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Il Piano-casa cambia in direzione della sicurezza

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Solo dopo Pasqua sarà affrontato  il decreto di semplificazione per l’edilizia, che si preannuncia diverso dal testo originariamente concepito dal governo.

Da qui,  l’annuncio dello scorso 7 aprile, al termine della riunione della Conferenza unificata dedicata agli aiuti per le zone terremotate, del presidente della Conferenza delle Regioni Errani e del ministro Fitto insieme, sullo slittamento del decreto. Dalla bozza discussa nelle ultime emergono già alcune differenze rispetto alla versione originariamente messa a punto dal governo. È sparito l’articolo che riguardava proprio la semplificazione in materia anti-sismica, in cui  si prevedeva la possibilità di derogare all’autorizzazione preventiva della Regione per qualsiasi costruzione nelle zone ad alto rischio sismico.

Inserito, invece, un nuovo articolo intitolato “Misure urgenti in materia antisismica”, in cui si prevede che gli interventi di ampliamento o di demolizione e ricostruzione (i quali dovranno essere regolati in base a leggi regionali) siano possibili solo se sarà «documentalmente provato il rispetto della vigente normativa antisismica.

Il quesito si pone sulla normativa antisismica da rispettare. La legge più rigorosa in materia, pensata all’indomani della tragedia di San Giuliano in Molise ha avuto vita travagliata. La relativa ordinanza della Protezione civile, poi sfociata in un decreto del ministero delle Infrastrutture, non è mai entrata completamente in vigore. Il testo è stato inserito di volta in volta nei vari decreti “mille proroghe” voluti dai governi che si sono succeduti. Il risultato è che oggi le regole più restrittive riguardano le nuove costruzioni, ma non la messa in sicurezza degli edifici già esistenti.

E’ poi del 2008 il decreto che stabilisce le “Nuove norme tecniche per le costruzioni”, comprese le norme anti-sisma per gli edifici. Ma l’entrata in vigore delle nuove norme è stata differita al 30 giugno 2010, tranne che per gli edifici di «rilevanza strategica» .  Sono definiti edifici di interesse strategico quelli la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, come scuole, ospedali, caserme. Per tali categorie di opere, la nuova normativa, che fissa criteri più dettagliati per la costruzione degli edifici rispetto alle norme antecedenti, è obbligatoria già dal 2008. Per tutti gli altri edifici di “edilizia corrente”, il riferimento resta a normative precedenti meno aggiornate.

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