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Il solaio e il cavo

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L’evoluzione tecnica nella costruzione dei solai ha portato negli anni a sviluppare sistemi di cavi post-tesi da inserirvi per aumentare le prestazioni degli elementi stessi. L’inserimento di cavi post-tesi ha molteplici vantaggi diretti ed indiretti.

Tra quelli diretti si possono ricordare: aumento della luce a parità di carico portato dal solaio, aumento della portata a parità di luce del solaio, riduzione dello spessore di soletta a parità di luci e carichi, consistente riduzione dell’armatura lenta, riduzione della deformabilità dei solai.

Inoltre ci sono anche una serie di vantaggi indiretti che, tuttavia, portano un vantaggio notevole nelle dinamiche economiche e gestionali del cantiere: vengono ridotti o addirittura completamente eliminati i giunti di espansione, si riduce il rischio della formazione di fessurazioni nel calcestruzzo dovute ad azioni di trazione con conseguente prolungata durabilità dei manufatti, si riduce, a parità di luce, il numero dei pilastri e la dimensione degli elementi di fondazione (meno carichi verticali), diminuisce la massa sismica (migliore risposta ai terremoti), si può scasserare in anticipo.

Non ci sono limiti tipologici all’impiego di cavi post-tesi che trovano applicazione per ogni tipo di edificio, dal piccolo condominio nel quale si vogliano aumentare le luci dei vani alla palazzina adibita ad uffici, dal parcheggio al centro commerciale, dalla piccola alla grande industria. In tutte le situazioni in cui siano richieste elevate prestazioni dei solai è possibile valutare l’adozione di un sistema a cavi post-tesi.


:: Gli ancoraggi fissi sono preconfezionati e vengono in soletta prima del getto (foto Alga) ::

Esistono due possibili soluzioni: a cavi aderenti o a cavi scorrevoli (cosiddetti unbounded). La prima soluzione prevede l’impiego di cavi a trefolo nudo inseriti in guaine corrugate metalliche posate nel solaio prima del getto. Una volta terminate le operazioni di tesatura le guaine vengono iniettate con boiacca di cemento confezionata con cemento, acqua ed idoneo additivo antiritiro.

La soluzione a cavi scorrevoli, invece, prevede l’impiego di trefolo viplato ed ingrassato. La viplatura del trefoli consiste nel rivestimento del cavo mediante una guaina in polietilene dello spessore di circa 1.5 mm. Il grasso che riveste il trefolo all’interno della guaina garantisce una adeguata protezione dagli agenti aggressivi e la scorrevolezza del cavo stesso. I cavi viplati vengono inseriti direttamente nel solaio prima del getto.

Le due diverse soluzioni comportano scelte progettuali differenti e la scelta è a discrezione del progettista.


:: Dopo che la soletta è stata scasserata i cavi sono pronti per la tesatura (foto Alga) ::

La post-tensione di solai può essere fatta come post-tensione centrata o come post-tensione con variazioni di quota: nel primo caso i cavi sono rettilinei inseriti nella mezzeria della sezione. Si ottiene una uniforme compressione della sezione. Si impiega questo tipo di soluzione per contenere gli effetti di ritiro del calcestruzzo, le fessurazioni dovute a variazioni termiche (es. grossi solai industriali con riscaldamento a pavimento), ridurre i giunti di pavimenti industriali, aumentare la resistenza a flessione.

Nella post-tensione con variazioni di quota, che viene solitamente adottata per le travi post-tese, il cavo varia la quota altimetrica e garantisce un momento resistente che contrasta l’azione flettente dei carichi agenti.

Il dimensionamento di solai post-tesi può prevedere soluzioni diverse in accordo con le esigenze del cliente. Si può realizzare una post-tensione mono o bi-direzionale. Si possono compensare totalmente i carichi permanenti o accidentali o solamente in parte. Le soluzioni sono molto flessibili e riescono a soddisfare qualsiasi esigenza tecnica.


:: Tesatura che viene eseguita con martinetto monotrefolo (foto Alga) ::

Citiamo tra i produttori di cavi post-testi, la Alga di Milano che fornisce sistemi di post-tensione per solai gettati in opera. La gamma di ancoraggi proposti da Alga spazia dagli ancoraggi monotrefolo agli ancoraggio multitrefolo. Tutti i cavi sono proposti sia nella variante a cavi iniettati che nella variante a cavi scorrevoli. Tutti i sistemi di ancoraggio proposti sono testati in accordo alla vigente norma che prevede omologazione secondo le indicazioni della normativa europea Etag013. Gli ancoraggi Alga prevedono l’uso di trefoli che vanno dal diametro 0.5” al diametro 0.6”S.

Alga: Cavi Monotrefolo

Gli ancoraggi monotrefolo sono composti da un elemento di ancoraggio in ghisa che viene annegato nel getto e trasferisce al calcestruzzo il carico dovuto alla tesatura del cavo a trefolo.

L’ancoraggio è dotato degli accessori per la corretta protezione delle connessioni (guaina-ancoraggio) e del cunei di bloccaggio. Sono disponibili dei pratici elementi reimpiegabili per il fissaggio degli ancoraggi ai casseri prima del getto e che garantiscono la corretta formazione di un recesso nel getto per consentire le operazioni di tesatura.

L’ancoraggio fisso viene abitualmente realizzato pressando il cuneo di ancoraggio all’interno della fusione in ghisa e sigillando poi l’ancoraggio l’apposito cap a vite.

Alga: Cavi multitrefolo prefabbricati con ancoraggio fisso premontato

Gli ancoraggi multitrefolo sono composti da un elemento di ancoraggio in ghisa che viene annegato nel getto e trasferisce al calcestruzzo il carico dovuto alla tesatura del cavo a trefolo.

L’ancoraggio è dotato degli accessori per la corretta protezione delle connessioni (guaina ancoraggio) e dei cunei di bloccaggio. Per il posizionamento dell’ancoraggio e il fissaggio al cassero sono abitualmente realizzati in cantiere dei casserini in accordo con le esigenze dell’impresa.

Tutti gli ancoraggi sono disponibili nelle versioni per impiego con cavi aderenti.

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