Cosa succede quando la ceramica diventa green | Edilone.it

Cosa succede quando la ceramica diventa green

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Aveva cominciato il cemento, recando anche nel nome il passaggio epocale: il Tx Millennium a inizio anni Duemila. E la chiesa “Dives in Misericordia”, griffata Richard Meier e consacrata nel 2003 nel quartiere periferico romano di Tor Tre Teste, attraverso il cosiddetto cemento autopulente aveva fissato nell’immaginario collettivo le sue tre candide vele librate verso il cielo. Da allora, le potenzialità dei processi fotocatalitici dovuti al biossido di titanio (TiO2) si sono progressivamente allargate ad altri materiali, aprendo a sperimentazioni degne di nota a livello applicativo.

Nel settore ceramico già da qualche anno, Casalgrande Padana, grazie all’attività svolta all’interno del proprio Centro ricerche e alle collaborazioni con soggetti terzi altamente specializzati, si sta dedicando alla produzione di materiali di alta qualità che, alla resa estetica e meccanica, associno anche particolari garanzie di salubrità e compatibilità ambientale. D’altronde, l’azienda tra le leader del “distretto della ceramica” (eccellenza emiliana di livello mondiale) promuove, grazie a un’esperienza cinquantennale, una strategia attenta al rapporto tra qualità e innovazione: dalla collaborazione con progettisti di primo piano come Kengo Kuma e Daniel Libeskind, alla promozione del Grand Prix (riconoscimento internazionale per interventi che impieghino prodotti dell’azienda), per il quale fino a tutto il 2015 sono aperte le iscrizioni alla decima edizione (www.grandprixcasalgrandepadana.com).

L’impegno di Casalgrande Padana sul fronte del green è così sfociato nella messa a punto di Bios ceramics®, una nuova generazione di prodotti ceramici per l’architettura con caratteristiche certificate nel campo della riduzione dell’inquinamento ambientale, dell’autopulizia e dell’abbattimento dei principali ceppi batterici.

Grazie alla particolare natura dei materiali e dei trattamenti, le ceramiche bioattive sono infatti in grado d’innescare autonomamente reazioni di tipo chimico e biologico senza avvalersi di apporti energetici o senza dover attendere il rinnovo dei composti necessari a sostenere nel tempo la reazione.

Bios ceramics® è una linea brevettata di piastrelle in grès porcellanato pienamente vetrificato, prodotta attraverso un innovativo processo basato sull’impiego a tutta massa di nanotecnologie di ultima generazione. Sono due le linee specializzate, per interni ed esterni, con varie gamme cromatiche, finiture e formati: Bios Self-Cleaning e Bios Antibacterial.

Le lastre ceramiche Bios Self-Cleaning, sviluppate per rivestimenti di facciata e involucri ventilati, sono l’esito di un Master agreement siglato con il gruppo giapponese Toto, leader globale nel settore delle tecnologie fotocatalitiche e titolare del brevetto Hydrotect. La tecnologia, utilizzata su licenza da oltre 100 produttori di tutto il mondo in diversi settori applicativi (dall’industria automobilistica all’edilizia), in presenza di luce solare, grazie al biossido di titanio contenuto nel coating, attiva una reazione di ossidazione in grado di abbattere i nox (ossidi e miscele di azoto, tra i principali inquinanti presenti nell’aria) e decomporre lo sporco che si deposita sulle piastrelle, facendo in modo che venga rimosso dall’acqua piovana, grazie alla notevole idrofilia della superficie ceramica.

Così, alle note caratteristiche estetiche e prestazionali dei rivestimenti ceramici in grès porcellanato, si abbina una netta riduzione degli interventi di pulizia e manutenzione delle superfici, garantendo risparmi economici e il mantenimento delle qualità e dell’aspetto del manufatto architettonico, avallati dai test d’invecchiamento che hanno dimostrato come le prestazioni dovute al trattamento non si riducano nel tempo. Per un’esemplificazione parametrica dell’efficacia, un rivestimento di facciata di 150 mq con Bios Self-Cleaning® dovrebbe purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure assorbire gli ossidi di azoto emessi da 11 automobili nel corso di una giornata. Invece le lastre ceramiche Bios Antibacterial, principalmente destinate a pavimenti e rivestimenti interni, presentano elevate proprietà antibatteriche e sono articolate in due tipologie di prodotto.

Bios Antibacterial Hydrotect, sempre sviluppata con Toto per sommare le proprietà antibatteriche dei metalli nobili a quelle del biossido di titanio, nelle applicazioni in interni laddove le condizioni d’illuminazione non siano sufficienti per garantire la reazione fotocatalitica. Bios Antibacterial Granitogres®, sviluppata grazie a un brevetto di Casalgrande Padana in collaborazione con il Dipartimento di scienze biomediche, sezione di microbiologia, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che sfrutta le proprietà di un innovativo trattamento a base di argento, in grado di eliminare i principali ceppi batterici anche in completa assenza di luce. In tal caso l’efficacia nel tempo è garantita dal tipo di trattamento, applicato alla massa dell’impasto ceramico, in modo da rendere l’azione antibatterica insensibile all’usura.

Per le loro caratteristiche, i prodotti della linea Bios ceramics® trovano un’applicazione privilegiata laddove si richiedano particolari standard prestazionali legati all’igiene, come ad esempio nell’ambito dell’edilizia sanitaria. 

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