Sicurezza Lavoro: controlli e celerità per le nuove leggi | Edilone.it

Sicurezza Lavoro: controlli e celerità per le nuove leggi

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Maggiori controlli, sorveglianza e rispetto delle leggi esistenti è il monito che con voce quasi univoca è giunto nei giorni scorsi sia dal Capo dello Stato che dal Presidente del Consiglio, dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, lo scorso 13 aprile, del disegno di legge delega all’emanazione di un testo unico per il riassetto e l’aggiornamento della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

“Più che un decreto legge quello che serve veramente è una maggiore sorveglianza”, ha detto Romano Prodi ricordando al Paese che “le tragedie avvengono in violazione della legge, non perchè non ci sia una legge sufficiente”.

Con il ddl “Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, varato lo scorso 13 aprile per il riordino della normativa sulla sicurezza, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, Cesare Damiano, e del Ministro della salute, Livia Turco, si cerca di aumentare la tutela dei lavoratori non solo nei cantieri, spesso teatro degli incidenti più gravi, ma in tutti i settori, dai giovani flessibili agli autonomi, dagli extracomunitari ai part-time. Tutela non solo per i dipendenti, ma anche per i precari e i lavoratori in subappalto, che saranno posti sotto la responsabilità dell’impresa principale.

Un ulteriore elemento di novità previsto dal Testo unico del suddetto provvedimento, sarà il rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, in un contesto che renderà possibile affrontare i problemi connessi alle modalità di elezione e di svolgimento del mandato. Vengono valorizzati ed incoraggiati altresì accordi aziendali, codici di condotta e ‘buone prassi’ che orientino utilmente i comportamenti dei datori di lavoro.

Le cosiddette politiche “premiali” introdotte, rappresentano un altro aspetto centrale del ddl. Queste andranno a vantaggio delle aziende che sapranno ridurre in modo consistente gli infortuni nelle proprie attività (aspetto che verrà definito con apposita successiva normativa nelle forme e negli incentivi per esempio priorità nell’assegnazione di appalti). Verranno inserite inoltre misure di semplificazione, specie per le piccole e per le medie imprese, e sarà previsto il miglioramento del collegamento delle reti informatiche di enti ed istituzioni.

Prima che le nuove regole contenute nel provvedimento adottato il 13 aprile a Palazzo Chigi entrino in vigore, dovranno seguire degli appositi decreti delegati del governo per la definizione nel dettaglio delle norme che riguarderanno tutti i settori, tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, indipendentemente dalla qualificazione del rapporto di lavoro che li lega all’imprenditore. Adesso, secondo le dichiarazioni del premier, il problema è “avere gli ispettori, la sorveglianza, datori di lavoro consapevoli della responsabilità che hanno”. Considerato altresì “il fatto che i lavoratori molto spesso non amano usare le norme di sicurezza che sono obbligatorie”, per Romano Prodi “la legislazione fa la sua parte e la farà, ma ancora più importante è l’amministrazione e la severità nel sorvegliare che la legislazione venga attuata”.

Anche da Confindustria e dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, viene avanzata la richiesta di più controlli. Per Confindustria la sorveglianza va indirizzata alla lotta all’economia sommersa. Il ministro del Lavoro, da parte sua, batte in particolare sullo sblocco dei fondi destinati agli ispettori del lavoro, auspicando che si agisca in fretta. I dati Inail sull’andamento degli incidenti sul lavoro, infatti, suscitano un allarme che non si può giustificare con argomentazioni legate alla semplice casualità. Nel corso dello scorso anno vi sarebbero stati 1.115 morti nel settore dell’industria e dei servizi, 114 nell’agricoltura e 11 nel settore dei dipendenti statali. Nel solo comparto edile, compreso nel settore industriale, vi sono stati 280 morti. Il confronto tra il 2002 e il 2006 mostra, inoltre una crescita nel numero degli extracomunitari che registrano incidenti: dal 2002 sono saliti del 14,2% quelli mortali (anche se registrano un leggero calo nell’ultimo anno: dai 148 del 2005 ai 137 del 2006) e del 25,2% quelli non mortali.
Per il ministro Damiano, anche se i dati Inail indicano un calo degli incidenti mortali nel lungo periodo, dai 1.449 nel 2003 e poco meno di 1.300 nel 2006, l’aumento tra il 2005 e il 2006 è stato addirittura dell’11%.

Per altre informazioni sul ddl, consultare il sito:
http://www.governo.it/

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