Sicurezza sul Lavoro: in Val D’Aosta si adotta il Piano Regionale | Edilone.it

Sicurezza sul Lavoro: in Val D’Aosta si adotta il Piano Regionale

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Coinvolgere il maggior numero di lavoratori nella lotta agli infortuni è l’obiettivo del Piano operativo per la vigilanza e la prevenzione nei luoghi di lavoro, predisposto dal Dipartimento politiche del lavoro e della formazione della Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta e adottato dal Comitato regionale per la sicurezza.

In particolare, il documento interessa i settori dell’edilizia, dell’agricoltura, il settore delle lavorazioni meccaniche e altri settori con rischi significativi all’apparato muscolo-scheletrico.

Il piano si articola su quattro obiettivi di cui il primo riguarda il settore edilizia: si prevede di realizzare un archivio informatico regionale sugli infortuni e una campagna di vigilanza per il controllo di circa 240 cantieri scelti in funzione della grandezza e dei rischi specifici. É prevista inoltre l’organizzazione di corsi di formazione a livello regionale per incrementare la cultura della sicurezza e l’adozione di corretti stili di lavoro e di vita, in collaborazione con Enti bilaterali.

Il secondo obiettivo riguarda il settore agricoltura e il terzo obiettivo riguarda il settore produzione e lavorazione dei metalli e il quarto obiettivo è del settore con rischi significativi all’apparato muscolo-scheletrico.

Il Piano prevede il coinvolgimento degli Enti pubblici e privati che gestiscono le strutture in esame. Inoltre, sarà effettuato uno studio che porti alla definizione di misure tecniche, organizzative e procedurali condivise finalizzate alla riduzione per la salute. Saranno attivate campagne di informazione e formazione agli addetti e saranno attivati controlli per verificare l’efficacia delle soluzioni messe a punto.

All’attuazione del Piano sono chiamati ad operare i vari soggetti del mondo del lavoro, ovvero istituzioni, Usl, enti previdenziali e enti bilaterali. Nel documento si legge che “i principi ai quali deve ispirarsi l’azione complessiva di prevenzione a favore della tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro devono partire dalla generale considerazione che i fenomeni da contrastare quali irregolarità, inadempienze, disinformazione, incompetenza, infortuni e malattie, presentano una serie di chiavi di lettura di diversa natura, da quella economica a quella sociale, da quella culturale a quella storica”.

Nelle premesse il piano evidenzia che nel 2005 la forza lavoro era di 54.600 unità, poi salite a 55.600 nel 2006 (i dati al 2008 non hanno subito significative variazioni); di queste circa 2.750 in agricoltura, 13.700 nell’industria (compresa l’industria delle costruzioni che rappresenta da sola, con 7.000 addetti, il 51% degli occupati del settore), 29.500 nel terziario (commercio, trasporti, pubblici esercizi, servizi vari), e 9.700 nella pubblica amministrazione, scuola e sanità.

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