Sicurezza cantieri: anche il subappaltante ha responsabilita' penali | Edilone.it

Sicurezza cantieri: anche il subappaltante ha responsabilita’ penali

In un caso di infortunio mortale, la Corte di Cassazione riconosce il concorso di colpa del subappaltante per omissione di misure di prevenzione del rischio da caduta

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La Corte di Cassazione (IV sezione penale, sentenza n. 12228 del 24 marzo 2015), ha stabilito che anche l’impresa subappaltante può avere responsabilità penali per l’infortunio di un lavoratore dipendente dall’impresa subappaltatrice, nel caso in cui l’evento abbia un nesso causale con una colpevole ed evidente mancata adozione di adeguate misure precauzionali da parte dell’impresa subappaltante.

La sentenza interviene in merito a un infortunio mortale occorso a un lavoratore alle dipendenze di una impresa individuale che aveva assunto in subappalto, da un’impresa affidataria subappaltante, l’intervento di sostituzione di lastre di eternit con alluminio in un edificio della società proprietaria committente dei lavori. Il lavoratore era deceduto dopo essere precipitato al suolo dal tetto del fabbricato, che era risultato privo di idonee misure di protezione e in particolare della tesata in acciaio per l’aggancio dell’imbracatura di sicurezza e delle reti di protezione dei lucernai.

I giudici della Sez. IV trattano anche il tema dell’ingerenza rilevante ai fini della responsabilità del committente dei lavori, richiamando la giurisprudenza secondo la quale la detta ingerenza “non si identifica con qualsiasi atto o comportamento posto in essere dal committente, ma deve considerarsi in un’attività di concreta interferenza sul lavoro altrui, tale da modificarne la modalità di svolgimento ed a stabilire comunque con gli addetti ai lavori un rapporto idoneo ad influire sull’esecuzione degli stessi. Non è invece considerata ingerenza del committente la “sollecitazione ad osservare le misure di sicurezza, ad adottare presidio di tutela, a comportarsi con prudenza e cautela”.

Massima

E’ compito del committente promuovere la cooperazione e il coordinamento nei lavori in appalto all’interno dell’impresa (art. 26 D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008, già art. 7 D.Lgs. n. 626/1994), e tale obbligo deve ritenersi escluso soltanto per i rischi specifici delle attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Tale esclusione è prevista non per le generiche precauzioni, da adottarsi negli ambienti di lavoro per evitare incidenti, ma per quelle regole che richiedono una specifica competenza tecnica settoriale, normalmente assente in chi opera in settori diversi dalla conoscenza delle procedure da adottare nelle singole lavorazioni.

Non può in alcun modo essere considerato rischio specifico quello derivante dalla generica necessità di impedire cadute nei confronti di coloro che operino in altezza (lavori in quota): questo pericolo si configura infatti come riconoscibile indipendentemente dalle specifiche competenze.

Nel caso specifico di “rischio da caduta”, qualora il lavoratore presti la propria attività in esecuzione di un contratto di subappalto, il committente è l’appaltante e tale soggetto è esonerato dagli obblighi antinfortunistici soltanto per le precauzioni che richiedono una specifica competenza tecnica nelle procedure da adottare in determinate lavorazioni.

Il committente risponde penalmente degli eventi dannosi subiti dai dipendenti dell’appaltatore quando si sia inserito nell’esecuzione dell’opera mediante una condotta che abbia determinato o concorso a determinare l’inosservanza di norme di legge, regolamento o prudenziali poste a tutela degli addetti, esplicando così un effetto sinergico nella produzione dell’evento di danno.

SCARICA LA SENTENZA N.12228

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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