La casa tecnologica di legno a prova di terremoto il modello trentino sarà studiato a luglio in Giappone | Edilone.it

La casa tecnologica di legno a prova di terremoto il modello trentino sarà studiato a luglio in Giappone

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Un modello di casa tecnologica di legno, realizzata dalle aziende trentine in collaborazione con Ivalsa, sarà testato a luglio in Giappone dai tecnici dell’Università di Shizuoka, considerati all’avanguardia nel mondo negli studi di strutture abitative a prova di terremoto. E proprio le caratteristiche della “casa trentina”, nata all’interno del progetto Sofie, hanno suscitato l’interesse degli esperti giapponesi che hanno chiesto di collaborare con l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) di San Michele all’Adige. All’incontro avvenuto lo scorso giovedì erano presenti, tra gli altri, l’assessore provinciale alla programmazione, ricerca e innovazione, Gianluca Salvatori, il direttore di Ivalsa, il professore Ario Ceccotti, e Motoi Yasumura, docente dell’Università di Shizuoka e responsabile del progetto di collaborazione tra Italia e Giappone. “In Trentino – ha spiegato l’assessore Salvatori – nascerà un distretto d’eccellenza dedicato al legno. Crediamo che progetti come Sofie siano la dimostrazione che si può investire in ricerca a beneficio del territorio”.

La Provincia autonoma di Trento, su proposta dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (IVALSA) di San Michele all’Adige, centro di ricerca del C.N.R., ha finanziato un progetto di edilizia ecocompatibile denominato «Sistema Costruttivo Casa Fiemme» (Progetto SOFIE). Il progetto ha l’obiettivo di definire le prestazioni e le potenzialità di un sistema per la costruzione di edifici a più piani, realizzato con struttura portante di legno trentino di qualità certificata e caratterizzato da elevate prestazioni meccaniche e basso consumo energetico, ottimi livelli di sicurezza al fuoco e al sisma, comfort acustico e durata nel tempo.
La presentazione del progetto Sofie si è tenuta stamani in occasione della visita all’istituto di San Michele di Motoi Yasumura, professore all’Università di Shizuoka in Giappone, e considerato uno dei maggiori esperti al mondo nella ricerca sull’utilizzo strutturale del legno e di prodotti a base lignea nelle costruzioni. La visita del professore giapponese serve a mettere a punto nei dettagli la prova sismica a cui verrà sottoposto nei primi giorni del luglio 2006 il modello di casa di legno nel centro di ricerca Nied di Kobe. La struttura subirà la simulazione di un vero e proprio terremoto, grazie alla speciale piattaforma di cui dispone il centro giapponese.
L’assessore alla programmazione, ricerca e innovazione, Gianluca Salvatori, ha insistito sulla scelta fatta dall’attuale governo provinciale a favore del settore del legno, con particolare attenzione alla ricerca di nuove soluzione tecnologiche, in stretto rapporto con le aziende e quindi a favore del territorio. “La scelta della giunta di sostenere il settore del legno, progetti quali Sofie e quindi la ricerca collegata ad elemento naturale, in stretta sinergia con le aziende – ha sottolineato l’assessore – vuole anche rimuovere gli alibi che fino ad oggi hanno limitato lo sviluppo del legno nel settore dell’edilizia. L’utilizzo del legno in edilizia non può essere marginale (per coperture o arredo), bensì è possibile un uso estensivo. Non esiste contrapposizione tra coltivazione del bosco e valorizzazione economica del legno, un materiale che garantisce una qualità intrinseca già nella pianta. Così come è necessario sciogliere l’alibi che il legno ha un mercato difficile: la cultura dell’abitare e la percezione del consumatore stanno rapidamente cambiando, a favore di scelto ecocompatibili e di qualità degli ambienti”.
Una sfida che coinvolge anche l’Agenzia per lo sviluppo, rappresentata oggi dal professor Paolo Gurisatti: “Il nostro obiettivo è di trasformare il territorio trentino in un polo di eccellenza in un mercato del legno in forte crescita. La scelta di creare il distretto del legno ci permetterà di mettere in contatto tra loro le capacità e le competenze migliori per sviluppare e immettere sul mercato edifici nuovi, in grado di assecondare le aspettative degli utenti”.
In questo contesto si inserisce il progetto Sofie, la cui scelta è di incrementare l’impiego del legno italiano come materiale strutturale nel mercato dell’edilizia, fornendo una valida ed economica alternativa alle soluzioni architettoniche tradizionali e nel contempo valorizzando una risorsa locale rinnovabile – il legno proveniente da foreste certificate per la gestione sostenibile – tuttora considerata di importanza strategica per l’economia delle regioni montane alpine. La convinzione che muove i diversi soggetti coinvolti è che sia necessario ridurre l’impatto negativo sull’ambiente provocato dall’attuale tecnologia edilizia basata su materiali non riciclabili nell’ecosistema e con caratteristiche non idonee, sensibilizzando il mercato immobiliare ai temi del risparmio energetico, del rispetto per l’ambiente e del benessere abitativo.
Oltre all’IVALSA di San Michele, che ne è coordinatore scientifico, all’Istituto Trentino di Cultura e a un gruppo di aziende trentine leader nel settore e fortemente interessate a dare uno sviluppo industriale e commerciale al progetto, la ricerca coinvolge esperti delle Università di Trento, Firenze, Venezia e Pavia, nonché studiosi di fama internazionale provenienti da Svizzera, Germania, Nuova Zelanda, Finlandia, Svezia, Canada e Giappone.
Il professore Ario Ceccotti, direttore dell’IVALSA, ritiene che il legno possa diventare nel futuro un materiale di larghissimo utilizzo: “Le strutture in legno sono infatti dotate di alcune caratteristiche che ne rendono particolarmente appropriato l’impiego nelle aree classificate ad alto rischio sismico, sia grazie alle qualità specifiche del materiale (leggerezza, resistenza, facilità di lavorazione) sia in virtù del sistema costruttivo adottato (duttilità e dissipazione di energia)”. È in tale prospettiva che il Giappone, un Paese all’avanguardia nella sperimentazione di soluzioni tecniche antisismiche per le costruzioni e dotato dei migliori laboratori di prova in questo campo, ha dimostrato un interesse alle varie fasi della ricerca, concretizzatosi con l ’accordo stipulato tra l’IVALSA e il National Institute for Earth Science and Disaster Prevention (NIED) di Tsukuba per un programma comune di prove sulla resistenza sismica di edifici in legno a più piani, che partirà nei prossimi mesi presso lo stesso NIED.
A San Michele è presente in questi giorni Motoi Yasumura, professore all’Università di Shizuoka in Giappone. L’accademico è considerato uno dei maggiori esperti al mondo nella ricerca sull’utilizzo strutturale del legno e di prodotti a base lignea nelle costruzioni. Per Progetto SOFIE è consulente dal Giappone e supervisore per la caratterizzazione sismica del sistema costruttivo a pannello-parete di legno. Sarà lui, insieme al dottor Chikahiro Minowa, ad assistere il gruppo di ricerca italiano durante le prove sismiche al NIED.
“La collaborazione scientifica fra Italia e Giappone in questo settore – ha aggiunto il professor Ceccotti – dovrebbe proseguire anche nei prossimi anni. È infatti allo studio una nuova prova per la primavera 2007 presso il NIED di Kobe su un edificio di sei piani, a struttura completamente lignea. Si tratterebbe anche in questo caso di una sperimentazione senza precedenti, di estremo interesse tecnico e pratico, che porterebbe al limite il comportamento dei materiali impiegati per la costruzione”.
A conclusione della ricerca partirà una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare su tutto il territorio nazionale la costruzione di edifici realizzati con struttura portante in legno, a più piani e con una superficie che può tranquillamente raggiungere i novemila metri quadrati. Dunque una vera e propria alternativa non soltanto alla casa tradizionale, ma anche alle più comuni tipologie di edilizia pubblica, commerciale e industriale.

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