere su questo progetto entro un termine che il presidente
può fissare in funzione dell’urgenza del problema in questione,
eventualmente procedendo a votazione. 7. Il parere viene messo a
verbale; inoltre ogni Stato membro ha il diritto di chiedere che la
propria posizione figuri a verbale. 8. La Commissione tiene nella
massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo
informa del modo in cui ha tenuto conto di tale parere.
Articolo 41 1.
In merito ad ogni appalto, gli enti aggiudicatori conservano le
informazioni atte a permettere loro, in una fase successiva, di
giustificare le decisioni riguardanti: a) la qualificazione e la
selezione delle imprese, dei fornitori o prestatori di servizi e
l’aggiudicazione degli appalti; b) il ricorso alle deroghe all’uso
delle specifiche europee conformemente all’articolo 18, paragrafo 6;
c) il ricorso a procedure senza concorrenza preliminare conformemente
all’articolo 21, paragrafo 2; d) la mancata applicazione delle
disposizioni di cui ai titoli III, IV e V in virtù delle deroghe
previste dal titolo I. 2. Le informazioni devono essere conservate
almeno per un periodo di quattro anni a decorrere dalla data
di
aggiudicazione dell’appalto, affinché durante questo periodo l’ente
aggiudicatore possa fornire le informazioni necessarie alla
Commissione, dietro richiesta di quest’ultima.
Articolo 42 1. Gli
Stati membri provvedono a che la Commissione riceva ogni anno, nelle
forme che dovranno essere stabilite conformemente alla procedura di
cui all’articolo 40, paragrafi da 4 a 8, una statistica riguardante il
valore totale, ripartito per Stato membro e secondo ognuna delle
categorie di attività cui si riferiscono gli allegati da I a X, degli
appalti aggiudicati che risultano inferiori ai limiti di cui
all’articolo 14 ma che, se non lo fossero, sarebbero contemplati dalle
disposizioni della presente direttiva. 2. Le forme saranno stabilite
conformemente alla procedura di cui all’articolo 40 in modo da
assicurarsi che: a) a scopo di semplificazione amministrativa, gli
appalti di minore importanza possano essere esclusi, sempreché
l’utilità delle statistiche non venga posta in discussione; b) il
carattere riservato delle informazioni trasmesse venga
rispettato.
Articolo 43 Il testo dell’articolo 2, paragrafo 2 della
direttiva 77/62/CEE è sostituito dal seguente testo: “2. La presente
direttiva non si applica: a) agli appalti stipulati nei settori di cui
agli articoli 2, 7, 8 e 9 della direttiva 90/531/CEE del Consiglio,
del 17 settembre 1990, relativa alle procedure di appalto degli enti
erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di
trasporti nonché degli enti che operano nel settore delle
telecomunicazioni (1) e agli appalti che soddisfano alle condizioni di
cui all’articolo 6, paragrafo 2 di detta direttiva; b) alle forniture
dichiarate segrete o la cui consegna richieda misure speciali di
sicurezza, conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari
o amministrative vigenti nello Stato membro considerato, o nei casi in
cui lo esiga la protezione degli interessi essenziali della sicurezza
di detto Stato. (1) GU n. L 297 del 29. 10. 1990, pag. 1.”
Articolo 44
Prima dello scadere di un periodo di quattro anni dall’entrata in
applicazione della presente direttiva, la Commissione, in stretta
cooperazione con il comitato consultivo per gli appalti pubblici, ne
valuta l’attuazione e il campo d’applicazione, proponendo eventuali
modifiche alla luce dei progressi compiuti in materia di
liberalizzazione degli appalti e concorrenza. Per quanto riguarda gli
enti che esercitano una delle attività definite all’articolo 2,
paragrafo 2, lettera d), la Commissione agisce in stretta
collaborazione con il comitato consultivo per gli appalti nel settore
delle telecomunicazioni.
Articolo 45 1. Gli Stati membri adottano le
misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva e le
applicano al più tardi il 1o luglio 1994. Essi ne informano
immediatamente la Commissione. 2. Tuttavia, il Regno di Spagna può
disporre che le misure di cui al paragrafo 1 siano applicabili solo a
decorrere dal 1o gennaio 1997 e la Repubblica ellenica e la Repubblica
portoghese possono disporre che le misure di cui al paragrafo 1 siano
applicabili solo a decorrere dal 1o gennaio 1998. 3. La direttiva
90/531/CEE cessa d’aver effetto a decorrere dalla data d’applicazione
della presente direttiva da parte degli Stati membri, fatti salvi gli
obblighi di questi ultimi per quanto riguarda i termini indicati
all’articolo 37 di detta direttiva. 4. I riferimenti alla direttiva
90/531/CEE devono intendersi come riferimenti fatti alla presente
direttiva.
Articolo 46 Quando gli Stati membri adottano le
disposizioni di cui all’articolo 45, queste contengono un riferimento
alla presente direttiva o sono corredate di un tale riferimento
all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento
sono decise dagli Stati membri.
Articolo 47 Gli Stati membri
comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di
diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla
presente direttiva.
Articolo 48 Gli Stati membri sono destinatari
della presente direttiva. Fatto a Lussemburgo, addì 14 giugno 1993.
Per il Consiglio Il Presidente I. TROEJBORG
(1) GU n. C 337 del 31.
12. 1991, pag. 1. (2) GU n. C 176 del 13. 7. 1992, pag. 136 eGU n. C
150 del 31. 5. 1993. (3) GU n. C 106 del 27. 4. 1992, pag. 6. (4) GU
n. L 185 del 16. 8. 1971, pag. 5. Direttiva modificata, da ultimo,
dalla direttiva 89/440/CEE (GU n. L 210 del 21. 7. 1989, pag. 1). (5)
GU n. L 13 del 15. 1. 1977, pag. 1. Direttiva modificata, da ultimo,
dalla direttiva 88/295/CEE (GU n. L 127 del 20. 5. 1988, pag. 1). (6)
GU n. L 374 del 31. 12. 1987, pag. 1. (7) GU n. L 374 del 31. 12.
1987, pag. 9. (8) GU n. L 374 del 31. 12. 1987, pag. 12. (9) GU n. L
374 del 31. 12. 1987, pag. 19.
(10) GU n. L 193 del 18. 7. 1983, pag.
1. Direttiva modificata, da ultimo, dalla direttiva 90/605/CEE (GU n.
L 317 del 16. 11. 1990, pag. 60). (11) GU n. L 40 dell’11. 2. 1989,
pag. 12. (12) GU n. L 209 del 24. 7. 1992, pag. 1. (13) GU n. L 185
del 16. 8. 1971, pag. 15. Decisione modificata, da ultimo, dalla
direttiva 77/63/CEE (GU n. L 13 del 15. 1. 1977, pag. 15). (14) GU n.
L 217 del 5. 8. 1986, pag. 21. (15) GU n. L 36 del 7. 2. 1987, pag.
31. (16) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 1. Regolamento modificato,
da ultimo, dal regolamento (CEE) n. 3860/87 (GU n. L 363 del 23. 12.
1987, pag. 30).
ALLEGATO I PRODUZIONE, TRASPORTO O DISTRIBUZIONE DI
ACQUA POTABILE BELGIO Ente istituito con il décret du 2 juillet 1987
de la région wallonne érigeant en entreprise régionale de production
et d’adduction d’eau le service du ministère de la région chargé de la
production et du grand transport d’eau. Ente istituito con l’arrêté du
23 avril 1986 portant constitution d’une société wallonne de
distribution d’eau. Ente istituito con l’arrêté du 17 juillet 1985 de
l’exécutif flamand portant fixation des statuts de la société flamande
de distribution d’eau. Enti per la produzione o distribuzione di
acqua, istituiti con la loi relative aux intercommunales du 22
décembre 1986. Enti per la produzione o distribuzione di acqua,
istituiti a norma del code communal, article 147 bis, ter et quater,
sur les régies communales. DANIMARCA Enti per la produzione o
distribuzione di acqua, richiamati dall’articolo 3, paragarfo 3 della
lovbekendtgoerelse om vandforsyning m.v. af 4 juli 1985. GERMANIA Enti
per la produzione o distribuzione di acqua ai sensi delle
Eigenbetriebsverordnungen o delle Eigenbetriebsgesetze dei Laender
(Kommunale Eigenbetriebe). Enti per la produzione o distribuzione di
acqua ai sensi delle Gesetze ueber die Kommunale Gemeinschaftsarbeit
oder Zusammenarbeit dei Laender. Enti la produzione di acqua ai sensi
della Gesetz ueber Wasser- und Bodenverbaende vom 10. Februar 1937 e
della erste Verordnung ueber Wasser- und Bodenverbaende vom 3.
September 1937. Enti (Regiebetriebe) per la produzione o distribuzione
di aqua ai sensi delle Kommunalgesetze e, in particolare, delle
Gemeindeordnungen der Laender. Enti istituiti a norma della
Aktiengesetz del 6 settembre 1965 modificata da ultimo il 19 dicembre
1985 o della GmbH-Gesetz del 20 maggio 1898 modificata da ultimo il 15
maggio 1986, o aventi lo statuto giuridico di una
Kommanditgesellschaft, che sono incaricate della produzione o della
distribuzione di acqua in virtù di un contratto speciale stipulato con
le autorità regionali o locali. GRECIA La Società di erogazione idrica
di Atene (Etaireia Ydrefseos – Apochetefseos Protenosis) istituita
dalla legge 1068/80 del 23 agosto 1980. La Società di erogazione
idrica di Salonicco (Organismos Ydrefseos Thessalonikis) che opera in
forza del decreto presidenziale 61//1988. La Società di erogazione
idrica di Volos (Etaireia Ydrefseos Voloy) che opera in forza della
legge 890/1979. Le Società comunali (Dimotikes Epicheiriseis
ydrefsis-apochetefsis) per la produzione o distribuzione di acqua,
istituite con la legge 1069/80 del 23 agosto 1980. Consorzi di enti
locali (Syndesmoi Ydrefsis) che operano in forza del Codice degli enti
locali ((Kodikas Dimon kai Koinotiton) promulgato con decreto
presidenziale 76/1985. SPAGNA Enti per la produzione o distribuzione
di aqua ai sensi della Ley no 7/1985 de 2 de abril de 1985. Reguladora
de las Bases del Régimen local del Real Decreto no 781/1986 Texto
Refundido Régimen local. – Canal de Isabel II. Ley de la Comunidad
Autónoma de Madrid de 20 de diciembre de 1984. – Mancomunidad de los
Canales de Taibilla, Ley de 27 de abril de 1946. FRANCIA Enti per la
produzione o distribuzione di acqua ai sensi dei seguenti atti :
disposititions générales sur les régies, code des communes L 323-1 à L
328-8, R 323-1 à R 323-6 (dispositions générales sur les régies) ;
code des communes L 323-8 R 323-4 [régies directes (ou de fait)] ;
oppure décret-loi du 28 décembre 1926, règlement d’administration
publique du 17 février 1930, code des communes L 323-10 à L 323-13, R
323-75 à 323-132 (régies à simple autonomie financière) ; oppure code
des communes L 323-9, R 323-7 à R 323-74, décret du 19 octobre 1959
(régies à personnalité morale et à autonomie financière); oppure code
des communes L 324-1 à L 324-6, R 324-1 à R 324-13 (gestion déléguée,
concession et affermage) ; oppure jurisprudence administrative,
circulaire intérieure du 13 décembre 1975 (gérance) ; code des
communes R 324-6, circulaire intérieure du 13 décembre 1975 (régies
intéressée) ; circulaire intérieure du 13 décembre 1975 (exploitation
aux risques et périls); décret du 20 mai 1955, loi du 7 juillet 1983
sur les sociétés d’économie mixte (participation à une
société
d’économie mixte) ; code des communes L 322-1 à L 322-6, R
322-1 à R 322-4 (dispositions communes aux régies, concessions et
affermages). IRLANDA Enti per la produzione o distribuzione di acqua
ai sensi delle seguenti leggi : Local Government (Sanitary Services)
Act 1878 to 1964. ITALIA Enti per la produzione o distribuzione di
aqua ai sensi del Testo Unico delle leggi sull’assunzione diretta dei
pubblici servizi da parte dei comuni e delle province approvato con
Regio Decreto 15 ottobre 1925, n. 2578 e del Decreto del P.R. n. 902
del 4 ottobre 1986. Ente Autonomo Acquedotto Pugliese istituito con
RDL 19 ottobre 1919, n. 2060. Ente Acquedotti Siciliani istituito con
le leggi regionali 4 settembre 1979, n. 2/2 e 9 agosto 1980, n. 81.
Ente Sardo Acquedotti e Fognature istituito con la legge 5 luglio 1963
n. 9. LUSSEMBURGO Enti locali per la distribuzione d’acqua. Consorzi
di enti locali per la produzione o distribuzione di aqua, istituiti
con la loi du 14 février 1900 concernant la création des syndicats de
communes telle qu’elle a été modifiée et complétée par la loi du 23
décembre 1958 et par la loi du 29 juillet 1981 e con la loi du 31
juillet 1962 ayant pour objet le renforcement de l’alimentation en eau
potable du grand-duché du Luxembourg à partir du réservoir
d’Esch-sur-Sûre. PAESI BASSI Enti per la produzione o distribuzione di
aqua ai sensi della Waterleidingwet van 6 april 1957, modificata dalle
wetten van 30 juni 1967, 10 september 1975, 23 juni 1976, 30 september
1981, 25 januari 1984, 29 januari 1986. PORTOGALLO Empresa Pública das
Águas Livres per la produzione o distribuzione di acqua ai sensi del
Decreto-Lei no 190/81 de 4 de Julho de 1981. Enti locali per la
produzione o distribuzione di acqua. REGNO UNITO Water companies per
la produzione o distribuzione di acqua ai sensi del Water Acts 1945 e
1989. Il Central Scotland Water Development Board, per la produzione
di aqua e le Water Authorities per la produzione o distribuzione di
acqua ai sensi del Water (Scotland) Act 1980. Il Department of the
Environment for Northern Ireland che provvede alla produzione e
distribuzione di aqua ai sensi del Water and Sewerage (Northern
Ireland) Order 1973.
ALLEGATO I PRODUZIONE, TRASPORTO O DISTRIBUZIONE
DI ACQUA POTABILE BELGIO Ente istituito con il décret du 2 juillet
1987 de la région wallonne érigeant en entreprise régionale de
production et d’adduction d’eau le service du ministère de la région
chargé de la production et du grand transport d’eau. Ente istituito
con l’arrêté du 23 avril 1986 portant constitution d’une société
wallonne de distribution d’eau. Ente istituito con l’arrêté du 17
juillet 1985 de l’exécutif flamand portant fixation des statuts de la
société flamande de distribution d’eau. Enti per la produzione o
distribuzione di acqua, istituiti con la loi relative aux
intercommunales du 22 décembre 1986. Enti per la produzione o
distribuzione di acqua, istituiti a norma del code communal, article
147 bis, ter et quater, sur les régies communales. DANIMARCA Enti per
la produzione o distribuzione di acqua, richiamati dall’articolo 3,
paragarfo 3 della lovbekendtgoerelse om vandforsyning m.v. af 4 juli
1985. GERMANIA Enti per la produzione o distribuzione di acqua ai
sensi delle Eigenbetriebsverordnungen o delle Eigenbetriebsgesetze dei
Laender (Kommunale Eigenbetriebe). Enti per la produzione o
distribuzione di acqua ai sensi delle Gesetze ueber die Kommunale
Gemeinschaftsarbeit oder Zusammenarbeit dei Laender. Enti la
produzione di acqua ai sensi della Gesetz ueber Wasser- und
Bodenverbaende vom 10. Februar 1937 e della erste Verordnung ueber
Wasser- und Bodenverbaende vom 3. September 1937. Enti (Regiebetriebe)
per la produzione o distribuzione di aqua ai sensi delle
Kommunalgesetze e, in particolare, delle Gemeindeordnungen der
Laender. Enti istituiti a norma della Aktiengesetz del 6 settembre
1965 modificata da ultimo il 19 dicembre 1985 o della GmbH-Gesetz del
20 maggio 1898 modificata da ultimo il 15 maggio 1986, o aventi lo
statuto giuridico di una Kommanditgesellschaft, che sono incaricate
della produzione o della distribuzione di acqua in virtù di un
contratto speciale stipulato con le autorità regionali o locali.
GRECIA La Società di erogazione idrica di Atene (Etaireia Ydrefseos –
Apochetefseos Protenosis) istituita dalla legge 1068/80 del 23 agosto
1980. La Società di erogazione idrica di Salonicco (Organismos
Ydrefseos Thessalonikis) che opera in forza del decreto presidenziale
61//1988. La Società di erogazione idrica di Volos (Etaireia Ydrefseos
Voloy) che opera in forza della legge 890/1979. Le Società comunali
(Dimotikes Epicheiriseis ydrefsis-apochetefsis) per la produzione o
distribuzione di acqua, istituite con la legge 1069/80 del 23 agosto
1980. Consorzi di enti locali (Syndesmoi Ydrefsis) che operano in
forza del Codice degli enti locali ((Kodikas Dimon kai Koinotiton)
promulgato con decreto presidenziale 76/1985.
SPAGNA Enti per la
produzione o distribuzione di aqua ai sensi della Ley no 7/1985 de 2
de abril de 1985. Reguladora de las Bases del Régimen local del Real
Decreto no 781/1986 Texto Refundido Régimen local. – Canal de Isabel
II. Ley de la Comunidad Autónoma de Madrid de 20 de diciembre de 1984.
– Mancomunidad de los Canales de Taibilla, Ley de 27 de abril de 1946.
FRANCIA Enti per la produzione o distribuzione di acqua ai sensi dei
seguenti atti : disposititions générales sur les régies, code des
communes L 323-1 à L 328-8, R 323-1 à R 323-6 (dispositions générales
sur les régies) ; code des communes L 323-8 R 323-4 [régies directes
(ou de fait)] ; oppure décret-loi du 28 décembre 1926, règlement
d’administration publique du 17 février 1930, code des communes L
323-10 à L 323-13, R 323-75 à 323-132 (régies à simple autonomie
financière) ; oppure code des communes L 323-9, R 323-7 à R 323-74,
décret du 19 octobre 1959 (régies à personnalité morale et à autonomie
financière); oppure code des communes L 324-1 à L 324-6, R 324-1 à R
324-13 (gestion déléguée, concession et affermage) ; oppure
jurisprudence administrative, circulaire intérieure du 13 décembre
1975 (gérance) ; code des communes R 324-6, circulaire intérieure du
13 décembre 1975 (régies intéressée) ; circulaire intérieure du 13
décembre 1975 (exploitation aux risques et périls); décret du 20 mai
1955, loi du 7 juillet 1983 sur les sociétés d’économie mixte
(participation à une société d’économie mixte) ; code des communes L
322-1 à L 322-6, R 322-1 à R 322-4 (dispositions communes aux régies,
concessions et affermages). IRLANDA Enti per la produzione o
distribuzione di acqua ai sensi delle seguenti leggi : Local
Government (Sanitary Services) Act 1878 to 1964. ITALIA Enti per la
produzione o distribuzione di aqua ai sensi del Testo Unico delle
leggi sull’assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei comuni
e delle province approvato con Regio Decreto 15 ottobre 1925, n. 2578
e del Decreto del P.R. n. 902 del 4 ottobre 1986. Ente Autonomo
Acquedotto Pugliese istituito con RDL 19 ottobre 1919, n. 2060. Ente
Acquedotti Siciliani istituito con le leggi regionali 4 settembre
1979, n. 2/2 e 9 agosto 1980, n. 81. Ente Sardo Acquedotti e Fognature
istituito con la legge 5 luglio 1963 n. 9. LUSSEMBURGO Enti locali per
la distribuzione d’acqua. Consorzi di enti locali per la produzione o
distribuzione di aqua, istituiti con la loi du 14 février 1900
concernant la création des syndicats de communes telle qu’elle a été
modifiée et complétée par la loi du 23 décembre 1958 et par la loi du
29 juillet 1981 e con la loi du 31 juillet 1962 ayant pour objet le
renforcement de l’alimentation en eau potable du grand-duché du
Luxembourg à partir du réservoir d’Esch-sur-Sûre. PAESI BASSI Enti per
la produzione o distribuzione di aqua ai sensi della Waterleidingwet
van 6 april 1957, modificata dalle wetten van 30 juni 1967, 10
september 1975, 23 juni 1976, 30 september 1981, 25 januari 1984, 29
januari 1986. PORTOGALLO Empresa Pública das Águas Livres per la
produzione o distribuzione di acqua ai sensi del Decreto-Lei no 190/81
de 4 de Julho de 1981. Enti locali per la produzione o distribuzione
di acqua. REGNO UNITO Water companies per la produzione o
distribuzione di acqua ai sensi del Water Acts 1945 e 1989. Il Central
Scotland Water Development Board, per la produzione di aqua e le Water
Authorities per la produzione o distribuzione di acqua ai sensi del
Water (Scotland) Act 1980. Il Department of the Environment for
Northern Ireland che provvede alla produzione e distribuzione di aqua
ai sensi del Water and Sewerage (Northern Ireland) Order
1973.
ALLEGATO II PRODUZIONE, TRASPORTO O DISTRIBUZIONE DI ELETTRICITÀ
BELGIO Enti per la produzione, il trasporto o la distribuzione di
elettricità a norma dell’article 5 : Des régies communales et
intercommunales della loi du 10 mars 1925 sur les distributions
d’énergie électrique. Enti per il trasporto o la distribuzione di
elettricità a norma della loi relative aux intercommunales du 22
décembre 1986. EBES, Intercom, Unerg e altri enti per la produzione,
il trasporto o la distribuzione di elettricità, con una concessione
per la distribuzione ai sensi dell’articolo 8 (les concessions
communales et intercommunales) della loi du 10 mars 1925 sur les
distributions d’énergie électrique. La Société publique de production
d’électricité (SPE). DANIMARCA Enti per la produzione o il trasporto
di energia elettrica sulla base di una licenza ai sensi del § 3, stk.
1, della lov nr. 54 af 25. februar 1976 om elforsyning, jf.
bekendtgoerelse nr. 607 af 17. december 1976 om elforsyningslovens
anvendelsesomraade. Enti per la distribuzione di energia elettrica,
definiti nel § 3, stk. 2 della lov nr. 54 af 25. februar 1976 om
elorsyning, jf. bedendtgoerelse nr. 607 af 17. december 1976 om
elforsyningslovens anvendelsesomraade e sulla base di autorizzazioni
all’espropriazione ai sensi degli articoli 10-15 della lov om
elektriske
staerkstroemsanlaeg, jf. lovbekendtgoerelse n. 669 af 28.
december 1977. GERMANIA Enti incaricati della produzione, del
trasporto o della distribuzione di elettricità, ai sensi del § 2 Abs.
2 della Gesetz zur Foerderung der Energiewirtschaft
(Energiewirtschaftsgesetz) del 13 dicembre 1935, modificata da ultimo
con la Gesetz del 19 decembre 1977, e di autoproduzioni di elettricità
nella misura in cui tali enti rientrano nel campo di applicazione
della direttiva ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 5. GRECIA
L’Dimosia Epicheirisi Ilektrismoy (Ente di diritto pubblico per
l’energia elettrica), istituito con la legge 1468 del 2 agosto 1950.
Peri idryseos Dimosias Epicheiriseos Ilektrismoy, e che opera ai sensi
della legge 57/85, Domi, rolos kai tropos dioikisis kai leitoyrgias
tis koinonikopoiimenis Dimosias Epicheirisis Ilektrismoy. SPAGNA Enti
per la produzione, il trasporto o la distribuzione di elettricità ai
sensi dell’articolo 1 del Decreto Ley de 12 de marzo de 1954, che
approva il Reglamento de verificaciones eléctricas y regularidad en el
suministro de energía e del Decreto 2617/1966, de 20 de octubre,
sull’autorizzazione amministrativa in materia di impianti elettrici.
Red Eléctrica de España S.A., istituita con il Real Decreto no
91/1985, de 23 de enero de 1985. FRANCIA Électricité de France,
istituita e operante ai sensi della loi 46/6288 du 8 avril 1946 sur la
nationalisation de l’électricité et du gaz. Enti (sociétés d’économie
mixte o régies) per la distribuzione di energia elettrica, richiamati
dall’articolo 23 della loi 48/1260 du 12 août 1948 portant
modification des lois 46/6288 du 8 avril 1946 et 46/2298 du 21 octobre
1946 sur la nationalisation de l’éctricité et du gaz. Compagnie
nationale du Rhône. IRLANDA The Electricity Supply Board (ESB),
istituito e operante ai sensi dell’Electricity Supply Act 1927. ITALIA
Ente nazionale per l’energia, elettrica istituito con legge n. 1643, 6
dicembre 1962, e approvato con Decreto n. 1720, 21 dicembre 1965. Enti
che operano in base ad una concessione ai sensi dell’articolo 4, n. 5
o 8 della Legge 6 dicembre 1962, n. 1643 – Istituzione dell’Ente
nazionale per l’energia elettrica e trasferimento ad esso delle
imprese esercenti le industrie elettriche. Enti che operano in base ad
una concessione ai sensi dell’articolo 20 del Decreto del Presidente
della Repubblica 18 marzo 1965, n. 342 – Norme integrative della legge
6 dicembre 1962, n. 1643 e norme relative al coordinamento e
all’esercizio delle attività elettriche esercitate da enti ed imprese
diverse dall’Ente nazionale per l’energia elettrica. LUSSEMBURGO
Compagnie grand-ducale d’électricité de Luxembourg per la produzione o
distribuzione di energia elettrica ai sensi della convention du 11
novembre 1927 concernant l’établissement et l’exploitation des réseaux
de distribution d’énergie électrique dans le grand-duché du
Luxembourg, approuvée par la loi du 4 janvier 1928. Société électrique
de l’Our (SEO). Syndicat de communes SIDOR. PAESI BASSI
Elektriciteitsproduktie Oost-Nederland. Elektriciteitsbedrijf
Utrecht-Noord-Holland-Amsterdam (UNA). Elektriciteitsbedrijf
Zuid-Holland (EZH) Elektriciteitsproduktiemaatschappij Zuid-Nederland
(EPZ). Provinciale Zeeuwse Energie Maatschappij (PZEM). Samenwerkende
Elektriciteitsbedrijven (SEP). Enti per la distribuzione di energia
elettrica sulla base di una licenza (vergunning) rilasciata dalle
autorità provinciali ai sensi della Provinciewet. PORTOGALLO
Electricidade de Portugal (EDP), istituito con il Decreto-Lei no
502/76 de 30 de Junho de 1976. Dipartimenti delle autorità locali per
la distribuzione di energia elettrica di cui all’artigo 1o do
Decreto-Lei no 344-B/82 de 1 de Setembro de 1982, modificato del
Decreto-Lei no 297/86 de 19 de Setembro de 1986. Enti incaricati della
produzione di elettricità ai sensi del Decreto Lei no 189/88 de 27 de
Maio de 1988. Produttori indipendenti di elettricità ai sensi del
Decreto-Lei no 189/88 de 27 de Maio de 1988. Empresa de Electricidade
dos Açores – EDA, EP, instituita con il Decreto Regional no 16/80 de
21 de Agosto de 1980. Empresa de Electricidade da Madeira, EP,
instituita con il Decreto-Lei no 12/74 de 17 de Janeiro de 1974 e
regionalizzata con il Decreto-Lei no 31/79 de 24 de Fevereiro de 1979
e il Decreto-Lei no 91/79 de 19 de Abril de 1979. REGNO UNITO Central
Electricity Generating Board (CEGB), e l’Area Electricity Boards, per
la produzione, il trasporto o la distribuzione di energia elettrica ai
sensi dell’Electricity Act 1947 e dell’Electricity Act 1957. Il North
of Scotland Hydro-Electricity Board (NSHB), incaricato della
produzione, del trasporto e della distribuzione di elettricità in
virtù dell’Electricity (Scotland) Act 1979. Il South of Scotland
Electricity Board (SSEB), incaricato della produzione, del trasporto e
della distribuzione di elettricità ai sensi dell’Electricity
(Scotland) Act 1979. Il Northern Ireland Electricity Service (NIES),
istituito con l’Electricity Supply (Northern Ireland) Order
1972.
ALLEGATO III TRASPORTO O DISTRIBUZIONE DI GAS O ENERGIA TERMICA
BELGIO Distrigaz SA, che opera ai sensi della loi du 29 juillet 1983.
Enti per il trasporto del gas in base ad autorizzazione o concessione
rilasciata a norma della loi du 12 avril 1965, modificata dalla loi du
28 juillet 1987. Enti per la distribuzione del gas, che operano ai
sensi della loi relative aux intercommunales du 22 décembre 1986. Enti
locali, o loro consorzi, che forniscono energia termica al pubblico.
DANIMARCA Dansk Olie og Naturgas A/S, che opera sulla base di un
diritto di esclusiva concesso a norma del bekendtgoerelse nr. 869 af
18. juni 1979 om eneretsbevilling til indfoersel, forhandling,
transport og oplagring af naturgas. Enti che operano ai sensi della
lov nr. 294 af 7. juni 1972 om naturgasforsyning. Enti per la
distribuzione del gas o di energia termica in base ad approvazione ai
sensi del capo IV della lov om varmeforsyning, jf. lovbekendtgoerelse
nr. 330 af 29. juni 1983. Enti per il trasporto di gas in base ad
autorizzazione rilasciata ai sensi del bekendtgoerelse nr. 141 af 13.
marts 1974 om roerledningsanlaeg paa dansk kontinentalsokkelomraade
til transport af kulbrinter (posa di condotte sulla piattaforma
continentale per il trasporto di idrocarburi). GERMANIA Enti per il
trasporto o la distribuzione di gas, ai sensi del § 2 Absatz 2 della
Gesetz zur Foerderung der Energiewirtschaft vom 19. Dezember 1935
(Energiewirtschaftsgesetz), modificata da ultimo con legge del 19
dicembre 1977. Enti locali, o loro consorzi, per la fornitura di
energia termica al pubblico. GRECIA DEP per il trasporto o la
distribuzione di gas ai sensi della decisione ministeriale 2583/1987.
Anathesi sti Dimosia Epicheirisi Petrelaioy armodiotiton schetikon me
to fysiko aerio. Systasi tis DEPA AE (Dimosia Epicheirisi Aerioy,
Anonymos Etaireia). DEFA azienda municipale, con sede ad Atene, per il
trasporto o la distribuzione di gas. SPAGNA Enti che operano ai sensi
della legge no 10 del 15 de junio de 1987. FRANCIA Société nationale
des gaz du Sud-Ouest (trasporto di gas). Gaz de France, istituita con
la loi 46/6288 du 8 avril 1946 sur la nationalisation de l’électricité
et du gaz, che ne regola anche il funzionamento. Enti (sociétés
d’économie mixte o régies) per la distribuzione di energia elettrica,
richiamati dall’articolo 23 della loi 48/1260 du 12 août 1948 portant
modification des lois 46/6288 du 8 avril 1946 et 46/2298 du 21 octobre
1946 sur la nationalisation de l’électricité et du gaz. Compagnie
Française du Méthane di trasporto del gas. Enti locali o loro consorzi
per l’erogazione di energia termica al pubblico. IRLANDA Irish Gas
Board, che agisce in virtù del Gas Act 1976-1987 ed altri enti
disciplinati con Statute. Dublin Corporation per l’erogazione di
energia termica al pubblico. ITALIA SNAM e SGM e Montedison per il
trasporto di gas. Enti per la distribuzione di gas, disciplinati dal
Testo unico delle leggi sull’assunzione diretta dei pubblici servizi
da parte dei comuni e delle province approvato con Regio Decreto 15
ottobre 1925, n. 2578 e dal Decreto del P.R. n. 902 del 4 ottobre
1986. Enti per la distribuzione di energia termica al pubblico,
richiamati dall’articolo 10 della Legge 29 maggio 1982, n. 308 – Norme
sul contenimento dei consumi energetici, lo sviluppo delle fonti
rinnovabili di energia, l’esercizio di centrali elettriche alimentate
con combustibili diversi dagli idrocarburi. Enti locali, o loro
consorzi, per l’erogazione di energia termica al pubblico. LUSSEMBURGO
Société de transport de gaz SOTEG SA. Gaswerk Esch-Uelzecht SA.
Service industriel de la commune de Dudelange. Service industriel de
la commune de Luxembourg. Enti locali, o loro consorzi, per
l’erogazione di energia termica al pubblico. PAESI BASSI NV
Nederlandse Gasunie Enti per il trasporto o la distribuzione di gas in
base ad una licenza (vergunning) rilasciata dagli enti locali ai sensi
della Gemeentewet. Enti locali e provinciali per il trasporto o la
distribuzione di gas al pubblico ai sensi della Gemeentewet e della
Provinciewet. Enti, locali, o loro consorzi, per l’erogazione di
energia termica al pubblico. PORTOGALLO Petroquímica e Gás de
Portugal, EP ai sensi del Decreto-Lei no 346-A/88 de 29 de Setembro de
1988. REGNO UNITO British Gas plc e altri enti il cui funzionamento è
disciplinato dal Gas Act 1986. Enti locali, o loro consorzi,
incaricati di erogore l’energia termica in virtù del Local Government
(Miscellaneous Provisions) Act 1976. Electricity Boards, incaricati
dell’erogazione di energia termica in virtù dell’Electricity Act
1947.
ALLEGATO IV PROSPEZIONE ED ESTRAZIONE DI PETROLIO E DI GAS Gli
enti titolari di un’autorizzazione, di un permesso, di una licenza o
di una concessione per la prospezione o estrazione di petrolio e di
gas in forza dei seguenti atti : BELGIO Loi du 1er mai 1939 complétée
par l’arrêté royal no 83 du 28 novembre 1939 sur l’exploration et
l’exploitation du pétrole et du gaz. Arrêté royal du 15 novembre 1919.
Arrêté royal du 7 avril 1953. Arrêté royal du 15 mars 1960 (loi au
sujet de la plate-forme continentale du 15 juin 1969). Arrêté de
l’exécutif régional wallon du 29 septembre 1982. Arrêté de l’exécutif
flamand du 30 mai 1984. DANIMARCA Lov nr. 293 af 10. juni 1981 om
anvendelse af Danmarks undergrund. Lov om kontinentalsoklen, jf.
lovbekendtgoerelse nr. 182 af 1. maj 1979. GERMANIA Bundesberggesetz
vom 13. August 1980, modificata da ultimo il 12 febbraio 1990. GRECIA
Legge 87/1975 che istituisce DEP EKY. Peri idryseos Dimosias
Epicheiriseos Petrelaioy. SPAGNA Ley sobre Investigación y Explotación
de Hidrocarburos de 27 de junio de 1974 e relativi decreti
d’attuazione. FRANCIA Code minier (décret 56-838 du 16 août 1956),
modificato da loi 56-1327 du 29 décembre 1956, ordonnance 58-1186 du
10 décembre 1958, décret 60-800 du 2 août 1960, décret 61-6359 du 7
avril 1961, loi 70-1 du 2 janvier 1970, loi 77-620 du 16 juin 1977,
décret 80-204 du 11 mars 1980, ad essa allegato. IRLANDA Continental
Shelf Act 1960. Petroleum and Other Minerals Development Act 1960.
Ireland Exclusive Licensing Terms 1975. Revised Licensing Terms 1987.
Petroleum (Production) Act (NI) 1964. ITALIA Legge 10 febbraio 1953,
n. 136. Legge 11 gennaio 1957, n. 6, modificata dalla legge 21 luglio
1967, n. 613. LUSSEMBURGO – PAESI BASSI Mijnwet nr. 285 van 21 april
1810. Wet opsporing delfstoffen nr. 258 van 3 mei 1967. Mijnwet
continentaalplat 1965, nr. 428 van 23 september 1965. PORTOGALLO Area
emersa : Decreto-Lei no 543/74 de 16 de Outubro de 1974, no 168/77 de
23 de Abril de 1977, no 266/80 de 7 de Agosto de 1980, no 174/85 de 21
de Maio de 1985 e il Despacho no 22 de 15 de Março de 1979. Area
immersa : Decreto-Lei no 47973 de 30 de Setembro de 1967, no 49369 de
11 de Novembro de 1969, no 97/71 de 24 de Março de 1971, no 96/74 de
13 de Março de 1974, no 266/80 de 7 de Agosto de 1980, no 2/81 de 7 de
Janeiro de 1981 en no 245/82 de 22 de Junho de 1982. REGNO UNITO
Petroleum Production Act 1934. Continental Shelf Act 1964. Petroleum
(Production) Act (Northern Ireland) 1964.
ALLEGATO V PROSPEZIONE ED
ESTRAZIONE DEL CARBONE E DI ALTRI COMBUSTIBILI SOLIDI BELGIO Enti per
la prospezione o estrazione del carbone o altri combustibili solidi ai
sensi dell’arrêté du régent du 22 août 1948 e della loi du 22 avril
1980. DANIMARCA Enti per la prospezione o estrazione del carbone o
altri combustibili solidi ai sensi della lovbekendtgoerelse nr. 531 af
10. oktober 1984. GERMANIA Enti per la prospezione o estrazione del
carbone o altri combustibili solidi ai sensi della Bundesberggesetz
vom 13. August 1980, BGBI 1980, modificata da ultimo il 12 febbraio
1990. GRECIA Società di diritto pubblico (Dimosia Epicheirisi
Ilektrismoy) per la prospezione o l’estrazione di carbone o altri
combustibili solidi ai sensi del Codice minerario del 1973, modificato
dalla legge del 27 aprile 1976. SPAGNA Enti per la prospezione o
estrazione del carbone o di altri combustibili solidi ai sensi della
Ley 22/1973, de 21 de julio, de Minas, modificata dalla Ley 54/1980,
de 5 de noviembre e dal Real Decreto Legislativo 1303/1986, de 28 de
junio. FRANCIA Enti per la prospezione ed estrazione del carbone e
altri combustibili solidi ai sensi del code minier (décret 56-863 du
16 août 1956), modificato dalla loi 77-620 du 16 juin 1977, dal décret
80-204 e dall’arrêté du 11 mars 1980. IRLANDA Bord na Mona. Enti
incaricati della prospezione dell’estrazione del carbone in virtù dei
Minerals Development Acts 1940 to 1970. ITALIA Carbo Sulcis
SpA.
LUSSEMBURGO – PAESI BASSI – PORTOGALLO Empresa Carbonífera do
Douro. Empresa Nacional de Urânio. REGNO UNITO British Coal
Corporation (BBC) istituito con il Coal Industry Nationalization Act
1946. Enti titolari di una licenza rilasciata dal BCC ai sensi del
Coal Industry Nationalization Act 1946. Enti per la prospezione o
estrazione di combustibili solidi ai sensi del Mineral Development Act
(Northern Ireland) 1969.
ALLEGATO VI ENTI AGGIUDICATORI NEL SETTORE
DEI SERVIZI FERROVIARI BELGIO Société nationale des chemins de fer
belges/Nationale Maatschappij der Belgische Spoorwegen. DANIMARCA
Danske Statsbaner (DSB). Enti istituiti con la lov nr. 295 af 6. juni
1984 om privatbanerne, jf. lov nr. 245 af 6. august 1977. GERMANIA
Deutsche Bundesbahn Altri enti che forniscono servizi ferroviari al
pubblico, definiti nel § 2 Absatz 1 des Allgemeines Eisenbahngesetzes
del 29 marzo 1951. GRECIA Ente delle ferrovie della Grecia (OSE).
Organismos Sidirodromon Ellados (OSE) SPAGNA Red Nacional de los
Ferrocarriles Españoles. Ferrocarriles de Vía Estrecha (FEVE).
Ferrocarrils de la Generalitat de Catalunya (FGC). Eusko Trenbideak
(Bilbao). Ferrocarriles de la Generalitat Valenciana (FGV). FRANCIA
Société nationale des chemins de fer français e altri réseaux
ferroviaires ouverts au public, richiamati dalla loi d’orientation des
transports intérieurs du 30 décembre 1982, titre II, chapitre 1er du
transport ferroviaire. IRLANDA Iarnrod Éireann (Ferrovie irlandesi)
(Irish Rail). ITALIA Ferrovie dello Stato Enti che forniscono servizi
ferroviari in base a concessione rilasciata ai sensi dell’articolo 10
del Regio Decreto 9 maggio 1912, n. 1447, che approva il testo unico
delle disposizioni di legge per le ferrovie concesse all’industria
private, le tramvie a trazione meccanica e gli automobili. Enti che
operano in base a concessione rilasciata dallo Stato ai sensi delle
leggi speciali richiamate dal Titolo XI, Capo II, Sezione 1a del Regio
Decreto 9 maggio 1912, n. 1447, che approva il testo unico delle
disposizioni di legge per le ferrovie concesse all’industria privata,
le tramvie a trazione meccanica e gli automobili. Enti che forniscono
servizi ferroviari in base a concessione rilasciata a norma
dell’articolo 4 della Legge 14 giugno 1949, n. 410 – Concorso dello
Stato per la riattivazione dei pubblici servizi di trasporto in
concessione. Enti o autorità locali che forniscono servizi ferroviari
in base a concessione rilasciata a norma dell’articolo 14 della Legge
2 agosto 1952, n. 1221 – Provvedimenti per l’esercizio ed il
potenziamento di ferrovie e di altre linee di trasporto in regime di
concessione. LUSSEMBURGO Chemins de fer luxembourgeois (CFL). PAESI
BASSI Nederlandse Spoorwegen NV. PORTOGALLO Caminhos de Ferro
Portugueses. REGNO UNITO British Rail. Northern Ireland
Railways.
ALLEGATO VII ENTI AGGIUDICATORI NEL SETTORE DEI SERVIZI
URBANI DI FERROVIE, TRAMVIE, FILOBUS O AUTOBUS BELGIO Société
nationale des chemins de fer vicinaux (SNCV)/Nationale Maatschappij
van Buurtspoorwegen (NMB). Enti che forniscono servizi di trasporto al
pubblico, che operano in base ad un contratto stipulato con la SNCV a
norma degli articoli 16 e 21 dell’arrêté du 30 décembre 1946 relatif
aux transports rémunérés de voyageurs par route effectués par autobus
et par autocars. Société des transports intercommunaux de Bruxelles
(STIB), Maatschappij van het Intercommunaal Vervoer te Antwerpen
(MIVA), Maatschappij van het Intercommunaal Vervoer te Gent (MIVG),
Société des transports intercommunaux de Charleroi (STIC), Société des
transports intercommunaux de la région liégeoise (STIL), Société des
transports intercommunaux de l’agglomération verviétoise (STIAV), e
altri enti istituiti ai sensi della Loi relative à la création de
sociétés de transports en commun urbains/Wet betreffende de oprichting
van maatschappijen voor stedelijk gemeenschappelijk vervoer del 22
febbraio 1962. Enti che forniscono servizi di trasporto al pubblico,
che operano in base ad un contratto stipulato con la STIB a norma
dell’article 10 o con altri enti di trasporto a norma dell’article 11
dell’arrêté royal 140 du 30 décembre
1982 relatif aux mesures
d’assainissement applicables à certains organismes d’intérêt public
dépendant du ministère des communications. DANIMARCA Danske Statsbaner
(DSB) Enti che forniscono servizi di autobus al pubblico (almindelig
rutekorsel) in base ad autorizzazione rilasciata ai sensi della lov
nr. 115 af 29. marts 1978 om buskoersel. GERMANIA Enti autorizzati che
forniscono servizi di trasporto a breve distanza al pubblico
(oeffentlichen Personennahverkehr) in virtù della
Personenbefoerderungsgesetz del 21 marzo 1961, modificata da ultimo il
25 luglio 1989. GRECIA Ilektrokinita Leoforeia Periochis
Athinon-Peiraios. (Autobus elettrici della zona Atene – Pireo), ente
che opera ai sensi del decreto 768/1970 e della legge 588/1977.
Ilektrikoi Sidirodromoi Athinon-Peiraios. (Ferrovie elettriche Atene –
Pireo), ente che opera ai sensi delle leggi 352/1976 e 588/1977.
Epicheirisi Astikon Sygkoinonion. (Azienda per i trasporti urbani),
ente che opera ai sensi della legge 588/1977. Koino Tameio Eisirazeos
Leoforeion. (Consorzio di aziende di trasporti con autobus), ente che
opera ai sensi del decreto 102/1973. RODA (Dimotiki Epicheirisi
Leoforeion Rodoy). Roda (azienda municipale di Rodi per i trasporti
con autobus). Organismos Astikon Sygkoinonion Thessalonikis.
Organizzazione dei trasporti urbani di Tessalonicco, che opera ai
sensi del decreto 3721/1957 e della legge 716/1980. SPAGNA Enti che
forniscono servizi di trasporto al pubblico ai sensi della Ley de
Régimen Local. Corporación metropolitana de Madrid. Corporación
metropolitana de Barcelona. Enti che forniscono servizi urbani o
interurbani al pubblico ai sensi degli articoli 113-118 della Ley de
Ordenación de Transportes Terrestres de 31 de julio de 1987. Enti che
forniscono servizi di autobus al pubblico ai sensi dell’articolo 71
della Ley de Ordinación de Transportes Terrestres de 31 de julio de
1987. FEVE, RENFE (o Empresa Nacional de Transportes de Viajeros por
Carretera) che forniscono servizi di autobus al pubblico ai sensi
delle Disposiciones adicionales. Primera, de la Ley de Ordenación de
Transportes Terrestres de 31 de julio de 1957. Enti che forniscono
servizi di autobus al pubblico ai sensi delle Disposiciones
Transitorias, Tercera, de la Ley de Ordenación de Transportes
Terrestres de 31 de julio de 1957. FRANCIA Enti che forniscono servizi
di trasporto al pubblico ai sensi dell’article 7-11 de la Loi 82-1153
du 30 décembre 1982, transports intérieurs, orientation. Régie
autonome des transports parisiens, Société nationale des chemins de
fer français, APTR, e altri enti che forniscono servizi di trasporto
al pubblico in base ad autorizzazione rilasciata dal syndicat des
transports parisiens ai sensi dell’ordonnance de 1959 et ses décrets
d’application relatifs à l’organisation des transports de voyageurs
dans la région parisienne. IRLANDA Iarnrod Éireann (Irish Rail)
(Ferrovie irlandesi). Bus Éireann (Irish Bus) (Autobus irlandesi). Bus
Átha Cliath (Dublin Bus) (Autobus di Dublino). Enti che forniscono
servizi di trasporto al pubblico in base alle disposizioni del Road
Transport Act 1932, modificato. ITALIA Enti che forniscono servizi di
trasporto al pubblico in base a concessione rilasciata ai sensi della
Legge 28 settembre 1939, n. 1822 – Disciplina degli autoservizi di
linea (autolinee per viaggiatori, bagagli e pacchi agricoli in regime
di concessione all’industria privata) – articolo 1, modificata
dall’articolo 45 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno
1955, n. 771. Enti che forniscono servizi di trasporto al pubblico ai
sensi dell’articolo 1, n. 4 o n. 15, del Regio Decreto 15 ottobre
1925, n. 2578 – Approvazione del Testo unico della legge
sull’assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei comuni e
delle province. Enti che operano in base a concessione rilasciata a
norma dell’articolo 242 o 256 del Regio Decreto 9 maggio 1912, n.
1447, che approva il Testo unico delle disposizioni di legge per le
ferrovie concesse all’industria privata, le tramvie a trazione
meccanica e gli automobili. Enti a autorità locali che operano in base
a concessione rilasciata ai sensi dell’articolo 4 della Legge 14
giugno 1949, n. 410 – Concorso dello Stato per la riattivazione dei
pubblici servizi di trasporto in concessione. Enti che operano in base
a concessione rilasciata ai sensi dell’articolo 14 della Legge 2
agosto 1952, n. 1221 – Provvedimenti per l’esercizio ed il
potenziamento di ferrovie e di altre linee di trasporto in regime di
concessione. LUSSEMBURGO Chemins de fer du Luxembourg (CFL).
Service
communal des autobus municipaux de la ville de Luxembourg. Transports
intercommunaux du canton d’Esch-sur-Alzette (TICE). Les entrepreneurs
d’autobus che operano ai sensi del règlement grand-ducal du 3 février
1978 concernant les conditions d’octroi des autorisations
d’établissement et d’exploitation des services de transports routiers
réguliers de personnes rémunérées. PAESI BASSI Enti che forniscono
servizi di trasporto al pubblico ai sensi del capo II (Openbaar
vervoer) della Wet Personenvervoer van 12 maart 1987. PORTOGALLO
Rodoviaria Nacional, EP. Companhia Carris de ferro de Lisboa.
Metropolitano de Lisboa, EP. Serviços de Transportes Colectivos do
Porto. Serviços Municipalizados de Transporte do Barreiro. Serviços
Municipalizados de Transporte de Aveiro. Serviços Municipalizados de
Transporte de Braga. Serviços Municipalizados de Transporte de
Coimbra. Serviços Municipalizados de Transporte de Portalegre. REGNO
UNITO Enti che forniscono servizi di autobus al pubblico ai sensi del
London Regional Transport Act 1984. Glasgow Underground. Greater
Manchester Rapid Transit Company. Docklands Light Railway. London
Underground Ltd. British Railways Board. Tyne and Wear Metro.
ALLEGATO
VIII ENTI AGGIUDICATORI NEL SETTORE DELLA ATTREZZATURE AEROPORTUALI
BELGIO Régie des voies aériennes istituito con l’arrêté-loi du 20
novembre 1946 portant création de la régie des voies aériennes
modificato dall’arrêté royal du 5 octobre 1970 portant refonte du
statut de la régie des voies aériennes. DANIMARCA Aeroporti che
operano in base ad autorizzazione rilasciata a norma del § 55, stk. 1
i lov om luftfart, jf. lovbekendtgoerelse nr. 408 af 11. september
1985. GERMANIA Aeroporti, quali definiti all’articolo 38 Absatz 2 Nr.
1 delle Luftverkehrszulassungsordnung del 19 giugno 1964, zuletzt
geaendert durch die Verordnung vom 21. Juli 1986. GRECIA Aeroporti che
operano in base alla legge 517/1931 istitutiva del servizio
dell’aeronautica civile. Ypiresia Politikis Aeroporias (YPA).
Aeroporti internazionali che operano ai sensi del decreto 647/981.
SPAGNA Aeroporti gestiti de Aeropuertos Nacionales, ente istituito dal
Real Decreto 278/1982 de 15 de octubre de 1982. FRANCIA Aéroports de
Paris, ente che opera ai sensi del titre V, articles L 251-1 à 252-1
del code de l’aviation civile. Aéroport de Bâle-Mulhouse, instituito
dalla convention franco-suisse du 4 juillet 1949. Aeroporti definiti
nell’Article L 270-1 du code de l’aviation civile. Aeroporti che
operano in base al cahier de charges type d’une concession d’aéroport,
décret du 6 mai 1955. Aeroporti che operano in base ad una convention
d’exploitation ai sensi dell’article L 221, code de l’aviation civile.
IRLANDA Aeroporti di Dublin, Cork en Shannon gestiti da Aer
Rianta-Irish Airports (Aeroporti irlandesi). Aeroporti che operano in
base a licenza per attività di pubblica utilità, rilasciata in base ai
seguenti atti : Air Navigation and Transport Act No 40 1936, il
Transport Fuel and Power (Transfer of Departmental Administration and
Ministerial Functions Order 1959) e Air Navigation (Aerodrome and
Visual Ground Aids) Order 1970 (SI No 291 of 1970). ITALIA Aeroporti
per l’aviazione civile (aerodromi civili istituiti dallo Stato)
richiamati dall’articolo 691 del Codice della navigazione, Regio
Decreto 30 marzo 1942, n. 327. Enti che gestiscono impianti
aeroportuali in base a concessione rilasciata a norma dell’articolo
694 del Codice della navigazione, Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327.
LUSSEMBURGO Aéroport de Findel. PAESI BASSI Aeroporti civili che
operano ai sensi degli articoli 18 e seguenti della Luchtvaartwet del
15 gennaio 1958, modificata il 7 giugno 1978. PORTOGALLO Aeroporti
gestiti da Aeroportos de Navegaçao Aérea (ANA), EP ai sensi del
Decreto-Lei no 246/79. Aeroporto do Funchal e Aeroporto de Porto
Santo, trasferiti alla competenza regionale con il Decreto-Lei no
284/81. REGNO UNITO Aeroporti gestiti da BAA plc.
Aeroporti che hanno
la forma di società per azioni ad azionariato limitato (public limited
companies – plc) ai sensi dell’Airports Act 1986.
ALLEGATO IX ENTI
AGGIUDICATORI NEL SETTORE DELLE ATTREZZATURE PER PORTI MARITTIMI,
PORTI FLUVIALI O ALTRI TERMINALI BELGIO Société anonyme du canal et
des installations maritimes de Bruxelles. Port autonome de Liège. Port
autonome de Namur. Port autonome de Charleroi. Port de la ville de
Gand. La Compagnie des installations maritimes de Bruges –
Maatschappij der Brugse haveninrichtingen. Société intercommunale de
la rive gauche de l’Escaut – Intercommunale maatschappij van de linker
Scheldeoever (Port d’Anvers). Port de Nieuport. Port d’Ostende.
DANIMARCA I porti definiti nell’articolo 1, I-III del bekendtgoerelse
nr. 604 af 16. december 1985 om hvilke havne der er omfattet af lov om
trafikhavne, jf. lov nr. 239 af 12. maj 1976 om trafikhavne. GERMANIA
Porti marittimi di proprietà totale o parziale di enti territoriali
(Laender, Kreise, Gemeinden). Porti fluviali soggetti alla
Hafenordnung in forza delle Wassergesetze dei Laender. GRECIA Porto
del Pireo Organismos Limenos Peiraios istituito dalla legge
d’emergenza 1559/1950 e dalla legge 1630/1951. Porto di Tessalonicco
Organismos Limenos Thessalonikis, istituito con AN 2251/1953. Altri
porti retti dal decreto presidenziale 649/1977 (PD 649/1977).
Epopteia, organosi leitoyrgias kai dioikitikos elenchos limenon
(vigilanza, organizzazione del funzionamento e controllo
amministrativo). SPAGNA Puerto de Huelva, istituito con il Decreto de
2 de octubre de 1969, no 2380/69. Puertos y Faros. Otorga Régimen de
Estatuto de Autonomía al Puerto de Huelva. Puerto de Barcelona,
istituito con il Decreto de 25 de agosto de 1978, no 2407/78. Puertos
y Faros. Otorga al de Barcelona Régimen de Estatuto de Autonomía.
Puerto de Bilbao, istituito con il Decreto de 25 de agosto de 1978, no
2048/78. Puertos y Faros. Otorga al de Bilbao Régimen de Estatuto de
Autonomía. Puerto de Valencia, istituito con il Decreto de 25 de
agosto de 1978, no 2409/78. Puertos y Faros. Otorga al de Valencía
Régimen de Estatuto de Autonomía. Juntas de Puertos, il cui
funzionamento è disciplinato dai seguenti atti : Ley 27/68 de 20 de
junio de 1968. Puertos y Faros. Juntas de Puertos y Estatutos de
Autonomía e il Decreto de 9 de abril de 1970, no 1350/70. Juntas de
Puertos. Reglamento. Porti gestiti dalla Comisión Administrativa de
Grupos de Puertos costituita dalla Ley 27/68 de 20 de junio de 1968,
Decreto 1958/78 de 23 de junio de 1978 e dal Decreto 571/81 de 6 de
mayo de 1981. I porti elencati nel Real Decreto 989/82 de 14 de mayo
de 1982. Puertos. Clasificación de los de interés general. FRANCIA
Port autonome de Paris, istituito con la Loi 68/917 du 24 octobre 1968
relative au port autonome de Paris. Port autonome de Strasbourg,
istituito dalla convention du 20 mai 1923 entre l’État et la ville de
Strasbourg relative à la construction du port rhénan de Strasbourg et
à l’exécution de travaux d’extension de ce port, ratificata dalla Loi
du 26 avril 1924. Altri porti fluviali interni, istituiti o gestiti in
forza dell’article 6 (navigation intérieure) del décret 69-140 du 6
février 1969 relatif aux concessions d’outillage public dans les ports
maritimes. Ports autonomes, disciplinati dagli articles L 111-1 et
suivants del code des ports maritimes. Ports non autonomes,
disciplinati dagli articles R 121-1 et suivants del code des ports
maritimes. Porti gestiti da autorità regionali (départements) o che
operano in base a concessione rilasciata dalle autorità regionali
(départements) a norma dell’article 6 della loi 86-663 du 22 juillet
1983 complétant la loi 83-8 du 7 janvier 1983 relative à la
répartition de compétences entre les communes, départements et l’État.
IRLANDA Porti disciplinati dallo Harbour Act 1946 to 1976. Porto di
Dun Laoghaire gestito ai sensi dello State Harbours Act 1924. Porto di
Rosslare Harbour, gestito ai sensi del Finguard e Rosslare Railways e
Harbours Act 1899. ITALIA Porti statali e altri porti gestiti dalle
Capitanerie di Porto a norma del Codice della navigazione, Regio
Decreto 30 marzo 1942, n. 32. Porti autonomi (enti portuali) istituiti
con leggi speciali a norma dell’articolo 19 del Codice della
navigazione, Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327. LUSSEMBURGO Port de
Mertert, istituito e disciplinato dalla loi du 22 juillet 1963
relative à l’aménagement et à l’exploitation d’un port fluvilal sur la
Moselle. PAESI BASSI Havenbedrijven, istituito e disciplinato dalla
Gemeentewet van 29 juni 1851.
Havenschap Vlissingen, istituito dalla
wet van 10 september 1970 houdende een gemeenschappelijke regeling tot
oprichting van het Havenschap Vlissingen. Havenschap Terneuzen,
istituito dalla wet van 8 april 1970 houdende een gemeenschappelijke
regeling tot oprichting van het Havenschap Terneuzen. Havenschap
Delfzijl, istituito dalla wet van 31 juli 1957 houdende een
gemeenschappelijke regeling tot oprichting van het Havenschap
Delfzijl. Industrie- en havenschap Moerdijk, istituito dal
gemeenschappelijke regeling tot oprichting van het Industrie- en
havenschap Moerdijk van 23 oktober 1970, approvato con Koninklijke
Besluit nr. 23 van 4 maart 1972. PORTOGALLO Porto do Lísboa, istituito
con il Decreto Real de 18 de Fevereiro de 1907 e disciplinato dal
Decreto-Lei no 36976 de 20 de Julho de 1948. Porto do Douro e Leixões,
istituito con il Decreto-Lei no 36977 de 20 de Julho de 1948. Porto de
Sines, istituito con il Decreto-Lei no 508/77 de 14 de Dezembro de
1977. Iporti di Setúbal, Aveiro, Figueira da Foz, Viana do Castelo,
Portimao e Faro disciplinati dal Decreto-Lei no 37754 de 18 de
Fevereiro de 1950. REGNO UNITO Harbour Authorities ai sensi della
section 57 of the Harbours Act 1964 che istituisce impianti portuali
per vettori marittimi o fluviali.
ALLEGATO X GESTIONE DELLE RETI DI
TELECOMUNICAZIONI OD OFFERTA DI SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONI BELGIO
Régie des Télégraphes et des Téléphones. Regie van Telegrafie en
Telefonie. DANIMARCA Kjoebenhavns Telefon Aktieselskab. Jydsk Telefon.
Fyns Telefon. Statens Teletjeneste. Tele Soenderjylland. REPUBBLICA
FEDERALE DI GERMANIA Deutsche Bundespost – Telekom. Mannesmann –
Mobilfunk GmbH. GRECIA OTE/Ente ellenico per le telecomunicazioni.
SPAGNA Compañía Telefónica Nacional de España. FRANCIA Direction
générale des télécommunications. Transpac. Telecom service mobile.
Société française de radiotéléphone. IRLANDA Telecom Éireann. ITALIA
Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni. Azienda di
stato per i servizi telefonici. Società italiana per l’esercizio
telefonico SpA. Italcable. Telespazio SpA. LUSSEMBURGO Administration
des postes et télécommunications. PAESI BASSI Koninklijke PTT
Nederland NV e sue filiali(1) .
PORTOGALLO Telefones de Lisboa e
Porto, SA. Companhia Portuguesa Rádio Marconi. Correios e
Telecomunicações de Portugal. REGNO UNITO British Telecommunications
plc. Mercury Communications Ltd. City of Kingston upon Hull. Racal
Vodafone. Telecoms Securicor Cellular Radio Ltd (Cellnet).
(1) Esclusa
PTT Post BV.
ALLEGATO XI ELENCO DELLE ATTIVITÀ PROFESSIONALI QUALI
FIGURANO NELLA NOMENCLATURA GENERALE DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE NELLA
COMUNITÀ EUROPEA /* Tabelle: v. GUCE */
ALLEGATO XII A. PROCEDURE
APERTE 1.Nome, indirizzo, indirizzo telegrafico, numeri di telefono,
telex e telefax dell’ente aggiudicatore. 2.Natura dell’appalto
(forniture, lavori o servizi; indicare se del caso se si tratta di un
accordo quadro). Categoria di servizio ai sensi dell’allegato XVI A o
XVI B e descrizione (numero di riferimento CPC). 3.Luogo di consegna,
di esecuzione o di prestazione. 4.Per le forniture e i lavori:
a)Natura e quantità dei prodotti da fornire
o natura ed entità delle
prestazioni, caratteristiche generali dell’opera. b)Indicazioni
relative alla possibilità, per i fornitori, di presentare offerte per
tutte le forniture richieste e/o parti di esse. Se l’opera o l’appalto
è suddiviso in più lotti, ordine di grandezza dei vari lotti e
possibilità di presentare offerte per uno, per più o per l’insieme dei
lotti. c)Per gli appalti di lavori: informazioni sull’obiettivo
dell’opera o dell’appalto, se quest’ultimo comporta anche
l’elaborazione di progetti. 5.Per i servizi: a)Eventuale indicazione
del fatto che la prestazione del servizio sia riservata ad una
particolare professione in forza di disposizioni legislative,
regolamentari od amministrative. b)Riferimenti alle disposizioni
legislative, regolamentari od aministrative in causa. c)Menzione di un
eventuale obbligo per le persone giuridiche di indicare il nome e le
qualifiche professionali delle persone responsabili della prestazione
del servizio. d)Eventuale indicazione della facoltà di presentare
offerte per una parte dei servizi in questione. 6.Autorizzazione a
presentare varianti. 7.Eventuale deroga all’utilizzazione di
specifiche europee, a norma dell’articolo 13, paragrafo 6. 8.Termine
per la consegna o l’esecuzione o durata dell’appalto di servizi.
9.a)Nome e indirizzo del servizio al quale possono essere richiesti il
capitolato d’oneri ed i documenti complementari. b)Se applicabile,
importo e modalità di pagamento della somma da versare per ottenere
tali documenti. 10.a)Termine ultimo per la ricezione delle offerte.
b)Indirizzo al quale devono essere inoltrate le offerte. c)Lingua o
lingue nelle quali devono essere redatte le offerte. 11.a)Se
applicabile, persone ammesse ad assistere all’apertura delle offerte.
b)Data, ora e luogo di tale apertura. 12.Se applicabile, cauzioni ed
altre forme di garanzia richieste. 13.Modalità essenziali di
finanziamento e di pagamento e/o riferimenti alle disposizioni in
materia. 14.Se applicabile, forma giuridica che dovrà assumere il
raggruppamento o associazione di fornitori, imprenditori o prestatori
di servizi al quale sia aggiudicato l’appalto. 15.Condizioni minime di
carattere economico e tecnico che il fornitore, l’imprenditore o il
prestatore di servizi aggiudicatario deve assolvere. 16.Periodo di
tempo durante il quale l’offerente è vincolato alla propria offerta.
17.Criteri per l’aggiudicazione dell’appalto e loro classificazione
per ordine di importanza. I criteri diversi dal prezzo più basso vanno
indicati se non figurano nei capitolati d’oneri. 18.Altre
informazioni. 19.Se applicabile, il riferimento della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee dell’avviso periodico
al quale si riferisce l’appalto. 20.Data di spedizione del bando di
gara da parte dell’ente aggiudicatore. 21.Data di ricezione del bando
di gara da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
Comunità europee (da indicarsi a cura di detto Ufficio). B. PROCEDURE
RISTRETTE 1. Nome, indirizzo, indirizzo telegrafico, numeri di
telefono, telex e telefax dell’ente aggiudicatore. 2. Natura
dell’appalto (forniture, lavori o servizi; indicare se del caso se si
tratta di un accordo quadro). Categoria di servizio al sensi
dell’allegato XVI A o XVI B e descrizione (numero di riferimento CPC).
3. Luogo di consegna, di esecuzione o di prestazione. 4. Per le
forniture e i lavori: a) Natura e quantità dei prodotti da fornire o
natura ed entità delle prestazioni, caratteristiche generali
dell’opera. b) Indicazioni relative alla possibilità, per i fornitori,
di presentare offerte per tutte le forniture richieste e/o parti di
esse. Se l’opera o l’appalto è suddiviso in più lotti, ordine di
grandezza dei vari lotti e possibilità di presentare offerte per uno,
per più o per l’insieme dei lotti. c) Per gli appalti di lavori:
informazioni sull’obiettivo dell’opera o dell’appalto, se quest’ultimo
comporta anche l’elaborazione di progetti. 5. Per i servizi: a)
Eventuale indicazione del fatto che la prestazione del servizio sia
riservata ad una particolare professione in forza di disposizioni
legislative, regolamentari od amministrative. b) Riferimenti alle
disposizioni legislative, regolamentari od amministrative in causa. c)
Menzione di un eventuale obbligo per le persone giuridiche di indicare
il nome e le qualifiche professionali delle persone responsabili della
prestazione del servizio.
d) Eventuale indicazione della facoltà di
presentare offerte per una parte dei servizi in questione. 6.
Autorizzazione a presentare varianti. 7. Eventuale deroga
all’utilizzazione di specifiche europee, a norma dell’articolo 18,
paragrafo 6. 8. Termine per la consegna o l’esecuzione o durata
dell’appalto di servizi. 9. Se applicabile, forma giuridica che dovrà
assumere il raggruppamento o associazione di fornitori o imprenditori
o prestatori di servizi al quale sia aggiudicato l’appalto. 10. a)
Termine ultimo per la ricezione delle domande di partecipazione. b)
Indirizzo al quale devono essere spedite le domande di partecipazione.
c) Lingua o lingue nelle quali esse devono essere redatte. 11. Termine
entro il quale saranno spediti gli inviti a presentare offerte. 12. Se
applicabile, cauzioni ed altre forme di garanzia richieste. 13.
Modalità essenziali di finanziamento e di pagamento e/o riferimenti
alle disposizioni in materia. 14. Informazioni riguardanti la
situazione propria del fornitore, imprenditore o prestatore di servizi
e le condizioni minime di carattere economico e tecnico che deve
assolvere. 15. Criteri di aggiudicazione dell’appalto, se non figurano
nell’invito a presentare offerte. 16. Altre informazioni. 17. Se
applicabile, il riferimento della pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee dell’avviso periodico al quale si
riferisce l’appalto. 18. Data di spedizione del bando di gara da parte
dell’ente aggiudicatore. 19. Data di ricezione del bando di gara da
parte dell’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità
europee (da indicarsi a cura di detto Ufficio). C. PROCEDURE NEGOZIATE
1. Nome, indirizzo, indirizzo telegrafico, numeri di telefono, telex e
telefax dell’ente aggiudicatore. 2. Natura dell’appalto (forniture,
lavori o servizi; indicare se del caso se si tratta di un accordo
quadro). Categoria di servizio ai sensi dell’allegato XVI A o XVI B e
descrizione (numero di riferimento CPC). 3. Luogo di consegna, di
esecuzione o di prestazione. 4. Per le forniture e i lavori: a) Natura
e quanità dei prodotti da fornire, o natura ed entità delle
prestazioni, caratteristiche generali dell’opera. b) Indicazioni
relative alla possibilità, per i fornitori, di presentare offerte per
tutte le forniture richieste e/o parti di esse. Se l’opera o l’appalto
è suddiviso in più lotti, ordine di grandezza dei vari lotti e
possibilità di presentare offerte per uno, per più o per l’insieme dei
lotti. c) Per gli appalti di lavori: informazioni sull’obiettivo
dell’opera o dell’appalto, se quest’ultimo comporta anche
l’elaborazione di progetti. 5. Per i servizi: a) Eventuale indicazione
del fatto che la prestazione del servizio sia riservata ad una
particolare professione in forza di disposizioni legislative,
regolamentari od amministrative. b) Riferimenti alle disposizioni
legislative, regolamentari od amministrative in causa. c) Menzione di
un eventuale obbligo per le persone giuridiche di indicare il nome e
le qualifiche professionali delle persone responsabili della
prestazione del servizio. d) Eventuale indicazione della facoltà di
presentare offerte per una parte dei servizi in questione. 6.
Eventuale deroga all’utilizzazione di specifiche europee, a norma
dell’articolo 18, paragrafo 6. 7. Termine per la consegna o
l’esecuzione o durata dell’appalto di servizi. 8. a) Termine ultimo
per la ricezione delle domande di partecipazione. b) Indirizzo al
quale devono essere spedite le domande di partecipazione. c) Lingua o
lingue nelle quali esse devono essere redatte. 9. Se applicabile,
cauzioni ed altre forme di garanzia richieste. 10. Modalità essenziali
di finanziamento e di pagamento e/o riferimenti alle disposizioni in
materia. 11. Se applicabile, forma giuridica che dovrà assumere il
raggruppamento o associazione di fornitori, imprenditori o prestatori
di servizi al quale sia aggiudicato l’appalto. 12. Informazioni
riguardanti la situazione propria del fornitore, imprenditore o
prestatore di servizi e le condizioni minime di carattere economico e
tecnico che deve assolvere. 13. Se applicabile, i nomi e gli indirizzi
dei fornitori, imprenditori o prestatori di servizi già selezionati
dall’ente aggiudicatore. 14. Se applicabile, la data o le date di
precedenti pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee. 15. Altre informazioni. 16. Se applicabile, il riferimento
della publicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
dell’avviso periodico al quale si riferisce l’appalto. 17. Data di
spedizione del bando di gara da parte dell’ente aggiudicatore.
18.
Data di ricezione del bando di gara da parte dell’Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee (da indicarsi a cura di
detto Ufficio).
ALLEGATO XIII AVVISO RELATIVO ALL’ESISTENZA DI UN
SISTEMA DI QUALIFICAZIONE 1.Nome, indirizzo, numero di telefono,
indirizzo telegrafico, numero di telescrivente e di telecopiatrice
dell’ente aggiudicatore. 2.Oggetto del sistema di qualificazione.
3.Indirizzo presso il quale è possibile ottenere le norme riguardanti
il sistema di qualificazione (se tale indirizzo è diverso da quello
menzionato nel precedente n. 1). 4.Se applicabile, durata del sistema
di qualificazione.
ALLEGATO XIV AVVISO INFORMATIVO PERIODICO A. Per
gli appalti di forniture : 1. Nome, indirizzo, numero di telefono,
indirizzo telegrafico, numero di telescrivente e di telecopiatrice
dell’ente aggiudicatore o del servizio presso il quale si possono
ottenere informazioni complementari. 2. Natura e quantità o valore
delle prestazioni o dei prodotti da fornire. 3. a) Data stimata
dell’inizio delle procedure di aggiudicazione dell’appalto o degli
appalti (se tale data è nota). b) Tipo di procedura di aggiudicazione
che verrà impiegato. 4. Altre informazioni (ad esempio, indicare se un
avviso di bando di gara sarà pubblicato ulteriormente). 5. Data di
spedizione dell’avviso da parte degli enti aggiudicatori. 6. Data di
ricezione dell’avviso da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunità europee (che deve essere fornita da detto
ufficio). B. Per gli appalti di lavori : 1. Nome, indirizzo, numero di
telefono, indirizzo telegrafico, numero di telescrivente e di
telecopiatrice dell’ente aggiudicatore. 2. a) Luogo di esecuzione. b)
Natura e entità delle prestazioni, principali caratteristiche
dell’opera o dei lotti relativi all’opera. c) Stima del costo delle
prestazioni previste. 3. a) Tipo di procedura di aggiudicazione che
verrà impiegato. b) Data prevista per l’inizio delle procedure di
aggiudicazione dell’appalto o degli appalti. c) Data prevista pe
l’inizio dei lavori. d) Scadenzario previsto per l’esecuzione dei
lavori. 4. Modalità di finanziamento dei lavori o di revisione dei
prezzi. 5. Altre informazioni (ad esempio, indicare se un avviso di
bando di gara sarà pubblicato ulteriormente). 6. Data di spedizione
dell’avviso da parte degli enti aggiudicatori. 7. Data di ricezione
dell’avviso da parte dell’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
Comunità europee (che deve essere fornita da detto ufficio). C. Per
gli appalti di servizi 1. Nome, indirizzo, indirizzo telegrafico,
numeri di telefono, telex e telefax dell’ente aggiudicatore o del
servizio presso il quale si possono ottenere informazioni
complementari. 2. Appalti complessivi che s’intende aggiudicare in
ciascuna delle categorie di servizi di cui all’allegato XIV A. 3. a)
Date prevista per l’inizio delle procedure d’aggiudicazione
dell’appalto o degli appalti (se tale data è nota). b) Tipo di
procedura di aggiudicazione che verrà impiegata. 4. Altre informazioni
(ad esempio, indicare se un bando di gara sarà pubblicato
ulteriormente). 5. Data d’invio dell’avviso da parte dell’ente
aggiudicatore. 6. Data di ricezione dell’avviso da parte dell’Ufficio
delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee (da indicarsi a
cura di detto Ufficio).
ALLEGATO XV AVVISO RELATIVO AGLI APPALTI
AGGIUDICATI I. Informazioni per la pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee 1. Nome e indirizzo dell’ente
aggiudicatore. 2. Tipo di appalto (forniture, lavori o servizi:
indicare eventualmente se si tratta di un accordo quadro). 3. Almeno
una sintesi sul tipo di prodotti, lavori o servizi forniti. 4. a)
Forma di indizione di gara (avviso relativo al sistema di
qualificazione, avviso periodico, bando di gara). b) Riferimento della
pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee. c) Nel caso di appalti aggiudicati senza indizione di gara,
indicare la disposizione pertinente dell’articolo 20, paragrafo 2 o il
riferimento all’articolo 16. 5. Procedura di aggiudicazione
dell’appalto (procedura aperta, ristretta o negoziata). 6. Numero
delle offerte ricevute. 7. Data di aggiudicazione dell’appalto. 8.
Prezzo pagato per gli acquisti d’opportunità effettuati in virtù
dell’articolo 20, paragrafo 2, lettera j). 9. Nome e indirizzo del
fornitore, imprenditore o prestatore di servizi aggiudicatario (o
degli aggiudicatari). 10. Indicare, se del caso, se il contratto è
stato o potrebbe essere subappaltato. 11. Informazioni facoltative: –
valore e quota da concedere eventualmente in subappalto a terzi;

criterio di aggiudicazione dell’appalto; – prezzo (o gamma dei prezzi)
pagato(i). II. Informazioni non destinate ad essere pubblicate 12.
Numero di appalti aggiudicati (quando un appalto è stato suddiviso tra
più fornitori). 13. Valore di ciascun appalto aggiudicato. 14. Paese
d’origine del prodotto o del servizio (origine CEE o origine non
comunitaria e, in quest’ultimo caso, ripartizione per paese terzo).
15. Si è fatto ricorso alle deroghe di cui all’articolo 18, paragrafo
6 all’uso delle specifiche europee? In caso affermativo, a quali? 16.
Quale criterio di aggiudicazione è stato utilizzato? (offerta
economicamente più vantaggiosa, prezzo più basso, criteri autorizzati
dall’articolo 35). 17. L’appalto è stato aggiudicato a un offerente
che presentava una variante a norma dell’articolo 34, paragrafo 3? 18.
Vi sono state offerte che non sono state accettate in quanto
anormalmente basse, conformemente all’articolo 34, paragrafo 5? 19.
Data di invio del presente avviso da parte dell’ente aggiudicatore.
20. Nel caso degli appalti che hanno per oggetto dei servizi figuranti
nell’allegato XVI B, l’accordo dell’ente aggiudicatore per la
pubblicazione dell’avviso (articolo 24, paragrafo 3).
ALLEGATO XVI A
SERVIZI A NORMA DELL’ARTICOLO 15 /* Tabelle: v. GUCE */
ALLEGATO XVI B
SERVIZI A NORMA DELL’ARTICOLO 16 /* Tabelle: v. GUCE */
ALLEGATO XVII
BANDO DI CONCORSO DI PROGETTAZIONE 1. Nome, indirizzo, indirizzo
telegrafico, numeri di telefono, telex e telefax dell’ente
aggiudicatore e del servizio al quale possono venir richiesti i
documenti del caso. 2. Descrizione del progetto. 3. Natura del
concorso: aperto o ristretto. 4. Nel caso di concorsi aperti, termine
ultimo per la presentazione dei progetti. 5. Nel caso di concorsi
ristretti: a) numero previsto di partecipanti, anche in termini di
numero massimo e minimo; b) se del caso, nomi dei partecipanti già
selezionati; c) criteri che verranno applicati alla selezione dei
partecipanti; d) termine ultimo per la presentazione delle domande di
partecipazione. 6. Eventuale indicazione del fatto che la
partecipazione sia riservata ad una particolare professione. 7.
Criteri che verranno applicati alla valutazione dei progetti. 8. Se
del caso, nomi dei membri della giuria selezionati. 9. Indicazione del
fatto che la decisione della giuria sia vincolante o no per l’ente
aggiudicatore. 10. Se del caso, numero e valore dei premi in palio.
11. Se del caso, indicazione degli importi pagabili a tutti i
partecipanti. 12. Indicazione del fatto che i concorrenti premiati
abbiano o meno diritto all’aggiudicazione di eventuali appalti volti a
dar seguito al progetto. 13. Altre informazioni. 14. Data d’invio del
bando. 15. Data di ricevimento del bando da parte dell’Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.
ALLEGATO XVIII
RISULTATI DEI CONCORSI DI PROGETTAZIONE 1. Nome, indirizzo, indirizzo
telegrafico, numeri di telefono, telex e telefax dell’ente
aggiudicatore. 2. Descrizione del progetto. 3. Numero totale dei
partecipanti. 4. Numero dei partecipanti esteri. 5. Vincitori del
concorso. 6. Se del caso, premi assegnati. 7. Altre informazioni. 8.
Riferimento del bando di concorso di progettazione. 9. Data d’invio
dell’avviso. 10. Data di ricevimento dell’avviso da parte dell’Ufficio
delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.

Edilone.it