Il Pgt di Milano: ne abbiamo parlato con Bruno Finzi | Edilone.it

Il Pgt di Milano: ne abbiamo parlato con Bruno Finzi

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Dal 21 novembre 2012 il Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Milano ha acquisito efficacia, archiviando definitivamente il PRG del 1980. È stata una lunga “maratona” quella che ha portato all’approvazione delle nuove regole, volte disegnare la città del futuro. Il processo di revisione del Piano urbanistico, approvato il 4 febbraio 2010 dalla giunta Moratti, è iniziato nel novembre 2011 con la revoca dell’approvazione da parte della giunta Pisapia e l’avvio di una seconda valutazione di tutte le 5mila osservazioni presentate da cittadini e associazioni. Un’analisi durata settimane che ha portato le richieste di modifica accolte da 350 a oltre 2mila. Il dibattito in consiglio sulle osservazione è partito il 20 febbraio 2012 e si è concluso con il voto dopo 16 sedute.

L’obiettivo del Piano è ambizioso: confrontarsi con i mutamenti in corso nel mercato immobiliare e nella società civile trovando un nuovo bilanciamento tra tutele, interventi di trasformazione e di cura e rigenerazione delle città esistente, attraverso regole chiare, applicate in modo omogeneo tra parti di città riconoscibili.

Per aiutare professionisti, imprese, cittadini nella comprensione e nell’interpretazione del Pgt, è on line “Il Piano Urbanistico di Milano (PGT 2012)”: ottava pubblicazione della collana TecnoeBook, le guide operative digitali a disposizione dei nostri lettori, che offre una lettura critica interpretativa del contesto normativo in cui si colloca la genesi del Piano e illustra in dettaglio i contenuti e i dispositivi regolativi dei tre strumenti che lo compongono – Documento di Piano, Piano delle Regole e Piano dei Servizi -.

Il Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano ha concepito la pubblicazione di questa opera, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano. In occasione della pubblicazione, la redazione ha chiesto un commento relativo al nuovo strumento urbanistico a Bruno Finzi, presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano. (Leggi qui la prima intervista realizzata a Made expo 2013)

Ing. Finzi, qual è, secondo lei, l’importanza del nuovo Pgt di Milano? Quali le opportunità e le criticità?

Il Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano diventa la regola per chiunque operi o decida di entrare nel settore immobiliare. Chiunque voglia progettare o costruire deve fare riferimento a tali regole e quindi rappresenta la pianificazione del futuro della città. È dunque un’opera fondamentale per Milano.

Posso dire che questo Pgt è completamente diverso rispetto a quello pensato dalla giunta precedente: ha ripensato il costruito del futuro a Milano, limitandone molto le possibilità e cercando di conferire alla città una visuale meno “cementificatrice” e più razionalizzante e gestibile socialmente dagli abitanti stessi.

Quali potranno essere le conseguenze più immediate dell’applicazione del piano su professionisti e imprese?

Senz’altro nell’ambito dei costruttori e degli imprenditori immobiliari questo Pgt non è stato accolto molto positivamente, ma visto come una limitazione agli investimenti. Sicuramente ci sono aspetti positivi quali il concetto di servizi associati agli investimenti immobiliari, a quanto deve ‘tornare’ ai cittadini in termini sociali con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo urbano più equo e sostenibile nell’ambito di una regia pubblica ispirata al conseguimento dell’interesse generale. Resta da verificare se, in futuro, il tornaconto economico dell’investimento con le richieste sociali che questo Pgt pone, renda ancora conveniente e possibile l’investimento nella città.


Il nuovo Piano Urbanistico di Milano pone un particolare accento sulla rigenerazione delle città esistente. Come valuta questo aspetto?

La salvaguardia del patrimonio edilizio esistente è un contenuto affrontato sia nella bozza della giunta precedente che nel documento attuale, che attribuiscono particolare attenzione alla ristrutturazione di tutti gli edifici costruiti nel dopoguerra con materiali “poveri” e scarsamente “efficienti” dal punto di vista energetico. Da ingegnere civile e strutturista è un aspetto importante perché il costruito del dopoguerra, fino almeno agli anni 90, ha bisogno sia di essere censito che di subire interventi di manutenzione. Fornire gli strumenti per far sì che questa opera di manutenzione sia possibile anche in ambiti dove non c’è una proprietà unica, come i numerosi immobili condominiali presenti sul territorio cittadino risulta di fondamentale importanza e in questo senso si sta muovendo anche la bozza di nuovo Regolamento Edilizio predisposta dall’amministrazione comunale.


Clicca qui per scaricare l’ebook – Il Piano Urbanistico di Milano (PGT 2012)

 

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