Un cimitero del V secolo d.C. scoperto sotto i Nuovi Uffizi | Edilone.it

Un cimitero del V secolo d.C. scoperto sotto i Nuovi Uffizi

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Proseguono i lavori nell’area sottostante il salone di lettura della Biblioteca degli Uffizi, attigua a Piazza del Grano, per il progetto dei Nuovi Uffizi, che vede impegnate tre soprintendenze: il Polo Museale, i Beni architettonici e i Beni archeologici. Nei giorni scorsi, il Polo Museale ha diffuso la notizia di una stupefacente scoperta archeologia, quanto mai interessante dal punto di vista antropologico.

E’ emersa, infatti, una necropoli risalente al V-VI secolo d.C. nella quale sono stati rinvenuti circa sessanta scheletri. Nel corso dei lavori del complesso monumentale degli Uffizi, si sono scoperte numerose testimonianze relative a varie fasi della storia di questa porzione della città, dall’età tardo romana fino all’impianto architettonico vasariano della seconda metà del XVI secolo. Fin’ora, tuttavia, erano apparse soltanto prove di come quest’area a sud del circuito murario romano, fosse destinata ad attività di scarico.

Gli scavi effettuati negli ultimi mesi, però, hanno portato alla luce nell’area di levante degli Uffizi un cimitero “d’emergenza”, situato sopra un rilievo nei pressi del fiume in una zona comunque soggetta ad inondazioni nelle fasi di maggiore portata dell’Arno. Soprattutto, la posizione, talvolta scomposta, dei corpi sepolti, il loro essere in gruppi di due, quattro o cinque sono chiari indizi di inumazioni realizzate in fretta e a causa dell’insorgenza di un’epidemia.

Altri elementi che concorrono a rendere realistica l’ipotesi dell’epidemia sono la vicinanza delle fosse tra loro e l’orientamento non omogeneo degli inumati, che suggeriscono l’ipotesi di un’attività cimiteriale rapida e volta al massimo sfruttamento dello spazio disponibile per le sepolture. I resti dei corpi rinvenuti, inoltre, non portano i segni di traumi, il che fa escludere la possibilità che si trattasse di un massacro.

Questo ritrovamento potrebbe spiegare il lungo periodo di decadenza di Firenze in epoca altomedievale, dopo gli splendori della Florentia Adrianea, che portò la città a scomparire quasi completamente dalla storia. Oggi è visibile solo una minima parte di quella che fu una vasta area cimiteriale, costituita da numerose tombe a fossa multiple, stipate una accanto all’altra. In ognuna di esse i defunti furono deposti pressoché simultaneamente, o in un brevissimo arco temporale. Una volta precisato l’arco temporale in cui collocare la necropoli, si procederà alla datazione assoluta dei resti tramite il Radiocarbonio.

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