Chiesa del Santo Volto di Mario Botta: Premio d'Onore Decennale Dedalo Minosse | Edilone.it

Chiesa del Santo Volto di Mario Botta: Premio d’Onore Decennale Dedalo Minosse

wpid-PremioONOREDECENNALE-BOTTA2.jpg
image_pdf

Gli sarà formalmente assegnato il prossimo 30 maggio durante la cerimonia di premiazione ufficiale del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura, in programma nel suggestivo scenario del Teatro Olimpico di Andrea Palladio a Vicenza. La Chiesa del Santo Volto è stata realizzata su progetto di Mario Botta nel 2006, a Torino su committenza dell’ Arcidiocesi di Torino, Cardinale Severino Paletto.

In questa settima edizione, la giuria del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura – promosso da Ala Assoarchitetti e dalla rivista l’Arca, con la sponsorizzazione di Caoduro Lucernari – oltre ai consueti 4 premi, ha infatti assegnato un Premio d’Onore Decennale per festeggiare i 10 anni dalla fondazione.

L’opera di Botta è il frutto di un programma di riqualificazione urbana che mira a riqualificare e reintegrare le aree industriali dismesse negli anni Settanta, senza perdere la memoria propria della “città del lavoro”. Il nuovo complesso raccoglie tutte le attività di servizio alla Curia, che ha dovuto misurarsi con i rischi e le speranze che una chiesa oggi sollecita nel particolare confronto con la città.

La chiesa a pianta centrale é circondata da sette torri alle quali si aggiungono i corpi più bassi delle cappelle. La pianta eptagonale ha permesso di introdurre un asse ingresso-altare verso la città. Il vuoto che si crea all’interno nasce dall’alternarsi di spicchi pieni e vuoti della copertura piramidale. Alle spalle dell’altare è stata ricostruita l’immagine del Santo Volto attraverso una sapiente tessitura della pietra, lavorata con due forme diverse in modo da creare una zona d’ombra e un lato piano per riflettere la luce.

L’ex-ciminiera delle acciaierie è stata mantenuta come simbolo del vecchio e del nuovo utilizzo. Da un lato testimonia le origini industriali del luogo, dall’altro è una torre a sostegno della croce.

Pur nella diversità dei loro ambiti, architetto e committente sono stati motivati dalla volontà di regalare alla città un’architettura sacra di alto valore artistico ed un luogo che evocasse un forte significato spirituale perché, come sostiene Mario Botta, “la costruzione di un luogo di preghiera è un segno vivo […] di uno spazio deputato a sfuggire la fragilità del quotidiano”.

Parole alle quali fa eco la riflessione del Cardinale “Questa struttura, incastonata in una zona della città di Torino che è in piena trasformazione urbanistica, rende ragione […] di come una città, gloriosa come la nostra, possa ora riconoscersi e qualificarsi nel nuovo che viene avanti per dare continuità a una storia ricca di valori cristiani e umani […].”

Per Mario Botta, architettura e memoria costituiscono un binomio inscindibile in quanto le trasformazioni attuate dall’architettura diventano parti del paesaggio umano. L’importanza della luce quale generatrice dello spazio e le forme geometriche primarie costituiscono i segni distintivi della sua ricerca, che ha affrontato molte tipologie: abitazioni, scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche e musei, nonché, nell’ultimo decennio, alcuni edifici del sacro tra i quali la Cattedrale di Evry e una Sinagoga a Tel Aviv.

Copyright © - Riproduzione riservata
Chiesa del Santo Volto di Mario Botta: Premio d’Onore Decennale Dedalo Minosse Edilone.it