Sicurezza: i formatori chiedono l'albo nazionale | Edilone.it

Sicurezza: i formatori chiedono l'albo nazionale

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I formatori per la sicurezza sul lavoro chiedono che venga istituito un registro nazionale con lo scopo di avere un’ulteriore certificazione della loro qualifica professionale e creare una sorta di codice etico cui attenersi nello svolgimento della propria mansione. È quanto è emerso in occasione del primo congresso nazionale dei “Formatori per la sicurezza sul lavoro”, che si è svolto ieri e ha riunito a Roma i rappresentanti di Firas-Spp, Federformatori e delle altre organizzazioni di settore: i formatori edili di FeSica-Confsal Edilizia, Anfos, Anfop e Anesa.

“L’obiettivo – ha spiegato Vivietta Bellagamba, vicesegretario generale vicario di Firas-Spp – è anche la nascita di una consulta interassociativa, un organismo democratico, con un rappresentante legale super partes, che ci rappresenti davanti alle istituzioni”.

Oggi sono 1.500 i formatori sulla sicurezza sul lavoro presenti in Italia e questa figura professionale è stata inizialmente prevista dal decreto legislativo 626 che è stato poi abrogato, e quindi con dal decreto 81/08, che obbliga i datori a formare i propri lavoratori in merito ai problemi che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il datore di lavoro, quindi, per adempiere a questo compito si avvale di figure professionali esperte nella materia, cioè i formatori.

Oggi per i formatori non ci sono norme che stabiliscono quali competenze si devono avere per operare nel settore. Interviene sull’argomento soltanto la norma Uni Iso 17024, che permette ai formatori di certificarsi attraverso un ente terzo.

di O.O.

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