Il legno lamellare, una colonna portante per edifici e strutture | Edilone.it

Il legno lamellare, una colonna portante per edifici e strutture

wpid-19608_legnolamellare.jpg
image_pdf

Il legno lamellare ha conosciuto, specie nel corso dell’ultimo decennio, un utilizzo sempre più ampio nel mondo delle costruzioni, grazie in particolare alla sua duttilità che lo rende perfetto per numerose applicazioni molto differenti fra loro. Si tratta di un materiale composito, cioè di un prodotto ottenuto incollando fra loro, grazie a resine sintetiche, un certo numero di lamelle, tavole di legno di spessore ridotto. Il suo grande vantaggio rispetto al massello, ovvero il legno naturale, è che si presta per la realizzazione di travi rettilinee di particolare lunghezza e, soprattutto, per la creazione di strutture portanti curve. Grazie infatti alla maggiore resistenza meccanica rispetto alla tipologia corrispondente di legno massello da cui è ricavato, con il lamellare è possibile realizzare ampie coperture a volta, passerelle, ponti e altre elementi con strutture altrimenti non realizzabili. Grazie alle loro ridotte dimensioni (spessore di norma non superiore ai 33 mm), le lamelle possono essere essiccate singolarmente in modo omogeneo così da garantire una distribuzione molto regolare dell’umidità al loro interno: conseguenza diretta è un migliore equilibramento con l’ambiente dove la struttura viene realizzata e quindi una diminuzione del rischio di subire modifiche strutturali durante i cambi di stagione o delle condizioni meteorologiche. Il legno lamellare, grazie anche all’ottima resistenza alla compressione è molto utilizzato nelle pavimentazioni sia per interni sia per esterni, con pannelli precostruiti e incollati.

Dopo le sperimentazioni dei secoli scorsi nate per superare i limiti oggettivi del massello rispetto alle curvature o alla lunghezza rettilinea tout court, le prime vere realizzazioni si possono far risalire all’inizio del ‘900, in corrispondenza dell’invenzione dei collanti per legno. La diffusione vera e propria di questa tecnica va tuttavia datata successivamente, fra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, quando iniziò a diffondersi in Austria e quindi in Alto Adige, in particolare come sostitutivo del massello usato da sempre, fino a quel momento, per la realizzazione delle travi di colmo dei fienili. Il passaggio storico successivo fu l’apertura del primo stabilimento per la produzione del legno lamellare in Italia, a Bressanone, da parte dell’impresa Holzbau (attualmente uno dei marchi di punta del gruppo Rubner Ingenieurholzbau S.p.A.). Oggi sono parecchie le aziende italiane che producono il legno lamellare in Italia, non più esclusivamente concentrate in Trentino Alto Adige, ma presenti anche in Lombardia (come Albertani e Moretti Interholz) o in Friuli Venezia Giulia (Stratex) che hanno realizzato in tempi più o meno recenti opere di notevole interesse costruttivo e architettonico, in particolare quando questo materiale viene usato per strutture portanti e coperture.

Le Normative di riferimento europee ed italiane

L’utilizzo del legno in genere per applicazioni strutturali è infatti disciplinato in Italia, a partire dal 1 Luglio 2009, dalle norme raccolte dal decreto ministeriale 14/01/08, che include appunto fra i materiali utilizzabili il legno lamellare. Dopo il periodo transitorio, terminato il 1 Dicembre 2011, in cui un Produttore poteva scegliere di certificare il proprio Centro di Lavorazione presso il Servizio Tecnico del Ministero dei Lavori Pubblici, oggi è obbligatoria la marcatura CE sui prodotti, che, per il legno lamellare, fa riferimento alla normativa UNI EN 14080. La certificazione del legno giuntato, nella cui categoria rientra il lamellare, avviene attraverso la classificazione degli elementi unitari che lo compongono e attraverso un sofisticato controllo della produzione in fabbrica. La certificazione in accordo alla EN 14080 prevede inoltre un controllo periodico sulla modalità di realizzazione dei giunti mediante prove distruttive durante il processo di fabbricazione, poiché si ritiene non abbia senso alcuno eseguire prove distruttive sugli elementi interi. Proseguendo lungo la filiera, il Progettista ha invece l’obbligo di seguire le indicazioni del capitolo 11.7 delle Norme Tecniche di Costruzione contenute nel suddetto D.M. (NTC-2008), segnalando nell’elaborato le caratteristiche del legno lamellare, che dovranno essere a loro volta garantite dal fornitore. Successivamente, all’ingresso in cantiere, il Direttore Lavori deve verificare la corrispondenza tra il materiale e la prescrizione del progettista, con particolare attenzione alla classe di resistenza dichiarata. Infine il Collaudatore deve esaminare il progetto nella sua impostazione generale e verificare la rispondenza tra progetto e realizzazione, disponendo, se necessario, le prove di carico sul legno lamellare, mediante simulazione delle condizioni di esercizio strutturale.

Entrando brevemente nei contenuti della norma UNI EN 14080, oltre alle prescrizioni per la marcatura CE, sono indicati i nove parametri fondamentali per la classificazione del legno lamellare: le caratteristiche dell’euroclasse per la reazione al fuoco; il modulo di elasticità; la resistenza a flessione; la resistenza a compressione; la resistenza a trazione; la resistenza a taglio; la resistenza dell’incollaggio dei giunti di testa delle lamelle, delle linee di incollaggio e dei giunti a dita a intera sezione; la durabilità del legno; la classe di formaldeide.

Il legno lamellare viene usualmente suddiviso in 4 classi di resistenza: GL24, GL28, GL32, GL36, a loro volta distinte fra tavole ad incollaggio omogeneo e ad incollaggio combinato, che si differenziano dalle precedenti in quanto le lamelle interne ed esterne della sezione possono appartenere a classi di resistenza diverse. Le quattro classi di resistenza sono infine distinte fra loro in base alle caratteristiche meccaniche: Flessione, Trazione/Compressione, Taglio, Modulo di Elasticità e Modulo di Taglio.

Chiaramente il legno lamellare, nel rispetto dei parametri EN 14080 e delle classi di resistenza, viene caratterizzato in funzione dei vari utilizzi che ne vengono fatti, potendo ormai raggiungere grazie alle tecniche di incollaggio e di giunzione a pettine sempre più precise, anche altezze di 3 mt e lunghezze di 65 mt per il singolo elemento monolitico, ovvero per la singola tavola.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Il legno lamellare, una colonna portante per edifici e strutture Edilone.it