Riqualificazione urbana: l’area Varesine nel progetto globale Porta Nuova a Milano | Edilone.it

Riqualificazione urbana: l’area Varesine nel progetto globale Porta Nuova a Milano

Prosegue il nostro focus sull’uso del calcestruzzo nei 3 progetti che ridisegnano lo skyline della città. Ecco il secondo quartiere riallacciato alla città grazie al maxi intervento

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Con la riqualificazione di oltre 290.000 mq di aree dismesse e il maxi intervento di trasformazione urbana, lo skyline del capoluogo lombardo si è modificato, ma non solo. Tre quartieri rimasti separati per oltre quarant’anni: Garibaldi – Repubblica, Varesine e Isola, si sono riallacciati al tessuto urbano.

Come abbiamo visto nel precedente articolo, a rendere possibile il progetto è stata un’équipe di 20 architetti, provenienti da 8 differenti Paesi, sotto la regia del Gruppo Hines, un perfetto connubio tra identità cittadina e visione europea.

Il progetto globale di Porta Nuova, nato dalla connessione dei tre masterplan per le aree Garibaldi – Repubblica, Varesine e Isola, durante la sua realizzazione è stato il cantiere più grande d’Europa. Vediamo ora nel dettaglio il masterplan per l’area delle ex Varesine e l’uso del calcestruzzo nel progetto.

L’area Varesine

Il masterplan di Kohn Pedersen Fox Architects per l’area delle ex Varesine prevede uno sviluppo di 82.000 mq di strutture a destinazione d’uso prevalentemente terziario e commerciale su cui si sviluppano le tre torri protagoniste dell’intera planimetria.

Nel primo lotto è prevista la realizzazione di tre edifici; una torre alta 30 piani fuori terra denominata Diamante per la sua particolare conformazione e due stecche più basse, tutte con destinazione terziaria. Al piano terreno si sviluppa un’area verde realizzata al di sopra della copertura del centro commerciale posto al primo piano interrato. Tutti gli edifici hanno 4 livelli di interrato dove sono alloggiati, oltre ai parcheggi per le vetture, tutti i locali destinati all’alloggiamento degli impianti meccanici ed elettrici a servizio dell’intero complesso.

La torre è uno dei più importanti grattacieli del progetto. Alta 140 metri per 30 piani, con una base misurabile in 30×50 mt è stata ribattezzata Diamante perché la struttura a prisma irregolare e la vetratura conferiscono all’edificio la forma e il colore cangiante del diamante.

Il nucleo in calcestruzzo armato della torre Diamante è costituito da 3 elementi scatolari verticali, collegati tra loro mediante travi di accoppiamento in corrispondenza di ogni impalcato. Il calcestruzzo con cui sono state realizzate tali travi è di grado uguale a quello dei muri del nucleo in elevazione C45/55 dai livelli interrati fino al livello 10 e C32/40 dai livelli sopra il 10 fino in sommità. Dal punto di vista costruttivo il getto dei tre corpi che realizzano il nucleo dell’edificio è avvenuto in elevazioni per fasi successive. La struttura in calcestruzzo armato passa ad acciaio al piano primo interrato, con colonne in profilati saldati che vengono annegate poi all’interno del calcestruzzo. Le colonne sono quasi tutte bi-piano con altezze notevoli.

I due edifici gemelli hanno dimensioni in pianta 70 x 20 m per 9 piani fuori terra: i primi 8 impalcati sono costituiti da pilastri circolari e solette bidirezionali in calcestruzzo armato, mentre l’ultimo livello è costituito da una struttura in acciaio di copertura che presenta una geometria piuttosto complessa.

L’involucro verticale dell’edificio è completamente trasparente con una lettura di facciata che richiama quella dell’edificio 3. Il calcestruzzo utilizzato per i pilastri circolari dell’edificio (classe di resistenza C70/85 per i primi quattro impalcati) ha consentito la realizzazione di pilastri particolarmente snelli; mentre, per i livelli più alti, si è utilizzata una classe C45/55, visti i minori carichi gravitazionali agenti sui pilastri. L’elevata differenza classe di resistenza dei pilastri ai livelli bassi (classe C70/85) con la soletta bidirezionale (classe C32/40) ha comportato la necessità di risolvere il dettaglio di interfaccia gettando una porzione di soletta in corrispondenza dell’intersezione con il pilastro di classe C70/85 con lo stesso calcestruzzo.

Il secondo lotto invece è caratterizzato da tre torri residenziali di altezze differenti, disposte anch’esse intorno al proprio podio, ovvero piazza Alato tra cui è da segnalare Torre Solaria, il più alto grattacielo residenziale del Paese. Con i suoi 143 metri e 37 piani (34 fuori podio, 3 sotto) si affianca alle altre due torri residenziali Torre Aria e Torre Solea.

Tutti gli edifici hanno ottenuto la certificazione Leed in quanto ambientalmente sostenibili, sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista del consumo di tutte le risorse coinvolte nel processo di realizzazione.

Totale fornitura area Varesine: 150.000 mc di cui:

-circa 40.000(20.000 lotto 1 e 20.000 lotto 2) mc calcestruzzo a basso calore C 32/40 e ad alta lavorabilità, formulato con l’utilizzo di cemento pozzolanico IV/A 32,5 R Holcim, aggregati marchiati CE con livello di attestazione 2 + provenienti da cave Holcim e “filler” ad elevate caratteristiche di pozzolanicità per migliorare le prestazioni e per risultare maggiormente sostenibili, perché tali filler sono prodotti certificati appartenenti alla categoria Leed 100% preconsumer.

-circa 5.000 mc calcestruzzo HSC ad alta resistenza C 70 / 85, studiato da Holcim per avere anche particolari caratteristiche di omogeneità, costanza e fluidità in modo da mantenere la resistenza caratteristica, per garantire la lavorabilità e la pompabilità sufficientemente elevate da sostenere il pompaggio ad alta quota senza rischi di segregazione.

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