Le città fantasma dell'Europa | Edilone.it

Le città fantasma dell'Europa

wpid-9396_craco.jpg
image_pdf

Sono una cosa profondamente diversa dalle “case fantasma”. Le città fantasma sono luoghi abbandonati, che nascondono tra le rovine una storia. Un tempo centri attivi, pieni di vita, ora appaiono luoghi di desolazione, in alcuni casi incutono tristezza o peggio ancora angoscia.

Le città fantasma sembrano abbandonate o morte d’improvviso. Le cause sono diverse: guerra, malattie, disastri naturali ma anche traslochi dovuti a fallimenti economici del centro. Ora tra fascino, silenzio e un paesaggio naturale, che poco alla volta si riappropria degli spazi, ai ruderi e non più agli uomini, spetta il compito di raccontare la storia di quel paese.

La rivista Wired ha fatto un reportage su 5 di queste città europee ed ecco come le ha descritte:

Pripyat, Ucraina – È uno dei più grossi centri che sorgono intorno all’area della centrale nucleare di Černobyl. Proprio a causa dell’incidente del 1986, da allora Pripyat (scritta anche Pripjat o Prypiat) è stata evacuata per sempre. Tuttora il livello di radiazioni non consente la permanenza stabile a nessuno, ma nonostante i controlli e i posti di blocco circa quattrocento persone sono tornate nelle vecchie abitazioni. Negli anni gli edifici sono stati presi d’assalto da saccheggi e atti vandalici e la vegetazione si sta lentamente facendo strada tra le rovine. Fa molta impressione la sagoma della vecchia ruota panoramica di ferro che emerge dalla desolazione. Si può visitare la città solo con permessi speciali e per uscirne ci si deve sottoporre ad una serie di controlli che prevedono anche una doccia antiradiazioni. Vari tour operator di Kiev forniscono dei pacchetti all inclusive per visitare Černobyl e Pripyat, e sembra incredibile come ogni anno numerosi turisti mossi dalla curiosità sfidino l’invisibile pericolo. 



Pyramiden, Norvegia – 
È un villaggio minerario situato sull’isola norvegese di Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard. Fondato nel 1910 da dei minatori svedesi, è stato poi venduto nel 1927 all’Unione Sovietica, che ne ha sfruttato le risorse carbonifere fino al 1998, anno in cui è stato definitivamente abbandonato, probabilmente per una questione di convenienza economica. Pyramiden deve il suo nome al monte che lo sovrasta, a forma, appunto, di piramide. Non ci sono restrizioni per visitare il villaggio, anzi, sono disponibili dei tour guidati per curiosare tra gli edifici abbandonati. Attualmente la Russia si sta occupando di mantenere sul posto alcune persone incaricate di migliorare e tenere in ordine le strutture.

Belchite, Spagna – 
Case sventrate e bombe inesplose nei muri, in un silenzioso e suggestivo scenario apocalittico: così si presenta Belchite, cittadina vittima di un cruento assedio iniziato il 22 agosto 1937 e terminato il 5 settembre successivo, durante la Guerra Civile Spagnola. Alla fine della guerra il regime franchista costruì un nuovo insediamento accanto alle rovine del villaggio, preservando il luogo della battaglia come monumento all’eroismo degli assediati. L’affascinante sito è stato utilizzato come location per vari film, tra cui Le avventure del barone di Münchausen diretto nel 1988 da Terry Gilliam, e Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro, nel 2006. 



Oradour-sur-Glane, Francia – Anche in questo caso la guerra è stata la causa della morte di una città. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Oradour-sur-Glane era occupata dalle forze naziste: il 10 giugno 1944 le SS decisero di rispondere alla resistenza locale con una cruenta rappresaglia, in cui più di seicento persone tra uomini, donne e bambini vennero uccise, e solo pochi abitanti sopravvissero. I silenziosi testimoni rimasti sono le macerie delle case, la chiesa scoperchiata (dove trovarono la morte i bambini e le donne), le vecchie auto tinte di rosso dalla ruggine. Finita la guerra Charles de Gaulle stabilì che Oradour-sur-Glane non venisse mai più ricostruita, così da renderla un memoriale della sofferenza causata dall’occupazione nazista.

Craco, Italia – Questo piccolo paesino della provincia di Matera, arroccato sugli Appennini lucani, fu evacuato nel 1963 a causa di una frana dovuta a una serie di lavori alla rete idrica. Allora l’abitato contava circa duemila persone, costrette a trasferirsi a valle nel nuovo insediamento di Craco Peschiera. Oggi il vecchio paese è meta di numerosi curiosi che, sfidando i divieti di accesso stabiliti per il pericolo di crolli, si aggirano tra gli edifici fantasma, magari cercando di assistere all’apparizione di qualche figura spettrale che dicono si aggiri tra le case abbandonate. Ma forse si tratta semplicemente di qualche pecorella solitaria…

fonte: wired.it

A.U.

Copyright © - Riproduzione riservata
Le città fantasma dell'Europa Edilone.it