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Prevenzione cadute dall’alto nei cantieri

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Da febbraio 2008, i ponteggi nei cantieri edili dovranno essere montati, modificati e smontati da personale specificatamente formato per eseguire queste operazioni. A ciò si aggiunga, che nel frattempo, le imprese dovranno adeguarsi, indicando in ogni cantiere un “preposto”, cioè un responsabile della squadra di “pontisti” incaricati di allestire le impalcature. Sia il preposto che i “pontisti”, dovranno essere dotati dal 23 febbraio 2008 dell’attestato di frequenza conseguito al termine di un apposito corso. In pratica dovranno ottenere un “patentino” indispensabile per poter lavorare in quota, cioè a un’altezza di oltre due metri da terra.

Le associazioni di categoria artigiane si sono mobilitate, predisponendo le lezioni necessarie (la durata minima prevista dalla normativa è di 28 ore) per avere il “patentino” richiesto dal decreto legislativo dell’8 luglio 2003 n. 235, entrato in vigore il 19 luglio 2005 e il cui decreto di attuazione è stato pubblicato nel gennaio 2006, con successive circolari interpretative. Disposizioni attese e che hanno così recepito in Italia la Direttiva comunitaria 2001/45/CE.

La normativa in oggetto muove dalla riscontrata circostanza per cui l’edilizia, oltre ad essere il secondo comparto per frequenza di infortunio, dopo il manifatturiero, trova nella caduta dall’alto la causa principale di infortunio. Per evitare di cadere, il presidio di prevenzione è appunto il ponteggio. Da qui la necessità di promuovere una formazione finalizzata ai compiti che dal prossimo febbraio dovranno essere affidati a soggetti specifici: il responsabile di squadra (il preposto) e gli addetti ai ponteggi.

Il legislatore ha indicato un soggetto responsabile durante non solo le fasi di montaggio e smontaggio, ma anche di mantenimento del ponteggio. Spesso il ponteggio viene utilizzato da più aziende in uno stesso cantiere, non solo dai muratori, ma dagli imbianchini, ecc. Adesso ci sarà il preposto che ne dovrà rispondere, senza rimpalli da una ditta all’altra.
Fino a febbraio, nel periodo di transizione, basterà un attestato del datore di lavoro a comprovare l’esperienza degli addetti (di almeno due anni nell’attività di montaggio, smontaggio o trasformazione di ponteggi, ndr); da febbraio in poi sarà obbligatorio dimostrare di aver partecipato ai corsi, esibendo l’attestato di frequenza. Per le imprese inadempienti scatteranno le sanzioni, amministrative, ma soprattutto – come previsto per quasi l’intera materia $-3concernente igiene e sicurezza del lavoro – penali. Se in un cantiere opereranno pontisti e preposti non muniti di patentino il datore di lavoro incorrerà nell’arresto da tre a sei mesi o in un’ammenda da 1.549 euro a 4.131 euro. I controlli verranno effettuati dall’Azienda Usl e dalla Direzione provinciale del lavoro.

Il decreto legislativo 235 del 2003 indica tre obblighi fondamentali per il datore di lavoro: il rispetto della normativa già in vigore sui ponteggi (in particolare il decreto del Presidente della Repubblica n. 164 del 7 gennaio 1956); la redazione da parte dell’impresa che monterà il ponteggio di un Piano di montaggio, uso e smontaggio (il Pimus, con una parte generale – sulla tipologia dei lavori, i dati dell’impresa incaricata, il tipo di ponteggio, ecc. – e una parte specifica – sul contesto ambientale, l’opera da realizzare, i sistemi di sicurezza) e la formazione obbligatoria del personale.

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