Urville: la città utopica di un progettista geniale | Edilone.it

Urville: la città utopica di un progettista geniale

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In un anno in cui la X Mostra internazionale d’Architettura di Venezia è dedicata (per la prima volta nella sua storia) alle metropoli, al loro recente sviluppo ed alle relazioni tra quello futuro e le sorti del nostro pianeta, vogliamo occuparci di un progetto che ha delle analogie con alcuni tra quelli sperimentali (vedi la città di Vema) della famosa esposizione.

Parliamo di Urville. Città immaginaria dal nome fantastico; sito per più di 150 grattacieli, 500 chiese cattoliche, 57 sinagoghe, 14 moschee, otto templi buddisti e 4 aeroporti internazionali. Capitale della Provenza Insulare composta da 3 isole (Isola Feniciane Isola dei Sarrazini e Isola della Scialuppa) con il più grande porto della Francia, abitata da 17.223 373 abitanti (notare la precisione). Non solo. Terzo polo industriale francese dotato di una delle reti di telecomunicazione più sviluppata d’oltralpe.

Si tratta di una città con delle origini storiche, che per l’esattezza risalgono al XII secolo avanti Cristo, quando, abitata dai Fenici sarebbe presto diventata teatro di guerre di religione.

Ogni aspetto e minimo particolare della città di Urville è stato studiato, concepito e, in seguito, descritto (con le relative illustrazioni) dettagliatamente dal suo autore. Urville, nei fatti, esiste solo nei disegni di Gilles Trehin, un ragazzo francese di 34 anni che la sta costruendo sulla carta da quando ne aveva cinque. Ne parla egli stesso nel suo sito, in cui documenta ogni cosa. Parla di sé e di Urville, che, nella sua vita ha una grande importanza. Gilles è affetto dalla sindrome di Asperger, una lieve forma di autismo che lo ha portato ad isolarsi solo parzialmente dal mondo. Assistito e seguito da genitori affettuosi, che hanno probabilmente saputo riversare al meglio sul figlio anche le proprie competenze (la madre è neuropsicologa ed il padre è un ex informatico all’Ibm, adesso membro del consiglio d’amministrazione di una delle più importanti associazioni che si occupano dei problemi degli artistici), Gilles ha espresso tutto il proprio genio creativo (o forse solo gran parte di esso) in questo progetto.

Cominciando dai Lego, ha proseguito con vari mezzi. Ha studiato la storia, l’economia, le scienze, l’urbanistica, le lingue straniere. Da quel viaggio a New York in cui rimase folgorato dai grattacieli, Gilles ha deciso di studiare ogni disciplina che gli apparisse utile all’obiettivo. E’ noto che la sindrome da cui egli è affetto si accompagna anche al possesso di una certa genialità di cui Gilles ha mostrato i sintomi fin da piccolo. L’ossessione per il disegno dei suoi elaborati fin nei minimi particolari, ne è una manifestazioni.

Di Gilles hanno già scritto anche alcune tra le più autorevoli testate europee ed esiste una pubblicazione in francese e in inglese della sua città, con guida illustrata, a cura di un editore che l’ha già messa in vendita su Amazon.

Il padre di Gilles rivendica una maggiore attenzione da parte della legislazione francese per gli autistici.

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