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Sorveglianza sanitaria in edilizia: in Lombardia approvato l’aggiornamento delle Linee guida regionali

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La Direzione regionale sanità della Regione Lombardia ha approvato lo scorso 19 giugno le “Linee guida regionali per la sorveglianza sanitaria in edilizia”, emanate il 31 ottobre 2002.

L’aggiornamento rientra nell’ambito del Laboratorio Costruzioni e è in linea con le recenti nuove norme nell’ambito della sicurezza dei cantieri, con gli “Occupational health standards in the construction industry” della Health and Safety Executive e con le “Linee Guida per la valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria in edilizia” della SIMLII (VOL 22, 2008).

All’interno del decreto vi sono tre sezioni. Nella prima sezione si stabiliscono i criteri per la visita preventiva, per la visita e gli accertamenti sanitari periodici, per le visite di minori, apprendisti e studenti della scuola edile, per gli accertamenti finalizzati ad escludere o identificare l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e per le vaccinazioni.

Nella seconda sezione, quattro sottosezioni affrontano la problematica degli esami integrativi per lavoratori esposti a amianto, silice, ipa e per coloro che svolgono attività in quota in sospensione su funi.

Infine, nella terza e ultima sezione si contemplano i casi di accertamenti sanitari a richiesta del lavoratore, quelli in caso di cambio di mansione o in caso di ripresa del lavoro dopo assenza per motivi di salute di durata superiore ai 60 giorni. Il documento considera anche il caso degli accertamenti sanitari a fine rapporto di lavoro e quelli destinati ai titolari di impresa, artigiani e lavoratori autonomi del settore edile che svolgono attività a rischio come i lavoratori dipendenti.

Le Linee guida regionali forniscono, inoltre, indirizzi a tutti gli operatori della prevenzione, pubblici e privati, ai medici competenti, ai medici delle ASL, ai datori di lavoro, ai RSPP, ai RLS e lavoratori del settore edile della Lombardia.

Come si legge nel decreto, “le malattie professionali in edilizia sono infatti le più numerose tra quelle riconosciute dall’INAIL, nonostante sia nota la sottostima del fenomeno che interessa la totalità dei quadri tecnopatici afferenti tutti i settori produttivi”.

Secondo il documento, “il programma di sorveglianza sanitaria proposto non va applicato come un protocollo rigido, ma va adattato alle singole specifiche situazioni”. L’obiettivo specifico è, infatti, “fornire al Medico Competente, in funzione dei rischi specifici che caratterizzano il cantiere edile e delle evidenze scientifiche più recenti, indicazioni utili a migliorare l’efficacia e l’efficienza della propria attività e indicare modelli per una corretta ed idonea sorveglianza sanitaria”.

C.C.

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