Autorizzazione paesaggistica: quali novita' nel decreto legge 83/2014? | Edilone.it

Autorizzazione paesaggistica: quali novita’ nel decreto legge 83/2014?

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Le modifiche che sono state apportate di recente alla disciplina dell’autorizzazione paesaggistica hanno inciso su alcuni degli aspetti di rilievo della materia senza, tuttavia, dare vita ad una modifica sistematica dell’argomento.

Anche la scorsa estate, con il decreto del fare (dl 69/2013) furono introdotte talune novità, poi modificate con la legge di conversione (legge 98/2013), che intervennero a disciplinare le regole del periodo di validità dell’autorizzazione.

Nell’attuale versione, l’articolo 146 del decreto legislativo 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) stabilisce che:

  • l’autorizzazione è efficace per cinque anni;

  • i lavori iniziati nel corso dei cinque anni di efficacia dell’autorizzazione possono essere conclusi entro, e non oltre, l’anno successivo la scadenza del quinquennio.

  • scaduti i cinque anni, l’esecuzione dei lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione (ad eccezione dei lavori già iniziati che debbono terminare entro l’anno successivo);

  • il termine di efficacia dell’autorizzazione decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell’intervento, a meno che il ritardo in ordine al rilascio e alla conseguente efficacia di quest’ultimo non sia dipeso da circostanze imputabili all’interessato.

È proprio sull’inizio della decorrenza dell’efficacia dell’autorizzazione paesaggistica che si è concentrata la novità normativa del decreto legge 83/2014: oggi l’efficacia di tali autorizzazioni è parametrata a quella dei titoli edilizi, evitando, quindi che i 5 anni di validità delle prima potessero ridursi (se non esaurirsi) prima dell’inizio effettivo dei lavori dovuto a lungaggini nella conclusione del procedimento di rilascio del titolo abilitativo.

Anche la legge di conversione del dl 83/2014 è intervenuta sulla materia modificando le previsioni del decreto legge.

Infatti, da un lato, ha ripristinato la facoltà per l’amministrazione competente di indire una conferenza di servizi se la soprintendenza non si esprime entro 45 giorni dalla ricezione dell’istanza. Tale facoltà era stata eliminata dalla versione originaria del decreto legge 83/2014.

Altre rilevanti modifiche concernono la possibilità di riesaminare i nulla osta e gli altri atti di assenso in materia di beni sia culturali che paesaggistici.

Tali pareri, infatti, potranno essere riesaminati, d’ufficio o su segnalazione delle altre amministrazioni coinvolte nel procedimento, da apposite commissioni di garanzia per la tutela del patrimonio culturale, costituite esclusivamente da personale appartenente ai ruoli del Ministero e previste a livello regionale o interregionale dal futuro regolamento di organizzazione.

In dettaglio, contestualmente alla sua adozione, le amministrazioni competenti inviano il parere alla commissione e alle altre amministrazioni coinvolte nel procedimento; queste ultime possono chiedere il riesame dell’atto entro tre giorni dalla sua ricezione.

Le commissioni di garanzia possono riesaminare la decisione entro il termine perentorio di dieci giorni dalla ricezione dell’atto.

Anche il dissenso espresso in sede di conferenza di servizi potrà essere sottoposto al vaglio della commissione di garanzia.

Nelle more dell’adozione del regolamento, il potere di riesame è attribuito ai comitati regionali di coordinamento previsti dall’articolo 19 del regolamento di cui al dpr 26 novembre 2007, n. 233.

L’autore


Carmen Chierchia

Avvocato in Milano, svolge attualmente la sua attività professionale nel Dipartimento di Diritto Amministrativo in uno studio internazionale. Ha approfondito tematiche relative allo sviluppo immobiliare, alla pianificazione urbana e commerciale, alla tutela dell’ambiente nonché allo sviluppo di energie rinnovabili. Ha curato l’organizzazione del Volume “Edilizia – Urbanistica – Governo del Territorio”, del “Codice dei Contratti Pubblici” e del “Codice dell’Ambiente” per UTET Scienze Tecniche oltre a redigere alcune delle voci contenute nella versione on line del Codice. Ha inoltre collaborato allo sviluppo di “TeknoSolution. Strumenti integrati per le professioni tecniche”.

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