Anteprima Klimahouse 2016: la soluzione ai ponti termici da Xella | Edilone.it

Anteprima Klimahouse 2016: la soluzione ai ponti termici da Xella

Con la tecnologia del calcestruzzo cellulare Ytong, Xella risolve il nodo del ponte termico sulla fondazione con applicazione a taglio termico

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E’ ormai argomentazione condivisa nell’ambito della cultura costruttiva nazionale, che l’efficienza energetica degli edifici deve nascere dal progetto architettonico e svilupparsi con soluzioni efficaci di elevata qualità e una posa in opera attenta e scrupolosa, eseguita a regola d’arte.

Oltre allo studio mirato sulla progettazione dell’involucro, l’orientamento dell’edificio, il dimensionamento delle superfici trasparenti, l’ombreggiamento, è fondamentale realizzare accorgimenti costruttivi idonei ad evitare i ponti termici.

Il trattamento e la risoluzione dei ponti termici, sono temi tornati di grande attualità negli ultimi mesi insieme alla consapevolezza del ruolo cruciale che giocano nella determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici.

Xella a Klimahouse 2016 con nuove soluzioni

Xella ha messo a punto, sfruttando le eccellenti caratteristiche della tecnologia del calcestruzzo cellulare Ytong, una soluzione innovativa, semplicissima, caratterizzata da prestazioni isolanti e meccaniche eccellenti, in grado di integrarsi perfettamente in tutti i progetti costruttivi, indipendentemente dai materiali edilizi utilizzati e isolanti scelti per la realizzazione dell’edificio.

La novità della gamma Ytong, che Xella Italia presenterà in anteprima nell’ambito della manifestazione Klimahouse 2016 di Bolzano, è stata concepita proprio per risolvere con un unico prodotto, performante, efficace, versatile e facilmente lavorabile, il nodo del ponte termico sulla fondazione, col duplice obiettivo di isolare efficacemente il nodo attraverso un’applicazione a taglio termico e ridurre l’assorbimento d’acqua per capillarità, al fine di evitare patologie legate all’umidità all’interno dell’edificio.

Ponti termici e calcolo della prestazione energetica

Secondo le nuove modalità di calcolo, frutto della revisione delle norme UNI TS 11300:2014 e introdotte nella normativa vigente con i decreti attuativi della Legge 90/2013, il contributo dei ponti termici all’interno del calcolo della prestazione energetica di un edificio deve essere considerato in maniera puntuale, analitica e dettagliata eliminando ogni tipo di calcolo forfettario o semplificato. Inoltre la correzione dei ponti termici costituisce uno dei requisiti fondamentali analizzati e trattati dalla Direttiva Tecnica di CasaClima, oggetto di valutazione imprescindibile, fra tutti gli altri requisiti, per l’ottenimento della Certificazione CasaClima.

Dove si formano in particolare i ponti termici?

I ponti termici si formano ove c’è discontinuità dell’isolamento termico; e mentre per alcuni nodi costruttivi (ad esempio in corrispondenza delle travi e dei pilastri sulle pareti esterne) si è sviluppata una sensibilità progettuale più marcata, altri punti restano ancora ostici e meno trattati.

Uno di essi è il punto di contatto fra la piastra di fondazione – o solai a contatto col terreno o con locali non riscaldati – e le pareti verticali, siano esse esterne o pareti divisorie. In questo nodo – a meno che non si intervenga prevedendo l’isolamento esterno al di sotto della platea di fondazione che in pochi progetti trova spazio – si crea un ponte termico che può dar luogo a due fenomeni distinti e parimenti dannosi: da un lato la discontinuità va ad inficiare le prestazioni di isolamento termico alla base della parete, dato che la superficie orizzontale sotto la prima fila di mattoni non risulta protetta dalle basse temperature esterne; l’altro aspetto è l’esposizione a problemi di condensa e di umidità di risalita che si può diffondere per capillarità dalla fondazione attraverso le pareti.

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Tale punto è critico per tutte le costruzioni: si pensi alla frequenza di problemi di infiltrazioni d’acqua tra il marciapiede e la parete a piano terra, o alla manifestazione di alghe e muffe dietro le zoccolature degli ambienti a contatto con solai freddi. Ciò può accadere anche ove la stratigrafia costruttiva prevede sia l’isolamento delle pareti esterne sia l’isolamento sotto pavimento poiché nel punto in cui la prima fila di mattoni poggia sul piastrone o sul solaio si crea un punto di dispersione – esposto a temperature molto basse – che, se non trattato, non si riesce a controllare.

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