Il progetto del padiglione italiano per l'Expo di Shanghai | Edilone.it

Il progetto del padiglione italiano per l’Expo di Shanghai

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E’ di Giampaolo Imbrighi il progetto vincitore del padiglione italiano per l’Expo di Shanghai del 2010, presentato nelle scorse settimane nella metropoli cinese. La presentazione, avvenuta nel corso di una cerimonia dello scorso 30 aprile, è avvenuta in presenza dell’ambasciatore italiano in Cina, Riccardo Sessa, del commissario generale italiano per l’Expo, Beniamino Quintieri e, per la parte cinese, del direttore generale del Bureau per il coordinamento Shanghai 2010, Hong Hao, e il commissario generale Hua Junduo.

La proposta dell’architetto Giampaolo Imbrighi, docente di Tecnologia dell’Architettura all’università di Roma, è stata scelta tra 65 proposte di altrettanti architetti italiani. Il padiglione italiano, un’area di 3.600 mq per 18 metri d’altezza, avrà come tema “La Città dell’Uomo”.

Il progetto propone un edificio che integra, in un modello tipico del tessuto urbano italiano, un’interpretazione in chiave architettonica dei giochi cinesi delle costruzioni, tra i quali proprio il famoso ‘shanghai’. Il disegno del padiglione rappresenta, in particolare, una pianta quadrata di 3.600 metri quadrati, per un’altezza di 18 metri, divisa all’interno in più corpi di dimensioni diverse e irregolari, collegati da strutture-ponte in acciaio, che lasciano intravedere i ballatoi di collegamento. L’intero progetto potrà essere eventualmente smontato e ricostruito, in dimensione ridotta, in un’altra area della città. I moduli costruttivi che compongono l’edificio costituiscono una sorta di mosaico, le cui differenti tessere mostrano immagini unitarie, capaci di illustrare la complessità topografica delle città italiane, con il loro succedersi di vie strette e vicoli che si dilatano all’improvviso negli spazi aperti delle piazze, analogamente a quanto si riscontra nei nuclei urbani cinesi tradizionali. Il giardino interno, la presenza dell’acqua e la luce naturale che si propaga negli ambienti dai patii e dai tagli laterali delle pareti creano invece un effetto di comfort psicofisico, importante per la qualità degli spazi dedicati alla vita di relazione. L’edificio è lambito su tre lati da una lama d’acqua che lo riflette, esaltandone gli effetti luminosi naturali.

La luminosità della struttura si riproduce comunque anche all’interno, non solo attraverso feritoie che evocano i vicoli stretti tra i palazzi delle città, ma anche grazie all’impiego di cemento trasparente, un materiale poliedrico di recente creazione. Tale prodotto, a seconda della sua particolare e diversa composizione in relazione ai diversi affacci del fabbricato, genera un duplice effetto architettonico: una percezione notturna dall’esterno della vivacità delle azioni contenute all’interno e una presenza dell’atmosfera esterna, durante il giorno, percepibile all’interno. La superficie del padiglione apparirà, quindi, in parte diafana e in parte trasparente, con facciate formate da cristalli autopulenti. Il Padiglione è infine pensato come una ‘macchina’ dal particolare funzionamento bioclimatico, con l’obiettivo di un significativo risparmio energetico. Gli elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne garantiranno, infatti, un effetto schermante dalle radiazioni, mentre il progetto illuminotecnico dell’edificio mira non soltanto a scandire gli spazi, ma anche a favorire il risparmio di energia.

Al termine della presentazione le parti hanno firmato l’accordo che sancirà la partecipazione ufficiale all’Expo di Shanghai 2010. “Con questo accordo è stata sancita l’accettazione della nostra proposta progettuale e l’organizzazione cinese ci concede il terreno di 6mila metri quadri. E’ un avvio di un’attività che ci vedrà protagonisti sia per la costruzione del padiglione sia per le attività connesse: il concept, l’allestimento e gli eventi che stiamo già iniziando a predisporre”, ha dichiarato Quintieri.

“La partecipazione dell’Italia ai massimi livelli, con uno spazio espositivo da 6000 mq è il risultato di un gioco di squadra tra noi, l’Istituto per il Commercio estero, la Camera di Commercio, il ministero dell’Ambiente e il Commissariato generale del governo per l’Esposizione universale di Shanghai 2010”, ha detto Sessa, “e stabilisce l’inizio di una staffetta ideale tra Shanghai e Milano, città peraltro gemellate, che ospiteranno l’Expo nel 2010 e nel 2015. Il tema di Shanghai e quello di Milano sono fortemente collegati. Milano prenderà il meglio di quello che Shanghai riuscirà a produrre. E’ lo sforzo di due città per mostrare all’umanità come oggi l’umanità potrebbe vivere meglio se riescirà ad avvalersi pienamente di tutto quello che è stato messo a punto da scienziati, esperti uomini di cultura per rendere le condizioni di vita più sostenibili”.

Il tema dell’Expo 2015 di Milano sarà “Nutrire il pianeta- Energia per la Vita”. Tre città italiane, Bologna, Milano e Venezia, sono state scelte dalle autorità cinesi tra le città straniere che saranno presenti nella sezione “Best Practice”, che raccoglierà il meglio dell’Expo. Una quarta città italiana che aveva presentato la candidatura -Torino- non è stata ammessa nella Best Practice dalle autorità cinesi, secondo indiscrezioni non confermate, anche a causa della cittadinanza onoraria concessa dal Comune al Dalai Lama il 16 dicembre scorso.

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