Vivere a Vancouver, la città ideale dell’Economist | Edilone.it

Vivere a Vancouver, la città ideale dell’Economist

wpid-2766_vancouver.jpg
image_pdf

Seguita da Vienna, Melbourne e Toronto,  Vancouver risulta la città più vivibile al mondo. Lo dice il Centro Studi dell’Economist, che ha stilato una classifica delle città ideali in cui vivere dopo aver preso in esame 140 centri urbani. E se il Canada è presente con tre città nella top ten, l’Italia non brilla in graduatoria, entrando per un pelo nella top50 con Milano (50ª), che supera di pochissimo Roma (52ª). Mentre in ultima posizione langue Harare, capitale del martoriato Zimbabwe.

La ricerca dell’Economist Intelligence Unit  ha preso in esame cinque grandi parametri: stabilità, cura della salute, cultura e ambiente, educazione, infrastrutture. Il punteggio va da 0 (città intollerabile) a 100 (città ideale) e Vancouver sfiora la vetta con 98. A poca distanza si piazza Vienna (97,9) e poco sotto Melbourne (97,5).
La top ten si svolge tutta in meno di due punti totali, a dimostrazione che le differenze tra le città prime della classe sono di poco conto, e mostra il chiaro primato di Canada e Australia, capaci di piazzare tre città ciascuna nelle prime dieci.
Oltre a Vancouver, il Canada brilla con Toronto (quarta) e Calgary (quinta), mentre le altre due australiane sono Perth (quinta a pari merito) e Sydney (nona). A completare la lista delle prime dieci sono quattro città europee: Vienna, appunto, Helsinki (settima), Ginevra (ottava) e Zurigo (nona ex aequo).
“Le città più in alto in classifica – spiega il rapporto – tendono a essere di medie dimensioni, in Paesi sviluppati con una bassa densità della popolazione, con un’offerta culturale e ricreativa, ma con bassi livelli di criminalità o problemi infrastrutturali, che possono invece essere provocati da popolazioni di dimensioni maggiori”. Un ritratto, questo, che evidentemente riguarda solo in parte le due città italiane prese in esame. Milano è infatti 50ª, con 89,5 punti, poco sopra a Roma (52ma, con 89).
I due maggiori centri urbani italiani sono comunque in buona compagnia, a pochissima distanza da città blasonate come Londra (51ª), San Francisco (53ª) e New York (56ª).
All’altro capo della classifica, cioè vicino a quella definizione di “vivibilità intollerabile” rappresentata dal punteggio zero, si collocano molte tra le più povere città di Asia e Africa, dove “l’instabilità politica e la povertà delle infrastrutture presentano rischi significativi”, oltre a “proteste interne, guerre civili o la minaccia di invasione straniera” che giocano in molti dei casi più gravi un ruolo importante. Ecco allora che, subito prima di Harare, si trovano luoghi come Dhaka (Bangladesh) e Algeri.

Copyright © - Riproduzione riservata
Vivere a Vancouver, la città ideale dell’Economist Edilone.it