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Modifica delle Direttive 92/50CEE, 93/36/CEE relative al coordinamento delle procedure di aggiudicazione rispettivamente degli appalti pubblici di servizi, degli appalti pubblici di forniture e degli appalti pubblici di lavori.

Direttiva 97/52/CEE del Consiglio delle Comunità Europee del 13
ottobre 1997

Modificaca delle Direttive 92/50CEE, 93/36/CEE relative
al coordinamento delle procedure di aggiudicazione rispettivamente
degli appalti pubblici di servizi, degli appalti pubblici di forniture
e degli appalti pubblici di lavori.

Il Parlamento europeo ed il
Consiglio dell’Unione europea
– visto il trattato che istituisce la
Comunità europea, in particolare l’articolo 57, paragrafo 2,
l’articolo 66 e l’articolo 100 A,
– vista la proposta della
Commissione (GU C 138 del 3. 6. 1995, pag. 1.),
– visto il parere del
Comitato economico e sociale (GU C 256 del 2. 10.1995, pag. 4 e GU C
212 del 22. 7. 1996, pag. 13.),
– deliberando secondo la procedura di
cui all’articolo 189 B del trattato (Parere del Parlamento europeo del
29 febbraio 1996 (GU C 78 del 18.3.1996, pag. 18), posizione comune
del Consiglio del 20 dicembre 1996 (GU C 111 del 9. 4. 1997, pag. 1) e
decisione del Parlamento europeo del 14 maggio 1997 (GU C 167 del 2.
6. 1997). Decisione del Consiglio del 24 luglio 1977.),

considerando che, con la decisione 94/800/CE, del 22 dicembre 1994,
relativa alla conclusione a nome della Comunità europea, per le
materie di sua competenza, degli accordi dei negoziati multilaterali
dell’Uruguay Round (1986-1994) (GU L 336 del 23. 12.1994, pag. 1.), il
Consiglio ha fra l’altro approvato, a nome della Comunità, l’accordo
sugli appalti pubblici, di seguito denominato l’ “accordo”, al fine di
stabilire un quadro multilaterale equilibrato in materia di diritti e
obblighi connessi con l’aggiudicazione degli appalti pubblici,
nell’intento di liberalizzare ed espandere il commercio mondiale; che
tale accordo non ha efficacia diretta;
– considerando che, con le
direttive 92/50/CEE (Direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno
1992, che coordina le procedure di applicazione degli appalti pubblici
di servizi (GU L 209 del 24. 7.1992, pag. 1). Direttiva modificata da
ultimo dall’atto di adesione del 1994), 93/36/CEE (Direttiva 93/36/CEE
del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di
applicazione degli appalti pubblici di forniture (GU L 199 del 9. 8.
1993, pag. 1). Direttiva modificata da ultimo dall’atto di adesione
del 1994) e 93/37/CEE (Direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14
giugno 1993, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti
pubblici di lavori (GU l 199 del 9. 8. 1993, pag. 54). Direttiva
modificata da ultimo dall’atto di adesione del 1994), è stato
realizzato un coordinamento delle procedure nazionali applicabili in
materia di appalti pubblici rispettivamente di servizi, di forniture e
di lavori, al fine di instaurare pari condizioni di partecipazione a
detti appalti in tutti gli Stati membri;
– considerando che gli enti
aggiudicatori contemplati dall’accordo che si conformano alle
disposizioni delle direttive 92/50/CEE, 93/36/CEE e 93/37/CEE, quali
modificate dalla presente direttiva, e che applicano le stesse
disposizioni agli imprenditori, fornitori e prestatori di servizi di
paesi terzi firmatari dall’accordo sono così conformi all’accordo;

considerando che, alla luce dei diritti e degli impegni internazionali
derivanti alla Comunità dall’accettazione dell’accordo, il regime
applicabile agli offerenti e ai prodotti dei paesi terzi firmatari è
definito dall’accordo stesso; che il campo di applicazione di
quest’ultimo, con riferimento alla direttiva 92/50/CEE, non include
gli appalti di servizi elencati nell’allegato I B, gli appalti di
servizi di ricerca e sviluppo della categoria 8 dell’allegato I A, gli
appalti di servizi di telecomunicazione della categoria 5
dell’allegato I A i cui numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e
7526 e gli appalti di servizi finanziari della categoria 6
dell’allegato I A relativi all’emissione, alla vendita, all’acquisto o
al trasferimento di titoli o altri strumenti finanziari, né i servizi
forniti dalle banche centrali;
– considerando che talune disposizioni
dell’accordo creano per gli offerenti condizioni più favorevoli di
quelle stabilite dalle direttive 92/50/CEE, 93/36/CEE e 93/37/CEE;

considerando che, quando gli appalti sono aggiudicati dalle
amministrazioni aggiudicatrici a norma dell’accordo, le possibilità di
accesso agli appalti pubblici di servizi, di forniture e di lavori
offerte a norma del trattato alle imprese e ai prodotti degli Stati
membri devono essere almeno altrettanto favorevoli delle condizioni di
accesso agli appalti pubblici all’interno della Comunità previste
dalle disposizioni dell’accordo per le imprese e per i prodotti dei
paesi terzi firmatari dell’accordo stesso;
– considerando che è
pertanto necessario adattare e integrare le disposizioni delle
direttive 92/50/CEE, 93/36/CEE e 93/37/CEE;
– considerando che è
necessario semplificare l’applicazione delle direttive e mantenere,
per quanto possibile, l’equilibrio raggiunto nella vigente
legislazione comunitaria relativa agli appalti pubblici;

considerando che è pertanto necessario estendere l’applicabilità di
alcune modifiche della direttiva 92/50/CEE a tutte le categorie di
servizi che rientrano nel suo campo di applicazione;
– considerando
che gli enti aggiudicatori possono sollecitare, o accettare,
consulenze che possano essere utilizzate nella preparazione di
specifiche per un determinato appalto, a condizione che tali
consulenze non abbiano l’effetto di ostacolare la concorrenza;

considerando che la Commissione deve mettere a disposizione delle
piccole e medie imprese materiale informativo e per la formazione tale
da consentire loro di partecipare pienamente al mercato
modificato,

hanno adottato la presente direttiva:

Articolo
1

Fatti salvi i diritti e gli impegni internazionali derivanti alla
Comunità dall’accettazione dell’accordo, che definisce il regime
applicabile agli offerenti e ai prodotti dei paesi terzi firmatari e
il cui attuale campo di applicazione, con riferimento alla direttiva
92/50/CEE, non include gli appalti di servizi elencati nell’allegato I
B di tale direttiva, gli appalti di servizi di ricerca e sviluppo
della categoria 8 dell’allegato I A di tale direttiva, gli appalti di
servizi di telecomunicazione della categoria 5 dell’allegato I A di
tale direttiva, i cui numeri di riferimento della classificazione
comune dei prodotti (CPC) sono 7524, 7525 e 7526, gli appalti di
servizi finanziari della categoria 6 dell’allegato I A relativi
all’emissione, alla vendita, all’acquisto o al trasferimento di titoli
o altri strumenti finanziari, né i servizi forniti dalle banche
centrali, la direttiva 92/50/CEE è modificata come segue:
1)
All’articolo 7:
A) i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dal testo
seguente:
“1. a) La presente direttiva si applica:
– agli appalti
pubblici di servizi di cui all’articolo 3, paragrafo 3, agli appalti
pubblici di servizi di cui siano oggetto i servizi indicati
all’allegato I B, ai servizi della categoria 8 dell’allegato I A e ai
servizi di telecomunicazioni della categoria 5 dell’allegato I A, i
cui numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e 7526, attribuiti dalle
amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 1, lettera b), il
cui valore stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) sia
pari o superiore a 200 000 ECU;
– agli appalti pubblici di servizi di
cui siano oggetto i servizi indicati all’allegato I A, tranne i
servizi della categoria 8 e i servizi di telecomunicazioni della
categoria 5, i cui numeri di riferimento CPC sono 7524, 7525 e
7526,
i) attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici indicate
nell’allegato I della direttiva 93/36/CEE, il cui valore stimato al
netto dell’IVA sia pari o superiore al controvalore in ecu di 130 000
diritti speciali di prelievo (DSP);
II) attribuiti dalle
amministrazioni aggiudicatrici indicate nell’articolo 1, lettera b) e
diverse da quelle menzionate nell’allegato I della direttiva
93/36/CEE, il cui valore stimato al netto dell’IVA sia pari o
superiore al controvalore in ecu di 200 000 DSP.
b) Il controvalore in
ecu e nelle varie monete nazionali delle soglie fissate alla lettera
a) è di norma riveduto ogni due anni con effetto al 1 gennaio 1996. Il
calcolo di tale controvalore è basato sulla media dei valori
giornalieri dell’ecu espresso in DSP e delle monete nazionali espresse
in ecu, per un periodo di ventiquattro mesi che si conclude l’ultimo
giorno del mese di agosto precedente la revisione che ha effetto al 1
gennaio.
Il metodo di calcolo previsto al primo comma è riesaminato,
su proposta della Commissione, dal comitato consultivo per gli appalti
pubblici, in linea di massima due anni dopo la sua prima
applicazione.
c) Le soglie di cui alla lettera a) e il loro
controvalore in ecu e nelle varie monete nazionali sono pubblicati
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee all’inizio del mese di
novembre successivo alla revisione di cui alla lettera b), primo
comma.
2. Ai fini del calcolo dell’importo stimato dell’appalto,
l’amministrazione aggiudicatrice si basa sulla retribuzione
complessiva del prestatore di servizi, tenendo conto delle
disposizioni di cui ai paragrafi da 3 a 7.”;
B) il paragrafo 8 è
soppresso.
2) All’articolo 12, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dal
testo seguente:
“1. Entro il termine di quindici giorni dal
ricevimento di una domanda scritta, l’amministrazione aggiudicatrice
comunica ad ogni candidato od offerente respinto i motivi del rigetto
della sua candidatura o offerta e comunica ad ogni offerente che abbia
fatto un’offerta selezionabile le caratteristiche e i vantaggi
relativi dell’offerta selezionata e il nome dell’offerente cui è stato
aggiudicato l’appalto.
Tuttavia, le amministrazioni aggiudicatrici
possono decidere che alcune delle informazioni relative
all’aggiudicazione dell’appalto di cui al primo comma non siano
comunicate, qualora la loro diffusione ostacoli l’applicazione d…

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