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Coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (testo così modificato dalla direttiva 97/52/CE)

Direttiva 92/50 CEE del Consiglio
che coordina le procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi

IL CONSIGLIO DELLE
COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità
economica europea, in particolare l’art. 57, paragrato 2, ultima
frase, e l’art 66;
vista la proposta della Commissione (nota) in
cooperazione con il Parlamento Europeo (nota) ,
visto il parere del
Comitato economico e sociale (nota) ;
considerando che il Consiglio
europeo ha constatato l’esigenza di completare la realizzazione del
mercato interno;
considerando che occorre adottare le misure destinate
all’instaurazione progressiva del mercato interno entro il 31 dicembre
1992; che un mercato interno comporta uno spazio senza frontiere
interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci,
delle persone, dei servizi e dei capitali,
considerando che questi
obiettivi richiedono il coordinamento delle procedure per la
aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi;
considerando che il
Libro Bianco sul completamento del mercato interno contiene un
programma d’azione e un calendario per l’apertura dei mercati degli
appalti pubblici ivi compresi quelli dei servizi, nella misura in cui
ad essi non siano già applicabili la direttiva 71/305/CEE del
Consiglio, del 26 luglio 1971 che coordina le procedure di
aggiudicazione degli appalti dei lavori pubblici (nota) , e la
direttiva 77/62/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1976, che coordina
le procedure o aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture
(nota) ;
considerando che la presente direttiva va applicata da tutte
le amministrazioni aggiudicatrici ai sensi della direttiva 71/305/CEE;
considerando che è necessario evitare intralci alla libera
circolazione dei servizi: che pertanto i prestatori di servizi possono
essere sia persone fisiche che persone giuridiche; che la presente
direttiva non pregiudica l’applicazione, a livello nazionale, delle
norme relative alle condizioni di esercizio di una attività o di una
professione purché esse siano compatibili con il diritto
comunitario;
considerando che per l’applicazione delle norme
procedurali ed ai fini della sorveglianza, il metodo migliore per
definire il settore dei servizi è quello di suddividere tali servizi
in categorie corrispondenti a talune voci di una nomenclatura comune;
che gli allegati M e IB della presente direttiva si riferiscono alla
nomenclatura CPC (classificazione comune dei prodotti delle Nazioni
Unite; che questa nomenclatura può essere sostituita in futuro da una
nomenclatura comunitaria; che è necessario prevedere la possibilità di
adattare in conseguenza la nomenclatura CPC negli allegati 1A e
1B;
considerando che la prestazione di servizi e disciplinata dalla
presente direttiva soltanto quando si fondi su contratti d’appalto;
che la prestazione di servizi su altra base, quali leggi o regolamenti
ovvero contratti di lavoro, esula dal campo di applicazione della
presente direttiva;
considerando che, a norma dell’art. 130 F del
trattato, l’incoraggiamento della ricerca e dello sviluppo costituisce
uno dei mezzi per potenziare le basi scientifiche e tecnologiche
dell’industria europea e che l’apertura degli appalti pubblici
favorirà la realizzazione di questo obiettivo; che il cofinanziamento
dei programmi di ricerca non dovrebbe rientrare nella presente
direttiva; che dalla presente direttiva non sono coperti i Contratti
per servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati
appartengono esclusivamente all’amministrazione perché li usi
nell’esercizio della propria attività, purché la prestazione dei
servizi sia interamente retribuita da tale
amministrazione;
considerando che i contratti aventi ad oggetto
l’acquisizione o l’affitto di beni immobiliari, o diritto su tali
beni, presentano caratteristiche particolari che rendono inappropriata
l’applicazione delle norme sugli appalti;
considerando che
l’aggiudicazione di contratti relativi a determinati servizi
audiovisivi nel settore delle trasmissioni radiotelevisive è retta da
considerazioni che rendono inappropriata l’applicazione delle norme
sugli appalti;
considerando che i servizi d’arbitrato e di
conciliazione sono di norma prestati da enti od individui all’uopo
scelti o designati secondo modalità che non possono essere
disciplinate da norme sugli appalti;
considerando che i servizi
finanziari contemplati dalla presente direttiva non comprendono gli
strumenti in materia di politica monetaria, tassi di cambio, debito
pubblico, gestione delle riserve e di altre politiche che comportino
operazioni su titoli o altri strumenti finanziari; che di conseguenza
i contratti relativi all’emissione, all’acquisto, alla vendita o al
trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari non sono
contemplati dalla presente direttiva; che sono esclusi anche i servizi
forniti da banche centrali;
considerando che è opportuno applicare nel
campo dei servizi le stesse deroghe previste dalle direttive
71/305/CEE e 77/62/CEE in relazione della sicurezza dello Stato o alla
segretezza nonché alla priorità di altre regole sugli appalti, come
quelle derivanti da accordi internazionali, dalla presenza di truppe
di stanza o dalle norme di organizzazioni internazionali;
considerando
che la presente direttiva non pregiudica, in particolare,
l’applicazione degli articoli 55, 56 e 66 del trattato;
considerando
che gli appalti pubblici di servizi, segnatamente nel settore dei
servizi di gestione di proprietà, possono in certi casi includere
lavori; che dalla direttiva 71/305/CEE risulta che un appalto può
essere considerato appalto pubblico di lavori soltanto se il suo
oggetto consiste nel realizzare un’opera; che tali lavori non possono
giustificare la classificazione dell’appalto come appalto pubblico di
lavori nella misura in cui sono accessori e non costituiscono
l’oggetto dell’appalto;c
onsiderando che la presente direttiva deve
lasciare impregiudicate le norme sui contratti d’appalto di servizi
contenute nella direttiva 90/531/CEE del Consiglio, del 17 settembre
1990 relativa alle procedure d’appalto degli enti erogatori d’acqua ed
energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli
enti che operano nel settore delle telecomunicazioni; (nota)

considerando che in determinate circostanze i contratti comportanti
un unica fonte di approvvigionamento designata possono venire esentati
in tutto o in parte dall’applicazione della presente
direttiva;
considerando che nell’intento di evitare formalità
superflue la presente direttiva non deve applicarsi agli appalti di
valore inferiore a una determinata soglia; che detta soglia può in
linea di massima coincidere con quella fissata per gli appalti
pubblici di forniture; che le modalità riguardanti il calcolo del
valore del contratto, la pubblicazione ed il metodo di adeguamento
delle soglie devono essere identiche a quelle previste dalle altre
direttive della Comunità in materia di appalti;
considerando che per
eliminare pratiche che restringono la concorrenza in generale e
limitano, in particolare, la partecipazione di cittadini di altri
Stati membri agli appalti, occorre migliorare l’accesso dei fornitori
dei servizi alle procedure di aggiudicazione;
considerando che per un
periodo transitorio la piena applicazione della presente direttiva
deve limitarsi ai contratti riguardanti servizi per i quali le
disposizioni della direttiva stessa consentiranno di realizzare
appieno il potenziale d’accrescimento del commercio transfrontaliero;
che i contratti relativi ai servizi d’altro genere vanno sottoposti a
osservazione per un determinato periodo di tempo prima di decidere una
piena applicazione della direttiva; che occorre definire il sistema
per tale osservazione; che questo dovrebbe al tempo stesso consentire
agli interessati di scambiarsi le informazioni
pertinenti;
considerando che le regole sull’aggiudicazione degli
appalti pubblici di servizi devono essere quanto più simili possibile
a quelle relative agli appalti pubblici di forniture e agli appalti di
lavori pubblici;
considerando che possono essere appropriate le norme
sugli appalti pubblici contenute nelle direttive 71/305/CEE e
77/62/CEE, con gli adeguamenti necessari per tenere conto di aspetti
specifici dell’appalto di servizi, come quelli riguardanti la scelta
della procedura negoziata, i concorsi di progettazione, le varianti,
lo status giuridico nel cui ambito operano i prestatori di servizio,
il fatto di riservare a determinate professioni certe attività, nonché
la registrazione e la garanzia della qualità;
considerando che va
ammesso il ricorso alla procedura negoziata previa pubblicazione di un
avviso, quando il servizio da prestare non possa venire specificato
con sufficiente precisione, particolarmente nel settore dei servizi di
natura intellettuale, e non sia dunque possibile procedere
all’aggiudicazione dell’appalto mediante selezione dell’offerta
migliore in conformità delle norme che regolano la procedura aperta o
la procedura ristretta;
considerando che le pertinenti norme della
Comunità sul reciproco riconoscimento di diplomi, certificati e altri
documenti atti a comprovare una qualifica formale si applicano ai casi
in cui si esiga la prova del possesso di una particolare qualifica per
partecipare ad una procedura d’appalto o ad un concorso di
progettazione; considerando che gli scopi della presente direttiva non
richiedono attualmente modifiche a livello nazionale relative alla
concorrenza in fatto di prezzi tra i prestatori di determinati
servizi; considerando che è opportuno riesaminare i risultati della
presente direttiva al più tardi entro tre anni dalla data fissata per
il recepimento delle norme sugli appalti nel diritto nazionale; che,
in particolare, tale riesame dovrà includere la possibilità di rendere
la direttiva pienamente applicabile ad una gamma più ampia di appalti
di servizi.

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

TITOLO 1

Disposizioni generali

Art. 1

Ai fini della presente direttiva si
intendono per:

a) “appalti pubblici di servizi”, i contratti a titolo
oneroso stipulati in forma scritta tra un prestatore di servizi ed
un’amministrazione aggiudicatrice ad esclusione:

i) degli appalti
pubblici di forniture ai sensi dell’art. 1, lettera a) della direttiva
77/62/CEE e degli appalti di lavori pubblici ai sensi dell’art. 1,
lettera a) della direttiva 71 /305/CEE;
ii) degli appalti pubblici che
vengono aggiudicati nei settori menzionati agli articoli 2, 7, 8, 9
della direttiva 90/531/CEE e degli appalti che ottemperano alle
condizioni delI’art. 6 paragrafo 2 della stessa direttiva;
iii) dei
contratti aventi per oggetto l’acquisizione o la locazione, qualunque
siano le relative modalità finanziarie, di terreni, di edifici
esistenti, o altri immobili, o riguardanti comunque diritti inerenti a
tali beni immobiliari: tuttavia, i contratti di servizi finanziari
conclusi parallelamente, preventivamente o successivamente al
contratto di acquisizione o di affitto, qualunque ne sia la forma,
rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva;
iv) dei
contratti aventi per oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o
la coproduzione di programmi televisivi da parte delle emittenti, e
dei contratti concernenti il tempo di trasmissione;
v) dei contratti
aventi per oggetto servizi di telefonia, telex, radiotelefonia,
radioavviso e radiotelecomunicazioni via satellite;
vi) dei contratti
aventi per oggetto servizi d’arbitrato – di conciliazione;
dei
contratti per servizi finanziari relativi all’emissione, all’acquisto,
alla vendita ed al trasferimento di vii) titoli o di altri strumenti
finanziari, nonché dei contratti per i servizi fomiti da banche
centrali;
viii) degli appalti di lavori;
x) dei contratti per servizi
di ricerca e sviluppo diversi da quelli da cui i risultati
appartengono all’amministrazione aggiudicatrice, perché li usi
nell’esercizio della sua attività, purché la prestazione del servizio
sia interamente retribuita da tale amministrazione;

b)
“amministrazioni aggiudicatrici”, lo Stato, gli enti locali, gli
organismi di diritto pubblico, le associazioni costituite da detti
enti od organismi di diritto pubblico.

Per “organismo di diritto
pubblico” si intende qualsiasi organismo:

– istituito per soddisfare
specificatamente bisogni di interesse generale aventi carattere non
industriale o commerciale, e
– avente personalità giuridica, e
– la
cui attività è finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli
enti locali o da organismi di diritto pubblico, oppure la cui gestione
è soggetta al controllo di questi ultimi, oppure il cui organo
d’amministrazione, di direzione o di vigilanza è costituito da membri
più della metà dei quali è designata dallo Stato, dagli enti locali o
da altri organismi di diritto pubblico. Gli elenchi degli organismi e
delle categorie di organismi di diritto pubblico che ottemperano ai
criteri di cui al secondo comma del presente punto figurano
nell’allegato 1 della direttiva 71/305/CEE. Tali elenchi sono il più
possibile completi e possono essere riveduti secondo la procedura
prevista all’art. 30 iter di detta direttiva 71/305/CEE;

c)
“prestatori di servizi” le persone fisiche o giuridiche inclusi gli
enti pubblici che forniscono servizi. Viene chiamato “offerente” il
prestatore di servizi che presenti un’offerta e “candidato” chi
solleciti un invito a partecipare ad una procedura ristretta o
negoziata;

d) “procedure aperte” le procedure nazionali nell’ambito
delle quali tutti i prestatori di servizi interessati possono
presentare offerte;

e) procedure ristrette le procedure nazionali
nell’ambito delle quali possono presentare offerte soltanto i
prestatori di servizi invitati dall’amministrazione;

f) “procedure
negoziate” le procedure nazionali nell’ambito delle quali le
amministrazioni consultano i prestatori di servizi di loro scelta e
negoziano i termini del contratto con uno o più di essi;

g) “concorsi
di progettazione” le procedure nazionali intese a fornire
all’amministrazione aggiudicatrice, soprattutto nel settore della
pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’architettura e
dell’ingegneria civile, nonché in quello dell’elaborazione dei dati,
un piano o un progetto, selezionati da una commissione giudicatrice in
base ad una gara con o senza assegnazione di premi.

Art. 2

Se un
appalto pubblico ha per oggetto sia dei prodotti di cui alla direttiva
77/62/CEE che dei servizi di cui agli allegati IA e IB della presente
direttiva esso rientra nel campo d’applicazione della presente
direttiva qualora ilo valore dei servizi in questione superi quello
dei prodotti previsti dal contratto.

Art. 3

1) Per aggiudicare
appalti di servizi pubblici e per espletare concorsi di progettazione,
le amministrazioni applicano procedure adattate alle disposizioni
della presente direttiva.
2) Le amministrazioni assicurano la parità
di trattamento tra i prestatori di servizi.
3) Gli Stati membri
prendono le misure necessarie affinché le amministrazioni rispettino o
facciano rispettare le disposizioni della presente direttiva qualora
sovvenzionino direttamente in misura superiore al 50% un appalto di
servizi aggiudicato da altro ente in relazione a un appalto di lavori
ai sensi dell’articolo 1 bis, paragrafo 2 della direttiva
71/305/CEE.

Art. 4

1. La presente direttiva si applica agli appalti
pubblici di servizi aggiudicati dalle amministrazioni del settore
della difesa, ad eccezione degli appalti soggetti all’articolo 223 del
trattato.

2. La presente direttiva non si applica ai servizi che
vengano dichiarati segreti o la cui prestazione debba essere
accompagnata da misure speciali di sicurezza secondo le disposizioni
legislative, regolamentari od amministrative vigenti nello Stato
membro di cui trattasi, né quando lo esiga la tutela d’essenziali
interessi di sicurezza di tale Stato.

Art. 5

La presente direttiva
non si applica agli appalti pubblici disciplinati da norme procedurali
differenti ed aggiudicati:

a) in base ad un accordo internazionale
concluso tra uno Stato membro ed uno o più paesi terzi e concernente
servizi destinati alle realizzazione od allo sfruttamento in comune di
un progetto da parte degli Stati firmatari; ogni accordo di tal genere
è comunicato alla Commissione, che può consultare il Comitato
consultivo per gli appalti pubblici istituito dalla decisione 71
/306/CEE7 (nota) ;
b) a imprese di uno Stato membro o di un paese
terzo in base ad un accordo internazionale sulla presenza di truppe di
stanza;
c) in base alla particolare procedura di un’organizzazione
internazionale.

Art. 6

La presente direttiva non si applica agli
appalti pubblici di servizi aggiudicati ad un ente che sia esso stesso
un’amministrazione ai sensi dell’articolo 1, lettera b), in base a un
diritto esclusivo di cui beneficia in virtù delle disposizioni
legislative, regolamentari, o amministrative pubblicate, purché tali
disposizioni siano compatibili con il trattato.

Art. 7

1) La
presente direttiva si applica agli appalti pubblici di servizi il cui
importo stimato al netto dell’I.V.A. sia pari o superiore a 200.000
ECU.
2) Ai fini del calcolo dell’importo stimato delI’appalto, le
amministrazioni aggiudicatrici si basano sulla rimunerazione
complessiva dei prestatori di servizi tenendo conto delle disposizioni
di cui ai paragrafi da 3 a 8.
3) La scelta del metodo di valutazione
non deve essere compiuta allo scopo di eludere l’applicazione della
presente direttiva; nessun insieme di servizi da appaltare può venire
scisso allo scopo di sottrarlo all’applicazione del presente
articolo.
4) In sede di valutazione dell’importo stimato dell’appalto
per i tipi di servizi sottoelencati, occorre tenere conto, se del
caso:

– nel caso di servizi assicurativi, del premio da pagare;
– nel
caso di servizi bancari e altri servizi finanziari, di onorari,
commissioni e interessi nonché di altri tipi di remunerazione;
– nel
caso di contratti che comprendono la progettazione, dell’onorario o
della commissione da pagare.

Nei casi in cui tali servizi siano
ripartiti in più lotti, ciascuno dei quali forma oggetto di un
appalto, si deve tenere conto del valore di ciascun lotto per
calcolare l’importo di qui sopra.
Se il valore dei lotti è pari o
superiore a questo importo, le disposizioni della presente direttiva
si applicano a tutti i lotti. Le amministrazioni possono derogare alle
disposizioni del paragrafo 1 per i lotti il cui valore stimato al
netto dell’l.V.A. sia inferiore a 80000 ECU, purché il valore stimato
complessivo dei lotti così esentati non venga superato il 20% del
valore complessivo stimato di tutti i lotti.
5) Nel caso di appalti
che non fissino un prezzo complessivo la base per il calcolo
dell’importo stimato dell’appalto è:

– se trattasi di appalto di
durata determinata, ove questa sia pari o inferiore a 48 mesi, il
valore complessivo dell’appalto per l’intera durata;
– se trattasi di
appalto di durata indeterminata o superiore a 48 mesi, il valore
mensile moltiplicato 48.

6) Nel caso di appalti che presentino un
carattere di regolarità o siano destinati ad essere rinnovati entro un
determinato periodo, il valore dell’appalto può stabilirsi in base:

– al valore reale complessivo di appalti analoghi relativi alla
stessa categoria di servizi conclusi nel corso dei 12 mesi o
dell’esercizio finanziario precedente, rettificato tenendo conto, se
possibile, dei cambiamenti in termini di quantità o di valore che
potrebbero sopravvenire nei 12 mesi successivi al contratto iniziale,
ovvero
– al costo stimato complessivo per i 12 mesi successivi alla
prima prestazione del servizio o per tutta la durata dell’appalto
quando questa sia superiore ai 12 mesi.

7) Nei casi in cui l’appalto
proposto preveda espressamente diversi elementi opzionali, la base per
il calcolo del valore del contratto è data dal suo massimo valore
complessivo possibile, comprendente gli elementi opzionali.

8) Il
controvalore delle soglie in moneta nazionale è rivisto ogni due anni
a partire dal 1 gennaio 1994. Il calcolo di tale controvalore è basato
sulla media del valore quotidiano delle monete in questione, espressa
in ECU, nei 24 mesi che terminano l’ultimo giorno del mese di agosto
che precede la revisione avente effetto dal 1 gennaio. Tale
controvalore è pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale delle Comunità
europee all’inizio del mese di novembre.

Il metodo di calcolo di cui
al comma precedente sarà esaminato, in seno al comitato consultivo per
gli appalti pubblici e su iniziativa delle Commissione, in via di
principio due anni dopo la loro prima applicazione.

TITOLO II

Applicazione di due serie di disposizioni

Art. 8

Gli appalti
aventi per oggetto servizi elencati nell’allegato IA vengono
aggiudicati conformemente alle disposizioni dei titoli da tre a
sei.

Art. 9

Gli appalti aventi per oggetto servizi elencati
nell’allegato IB vengono giudicati conformemente agli articoli 14 e
16.

Art. 10

Gli appalti aventi per oggetto contemporaneamente
servizi elencati nell’allegato IA e servizi figuranti nell’allegato IB
vengono aggiudicati conformemente alle disposizioni dei titoli da 3 a
ó qualora il valore dei servizi elencati nell’allegato IA risulti
superiore al valore dei servizi elencati nell’allegato IB. In caso
contrario l’appalto viene aggiudicato conformemente agli articoli 14 e
16.

TITOLO III

Scelta delle procedure d’aggiudicazione e norme
relative ai concorsi o progettazione

Art. 11

1) Nell’aggiudicare
gli appalti pubblici di servizi, le amministrazioni applicano le
procedure definite nell’articolo 1 lettere d), e) e f) adattate ai
fini della presente direttiva.
2) Le amministrazioni possono
aggiudicare gli appalti pubblici di servizi mediante procedura
negoziata, previa pubblicazione di un bando di gara, nei seguenti
casi:

a) qualora si abbiano offerte irregolari in risposta
all’esperimento di una procedura aperta o ristretta, ovvero offerte
che risultino inammissibili a norma di disposizioni nazionali
compatibili con quanto disposto dagli articoli da 23 a 28, purché le
condizioni iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate.
In tali casi l’amministrazione non è tenuta a pubblicare un bando di
gara qualora includa nella procedura negoziata tutti gli offerenti che
soddisfano i criteri di cui agli articoli da 29 a 35 e che, in
occasione della precedente procedura aperta o ristretta, hanno
presentato offerte conformi alle esigenze formali della procedura
d’appalto;
b) in casi eccezionali, quando la natura dei servizi o i
rischi ad esse connessi non con sentano la fissazione preliminare e
globale di un prezzo;
c) quando la natura dei servizi da appaltare, in
particolare nel caso di servizi di natura intellettuale e di quelli
rientranti nella categoria 6 dell’allegato IA, renda impossibile
stabilire specifiche d’appalto con sufficiente precisione perché
l’appalto possa essere aggiudicato selezionando l’offerta migliore in
base alle norme della procedura aperta o ristretta.

3) Le
amministrazioni possono aggiudicare appalti pubblici di servizi
mediante procedura negoziata non preceduta dalla pubblicazione di un
bando di gara nei casi seguenti:

a) qualora non vi siano offerte o
non vi siano offerte appropriate in risposta all’esperimento di una
procedura aperta o ristretta, purché le condizioni iniziali
dell’appalto non siano sostanzialmente modificate e purché sia
trasmessa una relazione alla Commissione su una richiesta;
b) qualora,
a causa di motivi di natura tecnica od artistica ovvero per ragioni
attinenti alla tutela di diritti esclusivi, l’esecuzione dei servizi
possa venire affidata unicamente ad un particolare prestatore di
servizi;
c) qualora l’appalto in questione risulti da un concorso di
progettazione e debba, in base alle norme applicabili nella
fattispecie, venire aggiudicato ad uno dei vincitori del concorso. In
quest’ultimo caso tutti i vincitori devono essere invitati a
partecipare ai negoziati;
d) nella misura strettamente necessaria,
qualora per l’estrema urgenza, determinata da avvenimenti
imprevedibili per l’amministrazione, non possano essere osservati i
termini per la procedura aperta, ristretta o negoziata, di cui agli
articoli da 17 a 20. Le circostanze addotte per giustificare tale
estrema urgenza non devono in nessun caso essere imputabili alle
amministrazioni;
e) per i servizi complementari non compresi nel
progetto inizialmente preso in considerazione né nell’appalto
inizialmente aggiudicato, ma che, a causa di circostanze impreviste,
siano diventati necessari per la prestazione del servizio oggetto del
progetto o dell’appalto, purché siano aggiudicati al prestatore di
servizi che fornisce questo servizio, nei casi in cui:
– tali servizi
complementari non possano venire separati sotto il profilo tecnico od
economico dall’appalto principale senza recare gravi inconvenienti
all’amministrazione, ovvero
– tali servizi, pur essendo separabili
dall’esecuzione dell’appalto iniziale, siano strettamente necessari
per il suo perfezionamento. Il valore complessivo stimato degli
appalti aggiudicati per servizi complementari non può tuttavia
superare il 50% dell’importo relativo all’appalto principale;
f) per
nuovi servizi consistenti nella ripetizione di servizi analoghi già
affidati allo stesso prestatore i servizi in forza di un precedente
appalto aggiudicato dalla stessa amministrazione, purché tali servizi
siano conformi ad un progetto di base per il quale sia stato
aggiudicato un primo appalto conformemente alle procedure di cui al
paragrafo 4. La possibilità del ricorso alla procedura negoziata deve
essere indicata in occasione del primo appalto ed il costo complessivo
stimato per i servizi successivi è preso in considerazione
dall’amministrazione per l’applicazione dell’articolo 7. Questa
procedura può essere applicata soltanto durante i tre anni susseguenti
la conclusione dell’appalto iniziale.

4) In tutti gli altri casi le
amministrazioni aggiudicano gli appalti pubblici di servizi con
procedura aperta ovvero con procedura ristretta.

Art. 12

1) Entro
il termine di 15 giorni dal ricevimento della domanda,
l’amministrazione comunica ad ogni candidato od offerente respinto,
che lo richieda per iscritto, i motivi del rigetto della sua offerta o
candidatura, nonché, se trattasi di offerte, il nome dell’offerente a
cui è stato aggiudicato l’appalto.
2) L’amministrazione comunica ai
candidati o offerenti che lo richiedano per iscritto i motivi per cui
ha deciso di rinunciare all’aggiudicazione di un appalto oggetto di
una gara ovvero di avviare una nuova procedura. Essa comunica tale
decisione anche all’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
Comunità europee.
3) Per ogni appalto aggiudicato l’amministrazione
redige un verbale scritto contenente almeno le seguenti
informazioni:

– il nome e l’indirizzo dell’amministrazione stessa,
l’oggetto e il valore dell’appalto;
– i nomi dei candidati degli
offerenti presi in considerazione ed i motivi della sua scelta;
– i
nomi dei candidati o degli offerenti esclusi ed i motivi del
rigetto;
– il nome dell’aggiudicatario e la giustificazione della
scelta della sua offerta nonché, se è nota, l’eventuale parte
dell’appalto che l’aggiudicatario intenda subappaltare a terzi;
– nel
caso di procedure negoziate le circostanze di cui all’articolo 11 che
giustificano il ricorso a tali procedure.
– il verbale o i suoi punti
principali sono comunicati alla Commissione, a sua richiesta.

Art. 13

1) Il presente articolo si applica ai concorsi di progettazione
contemplati in una procedura di aggiudicazione di appalti di servizi
il cui valore stimato al netto dell’l.V.A. sia pari o superiore al
valore di cui all’articolo 7, paragrafo 1.
2) Inoltre il presente
articolo si applica a tutti i concorsi di progettazione nei quali
l’importo complessivo dei premi di partecipazione ai concorsi e dei
versamenti a favore dei partecipanti non sia inferiore a 200.000
ECU.
3) Le regole per organizzare i concorsi sono stabilite in
conformità dei requisiti del presente articolo e sono messe a
disposizione di quanti siano interessati a partecipare ai concorsi.
4)
L’ammissione dei partecipanti ai concorsi di progettazione non può
essere limitata:

– al territorio di un solo Stato membro o ad una
parte di esso:
– per il fatto che ai sensi della legislazione dello
Stato membro in cui si svolge il concorso i partecipanti debbono
essere persone fisiche o persone giuridiche.

5) Se ai concorsi di
progettazione partecipa un numero limitato di candidati, le
amministrazioni aggiudicatrici stabiliscono criteri selettivi chiari e
non discriminatori. Comunque, per quanto riguarda il numero di
candidati invitati a partecipare ai concorsi di progettazione, si deve
tener conto della necessità di garantire un effettiva concorrenza.
6)
La Commissione giudicatrice è composta unicamente da persone fisiche
indipendenti dai partecipanti al concorso. Ogniqualvolta ai
partecipanti ad un concorso sia richiesta una particolare
qualificazione professionale, almeno un terzo dei membri della
commissione giudicatrice deve egualmente possedere la stessa
qualificazione o una equipollente.La commissione giudicatrice è
autonoma nelle sue decisioni e nei suoi pareri, che sono presi in base
a progetti presentati in modo anonimo, e unicamente in base ai criteri
specificati nel bando di concorso ai sensi dell’art. 15, paragrafo
3.

TITOLO IV

Norme comuni in campo tecnico

Art. 14

1) Le
specifiche tecniche di cui all’allegato II sono contenute nei
documenti generali o nei documenti contrattuali relativi ad ogni
contratto.
2) Fatte salve le norme tecniche nazionali obbligatorie
sempreché esse siano compatibili con il diritto comunitario, dette
specifiche tecniche vengono definite dalle amministrazioni facendo
riferimento a norme nazionali che recepiscano norme europee o a
omologazioni tecniche europee oppure a specifiche tecniche comuni.
3)
L’amministrazione può derogare al paragrafo 2 qualora:

– tali norme,
omologazioni tecniche europee o specifiche tecniche comuni non
includano disposizioni volte all’accertamento della conformità, ovvero
non esistano mezzi tecnici per accertare in modo soddisfacente la
conformità di un prodotto a tali norme, omologazioni tecniche europee
o specifiche tecniche comuni;
– l’applicazione del paragrafo 2
pregiudichi l’applicazione della direttiva 86/361/CEE del Consiglio
del 24 luglio 1986, concernente la prima fase del reciproco
riconoscimento dell’omologazione delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni (nota) , o della decisione 87/95/CEE del Consiglio,
dei 22 dicembre 1986, relativa alla normalizzazione nel settore delle
tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni (nota) , ovvero
di altri atti comunitari in specifici settori relativi a servizi o a
prodotti;
– l’applicazione di tali norme, omologazioni tecniche
europee o specifiche tecniche comuni comporti l’impiego di prodotti o
materiali incompatibili con le apparecchiature già usate
dall’amministrazione ovvero costi sproporzionati o difficoltà tecniche
sproporzionate, ma soltanto nell’ambito di una strategia chiaramente
definita e stabilita per iscritto in vista del passaggio, entro un
determinato periodo, a norme europee, omologazioni tecniche europee o
specifiche tecniche comuni;
– il progetto in questione abbia natura
realmente innovativa che renda inappropriato il ricorso a norme
europee, omologazioni tecniche europee o specifiche tecniche comuni
già esistenti.

4) Le amministrazioni che si avvalgono del paragrafo 3
specificano, ogniqualvolta ciò sia possibile, i motivi nel bando di
gara pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee oppure
nei capitolati d’onere, ed in ogni caso indicano i motivi nella
propria documentazione interna e li comunicano, su richiesta, agli
Stati membri ed alla Commissione.
5) In assenza di norme europee, di
omologazioni tecniche europee o di specifiche tecniche comuni, le
specifiche tecniche:

– vengono definite con riferimento alle
specifiche tecniche nazionali di cui sia riconosciuta la conformità ai
requisiti essenziali enumerati nelle direttive comunitarie
sull’armonizzazione tecnica, conformemente alle procedure stabilite in
queste direttive ed in particolare alle procedure stabilite nella
direttiva 89/1 06/CEE del Consiglio (nota) ;
– possono venire definite
con riferimento alle specifiche tecniche nazionali in materia di
progettazione calcolo e realizzazione delle opere, nonché di impiego
dei materiali;
– possono venire definite con riferimento ad altri
documenti. In tal caso deve essere fatto riferimento, in ordine di
preferenza, a: i) norme nazionali che recepiscano norme internazionali
riconosciute dal paese cui appartiene l’amministrazione; ii) altre
norme nazionali e omologazioni tecniche nazionali del paese cui
appartiene l’amministrazione; iii) qualsiasi altra norma.

6) A meno
che siano giustificate dall’oggetto dell’appalto, gli Stati membri
vietano l’introduzione nelle clausole contrattuali di un determinato
appalto di specifiche tecniche che menzionino prodotti di una
determinata fabbricazione o provenienza ovvero ottenuti mediante un
particolare procedimento e abbiano quindi l’effetto di favorire o
escludere determinati prestatori di servizi. È in particolare vietata
l’indicazione di marchi, brevetti o tipi ovvero l’indicazione di
un’origine o di una produzione determinata. Tuttavia una data
indicazione, accompagnata dalla menzione “o equivalente”, è
autorizzata quando le amministrazioni aggiudicatrici non possano
fornire una descrizione dell’oggetto dell’appalto mediante specifiche
sufficientemente precise e comprensibili per tutti gli
interessati.

TITOLO V

Norme comuni di pubblicità

Art. 15

1)
Mediante un avviso indicativo da pubblicarsi non appena possibile dopo
l’inizio del loro esercizio finanziario le amministrazioni rendono
noto il volume globale degli appalti previsti per ciascuna delle
categorie di servizi elencate nell’allegato I A che esse intendono
aggiudicare nei 12 mesi successivi qualora il loro valore complessivo
stimato, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 7, risulti pari
o superiore a 750.000 ECU.
2) Le amministrazioni che intendono
aggiudicare un appalto pubblico di servizi mediante procedura aperta,
ristretta o, nei casi stabiliti nell’articolo 11, negoziata, rendono
nota tale intenzione con un bando di gara.
3) Le amministrazioni che
intendono indire un concorso di progettazione rendono nota tale
intenzione mediante un bando di concorso.

Art. 16

1) Le
amministrazioni che abbiano aggiudicato un appalto pubblico di servizi
o espletato un concorso di progettazione inviano all’Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee un avviso in merito ai
risultati della procedura d’aggiudicazione.
2) I bandi o avvisi sono
pubblicati:

– per gli appalti pubblici di servizi elencati
nell’allegato IA, conformemente agli articoli 17-20;
– per i concorsi
di progettazione, conformemente all’articolo 17.

3) Nel caso degli
appalti pubblici di servizi elencati nell’allegato IB, le
amministrazioni indicano nel bando o avviso se acconsentono o meno
alla sua pubblicazione.
4) La Commissione stabilisce, secondo la
procedura prevista dall’articolo 40, paragrafo 3, le norme riguardanti
la redazione di relazioni regolari basate sui bandi o sugli avvisi
menzionati al paragrafo 3, nonché la pubblicazione di tali
relazioni.
5) Non sono tuttavia pubblicate le informazioni relative
all’aggiudicazione di appalti la cui divulgazione impedisca
l’applicazione della legge, o sia altrimenti contraria all’interesse
pubblico, o pregiudichi i legittimi interessi commerciali di imprese
pubbliche o private oppure possa recare pregiudizio alla lealtà della
concorrenza tra prestatori di servizi.

Art. 17

1) I bandi o avvisi
vanno redatti conformemente ai modelli contenuti negli allegati III e
IV e devono fornire le informazioni richieste in tali modelli. Nel
richiedere informazioni sulle condizioni economiche e tecniche che
esse esigono dai prestatori di servizi ai fini della selezione (punto
13 dell’allegato III B, punto 13 dell’allegato III C e punto 12
dell’allegato III D) le amministrazioni non possono richiedere
condizioni diverse da quelle specificate negli articoli 31 e 32.
2) I
bandi e gli avvisi sono inviati dall’amministrazione aggiudicatrice,
nei più brevi termini e per i canali più appropriati, all’Ufficio
delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee. Nel caso della
procedura accelerata di cui all’articolo 20, detti bandi o avvisi sono
inviati per telescritto, telegramma o telecopia. L’avviso di cui
all’articolo 15, paragrafo I viene inviato il più rapidamente
possibile dopo l’inizio dell’esercizio finanziario. L’avviso di cui
all’articolo 16, paragrafo I è inviato al più tardi quarantotto giorni
dopo l’aggiudicazione dell’appalto o dopo la chiusura del concorso in
questione.
3) Gli avvisi di cui agli articoli 15, paragrafo 1 e 16,
paragrafo 1 vengono pubblicati per esteso nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee e nella banca di dati TED, nelle lingue
ufficiali delle Comunità, il testo nella lingua originale è l’unico
facente fede.
4) I bandi di gara di cui all’articolo 15, paragrafi 2 e
3 vengono pubblicati per esteso nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee e nella banca di dati TED, nelle rispettive lingue
originali. Un riassunto degli elementi importanti di ciascun bando
viene pubblicato nelle altre lingue ufficiali delle Comunità; il testo
nella lingua originale e l’unico facente fede.
5) L’ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee pubblica i bandi di
gara non oltre dodici giorni dalla data di spedizione. Nel caso della
procedura accelerata di cui all’articolo 20, tale termine è ridotto a
cinque giorni.
6) La pubblicazione nelle gazzette ufficiali o nella
stampa del paese dell’amministrazione non può effettuarsi prima della
data della spedizione all’Ufficio delle pubblicazioni delle Comunità
europee e deve recare menzione di tale data. La pubblicazione non deve
contenere informazioni diverse da quelle pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunità Europee.
7) Le amministrazioni aggiudicatrici
devono essere in grado di provare la data di spedizione.
8) Le spese
di pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee sono a carico delle Comunità. La
lunghezza del testo non può essere superiore ad una pagina della
suddetta Gazzetta, ossia deve risultare di 650 parole circa. Ciascun
numero della Gazzetta in cui figurano uno o più bandi di gara o avvisi
riproduce il modello o i modelli cui il bando o i bandi o l’avviso o
gli avvisi pubblicati si riferiscono.

Art. 18

1) Nelle procedure
aperte, il termine di ricezione delle offerte viene stabilito dalle
amministrazioni in modo da non essere inferiore a cinquantadue giorni
a decorrere dalla data di spedizione del bando di gara.
2) Il termine
di ricezione delle offerte previsto al paragrafo 1 può essere ridotto
a trentasei giorni se le amministrazioni hanno pubblicato nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee l’avviso indicativo di cui
all’articolo 15, paragrafo 1, redatto conformemente al modello che
figura nell’allegato III A.
3) Sempreché siano stati richiesti in
tempo utile, i capitolati d’onere e i documenti complementari devono
essere inviati ai prestatori di servizi dalle amministrazioni o dai
servizi competenti entro sei giorni dalla ricezione della loro
domanda.
4) Sempreché siano state richieste in tempo utile, le
informazioni complementari sui capitolati d’onere devono essere
comunicate dalle amministrazioni aggiudicatrici almeno sei giorni
prima della scadenza del termine stabilito per la ricezione delle
offerte.
5) Quando, per la loro mole, i capitolati d’onere e i
documenti o informazioni complementari non possono essere forniti
entro il termine di cui ai paragrafi 3 e 4 o quando le offerte possono
essere fatte solo a seguito di una visita dei luoghi o previa
consultazione in loco dei documenti allegati al capitolato d’onere, i
termini di cui ai paragrafi 1 e 2 devono essere adeguatamente
prorogati.

Art. 19

1) Nelle procedure ristrette e nelle procedure
negoziate ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 2, il termine di
ricezione delle domande di partecipazione viene stabilito dalle
amministrazioni in modo da non essere inferiore a trentasette giorni a
decorrere dalla data di spedizione del bando di gara.
2) Le
amministrazioni invitano simultaneamente e per iscritto i candidati
prescelti a presentare le rispettive offerte. La lettera d’invito è
accompagnata dal capitolato d’onere e dai documenti complementari.
Essa contiene almeno:

– se del caso l’indirizzo del servizio a cui
possono essere richiesti il capitolato d’onere e i documenti
complementari, il termine per presentare tale domanda, nonché
l’importo e le modalità di pagamento della somma che deve essere
eventualmente versata per ottenere i suddetti documenti;
– il termine
di ricezione delle offerte, l’indirizzo a cui queste devono essere
spedite e la lingua o le lingue in cui devono essere redatte;
– gli
estremi del bando di gara pubblicato;
l’indicazione dei documenti
eventualmente da allegare a sostegno delle dichiarazioni verificabili
fornite dal candidato a norma dell’articolo 17, paragrafo 1, oppure a
complemento delle informazioni previste da tale articolo e a
condizioni identiche a quelle stabilite negli articoli 31 e 32;
– i
criteri di aggiudicazione dell’appalto, se non figurano nel bando di
gara.

3) Nelle procedure ristrette il termine di ricezione delle
offerte, stabilito dalle amministrazioni aggiudicatrici non può essere
inferiore a quaranta giorni dalla data di spedizione della lettera
d’invito.
4) Il termine di ricezione delle offerte previsto al
paragrafo 3 può essere ridotto a ventisei giorni se le amministrazioni
aggiudicatrici hanno pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunità Europee l’avviso indicativo di cui all’articolo 15, paragrafo
1, redatto conformemente al modello che figura nell’allegato IIIA.
5)
Le domande di partecipazione alle procedure di licitazione possono
essere fatte mediante lettera, telegramma, telescritto, telecopia o
per telefono. In questi ultimi quattro casi devono essere confermate
con lettera spedita prima della scadenza del termine previsto al
paragrafo 1,
6) Sempreché siano state richieste in tempo utile, le
informazioni complementari sul capitolato d’onere devono essere
comunicate dalle amministrazioni almeno sei giorni prima della
scadenza del termine stabilito per la ricezione delle offerte.
7)
Quando le offerte possono essere fatte soltanto a seguito di una
visita dei luoghi o previa consultazione in loco dei documenti
allegati al capitolato d’onere, il termine di cui ai paragrafi 3 e 4
deve essere adeguatamente prorogato.

Art. 20

1) Nel caso in cui
l’urgenza renda impossibile rispettare i termini di cui all’articolo
19, le amministrazioni aggiudicatrici possono stabilire i termini
seguenti:

a) un termine di ricezione delle domande di partecipazione
non inferiore a quindici giorni a decorrere dalla data di spedizione
del bando di gara;
b) un termine di ricezione delle offerte non
inferiore a dieci giorni dalla data dell’invito.

2) Sempreché siano
state richieste in tempo utile, le informazioni complementari sul
capitolato d’onere devono essere comunicate dalle amministrazioni
almeno quattro giorni prima della scadenza del termine stabilito per
la ricezione delle offerte.
3) Le domande di partecipazione alle gare
e gli inviti a presentare un’offerta devono essere fatti per i canali
più rapidi possibili. Quando vengono fatte mediante telegramma,
telescritto, telecopia o per telefono, le domande devono essere
confermate con lettera spedita prima della scadenza del termine
previsto al paragrafo 1.

Art. 21

Le amministrazioni aggiudicatrici
possono far pubblicare nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
bandi di gara concernenti gli appalti di servizi non soggetti alla
pubblicità obbligatoria prevista dalla presente direttiva.

Art. 22

Le modalità di redazione, invio, ricezione, traduzione conservazione
e distribuzione dei bandi e degli avvisi di cui agli articoli 15, 16 e
17, nonché delle relazioni all’articolo 39, e la nomenclatura prevista
agli allegati IA e IB, nonché il riferimento da fare nei bandi e negli
avvisi a particolari voci della nomenclatura nell’ambito delle
categorie di servizi elencati negli allegati precitati, possono essere
modificate secondo la procedura prevista all’articolo 40, paragrafo
3.

TITOLO Vl

CAPITOLO 1

Norme comuni di partecipazione

Art. 23

Gli appalti vengono aggiudicati in base ai criteri stabiliti nel
capitolo 3, tenuto conto dell’articolo 24, e dopo che l’idoneità dei
prestatori non esclusi a norma dell’articolo 29 sia stata verificata
dalle amministrazioni conformemente ai criteri di cui agli articoli 31
e 32.

Art. 24

1) Laddove il criterio per l’aggiudicazione del
contratto sia quello dell’offerta più vantaggiosa sotto il profilo
economico, le amministrazioni possono prendere in considerazione le
varianti presentate dagli offerenti quando rispondano alle esigenze
minime richieste dalle amministrazioni stesse. Le amministrazioni
precisano nel capitolo d’onere in considerazione le varianti
presentate dagli offerenti quando rispondano alle esigenze minime
richieste dalle amministrazioni stesse. Le amministrazioni precisano
nel capitolato d’onere le prescrizioni minime che le varianti devono
rispettare, nonché le modalità di presentazione. Esse indicano nel
bando di gara se sono ammesse varianti. Le amministrazioni non possono
respingere la presentazione di una variante per il solo fatto che essa
sia stata stabilita con specifiche tecniche definite facendo
riferimento a norme nazionali che attuano norme europee o a
omologazioni tecniche europee, oppure a specifiche tecniche comuni di
cui all’articolo 14, paragrafo 2, o ancora con riferimento a
specifiche tecniche nazionali; di cui all’articolo 14, paragrafo 5,
lettere a) e b).
2) Le amministrazioni che abbiano ammesso varianti a
norma del paragrafo 1 non possono respingere una variante solo perché
configurerebbe, qualora fosse accolta, un appalto di forniture anziché
un appalto pubblico di servizi ai sensi della presente
direttiva.

Art. 25

Nel capitolato d’onere l’amministrazione può
richiedere all’offerente d’indicare, nella sua offerta, le parti
dell’appalto che egli eventualmente intenda subappaltare a
terzi.
Detta indicazione lascia impregiudicata la responsabilità del
prestatore principale di servizi.

Art. 26

1) Le offerte possono
venire presentate da raggruppamenti di prestatori di servizi. A tali
raggruppamenti non può venire richiesto di assumere una forma
giuridica specifica ai fini della presentazione dell’offerta; ciò può
tuttavia venire richiesto al raggruppamento selezionato una volta che
gli sia stato aggiudicato l’appalto.
2) I candidati od offerenti che,
in base alla normativa dello Stato membro nel quale sono stabiliti,
sono autorizzati a svolgere la prestazione del servizio di cui
trattasi non possono venire respinti soltanto per il fatto che, a
norma delle disposizioni vigenti nello Stato membro nel quale è
aggiudicato l’appalto, essi avrebbero dovuto essere persone fisiche o
persone giuridiche.
3) Tuttavia, alle persone giuridiche può essere
richiesto d’indicare nell’offerta o nella domanda di partecipazione il
nome e le qualificazioni professionali delle persone che effettuano la
prestazione del servizio di cui trattasi .

Art. 27

1) Nelle
procedure ristrette e nelle procedure negoziate le amministrazioni
selezionano, tra i candidati in possesso dei requisiti prescritti
dagli articoli da 29 a 35, quelli che verranno invitati a presentare
un’offerta ovvero a negoziare, basandosi sulle informazioni ricevute
in merito alla situazione del prestatore di servizi nonché sulle
informazioni e sulle formalità necessarie per valutare le condizioni
minime di natura economica e tecnica che devono essere soddisfatte.
2)
Qualora le amministrazioni aggiudichino un appalto mediante procedura
ristretta, esse possono fissare il numero massimo e minimo di
prestatori di servizi che intendono invitare: in questo caso tali
cifre limite devono figurare nel bando di gara. I limiti sono
determinati in relazione alla natura del servizio da prestare, fermo
restando che il numero minimo non deve essere inferiore a cinque e
quello massimo superiore a venti prestatori di servizi. In ogni caso
il numero di candidati invitati a presentare offerte deve essere
sufficiente a garantire una concorrenza effettiva.
3) Qualora le
amministrazioni aggiudichino un appalto mediante procedura negoziata
secondo le modalità di cui all’articolo 11, paragrafo 2 il numero di
candidati ammessi a negoziare non può essere inferiore a tre,
sempreché vi sia un numero sufficiente di candidati idonei.
4) Ogni
Stato membro garantisce che le amministrazioni rivolgano, senza
discriminazione, inviti ai cittadini di altri Stati membri che
soddisfano i requisiti necessari, alle stesse condizioni applicate ai
propri cittadini.

Art. 28

1) L’amministrazione aggiudicatrice può
precisare o può essere obbligata da uno Stato membro a precisare nel
capitolato d’onere l’autorità o le autorità da cui gli offerenti
possono ottenere le informazioni pertinenti sugli obblighi relativi
alle disposizioni in materia di protezione e di condizioni di lavoro
in vigore nello Stato membro, nella regione o nella località in cui
devono essere prestati i servizi, applicabili ai servizi oggetto
dell’appalto.
2) L’amministrazione che fornisce le informazioni
menzionate al paragrafo 1 chiede agli offerenti o partecipanti ad una
procedura di aggiudicazione degli appalti di indicare che hanno tenuto
conto, nella preparazione della propria offerta, degli obblighi
relativi alle disposizioni in materia di protezione e di condizioni di
lavoro in vigore nel luogo dove devono essere prestati i servizi.
Questa disposizione non osta all’applicazione delle disposizioni
dell’articolo 37 relative alla verifica delle offerte anormalmente
basse.

CAPITOLO 2

Criteri di selezione qualitativa

Art. 29

Può
venire escluso dalla partecipazione ad un appalto qualunque prestatore
di servizi il quale:

a) sia in stato di fallimento, di liquidazione,
di amministrazione controllata, di concordato preventivo, di
sospensione dell’attività commerciale o si trovi in qualsiasi altra
situazione analoga derivante da una procedura simile prevista dalle
leggi e dai regolamenti nazionali;
b) sia oggetto di procedimenti di
dichiarazione di fallimento, di liquidazione coatta o di
amministrazione controllata, di un concordato preventivo oppure di
qualunque altro procedimento simile previsto dalle leggi o dai
regolamenti nazionali;
c) sia stato condannato per un reato relativo
alla condotta professionale di prestatore di servizi, con sentenza
passata in giudicato;
d) si sia reso responsabile di gravi violazioni
dei doveri professionali, provate con qualsiasi elemento documentabile
dall’amministrazione;
e) non abbia adempiuto obblighi riguardanti il
pagamento dei contributi di sicurezza sociale conformemente alle
disposizioni legislative del paese in cui è stabilito o di quello
dell’amministrazione;
f) non abbia adempiuto obblighi tributari
conformemente alle disposizioni legislative del paese
dell’amministrazione;
g) si sia reso colpevole di gravi inesattezze
nel fornire le informazioni esigibili in applicazione del presente
capitolo o non abbia fornito dette informazioni.

Quando
l’amministrazione chiede al prestatore di servizi la prova che egli
non si trova in nessuna delle situazioni di cui alle lettere a), b),
c), e) ovvero f), essa accetta come prova sufficiente:

– i casi di
cui alle lettere a), b) ovvero c), la presentazione di un estratto dal
casellario giudiziario o, in difetto, di un documento equivalente
rilasciato da una competente autorità giudiziaria o amministrativa del
paese d’origine o di provenienza, da cui risulti il soddisfacimento
della condizione di cui trattasi;
– i casi di cui alle lettere e)
ovvero f) un certificato rilasciato dall’autorità competente dello
Stato membro interessato.

Qualora lo Stato membro interessato non
rilasci siffatti documenti o certificati, questi possono essere
sostituiti da una dichiarazione giurata resa dalla persona interessata
davanti ad un’autorità giudiziaria od amministrativa, un notaio o un
competente organismo professionale o commerciale nel paese d’origine
od in quello di provenienza. Gli Stati membri designano, nel termine
di cui all’articolo 44, le autorità e gli organismi competenti per il
rilascio dei documenti e certificati in questione e ne informano
immediatamente gli altri Stati membri e la Commissione.

Art. 30

1)
Se i candidati o offerenti devono essere in possesso di una
particolare autorizzazione ovvero appartenere ad una particolare
organizzazione per poter prestare nel proprio paese d’origine il
servizio in questione, l’autorità può richiedere loro la prova del
possesso di tale autorizzazione ovvero dell’appartenenza
all’organizzazione di cui trattasi.
2) Ad ogni candidato o offerente
può essere richiesto di provare la sua iscrizione, secondo le modalità
vigenti nel paese nel quale esso è stabilito, in uno dei registri
professionali o commerciali di cui al paragrafo 3 o di presentare una
dichiarazione giurata o un certificato a norma di detto paragrafo.
3)
I pertinenti registri professionali o commerciali o le pertinenti
dichiarazioni o i pertinenti certificati sono rispettivamente:

in
Belgio, il Registre du commerce – Handelsregister e gli ordres
professionnels Beroepsorden;

in Danimarca, l’Erhvers- og
Selskabsstyrelsen;

in Germania, lo Handelsregister, lo
Handwerksrolle e il Vereinsregister;

in Grecia, al prestatore di
servizi può essere invitato a produrre una dichiarazione, giurata
dinanzi a notaio, riguardante l’esercizio dell’attività professionale
in questione; nei casi previsti dalla legislazione nazionale vigente,
per la prestazione dei servizi di ricerca di cui all’allegato IA il
registro professionale Metro Meleteton , nonché il Metro trafeion
Meleton

in Spagna, il Registro Centrai de Empresas Consultoras y de
Servicios del Ministerio de Economia y Hacienda;

in Francia, il
Registre du commerce ed il Répertoire des métiers;

in Italia, il
Registro della Camera di commercio, industria, agricoltura e
artigianato od il Registro delle commissioni provinciali per
l’artigianato o il Consiglio nazionale degli ordini professionali;

in Lussemburgo, il Registre aux firmes ed il Role de la Chambre des
métiers;

nei Paesi Bassi, lo Handelsregister;

in Portogallo, il
Registro nacional das Pessoas Colectivas;

nel Regno Unito ed in
Irlanda al prestatore di servizi può venire richiesto di fornire un
certificato rilasciato dal Registrar of companies, o dal Registrar of
Friendly Societies, ovvero, qualora esso non ottenga tale certificato,
di un certificato da cui risulti che l’interessato ha dichiarato sotto
giuramento di esercitare la professione in questione, nel paese in cui
è stabilito, in un luogo specifico e sotto un determinato nome o
ragione sociale.

Art. 31

1. In linea di massima, la prova della
capacità finanziaria ed economica del prestatore di servizi può venire
fornita mediante una o più delle seguenti referenze:

a) idonee
dichiarazioni bancarie o prova di un’assicurazione contro i rischi
d’impresa;
b) la presentazione del bilancio o di estratti dello
stesso, qualora la pubblicazione del bilancio sia prescritta dal
diritto societario del paese nel quale il prestatore di servizi è
stabilito;
c) una dichiarazione del fatturato globale dell’impresa e
del fatturato per i servizi cui si riferisce l’appalto, relativa ai
tre ultimi esercizi finanziari.

2. Le amministrazioni precisano, nel
bando di gara o nell’invito a presentare offerte, la referenza o le
referenze di cui al paragrafo 1 da esse scelte, nonché le eventuali
altre referenze da presentare.

3. Qualora per giustificati motivi il
prestatore di servizi non sia in grado di presentare le referenze
richieste dall’amministrazione, è ammesso a provare la propria
capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento
che l’amministrazione stessa ritenga appropriato.

Art. 32

1. La
capacità dei prestatori ad eseguire servizi può venire valutata in
particolare, con riferimento alla loro competenza, efficienza,
esperienza ed affidabilità.

2. La prova della capacità tecnica dei
prestatori di servizi può essere fornita mediante uno o più dei
seguenti mezzi, a seconda della natura, della quantità e dello scopo
dei servizi da prestare;

a) l’indicazione dei titoli di studio e
professionali dei prestatori di servizi e/o dei dirigenti dell’impresa
ed in particolare della o delle persone responsabili della prestazione
dei servizi:
b) la presentazione di un elenco dei principali servizi
prestato negli ultimi tre anni con indicazione degli importi, delle
date e dei destinatari, pubblici o privati, dei servizi stessi:

nel
caso di servizi prestati ad amministrazioni, tale prova deve assumere
la forma di certificati rilasciati o controfirmati dall’autorità
competente;
nel caso di servizi prestati a privati, l’effettiva
prestazione va certificata dall’acquirente ovvero, in mancanza di un
tale certificato, semplicemente dichiarata dal prestatore di
servizi;

c) l’indicazione dei tecnici o degli organismi tecnici, a
prescindere dal fatto che essi facciano o non facciano direttamente
capo al prestatore di servizi, e in particolare di quelli responsabili
per il controllo della qualità;
d) una dichiarazione relativa al
numero medio annuo di dipendenti del prestatore di servizi ed al
numero di dirigenti impiegati negli ultimi tre anni;
e) una
dichiarazione relativa agli strumenti, al materiale od alle
apparecchiature tecniche di cui il prestatore di servizi dispone per
prestare i servizi in questione;
f) una descrizione delle misure prese
dal prestatore di servizi per garantire la qualità, e dei mezzi di
studio e di ricerca di cui dispone;
g) qualora i servizi da prestare
siano di natura complessa o, eccezionalmente, siano richiesti per una
finalità particolare, una verifica eseguita dall’amministrazione o per
suo conto da un organismo ufficiale competente del paese in cui il
prestatore di servizi è stabilito, purché tale organismo acconsenta,
in merito alle capacità tecniche del prestatore di servizi e, se
necessario, alle infrastrutture di cui dispone a fini di studio e di
ricerca e alle misure che prende ai fini del controllo della
qualità;
h) l’indicazione della quota del contratto che il prestatore
di servizi intende eventualmente subappaltare.

3) L’amministrazione
precisa, nel bando di gara o nell’invito a presentare offerte, quali
sono le referenze da presentare.
4) Le informazioni di cui
all’articolo 31 ed ai paragrafi da 1 a 3 del presente articolo devono
limitarsi all’oggetto dell’appalto. Le amministrazioni tengono nel
debito conto gli interessi legittimi dei prestatori di servizi per
quanto riguarda la tutela dei loro segreti tecnici o
commerciali.

Art. 33

Qualora richiedano la presentazione di
certificati rilasciati da organismi indipendenti per accertare la
rispondenza del prestatore di servizi a determinate norme in materia
di garanzia della qualità, le amministrazioni fanno riferimento ai
sistemi di garanzia della qualità basati sulla pertinente serie di
norme europee EN 29000 e certificati da organismi conformi alla serie
di norme europee EN 45000. Le amministrazioni riconoscono i
certificati equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri
Stati membri. Esse ammettono parimenti altre prove relative
all’impiego di misure equivalenti di garanzia della qualità, nel caso
dei prestatori di servizi che non abbiano accesso a tali certificati o
non abbiano la possibilità di ottenerli entro i termini
richiesti.

Art. 34

Nei limiti di quanto disposto dagli articoli da
29 e 32, le amministrazioni possono invitare i prestatori di servizi a
integrare o chiarire i certificati ed i documenti presentati.

Art.
35

1) Gli Stati membri che dispongano di elenchi ufficiali di
prestatori di servizi riconosciuti devono adeguarli alle disposizioni
dell’articolo 29, lettere da a) a d) e g) e degli articoli da 30 a
32.
2) I prestatori di servizi iscritti in elenchi ufficiati possono
per ogni appalto presentare all’amministrazione un certificato
d’iscrizione rilasciato dalla competente autorità. Detto certificato
indica le referenze che hanno permesso l’iscrizione nell’elenco e la
classificazione attribuita nello stesso.
3) L’iscrizione di un
prestatore di servizi in un elenco ufficiale, certificata dalle
autorità competenti, costituisce per le amministrazioni degli altri
Stati membri una presunzione d’idoneità alla prestazione di servizi,
corrispondente alla classificazione di un prestatore di servizi
soltanto rispetto all’articolo 29, lettere da a) a d) e g), nonché
all’articolo 30, all’articolo 31, lettere b) e c) e all’articolo 32,
lettera a). I dati risultanti dall’iscrizione in un elenco ufficiale
non possono essere contestati. Per. quanto riguarda tuttavia il
pagamento dei contributi di sicurezza sociale, a qualsiasi prestatore
di servizi iscritto può essere richiesto un certificato aggiuntivo
ogniqualvolta venga proposto un appalto. Le amministrazioni degli
altri Stati membri applicano le disposizioni precedenti soltanto ai
prestatori di servizi stabiliti nello Stato membro che tiene l’elenco
ufficiale di cui trattasi.
4) Per l’eventuale iscrizione dei
prestatori di servizi degli altri Stati membri in un elenco ufficiale,
non si possono esigere altre prove e dichiarazioni oltre a quelle
richieste ai prestatori di servizi nazionali né, in ogni caso, prove e
dichiarazioni diverse da quelle previste dagli articoli da 29 a 33.
5)
Gli Stati membri che dispongono di elenchi ufficiali sono tenuti a
comunicare agli altri Stati membri l’indirizzo dell’organismo presso
il quale le domande d’iscrizione possono essere presentate.

CAPITOLO
3

Criteri di aggiudicazione per gli appalti

Art. 36

1. Fatte
salve le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
nazionali riguardanti la remunerazione di particolari servizi, i
criteri sui quali l’amministrazione si fonda per l’aggiudicazione
degli appalti sono:

a) qualora l’appalto sia aggiudicato all’offerta
più vantaggiosa sotto il profilo economico, vari criteri relativi
all’appalto quali ad esempio qualità, merito tecnico, caratteristiche
estetiche e funzionali, assistenza tecnica e servizio post-vendita,
data della fornitura e termine di consegna o di esecuzione, prezzo;
b)
unicamente il prezzo più basso.

2. Qualora l’appalto sia aggiudicato
all’offerta più vantaggiosa sotto il profilo economico, le
amministrazioni enunciano, nel capitolato d’onere o nel bando di gara,
i criteri d’aggiudicazione di cui esse prevedono I’applicazione,
possibilmente nell’ordine decrescente dell’importanza che è loro
attribuita.

Art. 37

Se, per un determinato appalto, talune offerte
presentano carattere anormalmente basso rispetto alla prestazione,
l’amministrazione, prima di poter eventualmente respingere tali
offerte richiede per iscritto le precisazioni in merito agli elementi
costitutivi dell’offerta in questione che essa considera pertinenti e
verifica detti elementi costitutivi tenendo conto di tutte le
spiegazioni ricevute.
L’amministrazione può prendere in considerazione
giustificazioni riguardanti l’economia del metodo di prestazione del
servizio o le soluzioni tecniche adottate o le condizioni
eccezionalmente favorevoli di cui dispone l’offerente per prestare il
servizio, oppure l’originalità del servizio proposto
dall’offerente.
Se i documenti relativi all’appalto prevedono
l’attribuzione al prezzo più basso, l’amministrazione aggiudicatrice
deve comunicare alla Commissione il rifiuto delle offerte ritenute
troppo basse.

TITOLO VII

Disposizioni finali

Art. 38

Il calcolo
dei termini è compiuto conformemente al regolamento (CEE Euratom) n.
1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme
applicabili ai periodi di tempo, alle date ed ai termini (nota)
.

Art. 39

1) Al fine di consentire la valutazione dei risultati
della messa in applicazione della presente direttiva, gli Stati membri
comunicano alla Commissione un prospetto statistico relativo agli
appalti conclusi dalle amministrazioni al massimo il 31 ottobre 1995
per quanto riguarda l’anno precedente, e successivamente ogni due anni
il 31 ottobre.
2) Gli Stati membri indicano almeno il numero e il
valore degli appalti conclusi da ciascuna amministrazione o categoria
di amministrazioni, sopra il limite, distinguendo ove possibile
secondo le procedure, le categorie di servizi e la nazionalità del
prestatore di servizi cui l’appalto è stato attribuito e, nel caso
delle procedure negoziate, suddivise secondo l’articolo 11, precisando
il numero e il valore degli appalti attribuiti a ciascuno Stato membro
e ai paesi terzi.
3) La Commissione determina, secondo la procedura
stabilita nell’articolo 40, paragrafo 3, la natura delle informazioni
statistiche richieste a norma della presente direttiva.

Art. 40

1)
La Commissione è assistita dal comitato consultivo per gli appalti
pubblici istituito con la decisione 71/ 3 06/CEE del Consiglio.
2) Per
quanto riguarda l’appalto di servizi di telecomunicazione che
rientrino nella categoria 5 dell’allegato IA, la Commissione è
assistita altresì dal comitato consultivo per gli appalti nel settore
delle telecomunicazioni istituito dalla direttiva 90/531/CEE.
3) Nei
casi per i quali è prevista l’applicazione della procedura stabilita
dal presente paragrafo, il rappresentante della Commissione sottopone
al comitato il progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime
il proprio parere in merito a tale progetto, entro un termine che il
presidente può stabilire in funzione dell’urgenza della questione,
eventualmente procedendo a votazione. Il parere è iscritto a verbale;
inoltre ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che figuri a
verbale la posizione da esso assunta. La Commissione tiene nella
massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo
informa del modo in cui ha tenuto conto di tale parere.
4) Su
iniziativa della Commissione o a richiesta di uno Stato membro i
comitati di cui ai paragrafi 1 e 2 esaminano ogni eventuale questione
riguardante l’applicazione della presente direttiva.

Art. 41

1.
All’articolo 1 della direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21
dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari
e amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso
in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di
lavori (nota) , il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:

1
.Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari per garantire
che, per quanto riguarda le procedure di aggiudicazione degli appalti
pubblici disciplinati dalle direttive 71/305/CEE, 77/62/ CEE e
92/50/CEE (*), le decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici
possano essere oggetto di ricorsi efficaci e, in particolare, quanto
più rapidi possibile, secondo le condizioni previste negli articoli
seguenti, in particolare nell’articolo 2, paragrafo 7, qualora violino
il diritto comunitario in materia di appalti pubblici o le norme
nazionali che lo recepiscono.

Art. 42

1. All’articolo 5 paragrafo 1
della direttiva 77/62/CEE, modificata dalla direttiva 88/295/CEE, la
lettera c) è sostituita dal testo seguente:

c) il controvalore delle
soglie in moneta nazionale e la soglia fissata dall’accordo GATT,
espressa in ECU, sono di norma riveduti ogni due anni con effetto al
1° gennaio 1988. Il calcolo di tali controvalori è effettuato sulla
base della media dei valori giornalieri di tali monete, espressa in
ECU, e dell’ECU espresso in DSP, durante i 24 mesi che terminano
l’ultimo giorno del mese di agosto precedente la revisione che ha
effetto il 1° gennaio. Tali controvalori sono pubblicati nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee nei primi giorni di
novembre.

2. All’articolo 4 bis della direttiva 71/305/CEE, il
paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:

2.a) 11 controvalore del
limite in monete nazionali è, di norma, riveduto ogni due anni con
effetto al 1° gennaio 1992. Il calcolo di tale controvalore è basato
sulla media del valore giornaliero delle monete nazionali espressa in
ECU, durante i 24 mesi che terminano l’ultimo giorno del mese di
agosto precedente la revisione che ha effetto il 1° gennaio. Tali
controvalori sono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee nei primi giorni di novembre.
b) Il metodo di calcolo previsto
alla lettera a) è riesaminato, su proposta della Commissione, dal
comitato consultivo degli appalti pubblici, in linea di massima, due
anni dopo la sua prima utilizzazione.

Art. 43

Entro e non oltre tre
anni a decorrere dal termine assegnato agli Stati membri per
conformarsi alla presente direttiva la Commissione agendo in stretta
collaborazione con i comitati di cui all’articolo 40, paragrafi 1 e 2
riesamina l’applicazione della direttiva stessa, inclusi i suoi
effetti sulla prestazione dei servizi elencati nell’allegato I A e le
disposizioni relative alle norme tecniche. Essa valuta in particolare
le prospettive per la piena applicazione della direttiva alla
prestazione degli altri servizi elencati nell’allegato I B, nonché gli
effetti dei servizi forniti mediante risorse proprie sull’apertura
effettiva dei relativi mercati, e formula le proposte necessarie per
modificare la presente direttiva di conseguenza.

Art. 44

1. Gli
Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva entro il 1° luglio 1993. Essi ne informano
immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva
o sono corredate da un siffatto riferimento all’atto della
pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli
Stati membri.
2. Gli Stati membri provvedono a comunicare alla
Commissione i testi delle fondamentali disposizioni di diritto interno
adottate per attuare la presente direttiva.

Art. 45

Gli Stati
membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a
Lussemburgo, addì 18 giugno 1992.

Per il Consiglio
Il Presidente
VITOR MARTINS

——————————————————————————–

NOTE

GU
n. C 23 del 31.1.1991, pag. 1 e GU n. C.250 del 25.9.1991, pag. 4.
GU
n.C 158del17.6.1991,pag.90,eGUnC 150 del 15.6.1992.
GU n. C 150 del
15.ó.1992.
GU n. L. 185 del 16.8.1971, pag. 5. Direttiva modificata da
ultimo della direttiva 90/531/CEE(GU n. L 297 del 29.10.1990, pag.1)
GU n. L 13 del 15.1.1977, pag.1. Direttiva modificata da ultimo dalla
direttiva 90/531/CEE (GU n. L 297 del 29.10.990, pag. 1).
GU n. L 297
del 29.10.1990, pag.1.
GU n. L 185 del 16.8.1971, pag. 15. Decisione
modificata dalla decisione 77/63/CEE (GU n. L13 del 15.1.1977,
pag.15).
GU n. L 217 del 5.8.1986, pag. 21. Direttiva modificata dalla
direttiva 91/263/CEE (GU n. L 128 del 23.5.1991, pag.1).
GU n. L 36
del 7.2.1987, pag.31.
GU n. L 40 dell’11.2.1989, pag.12.
GU n. L 124
dell’ 8.6.1971, pag.1.
GU n L 395 del 30.12.1989, pag- 33.

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