Proteggere gli scavi archeologici, l'idea del Polimi | Edilone.it

Proteggere gli scavi archeologici, l’idea del Polimi

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Come proteggere adeguatamente gli scavi archeologici di un’area dall’importanza mondiale come la Valle dei Templi di Agrigento? Una possibile risposta a questo interrogativo è stata fornita all’interno di un workshop internazionale, svoltosi tra ottobre e novembre scorso e finalizzato proprio alla sperimentazione di nuove tipologie di strutture protettive, tra materiali inediti e nuovi linguaggi architettonici. Il laboratorio, focalizzato sui siti archeologici del Santuario Lupestre, gli Scavi del Decumano e le aree del Tempio di Esculapio, ha raccolto 20 studenti provenienti dall’Università di Tokio, dal Politecnico di Milano e dall’ateneo palermitano, sotto la prestigiosa consulenza scientifica dell’architetto Kengo Kuma.

Ognuno dei gruppi partecipanti ha progettato e realizzato in situ una struttura temporanea in grado di proteggere parti del sito e delle sue rovine. Le strutture dovevano essere modulari e flessibili, così da potersi adattare a differenti tipi di condizioni. Tra le proposte elaborate all’interno del laboratorio, il Politecnico di Milano ha presentato “AkragaShelter”, piccolo padiglione da 20 mq coperti pensato per proteggere alcune porzioni del tempio rupestre della fonte sacra dedicata a Demetra, moglie di Zeus. Un’architettura semplice e rispettosa dell’intorno ma funzionale ed elegante, perfettamente inserita nel contesto naturale e della Valle dei Templi, e che potrà potenzialmente essere reimpiegata dal Parco anche per altre realizzazioni.

Visto che il lavoro di progettazione è stato condiviso con l’università di Tokyb, che ha comunque sviluppato un proprio padiglione, si è deciso di adottare alcuni riferimenti giapponesi, in maniera fertile, oltre a quelli locali. Il misticismo zen orientale e il classicismo greco sono infatti avvicinabili per molti aspetti e l’ essenzialità del progetto ne è la testimonianza.

La copertura lignea evoca quella tipica del tempio greco a capanna; a questo però si aggiunge il tributo al più importante tempio giapponese, il tempio di Ise in legno di Inoki (cipresso). Sia per la sua temporalità (viene smontato e rimontato ogni 20 anni), che per la soluzione sommitale degli archetti a tre cerniere in legno, sormontati da un canale di ventilazione e raccolta d’ acqua a “V”, AkragaShelter è un omaggio a una cultura millenaria che bene si inserisce nel contesto naturale della valle del fiume Hypsas.

La copertura delle falde è poi terminata da una lastra ondulata in vetroresina biancolatte, che dà vibrazione alla struttura e che di notte, illuminata, ricorda una lampada giapponese in carta di riso.

Questa copertura, così come le altre impiegate all’interno del workshop, è stata donata agli studenti da Brianza Plastica, azienda specializzata nella produzione di laminati in vetroresina, già da tempo attiva alla collaborazione con il mondo accademico.

Guidati dal prof. Salvator John Liotta dell’università di Tokio, dal prof. Marco Imperadori del Politecnico di Milano, e dalla prof.ssa Fausta Occhipinti dell’Università di Palermo, gli studenti hanno potuto sperimentare i prototipi delle nuove strutture protettive utilizzando, insieme ad altri materiali quali legno e pietra, il prodotto “Elyplast”, che raccoglie una vasta gamma di laminati realizzati in resina poliestere rinforzata con fibra di vetro.

La traslucidità dei materiali di questa gamma consente di trasmettere una piacevole luminosità diurna, uniformemente distribuita all’interno degli edifici. Grazie a questa caratteristica, unita all’infrangibilità, alla leggerezza e alla facilità della posa in opera e trasporto, le lastre Elyplast trovano un vasto campo di utilizzo per interventi in edifici industriali, residenziali e agricoli.

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