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Tutto sotto controllo

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Praticamente l’intero territorio italiano è soggetto a rischio sismico, più o meno grave; negli ultimi 30 anni si sono, infatti, registrati nel nostro Paese oltre 150.000 terremoti, 50 dei quali di forte o fortissima intensità. La progettazione antisismica ha modificato nel tempo il proprio approccio, passando da garantire la sicurezza nei confronti del collasso strutturale alla riduzione dei danni strutturali: le strutture più moderne, quindi, garantiscono resistenza e rigidezza per terremoti di ridotta intensità e duttilità nei casi di terremoti di notevole intensità. Le zone plasticizzate che dissipano l’energia del terremoto devono essere collocate in zone della struttura che ne evitino il più possibile il collasso parziale o totale. Anche per le strutture definite antisismiche quindi sono da prevedersi danni alle strutture in caso di eventi sismici. I danni del terremoto, anche su strutture non collassate, sono di due ordini: quelli derivanti dal danneggiamento delle strutture e quelli dovuti al fermo delle attività stesse. Un esempio per tutti: il terremoto del 2012 in Emilia ha causato 5,4 miliardi di danni alle attività produttive, 3,1 dei quali dovuti al fermo dell’attività.

Controllo accurato e in tempo reale

Determinare quindi velocemente e in modo accurato i danni dovuti dal terremoto, può ridurre decisamente le perdite economiche dovute al blocco della produzione, consentendo di riprendere il lavoro, nel caso i danni strutturali lo consentano, in assoluta sicurezza. Per questo Area Prefabbricati ha messo a punto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica, l’IMS (acronimo di Intelligent Seismic Monitoring Structural System) un sistema di monitoraggio sismico composto da accelerometri posizionati in punti ben precisi delle strutture prefabbricate e collegati via cavo a una unità centrale che, in caso di evento sismico, calcola gli spostamenti relativi dei punti significativi della struttura e paragona tali valori a quelli di soglia predeterminati in sede di progetto. Ognuno degli accelerometri registra la risposta sismica con una frequenza di mille campioni al secondo. In questo modo si ha un quadro in tempo reale dello stato del danno della struttura, permettendo di ridurre drasticamente i tempi di attesa per eventuali agibilità post-sisma delle strutture. Il sistema è molto più veloce e preciso delle analisi visive dato che consente anche di monitorare elementi non direttamente visibili (coperti da tramezzature, controsoffitti, impianti e opere di finitura) e permette di essere di notevole supporto agli incaricati dell’ispezione tecnica post-sismica per la formulazione delle necessarie valutazioni degli effetti del terremoto sulla struttura monitorata.

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