Sugli operai edili siamo all'accanimento | Edilone.it

Sugli operai edili siamo all’accanimento

wpid-10392_operai.jpg
image_pdf

Dure critiche alla manovra del governo Monti arrivano da Fillea Cgil, la federazione italiana dei lavoratori del legno, dell’edilizia, delle industrie affini ed estrattive. Secondo il leader del sindacato, Walter Schiavella, la manovra “è insostenibile e incoerente con le promesse di equità rigore e crescita. Per gli operai edili, poi, siamo di fronte all’accanimento terapeutico”.

Ciò che suscita la reazione negativa del sindacato è, innanzitutto, l’innalzamento dei limiti per l’accesso alle pensioni di anzianità: “insopportabile per un settore segnato da grande discontinuità lavorativa e conseguente riduzione dei montanti di calcolo delle pensioni, oltre che da una evidente gravosità del lavoro che rende complesso immaginare permanenze al lavoro, per quanto volontarie, fino a 67 anni”.

Ma sono anche altri aspetti della manovra a non piacere agli edili della Cgil, a partire dall’assenza di “una imposizione patrimoniale strutturale e dalla scelta di gravare esclusivamente sul bene casa, che rischia di avere effetti depressivi sia su un mercato immobiliare che su quello degli affitti”.

Secondo Fillea, oltre a una maggiore progressività dell’imposta, sarebbe stato necessario un suo utilizzo diretto a vantaggio degli enti locali, anche ai fini dell’allentamento del patto di stabilità, necessario per avviare opere indispensabili a rilanciare il settore attraverso interventi di riqualificazione e messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio.”

Sul versante delle politiche industriali, appare insufficiente il nesso fra politiche di incentivazione e contrasto del lavoro nero, dell’illegalità e dell’evasione fiscale. “In un settore così segnato da questi fenomeni – prosegue la nota -, è impensabile erogare qualsiasi risorsa pubblica se non legata in maniera inscindibile a procedure certe di verifica della qualità e regolarità del lavoro e dell’impresa.”

Su questo tema Fillea aveva già suggerito possibili procedure a costo zero: “il Durc per congruità nei lavori privati e la qualificazione delle imprese edili”, su cui Schiavella ricorda che esistono già avvisi comuni sottoscritti da tutte le parti sociali “che darebbero gettito notevole dal recupero di imponibile contributivo, Irpef, Iva.”

Anche la scelta di fermarsi a 1.000 euro per la tracciabilità appare al numero uno di Fillea “poco coraggiosa. Le paghe settimanali in cantiere sono molto inferiori a quella cifra, e quindi se si vuole colpire di più l’evasione e l’elusione occorre scendere a 300 euro”.

O.O.

Copyright © - Riproduzione riservata
Sugli operai edili siamo all’accanimento Edilone.it