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Sicurezza sul Lavoro: maggiori responsabilità alle Regioni

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Nella regione Lombardia, c’è stato un calo del triste fenomeno delle morti bianche. Si parla del 37% in meno rispetto al 2007. Sono cifre importanti che possono essere ricondotte all’adozione del Piano regionale della sicurezza.

E forte di questi risultati, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in occasione del convegno nazionale “Sicurezza sul lavoro: confronto su politiche adottate, risultati ottenuti e prospettive”  dichiara che: “La Lombardia, anche tenendo conto dei positivi risultati ottenuti, è pronta ad assumersi maggiori responsabilità sul tema della sicurezza del lavoro e per questo si candida a sperimentare, attraverso un accordo specifico con il Ministero, un modello che assegni alla Regione il ruolo di coordinamento dei piani di controllo di tutti gli Enti (anche nazionali) che operano sul territorio, ad esempio Inail, Drl, Ispels”.

La proposta è stata immediatamente raccolta dal ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi: “Il modello lombardo sulla sicurezza del lavoro è positivo. Lo dicono i risultati e lo dice il clima complessivo che si è prodotto. Per questo sono pronto a sostenere la proposta di Regione Lombardia, discutendo con gli enti che si occupano di sicurezza allo scopo di integrare quanto più possibile le funzioni e realizzare un maggiore coordinamento”.

Il convegno, ha ricordato Formigoni, si tiene a oltre un anno dall’avvio del Piano regionale della sicurezza, sottoscritto da tutte le parti sociali, e dall’entrata in vigore del decreto legislativo n.81. I risultati sono molto positivi: gli indici di frequenza infortunistica sono calati del 5% tra il 2007 e il 2008 e del 7% rispetto al 2006. Nel 2008 la riduzione degli infortuni nel settore dell’industria è stata pari all’11%, mentre nelle costruzioni di quasi il 19%. Anche l’analisi degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro in Lombardia mostra una riduzione del 37% dei casi rispetto all’anno 2007.

“Questi risultati positivi – ha commentato Formigoni – rappresentano un punto di partenza. Una sola vita sacrificata sul lavoro è una vita che deve essere salvata e risparmiata”. Oltre alla proposta di dotare di maggiori competenze di coordinamento per la Regione, Formigoni ha indicato altri tre grandi obiettivi per il prossimo futuro: il miglioramento dell’attività di vigilanza, l’attuazione di maggiori sinergie, la semplificazione delle pratiche e l’assegnazione di maggiori responsabilità alle Regioni.

“L’azione – ha detto Formigoni – deve essere diretta a prevenire gli abusi e a sanzionare i fenomeni di irregolarità, in una logica di approccio sostanziale e lontano da impostazioni formali”.

Concetto questo rilanciato anche da Sacconi, che ha sottolineato la necessità di superare una logica legata solo agli “adempimenti e alle sanzioni”, in favore di un “approccio sostanziale al problema”, fatto di obiettivi concreti e monitorati e di collaborazione con le parti sociali. “I controlli – ha aggiunto Formigoni – devono assurgere al loro valore educativo, cioè preventivo”. Per questa ragione, la Lombardia ha avviato tanti progetti per la realizzazione di varie attività di formazione, molte delle quali in due comparti a più alto rischio come l’edilizia e l’agricoltura, prevedendo già nel 2008 un investimento straordinario di 5,1 milioni.

Fin dal 2007 tutte le Aziende Sanitarie Locali si sono dotate di piani di prevenzione integrati per la vigilanza e il controllo. Oggi ci sono 15 piani integrati che permettono di definire corrette priorità d’azione e di prevedere la misurazione dei risultati. Con l’adozione del Piano regionale della sicurezza sul lavoro è stata incrementata l’attività ispettiva da parte delle ASL, passando da 26.215 sopralluoghi del 2007 a 52.309 nel 2008. Queste iniziative hanno già consentito di effettuare il controllo del 5% delle imprese attive in Lombardia, centrando così l’obiettivo indicato nel Piano di prevenzione nazionale.

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