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Zone, griglie, o… stanze? Dalle ‘zone sismiche’ al ‘room effect’

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Con riferimento al Decreto Ministeriale del 14-1-2008 in cui trova approvazione il testo delle Nuove Tecniche per le Costruzioni, il lavoro dell’Ingegnere strutturista Paolo Rugarli (che riceviamo e qui di seguito pubblichiamo) vuole esaminare la parte relativa alla determinazione delle azioni sismiche, che costituisce una delle principali novità del nuovo testo normativo (allegati A e B).

Introduzione

La determinazione delle azioni sismiche non avviene più, come in passato, per mezzo dell’obsoleto concetto di “Zone Sismiche”, poiché si sa che all’interno di un medesimo comune possono esserci effetti sismici diversi, in dipendenza di vari complessi fenomeni geo-sismo-tettonici, ed a prescindere dagli effetti dovuti al tipo di sottosuolo, già tenuti in conto dal soil factor S (un numero che può amplificare le azioni sismiche a causa degli effetti stratigrafici e topografici). Inoltre, anche la conoscenza di eventi sismici remoti consente di meglio stimare le accelerazioni di picco al suolo (ag) i fattori amplificativi degli spettri (Fo) ed i periodi Tc* relativi a ciascun possibile sito, ovvero i tre parametri da cui discende lo spettro di risposta usato nella determinazione delle azioni sismiche.

La forma e intensità dello spettro di risposta di progetto infatti, sono funzione di questi tre parametri, che cambiano da sito a sito. Le forze sismiche sulla struttura dipendono a loro volta dallo spettro di risposta. Quindi, con facile sillogismo, le forze
sismiche cambiano a seconda di come vengono determinati i tre parametri ag, Fo e Tc* per il sito in esame. Tutto ciò è stato finalmente descritto in modo chiaro e sicuro nelle Nuove Norme Sismiche in funzione di precise analisi quantitativo-probabilistiche, interpolatorio-deterministiche, che conducono, come vedremo, a stime della pericolosità sismica di sicura attendibilità.

Dopo un periodo di sommovimenti e di brusche transizioni (ricorderemo l’Ordinanza 3274 e il Testo Unico del 2005), siamo finalmente arrivati ad un risultato durevole per la sismica, in presumibile perfetta adesione ai principi degli Eurocodici, che anzi sono stati superati per qualità in diversi punti (per esempio in Eurocodice 8 ci sono solo due Fo, mentre noi ne abbiamo ben 10751).

Come si vedrà noi siamo infatti in grado di distinguere come varia il terremoto da numero civico a numero civico e quale esatta probabilità corrisponde alla perdita di vite umane, e altro ancora che verrà dettagliatamente descritto.

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