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Prevenzione nelle opere di asfaltatura

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Dalla Regione Lombardia giunge un documento che potrà essere utile a molti degli operatori nel settore. E’ il “Vademecum per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle opere di asfaltatura”, che si occupa della valutazione dei rischi delle opere di asfaltatura e le misure di tutela dei lavoratori.

Frutto di un’indagine svolta nel settore, nei territori delle ASL di Lodi e Città di Milano, nell’ambito del progetto biennale PPTP-POPA (Progetto Prevenzione dei Tumori Professionali – Progetto Operativo Protezione Asfaltatori), il documento rileva come le opere di asfaltatura, pur rientrando formalmente nel grande comparto dei lavori edili, se ne discostino decisamente per le caratteristiche peculiari del ciclo produttivo, con inevitabili e concreti risvolti sui possibili rischi lavorativi e sul sistema aziendale della prevenzione.

In particolare, le indagini di monitoraggio ambientale e biologico hanno valutato i livelli espositivi ad IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici ) nel comparto asfaltatura: gli IPA sono, infatti, presenti sia nelle materie prime (asfalto, emulsione bituminosa), sia nei fumi di scarico dei mezzi d’opera.

Si precisano le differenze tra asfaltatura, bitumatura e catramatura e l’analisi dei singoli fattori di rischio: agenti chimici, rumore, scuotimenti, vibrazioni, vdt, microclima, polveri, agenti biologici, movimentazione manuale di carichi.

Il Vademecum contiene anche uno studio condotto su 100 addetti alle opere di asfaltatura.Dallo studio emerge che l’esposizione a fattori di rischio cancerogeni (idrocarburi policiclici aromatici) non si discosta dalle concentrazioni ambientali di fondo. Per quanto riguarda la vaccinazione antitetanica, si sollecita l’esecuzione del dosaggio anticorpale, se non si hanno dati dalle certificazioni/tessere vaccinali, prima di eseguire nuovamente tutto il ciclo. Viene proposta, oltre all’annotazione sulla cartella sanitaria e di rischio, l’istituzione di un registro delle vaccinazioni da conservare in azienda.
Il documento contiene anche l’analisi e le soluzioni sugli obblighi formativi, i D.P.I. necessari e le descrizioni dei cicli produttivi.
La Regione ritiene che il Vademecum possa essere utilizzato, oltre che dagli operatori delle ASL e dei SPSAL (Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) per le attività di vigilanza e supporto alle imprese; anche per verifiche interne ed autoanalisi da parte dai datori di lavoro, RSPP, RLS, medici competenti, associazioni, consulenti nell’ambito della sicurezza, nelle attività relative alle verifiche interne.

Gli interessati possono scaricare il vademecum:
lavoratori asfalto.pdf

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