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Protettori dell’arte

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Il Maxxi di Roma, il polo nazionale espositivo per l’arte e l’architettura contemporanee, a firma di Zaha Hadid, che si sviluppa nel centro della capitale per un’area complessiva di quasi 18.000 metri quadri, oltreché per l’architettura visionaria e la concezione degli spazi espositivi all’avanguardia a livello mondiale, è interessante anche per le soluzioni di protezione sismica che i consulenti dei progettisti hanno applicato al grande museo.

Un edificio come questo, infatti, non poteva non prevedere soluzioni antisismiche sia per il forte flusso di visitatori che visitano giornalmente la struttura sia per il numero di opere d’arte che il museo protegge.

L’adeguamento sismico si è poi reso obbligatorio quando Roma, con la nuova riclassificazione sismica del 2003, passava da zona non sismica a zona a rischio sismico; la struttura prevista dal progetto originario è stata quindi ripensata effettuando un parziale adeguamento antisismico, dato che la complessa configurazione architettonica non ne consentiva una protezione completa.

Il principale intervento ha riguardato i giunti strutturali, dalle geometrie particolarmente complesse, che limitavano le coazioni indotte dalle variazioni termiche, separando i differenti corpi di fabbrica; ognuno di questi, ad un analisi di risposta sismica, non era in grado di sopportare le azioni sismiche indipendentemente dagli altri, soprattutto a causa delle notevoli eccentricità e dei conseguenti notevoli effetti torsionali.

Per ovviare a questa problematica sono stati installati ben 113 dispositivi di vincolo dinamico (forza massima da 100 a 500 kN, Spostamento ammesso +/-25 mm, prodotti dalla Fip Industriale) in corrispondenza dei giunti, per rendere coesi i corpi di fabbrica, migliorando il comportamento sismico della struttura nel suo insieme, riducendo gli eventuali effetti torsionali.


:: Alcuni dispositivi di vincolo dinamico disposti lungo ai giunti (Fip Industriale ::


:: Altre immagini che rendono bene la complessità dell’intervento (Fip Industriale) ::

La struttura nel suo insieme, resa coesa dai dispositivi di vincolo dinamico risponde meglio all’azione sismica rispetto ai corpi di fabbrica analizzati uno ad uno; un altro aspetto positivo dell’intervento di adeguamento antisismico: l’impiego dei dispositivi di vincolo dinamico ha anche permesso  di mantenere contenuta la dimensione dei giunti strutturali, che altrimenti sarebbe dovuta essere notevolmente accresciuta per evitare il martellamento tra i vari corpi di fabbrica in caso di sisma.

Non solo dispositivi, ma anche appoggi

Ovviamente per la protezione antisismica sono stati realizzati anche numerosi appoggi di varie tipologie:

  • 6 appoggi unidirezionali a cerniera cilindrica a contatto superficiale
  • 1 appoggio multidirezionale a cerniera cilindrica a contatto superficiale
  • 4 appoggi unidirezionali a cerniera cilindrica a contatto superficiale ad assetto variabile
  • 1 appoggio multidirezionale a cerniera cilindrica a contatto superficiale ad assetto variabile
  • 3 appoggi multidirezionali a disco elastomerico confinato ad assetto variabile

Caratteristiche degli appoggi a cerniera cilindrica a contatto superficiale: Carichi verticali massimi da 500 a 6000 kN

Caratteristiche degli appoggi a cerniera cilindrica a contatto superficiale ad assetto variabile: Carichi verticali massimi da 4000 a 7000 kN

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