I lavori di messa in sicurezza nel traforo del Gran San Bernardo: il cantiere | Edilone.it

I lavori di messa in sicurezza nel traforo del Gran San Bernardo: il cantiere

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È un intervento particolarmente impegnativo quello attualmente in atto all’interno di uno degli storici trafori alpini più importanti d’Europa, il Gran San Bernardo. È infatti in corso la realizzazione di un rivoluzionario tunnel di soccorso, un’opera che rappresenta non solo il maggiore impegno economico per gli anni a venire dell’intera struttura, ma soprattutto una scelta volta a garantire una sempre più elevata affidabilità e sicurezza nella gestione della galleria.

Il tragico incidente verificatosi nel 1999 all’interno del tunnel del Monte Bianco ha dato avvio a un processo di aggiornamento dei trafori montani alpini, concretizzatosi nella messa in sicurezza degli stessi attraverso la realizzazione di adeguati tunnel di servizio utilizzabili in caso di incidenti. Per quanto riguarda il tunnel del Gran San Bernardo, in particolare, nel 2010 hanno preso avvio i lavori per la realizzazione di una nuova galleria di servizio e sicurezza (gss), collegata alla galleria esistente ogni 240 metri da 23 cunicoli.

Lo scavo della galleria -per la cui realizzazione è stata utilizzata una fresa meccanica a piena sezione, chiamata anche talpa meccanica o Tbm dall’inglese Tunnel boring machine – si è concluso il 6 giugno 2012 con l’abbattimento dell’ultimo diaframma di roccia sul versante italiano.

Una volta terminata questa fase dei lavori, l’opera è entrata in una nuova fase di notevole complessità, consistente nella realizzazione dei varchi di comunicazione fra il tunnel principale e la galleria di servizio, che avrebbe comportato l’esecuzione di 23 aperture della sezione di 3,5×3,5 metri. L’opzione di utilizzare tecniche tradizionali di demolizione per l’intero intervento è stata ben presto scartata in ragione dei rischi che le vibrazioni da queste indotte avrebbero potuto determinare, e della particolare geometria richiesta dal progetto per le volte dei varchi di comunicazione.

Tali fattori combinati hanno perciò indotto la direzione lavori a prendere in considerazione l’adozione di una tecnica di intervento mista, consistente nella preventiva esecuzione di una serie di tagli a filo diamantato per l’intero contorno della sezione di ognuna delle vie di accesso in modo da desolidarizzarle, per poi procedere alla successiva demolizione con attrezzature idrauliche senza alcun rischio di trasmetterne le vibrazioni alla struttura della galleria.

Le attrezzature per il taglio a filo diamantato

Tyrolit ha fornito in questo cantiere all’impresa esecutrice, la Edil3Tre di Vigliano Biellese, una centralina idraulica PPH40 RR che azione la macchina a filo FT nonché tutte le attrezzature necessarie all’esecuzione dei carotaggi richiesti per il passaggio del filo diamantato.

Come racconta Aldo Passini, titolare dell’impresa esecutrice, “le peculiarità di questo intervento e la tecnica di taglio utilizzata hanno imposto un’organizzazione del cantiere e delle sue tempistiche particolarmente accurata, richiesta anche dal fatto che, permanendo in esercizio il tunnel principale, avremmo potuto operare esclusivamente nelle ore notturne grazie alla chiusura di una delle carreggiate. Per ognuno dei 23 varchi da realizzare abbiamo in particolare adottato un ciclo di lavoro che ha previsto innanzitutto la preventiva esecuzione dei fori pilota necessari al passaggio del filo diamantato, ognuno del diametro di 50 mm per una profondità variabile tra i 25 e i 28 metri,  per la cui realizzazione abbiamo utilizzato attrezzature per carotaggio continuo e teste di perforazione fornite da Tyrolit. Per l’esecuzione dei tagli abbiamo invece utilizzato una centralina idraulica Tyrolit PPH40 RR, le cui dimensioni particolarmente compatte si adattavano in maniera particolarmente efficace ad un cantiere con molti vincoli dimensionali come questo, e i relativi dispositivi per lo scorrimento e il recupero del filo diamantato la cui particolare lunghezza (all’incirca 55/60 metri) ne rendeva non semplice la gestione. Ognuno dei varchi ha richiesto in totale l’esecuzione di cinque prefori, cui seguiva l’esecuzione dei tagli necessari a separare la sezione del varco dalla struttura della galleria e successivamente ridurre le dimensioni del blocco di roccia cosi ottenuto in modo da facilitarne la successiva demolizione con martello idraulico”.

Nella gestione dei numerosi profili di complessità posti da questo cantiere, decisivo è stato il supporto in ogni fase dell’intervento. Sottolinea Aldo Passini: “Gli spazi vincolati, l’importante sviluppo in profondità dei tagli, la morfologia variabile delle rocce e, non ultimo, la necessità di operare esclusivamente nelle ore notturne hanno rappresentato altrettanti aspetti in rapporto ai quali l’assistenza garantitaci da Tyrolit si è rivelata determinante. Oltre a individuare le attrezzature più idonee all’esecuzione dei lavori in termini di efficacia operativa, Tyrolit ha messo a nostra disposizione tutto il suo know-how per consentirci di gestire con successo le diverse tipologie di roccia in cui ci siamo trovati ad operare, fornendoci quattro differenti tipologie di filo diamantato. Anche sotto il profilo dell’assistenza alle attrezzature presenti in cantiere la struttura Tyrolit ha dimostrato la massima efficienza, supportandoci in maniera ottimale e consentendoci di mantenere sempre la massima produttività”.

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