Sicurezza sul lavoro: perche' introdurre un Mog, modello di organizzazione e gestione | Edilone.it

Sicurezza sul lavoro: perche’ introdurre un Mog, modello di organizzazione e gestione

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All’interno del calendario di convegni gratuiti promossi da Wolters Kluwer Italia per la prossima edizione del Saie (16-19 ottobre 2013), il 18 ottobre alle ore 17.00 si terrà un appuntamento imperdibile per tutti coloro che operano nel settore della gestione della sicurezza sul lavoro: un evento formativo sul tema del “Mog – Modello di organizzazione e gestione in cantiere”, dove verranno presentati gli aspetti pratici della sicurezza nel cantiere e la gestione e controllo delle procedure (clicca qui per informazioni e iscrizioni). Relatori del convegno sono l’Ing. Maurizio Biolcati Rinaldi dell’Università di Ferrara e l’Ing. Riccardo Arfelli, co-autori di un volume dedicato al “Modello di organizzazione e gestione” e corredato di software operativo. 


Ogni attività lavorativa ed ogni ambiente di lavoro, siano essi un’azienda o un cantiere, presentano rischi che vanno identificati e valutati per definire le misure necessarie all’annullamento o alla minimizzazione delle situazioni pericolose. Il Testo Unico Sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) ha razionalizzato la normativa italiana in materia importanti elementi di novità.


L’introduzione all’interno di un’organizzazione di un Modello Organizzativo e Gestionale (Mog) riveste un’importanza fondamentale, sebbene si tratti di uno strumento di natura volontaria, in quanto:

  1. se correttamente attuato, permette a persone giuridiche, società ed associazioni l’esimenza dalla responsabilità amministrativa,

  2. in taluni casi, rappresenta un presupposto necessario per partecipare ad appalti e subappalti pubblici

  3. ovvero per ottenere agevolazioni contributive, finanziamenti e contributi pubblici.


Nell’art. 30 del TU sono elencate le caratteristiche che un Mog deve possedere per avere efficacia esimente dalla responsabilità amministrativa:

a) deve essere adottato ed efficacemente attuato;

b) deve assicurare l’adempimento degli obblighi giuridici relativi a svariate attività;

c) deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell’avvenuta effettuazione di tali attività;

d) deve prevedere un’articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio;

e) deve prevedere un sistema sanzionatorio per il mancato rispetto delle indicazioni contenute nel modello;

f) deve prevedere un sistema di controllo riguardante l’attuazione del MOG stesso;

g) deve essere riesaminato e modificato in caso di non conformità oppure in caso di cambiamenti nell’organizzazione e nell’attività, dovuti al progresso scientifico e tecnologico.


Negli ultimi punti dell’art. 30, allo scopo di agevolare l’adozione di un MOG da parte delle imprese, il Legislatore considera rispondenti a tali caratteristiche i modelli conformi alle Linee Guida Uni-Inail (2001) e alle Bs (British Standard) Ohsas 18001:2007.


In Italia hanno ampia diffusione anche le Linee Guida Sgsl per un’impresa di costruzioni Ance-Icic, proposte appositamente per le attività di cantiere dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili e dall’Istituto di Certificazione delle Imprese di Costruzioni . Interessante è anche il Mog Uopsal Ausl Forlì – Inail Emilia Romagna, modello sperimentale, ancora in via di sviluppo in alcuni punti, ma interessante poiché affronta alcune questioni poco approfondite dagli altri Mog.


Tutti questi sistemi Sgsl sono impostati sulla base della sequenza ciclica delle fasi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e riesame del sistema, per mezzo di un processo dinamico. La capacità del sistema di raggiungere gli obiettivi pianificati deriva dall’impegno e dal coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali e soprattutto del livello più elevato.

I contenuti delle fasi possono essere più o meno complessi in ogni singola azienda o unità produttiva in funzione di:

  • dimensione, natura, attività e relativa complessità dell’organizzazione;

  • significatività dei pericoli e rischi presenti, potenziali o residui;

  • soggetti potenzialmente esposti.


La sequenza delle fasi, quando il Sgsl è a regime, può essere la seguente:

a) definizione di una politica della salute e sicurezza sul lavoro con la quale l’azienda dichiara gli impegni che si assume nel campo della prevenzione dei rischi e del miglioramento progressivo delle condizioni di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro e dei lavoratori;

b) identificazione di tutte le prescrizioni normative cogenti e volontarie;

c) identificazione di tutti i pericoli insiti nelle attività lavorative e valutazione dei relativi rischi per tutti i lavoratori coinvolti e per le interazioni fra gli addetti, dei rischi insiti nell’uso di materiali e di preparati pericolosi, di macchine e attrezzature, ecc.;

d) identificazione di tutti soggetti esposti, (quali, ad esempio, subappaltatori, lavoratori autonomi, visitatori occasionali);

e) definizione di specifici obiettivi appropriati, raggiungibili e congruenti con gli impegni assunti nella politica del Sgsl;

f) elaborazione dei programmi per il raggiungimento di tali obiettivi, definendo risorse necessarie, responsabilità ai vari livelli, tipi di procedure, caratteristiche dei processi, tempi di conseguimento dei risultati;

g) definire le modalità di organizzazione e di gestione delle procedure e dei processi al fine di sviluppare e controllare i programmi;

h) portare a conoscenza e a condivisione della politica e degli strumenti attuativi tutta la struttura aziendale in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati;

i) implementare attività di monitoraggio, verifica ed ispezione, per garantire la funzionalità del Sgsl;

j) attivare azioni correttive e preventive in funzione sia dei riscontri ottenuti durante lo svolgimento delle attività che dei risultati del monitoraggio;

k) effettuare riesami periodici del Sgsl sia per valutarne l’efficacia e l’efficienza nel raggiungere gli obiettivi fissati dalla politica della salute e sicurezza, sia per valutarne l’adeguatezza rispetto alla realtà aziendale e agli adeguamenti necessari nell’ottica del miglioramento continuo.

Tutti i modelli fanno riferimento a procedure e a documentazione di supporto in grado di certificare l’avvenuto rispetto delle modalità operative e delle prescrizioni contenute nei modelli stessi. 




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