Pergotenda: è attività di edilizia libera? Risponde il Tribunale | Edilone.it

Pergotenda: è attività di edilizia libera? Risponde il Tribunale

L'installazione della pergotenda rientra nella definizione di attività di edilizia libera, di conseguenza non serve il permesso di costruire

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L’installazione di una pergotenda, nella lettura data dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 1619 del 2016 (scarica la sentenza) non costituisce un intervento definibile come “nuova costruzione”, né come “ristrutturazione edilizia”, pertanto non si può definire attività soggetta al rilascio del permesso di costruire. Rientra, nel caso sottoposto all’attenzione del Consiglio di Stato, tra le attività di edilizia libera, così come definita dall’art. 6 del TU Edilizia dovendosi in proposito fare riferimento alla sussistenza di peculiari caratteristiche, quali l’amovibilità delle opere, la loro temporaneità ovvero la loro natura di arredo pertinenziale.

Una pergotenda, costituita da una struttura in alluminio anodizzato destinata ad ospitare tende retrattili in materiale plastico, non integra tali caratteristiche.

Considerata in tale contesto, la struttura in alluminio anodizzato (la pergotenda appunto) si qualifica in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda.

L’opera principale, quindi, non è la struttura in sé, ma la tenda, quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata ad una migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa e il fatto che sia integrata nella struttura portante non vale a configurare una nuova costruzione o organismo edilizio rilevante, anche in considerazione del fatto che la copertura e la chiusura perimetrale non creano nuovi volumi o superfici.

 

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In buona sostanza, dunque, la struttura di alluminio anodizzato mantiene, di fatto, la connotazione di elemento di sostegno della tenda e non integra la struttura portante di una costruzione.

Analogo ragionamento, sempre secondo il Consiglio di Stato, va fatto per demolire la tesi che vuole ravvisare l’installazione di una tenda retrattile come fattispecie della ristrutturazione edilizia.
Ai sensi dell’articolo 3, lettera d), del d.p.r. n. 380/2001, tale tipologia di intervento edilizio richiede che trattasi di “interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere”, i quali “comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi e impianti”.

La disposizione in questione richiede che le opere realizzate abbiano consistenza e rilevanza edilizia, siano cioè tali da poter “trasformare l’organismo edilizio”, condividendo pertanto natura e consistenza degli elementi costitutivi di esso.

La “trasformazione” può, infatti, realizzarsi solo attraverso interventi che modifichino la precedente identità dell’organismo edilizio.
Anche questa caratteristica non risulta evidente nella fattispecie della struttura in alluminio anodizzato capace di ospitare la tenda retrattile, considerando la circostanza che l’immobile sul quale essa è collocata è un fabbricato in muratura, sulla cui originaria identità e conformazione l’opera nuova non può certamente incidere.

 

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