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Regolamento recante disciplina dei procedimenti di autorizzazione all'abitabilita', di collaudo statico e di iscrizione al catasto.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 aprile 1994, n. 425

Regolamento recante disciplina dei procedimenti di autorizzazione
all’abitabilita’, di collaudo statico e di iscrizione al catasto.

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 87, comma quinto, della
Costituzione;
Visto l’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Vista la legge 24 dicembre 1993, n. 537, ed in particolare
l’art.
2, commi 7, 8 e 9;
Visto l’art. 7 della legge 5 novembre 1971,
n. 1086;
Visto l’art. 52 della legge 28 febbraio 1985, n. 47;
Visto
l’art. 221 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
Visto l’art. 4,
comma 10, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 328,
convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493;
Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella
riunione dell’11 febbraio 1994;
Acquisito il parere della competente
commissione della Camera dei
deputati;
Considerato che il termine per
l’emissione del parere della
competente commissione del Senato della
Repubblica ai sensi dell’art.
2 della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
e’ scaduto in data 9 marzo
1994;
Udito il parere del Consiglio di
Stato, espresso nell’adunanza
generale del 13 aprile 1994;
Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del
14 aprile 1994;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica;
E M A N A
il
seguente regolamento:

Art. 1.
Oggetto del regolamento
1. Il presente
regolamento disciplina il procedimento di
autorizzazione
all’abitabilita’ ed i collegati procedimenti di
collaudo statico e di
iscrizione al catasto, e si applica alle opere
indicate dall’art. 220
del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

AVVERTENZA:
Il testo delle
note qui pubblicato e’ stato redatto ai
sensi dell’art. 10, comma 3,
del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle
leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e
sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al
solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli
atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art.
87, comma quinto, della Costituzione e’ il
seguente:
“Art. 87. – Il
Presidente della Repubblica ..
(Omissis).
Promulga le leggi ed emana i
decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
(Omissis)”.
– L’art.
17, comma 2, della legge n. 400/1988
(Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri) e’
il seguente:
“Art. 17 (Regolamenti).
(Omissis).
2. Con decreto del
Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti
per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di
legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della
Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del
Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e
dispongono l’abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall’entrata
in vigore delle
norme regolamentari.
(Omissis)”.
– I commi 7, 8 e 9
dell’art. 2 della legge n. 537/1993
(Interventi correttivi di finanza
pubblica) sono i
seguenti:
“Art. 2 (Semplificazione e accelerazione
dei
procedimenti amministrativi).
(Omissis).
7. Entro centoventi
giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, con
regolamenti governativi,
emanati ai sensi dell’art. 17, comma 2, della
legge 23
agosto 1988, n. 400, sono dettate norme di
regolamentazione
dei procedimenti amministrativi previsti dalle
disposizioni
o leggi di cui all’allegato elenco 4 e dei procedimenti
ad
essi connessi. La connessione si ha quando diversi
procedimenti
siano tra loro condizionati o siano tutti
necessari per l’esercizio di
un’attivita’ privata o
pubblica. Gli schemi di regolamento sono
trasmessi alla
Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica
perche’
su di essi sia espresso, entro trenta giorni dalla data
di
trasmissione, il parere delle Commissioni permanenti
competenti per
materia. Decorso tale termine i decreti sono
emanati anche in mancanza
di detto parere ed entrano in
vigore centottanta giorni dopo la loro
pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale.
8. Le norme, anche di legge,
regolatrici dei
procedimenti indicati al comma 7 sono abrogate con
effetto
dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui
al
medesimo comma 7.
9. I regolamenti di cui al comma 7 si conformano
ai
seguenti criteri e principi:
a) semplificazione dei procedimenti
amministrativi, in
modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali, il
numero delle amministrazioni intervenienti, la
previsione
di atti di concerto e di intesa;
b) riduzione dei termini
attualmente prescritti per la
conclusione del procedimento;
c)
regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo, che si
svolgono presso diverse amministrazioni,
ovvero presso diversi uffici
della medesima
amministrazione, e uniformazione dei relativi tempi
di
conclusione;
d) riduzione del numero dei
procedimenti
amministrativi e accorpamento dei procedimenti che
si
riferiscono alla medesima attivita’;
e) semplificazione e
accelerazione delle procedure di
spesa e contabili, anche mediante
adozione, ed estensione
alle fasi procedimentali di integrazione
dell’efficacia
degli atti, di disposizioni analoghe a quelle di
cui
all’art. 51, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n.
29, e successive modificazioni;
f) unificazione a livello regionale,
oppure
provinciale su espressa delega, dei procedimenti
amministrativi
per il rilascio delle autorizzazioni
previste dalla legislazione
vigente nelle materie
dell’inquinamento acustico, dell’acqua,
dell’aria e dello
smaltimento dei rifiuti;
g) snellimento per le
piccole imprese operanti nei
diversi comparti produttivi degli
adempimenti
amministrativi previsti dalla vigente legislazione per
la
tutela ambientale;
h) individuazione delle responsabilita’ e
delle
procedure di verifica e controllo.
(Omissis)”.
– Il testo
dell’art. 7 della legge n. 1086/1971 e’ il
seguente:
“Art. 7 (Collaudo
statico). – Tutte le opere di cui
all’art. 1 debbono essere sottoposte
a collaudo statico.
Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o
da un
architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non
sia
intervenuto in alcun modo nella progettazione,
direzione ed esecuzione
dell’opera.
La nomina del collaudatore spetta al committente il
quale
ha l’obbligo di comunicarla al genio civile entro
sessanta giorni
dall’ultimazione dei lavori. Il committente
precisera’ altresi’ i
termini di tempo entro i quali
dovranno essere completate le
operazioni di collaudo.
Quando non esiste il committente ed il
costruttore
esegue in proprio, e’ fatto obbligo al costruttore
di
chiedere, nel termine indicato nel precedente comma,
all’ordine
provinciale degli ingegneri o a quello degli
architetti, la
designazione di una terna di nominativi fra
i quali sceglie il
collaudatore.
Il collaudatore deve redigere due copie del
certificato
di collaudo e trasmetterle all’ufficio del genio civile,
il
quale provvede a restituirne una copia, con
l’attestazione
dell’avvenuto deposito da consegnare al
committente.
Per le opere costruite per conto dello Stato e degli
enti
di cui all’ultimo comma dell’art. 4, gli obblighi
previsti dal terzo e
dal quinto comma del presente articolo
non sussistono”.
– Il testo
dell’art. 52 della legge n. 47/1985 e’ il
seguente:
“Art. 52
(Iscrizione al catasto). – Alla domanda per il
rilascio del
certificato di abitabilita’ o di agibilita’
deve essere allegata copia
della dichiarazione presentata
per la iscrizione in catasto, redatta
in conformita’ alle
disposizioni dell’art. 6 del regio decreto-legge
13 aprile
1939, n. 652, e successive modificazioni e integrazioni.
Le
opere ultimate entro la data di entrata in vigore
della presente legge
che non siano state iscritte al
catasto, ovvero le variazioni non
registrate, devono essere
denunciate, ai sensi degli articoli 3 e 20
del regio
decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, e
successive
modificazioni e integrazioni, entro novanta
giorni
dall’entrata in vigore della presente legge,
previa
corresponsione dei diritti dovuti nella misura vigente.
Per le
dichiarazioni di cui al comma precedente,
presentate successivamente
al 31 dicembre 1986, l’ammenda
prevista dall’articolo 31 del regio
decreto-legge 13 aprile
1939, n. 652, convertito, con modificazioni,
nella legge 11
agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni
e
integrazioni, e’ elevata a L. 250.000”.
– Il testo dell’art. 221 del
R.D. n. 1265/1934 e’ il
seguente:
“Art. 221. – Gli edifici o parti di
essi indicati
nell’articolo precedente non possono essere abitati
senza
autorizzazione del podesta’, il quale la concede quando,
previa
ispezione dell’ufficiale sanitario o di un ingegnere
a cio’ delegato,
risulti che la costruzione sia stata
eseguita in conformita’ del
progetto approvato, che i muri
siano convenientemente prosciugati e
che non sussistano
altre cause di insalubrita’.
Il proprietario, che
contravvenga alle disposizioni del
presente articolo e’ punito con
l’ammenda da L. 8.000 a L.
80.000”.
– Il testo dell’art. 4, comma 10,
del D.L. n. 328/1993,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 1993,
n. 493, e’ il seguente:
“Art. 4. – (Omissis). 10. I
controlli da effettuare ai
fini del rilascio dei certificati di
abitabilita’ e di
agibilita’, estesi all’accertamento della
conformita’
urbanistico edilizia, sono eseguiti dagli uffici
comunali.
In caso di inadempienza protratta per oltre sessanta
giorni,
il certificato puo’ essere sostituito, in via
provvisoria, da una
dichiarazione redatta ai sensi della
legge 4 gennaio 1968, n. 15, e
successive modificazioni,
sotto …

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