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Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suo...

Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo.

LEGGE 18 maggio 1989 , n. 183
(G.U. 25.5.1989, n. 120 – S.O.)

Norme
per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo

La
Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

TITOLO I –
LE ATTIVITÀ , I SOGGETTI , I SERVIZI

CAPO I – Le attività

Art. 1.
Finalità della legge

1. La presente legge ha per scopo di assicurare
la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la
gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo
economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali ad essi
connessi.
2. Per il conseguimento delle finalità perseguite dalla
presente legge, la pubblica amministrazione svolge ogni opportuna
azione di carattere conoscitivo, di programmazione e pianificazione
degli interventi, di loro esecuzione, in conformità alle disposizioni
che seguono.
3. Ai fini della presente legge si intende:
a) per suolo:
il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere
infrastrutturali ;
b) per acque: quelle meteoriche, fluviali,
sotterranee e marine ;
c) per corso d’acqua : i corsi d’acqua, i
fiumi, i torrenti, i canali, i laghi, le lagune, gli altri corpi
idrici ;
d) per bacino idrografico: il territorio dal quale le acque
pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in
superficie si raccolgono in un determinato corso d’acqua direttamente
o a mezzo di affluenti, nonché il territorio che può essere allagato
dalle acque del medesimo corso d’acqua, ivi compresi i suoi rami
terminali con le foci in mare ed il litorale marittimo prospiciente;
qualora un territorio possa essere allagato dalle acque di più corsi
d’acqua, esso si intende ricadente nel bacino idrografico il cui
bacino imbrifero montano ha la superficie maggiore;
e) per sub-bacino:
una parte del bacino idrografico, quale definito dalla competente
autorità amministrativa.
4. Alla realizzazione delle attività previste
al comma 1 concorrono, secondo le rispettive competenze: lo Stato, le
regioni a statuto speciale ed ordinario, le province autonome di
Trento e di Bolzano, le province, i comuni, le comunità montane, i
consorzi di bonifica ed irrigazione e quelli di bacino imbrifero
montano.
5. Le disposizioni della presente legge costituiscono norme
fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica nonché
principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della
Costituzione.

Art. 2. Attività conoscitiva

1. Nell’attività
conoscitiva, svolta per le finalità della presente legge e riferita
all’intero territorio nazionale si intendono comprese le azioni di:
raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati ;
accertamento, sperimentazione, ricerca e studio degli elementi
dell’ambiente fisico e delle condizioni generali di rischio;
formazione ed aggiornamento delle carte tematiche del territorio ;
valutazione e studio degli effetti conseguenti alla esecuzione dei
piani, dei programmi e dei progetti di opere previsti dalla presente
legge; attuazione di ogni iniziativa a carattere conoscitivo ritenuta
necessaria per il conseguimento delle finalità di cui all’articolo
1.
2. L’attività conoscitiva di cui al presente articolo è svolta,
sulla base delle deliberazioni di cui all’articolo 4, comma 1, secondo
criteri, metodi e standards di raccolta, elaborazione e consultazione,
nonché modalità di coordinamento e di collaborazione tra i soggetti
pubblici comunque operanti nel settore, che garantiscano la
possibilità di omogenea elaborazione ed analisi e la costituzione e
gestione, ad opera dei servizi tecnici nazionali, di un unico sistema
informativo, cui vanno raccordati i sistemi informativi regionali e
quelli delle province autonome.
3. E’ fatto obbligo alle
Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, nonché
alle istituzioni ed agli enti pubblici, anche economici, che comunque
raccolgano dati nel settore della difesa del suolo, di trasmetterli
alla regione territorialmente interessata ed ai competenti servizi
tecnici nazionali, di cui all’articolo 9, secondo le modalità definite
ai sensi del comma 2 del presente articolo.

Art. 3. Le attività di
pianificazione , di programmazione e di attuazione

1. Le attività di
programmazione, di pianificazione e di attuazione degli interventi
destinati a realizzare le finalità indicate all’articolo 1 curano in
particolare:
a) la sistemazione, la conservazione ed il recupero del
suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici,
idraulico-forestali, idraulico-agrari, silvo-pastorali, di
forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di recupero
naturalistico, botanico e faunistico ;
b) la difesa, la sistemazione e
la regolazione dei corsi d’acqua, dei rami terminali dei fiumi e delle
loro foci nel mare, nonché delle zone umide;
c) la moderazione delle
piene anche mediante serbatoi di invaso, vasche di laminazione, casse
di espansione, scaricatori, scolmatori, diversivi o altro, per la
difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti;
d) la disciplina delle
attività estrattive, al fine di prevenire il dissesto del, territorio,
inclusi erosione ed abbassamento degli alvei e delle coste ;
e) la
difesa e il consolidamento dei versanti e delle aree instabili, nonché
la difesa degli abitati e delle infrastrutture contro i movimenti
franosi, le valanghe e altri fenomeni di dissesto;
f) il contenimento
dei fenomeni di subsidenza dei suoli e di risalita delle acque marine
lungo i fiumi e nelle falde idriche, anche mediante operazioni di
ristabilimento delle preesistenti condizioni di equilibrio e delle
falde sotterranee;
g) la protezione delle coste e degli abitati
dall’invasione e dall’erosione delle acque marine ed il ripascimento
degli arenili, anche mediante opere di ricostituzione dei cordoni
dunosi;
h) il risanamento delle acque superficiali e sotterranee allo
scopo di fermarne il degrado e, rendendole conformi alle normative
comunitarie e nazionali, assicurarne la razionale utilizzazione per le
esigenze della alimentazione, degli usi produttivi, del tempo libero,
della ricreazione e del turismo, mediante opere di depurazione degli
effluenti urbani, industriali ed agricoli, e la definizione di
provvedimenti per la trasformazione dei cicli produttivi industriali
ed il razionale impiego di concimi e pesticidi in agricoltura;
i) la
razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde,
con una efficiente rete idraulica, irrigua ed idrica, garantendo,
comunque, che l’insieme delle derivazioni non pregiudichi il minimo
deflusso costante vitale negli alvei sottesi, nonché la polizia delle
acque;
l) lo svolgimento funzionale dei servizi di polizia idraulica,
di navigazione interna, di piena e di pronto intervento idraulico,
nonché della gestione degli impianti;
m) la manutenzione ordinaria e
straordinaria delle opere e degli impianti nel settore e la
conservazione dei beni;
n) la regolamentazione dei territori
interessati dagli interventi di cui alle lettere precedenti ai fini
della loro tutela ambientale, anche mediante la determinazione di
criteri per la salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e
la costituzione di parchi fluviali e lacuali e di aree protette;
o) la
gestione integrata in ambiti ottimali dei servizi pubblici nel
settore, sulla base di criteri di economicità e di efficienza delle
prestazioni;
p) il riordino del vincolo idrogeologico;
q) l’attività
di prevenzione e di allerta svolta dagli enti periferici operanti sul
territorio.
2. Le attività di cui al presente articolo sono svolte,
sulla base delle deliberazioni di cui all’articolo 4, comma 1, secondo
criteri, metodi e standards, nonché modalità di coordinamento e di
collaborazione tra i soggetti pubblici comunque competenti al fine,
tra l’altro, di garantire omogeneità di:
a) condizioni di salvaguardia
della vita umana e del territorio, ivi compresi gli abitati ed i
beni;
b) modalità di utilizzazione delle risorse e dei beni, e di
gestione dei servizi connessi.

CAPO II – I soggetti centrali

Art.
4. Il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Comitato dei
ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel settore
della difesa del suolo

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro dei lavori pubblici ovvero del Comitato dei
ministri di cui al comma 2 nel caso di cui alla lettera d), e previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, approva con proprio
decreto:
a) le deliberazioni concernenti i metodi ed i criteri, anche
tecnici, per lo svolgimento delle attività di cui agli articoli 2 e 3,
nonché per la verifica ed il controllo dei piani di bacino, dei
programmi di intervento e di quelli di gestione;
b) gli atti relativi
alla delimitazione dei bacini di rilievo nazionale e
interregionale;
c) i piani di bacino di rilievo nazionale, sentito il
Comitato nazionale per la difesa del suolo di cui all’articolo 6 e
previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici;
d) il
programma nazionale di intervento, di cui all’articolo 25, comma 3;
e)
gli atti volti a provvedere in via sostitutiva in caso di persistente
inattività dei soggetti ai quali sono demandate le funzioni previste
dalla presente legge, qualora si tratti di attività da svolgersi entro
termini essenziali, avuto riguardo alle obbligazioni assunte o alla
natura degli interventi;
f) ogni altro atto di indirizzo e
coordinamento nel settore disciplinato dalla presente legge.
2. E’
istituito, presso la Presidenza de Consiglio dei ministri, il Comitato
dei ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel
settore della difesa del suolo. Il Comitato, presieduto dal Presidente
del Consiglio dei ministri o da un Ministro membro del Comitato stesso
su sua delega, è composto dai Ministri dei lavori pubblici,
dell’ambiente, dell’agricoltura e delle foreste, per il coordinamento
della protez…

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