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Abruzzo: strutture pubbliche e private sicure

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Un anno di polemiche, sofferenze, e tante cose fatte. E ancora altrettanto da fare per tornare alla normalità. Case, municipio e scuole possono essere un inizio.  

Case vere come quelle che sorgeranno a Pescomaggiore, un piccolo borgo medioevale vicino al Parco nazionale del Gran Sasso, su iniziativa di un gruppo di cittadini che si sono rimboccati le maniche e hanno avviato un programma di edilizia sostenibile e antisismica, l’EcoVillaggio Auto Costruito (E.V.A, le cui immagini sono esposte alla casa dell’Architettura di Roma dal 6 aprile al 20 aprile. L’obiettivo del progetto, curato dagli architetti Paolo Robazza e Fabrizio Savini del BAG studio mobile, con l’assistenza tecnica di Caleb Murray Burdeau, esperto in bioarchitettura, è di costruire, grazie all’opera degli aquilani, sette piccole abitazioni bi e trilocali, tutte realizzate all’insegna del risparmio energetico, economico e soprattutto sicure al 100 per cento.  

Le villette, tutte con struttura portante in legno, sorgono su un terreno donato da un compaesano, mentre l’impresa che si occupa dell’esecuzione dei lavori è formata da professionisti e volontari aiutanti dei cittadini che ne usufruiranno in attesa di rientrare in possesso delle proprie case. Quando questo avverrà le costruzioni verranno convertite in edifici pubblici o turistici. Oltre a essere quindi un esempio di forte legame col territorio e di solidarietà, il progetto E.V.A. si pone anche come esempio di edilizia a impatto zero: i pannelli fotovoltaici provvedono al fabbisogno di elettricità, il solare termico all’acqua calda, stufe a legna al  riscaldamento delle stanze, tutte termoisolate grazie alla tamponatura realizzata con balle di paglia trattata (biodegradabile e altamente isolante). Infine l’intero villaggio verrà munito di un impianto di fitodepurazione, di compostiere in cui i rifiuti organici vengono trasformati in fertilizzante per gli orti irrigati, anche grazie all’incanalamento dell’acqua piovana. 

«Questa iniziativa – affermano i progettisti – dimostra che è possibile costruire rapidamente case ecologiche, fatte con materiale naturale reperibile in loco, a costi estremamente contenuti (200 mila euro per sette unità) quasi il prezzo di un’analoga costruzione convenzionale».

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